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Mastoplastica additiva, tutto quello che dovresti sapere

chirurgia plastica

Prima di prendere una decisione definitiva sul sottoporsi o meno ad un intervento di mastoplastica additiva, ogni donna si rivolge al mondo web per cercare tutte le informazioni possibili:

Le varie opzioni di intervento chirurgico;

Quante tipologie di protesi mammarie esistono;

Quali sono i rischi durante e dopo l’intervento chirurgico;

La convalescenza e il decorso postoperatorio;

Sfatare i vari miti nell’accogliere un corpo estraneo al nostro;

Leggere o partecipare a conversazioni sul web di donne che parlano della loro esperienza medica, e delle motivazioni personali per cui un intervento di chirurgia estetica ha rappresentato una vera e propria cura psicologica.

E’ importante, prima di far visita al chirurgo e avere realmente coscienza di cosa vuol dire sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva, prendere confidenza con l’argomento chirurgia estetica, analizzare se stessi, e scoprire il grado di importanza che un difetto fisico può avere sul proprio benessere fisico e psicologico.

Quali donne si sottopongono a questo tipo di intervento chirurgico?

Generalmente le donne che desiderano aumentare il volume del seno, sono quelle che hanno affrontato una gravidanza, oppure una dieta dimagrante, cause di uno svuotamento del seno e di una riduzione del volume. Oppure, semplicemente, si tratta di donne molto giovani che associano il concetto di femminilità alla bellezza di un seno prosperoso. In ogni caso, è fondamentale aprirsi e curare prima di tutto l’aspetto psicologico, e se l’intervento chirurgico rappresenta la soluzione alle proprie insicurezze diventa anche una propria responsabilità, in quanto si racconta di donne felici e che si descrivono come rinate dopo l’intervento e di donne che se potessero tornare indietro non rifarebbero la stessa scelta.

Come avviene l’operazione?

L’intervento può essere eseguito sia in anestesia totale che locale. Nel primo caso, il paziente viene addormentato completamente, e dovrà rimanere a letto anche il giorno successivo; nel secondo caso, invece, salvo complicazioni, potrebbe essere dimesso il giorno stesso in cui è avvenuto l’intervento.

Dopo il momento dell’anestesia ci sarà quello dell’operazione vera e propria, con l’inserimento di una protesi mammaria mediante incisione. Questa fase può avvenire secondo diverse tecniche: può essere inciso di circa 5cm il solco sottomammario, oppure il cavo ascellare oppure il contorno inferiore dell’areola; tecnica ulteriore è quella che si svolge attraverso l’inserimento della protesi per via transombelicale. La durata dell’operazione è di circa due ore, e i tempi di ripresa variano dalle 3 alle 6 settimane.

Qual è il prezzo medio per una mastoplastica additiva?

Il prezzo per l’esecuzione di una mastoplastica additiva varia in base a diversi fattori, si stima, infatti, dai 5000 ai 7000 euro. Il prezzo può lievitare in base alla scelta del chirurgo, infatti, se si tratta di uno specialista noto, con anni di esperienza, ed un alto numero di interventi eseguiti con successo, il prezzo lieviterà in proporzione; altro fattore, che incide sul costo della mastoplastica additiva, è il tipo di tecnica utilizzata per l’inserimento della protesi mammaria, e il tipo di anestesia, infatti, se generale, sarà più alto perché si ha un decorso post operatorio più lungo, con tempi di permanenza in clinica maggiori.

CURARSI CON LE ROSE

Curarsi con le rose è possibile. Esiste tutta una parte di cosmesi naturale che si avvale delle proprietà delle piante. Da sempre in realtà i cosmetici naturali sono utilizzati per la cura e il benessere della donna ma proprio in questi ultimi anni la tendenza bio sta prendendo campo. Le proprietà delle rose non sono nuove nel campo della cosmetica, esse infatti sono dettate anche nel “De materia medica”, il più antico trattato di medicina e botanica della storia.

Le varietà delle rose sono molteplici, quelle più utilizzate in cosmesi naturale sono la rosa canica, la rosa di macchia, la gallica, la centifolia o rosa di maggio, la damscena o rosa bulgara e la mosqueta.

Delle rose si utilizzano sia i petali, che le bacche, persino le radici. Ad esempio, dalla rosa gallica, quella rossa per eccellenza, la rosa dell’amore in pratica, si traggono dei petali scarlatti il cui ricavato ha un effetto lenitivo, astringente e tonificante.

Invece dalla rosa centifolia si ricava un estratto che, usato secco e liofilizzato, risulta ricco in pectine. Tali sostanze sono utili per contrastare i processi di disidratazione, in quanto creano uno scudo igrometrico che continua a fornire la corretta idratazione alla pelle.

La rosa mosqueta è ricca di acidi grassi essenziali polinsaturi, indispensabili per la rigenerazione della membrana cellulare e il rinnovamento dei tessuti cutanei. La rosa mosqueta ha la capacità di contrastare l’iperpigmentazione e offre una azione protettiva della barriera cutanea.

La rosa damascena invece ha una notevole proprietà anti ossidante, essa favorisce la tonicità dei tessuti e rallenta così il processo anti-age.

Scorrendo alcuni usi, curarsi con le rose è possibile ad esempio se si fa il bagno con i petali, essi hanno un’ottima azione rilassante, tonificano la pelle e alleviano i disturbi legati al sistema nervoso. Tramite l’acqua calda, l’applicazione dei petali di rosa sulla cute porta giovamento a chi soffre di reumatismi.

