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Consigli e notizie su come stare bene e rilassarsi all'insegna del benessere

Correre rende creativi, lo afferma una ricerca (FOTO)

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Correre fa bene, questo è un dato di fatto. Aumenta la resistenza, aiuta a tenere sotto controllo il peso e la pressione sanguigna e contribuisce anche a migliorare il nostro umore, permettendoci di sfogare la rabbia e lo stress della giornata. Ma c’è anche un altro beneficio che una sana corsa produce: aumenta la creatività.

Ad affermarlo è una ricerca internazionale commissionata da Brooks Running che, nell’occasione del Global Running Day del 1 giugno, ha intervistato ben 7000 persone appassionate di corsa provenienti da ogni parte del mondo. Il risultato è stato chiaro: 6 persone su 10 afferma che correre aiuta a schiarirsi le idee e a trovare un modo creativo per risolvere i problemi quotidiani.

Insomma, correre da una svolta alla propria giornata, la migliora. Ed è per questo che la maggior parte, il 97% degli intervistati, preferisce farlo di mattina. In questo modo si riesce a ricevere la carica giusta per affrontare ogni tipo di problema e fatica. In particolare il 60% delle persone riscontra una maggiore energia nell’affrontare gli impegni lavorativi, il 44% avverte un miglioramento in termini di autostima e umore, il 26% si sente più tonico e reattivo quando corre.

credits photo:  ansa.it
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Susana Pezzi Rodriguez, Communications Manager di Brooks Italia, ha affermato: “i risultati della ricerca ci confermano quello che da tempo già sappiamo, cioè che correre ha il potere di cambiare la vita delle persone. Non a caso la filosofia alla base del nostro brand è Run Happy: la corsa vista non come performance ma come attività che fa bene all’umore, alle relazioni e alla vita”.

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Altri dati sono emersi dalla ricerca. Solo al 4% delle persone piace correre in città, il resto preferisce spostarsi altrove: il 49% al mare, il 30% in campagna e il 17% in montagna. Più della metà degli intervistati ha iniziato a correre da autodidatta e molti, dopo la corsa, condividono le loro performance sui social. A fare da sottofondo alla corsa ci pensa la musica. Cuffiette alle orecchie, gli stili più amati sono, in ordine, il rock, la musica dance e il pop. Infine le più attive sembrano essere le donne: sono 6 su 10. La maggior parte di loro va a correre senza nessun make-up e indossa il reggiseno sportivo anche durante la giornata.

Proteggere i tatuaggi dal sole, ecco come fare

Credit: www.mbamutua.org

Curare i propri tatuaggi dovrebbe essere una procedura da seguire tutto l’anno, anche se il momento di massima attenzione si dovrebbe avere durante l’estate.

Perché i raggi del sole sbiadiscono i colori e fanno “appassire” le nostre meravigliose tele su pelle, oltre ad avere un impatto piuttosto importante sul derma che è venuto a contatto con l’inchiostro. Spesso si è sentito, anche in tv, quanto sia rischioso esporre i tattoo al sole senza protezione, e non possiamo negarlo, anche senza sapere gli effetti reali sul lungo termine.

In ogni caso è consigliabile, se non obbligatorio, usare sempre la crema solare, almeno durante i tre mesi più caldi dell’anno e specialmente se si va al mare. In spiaggia e in montagna la protezione è obbligatoria e non vogliamo sentire scuse.
Il discorso, poi, si fa più importante se parliamo di tatuaggi freschi di studio. È risaputo che i tatuaggi appena fatti non possano entrare in contatto con sole, cloro, sabbia, sudore e sale per almeno due o tre settimane – in base alla grandezza e al tipo di lavoro fatto – e quindi non è per niente auspicabile farsi marchiare con l