Curarsi con le rose è possibile anche assumendo il the fatto con i petali di rosa. Esso è utile per combattere il raffreddore, la faringite ed altri disturbi, in quanto è ricco di vitamina C, quindi rafforza il sistema immunitario.

Quanto può influire un lavoro sedentario sulle nostre condizioni di salute?

Lavoro in ufficio

Chi svolge un lavoro sedentario, e occupa la stessa postazione per più di otto ore, va’ incontro ad una serie di conseguenze anche gravi. Gli studi svolti sulla questione “lavoro sedentario” evidenziano problematiche come: incremento del rischio di diabete, aumento del livello dei trigliceridi nel sangue, e, dunque, aumento del rischio di infarti e di malattie cardiache. Inoltre, anche la work station, ovvero, la postazione, o meglio, la seduta del lavoratore può diventare un problema reale per la colonna vertebrale. Non tutti hanno la fortuna di aver sviluppato durante la crescita una postura corretta, quindi, per coloro che non riescono a mantenere naturalmente una posizione corretta, con cosce in posizione parallela al suolo e ginocchia piegate ad angolo retto, gli specialisti consigliano l’utilizzo di uno schienale caratterizzato da un supporto, che faccia da sostegno al tratto lombare.

I mali da ufficio più comuni sono rappresentati da malattie articolari, dolori al collo e alla schiena, causati, infatti, da una seduta sbagliata, dopo ore ed ore trascorse davanti al monitor di un computer. Gli specialisti sottolineano la responsabilità della sedia utilizzata in ufficio, inadeguata per trascorrere lunghe giornate lavorative, in quanto peggiora i problemi di salute. Infatti, le migliori sedie per ufficio che aiutano a mantenere una postura corretta, sono le sedie ergonomiche senza schienale, adatte a prevenire problemi per la colonna vertebrale, e, inoltre, il peso non avviene sulle ginocchia ma sulla parte anteriore della gamba. Altra soluzione vincente è rappresentata dal pallone terapeutico, perché oltre a far sviluppare una seduta corretta, stimola la muscolatura paravertebrale, infatti, risulta essere la soluzione ideale per le persone più giovani.

Ma cos’altro possiamo fare per limitare i mali e i danni? Beh, è molto semplice quanto complicato, per difficoltà di organizzazione e per mancanza di buona volontà! Infatti, i medici raccomandano movimento e attività fisica, per limitare i danni causati al corpo dall’assenza totale di moto durante la giornata. Ma buone notizie per i più pigri arrivano da studi recenti, svolti da un gruppo di ricercatori australiani e americani, secondo cui è possibile rimediare ai danni causati dall’inattività con pochissimo impegno e fatica!

Come? Alzandosi più volte durante la giornata lavorativa e fare piccole camminate all’interno dell’ufficio: magari dirigendosi verso la stampante, telefonare stando in piedi e passeggiando avanti e indietro; insomma, si esige veramente il minimo sforzo! Inoltre, secondo tali studi il solo sforzo di alzarsi dalla sedia comporta che il metabolismo umano brucia il doppio delle calorie, e uno sforzo energetico non indifferente da parte dei muscoli. Dunque, la soluzione migliore per mantenersi in salute è svolgere un’attività fisica che risulti a piccole dosi ma che sia frequente nel corso della giornata, evitando sforzi, attività intense, stancanti e che durano ore a fine giornata.

Dormire bene: ecco gli errori da non commettere

Dormire bene significa riposare per almeno nove ore a notte: solo così è possibile affrontare al meglio una nuova giornata. Tuttavia esistono alcuni errori che molti di noi commettiamo e che andrebbero assolutamente aboliti se si desidera godere in pieno del sonno notturno. Ma di cosa stiamo parlando nello specifico? Scopriamolo insieme e vediamo quali sono gli errori comuni da evitare per dormire bene.

Innanzitutto sono da bandire il caffè e qualsiasi altra bevanda a base di caffeina. Perché? Perché la caffeina è un’eccitante naturale e di conseguenza impedisce il rilassamento di corpo e mente. Il consiglio è di limitarne il consumo o se possibile, di escluderlo totalmente. In particolare, evitate di assumere il caffè durante le ore pomeridiane e ovviamente, in prossimità della sera.

Un altro errore da non commettere se si desidera dormire bene, riguarda gli spuntini fatti dopo cena.
Questa cattiva abitudine pregiudica seriamente il vostro sonno, come anche la vostra dieta. Assumere cibo poco prima di coricarsi, sollecita il metabolismo e forza l’intestino e lo stomaco a tenere ”attivo” il vostro organismo.

Qualcuno potrebbe perfino pensare che bere bevande alcoliche di sera aiuti a rilassarsi e dunque a dormire meglio. Assolutamente sbagliato, ecco un altro errore che non dovete commettere per dormire bene. L’alcol, è vero che aiuta ad addormentarvi, ma riduce la fase REM considerevolmente, privandovi di un corretto e piacevole riposo.

Un errore da non tralasciare per dormire bene, è anche quello di andare a letto in orari diversi. Il corpo è dotato di una sorta di “orologio interno” che amministra il sonno e il riposo, pertanto è bene non danneggiarlo e seguire una routine.

Infine, stare troppe ore d’avanti al computer o alla tv è un’altra cattiva abitudine che compromette seriamente il riposo notturno. Infatti, la luce generata da questi dispositivi, intacca la produzione di melatonina, sostanza essenziale per un corretto riposo.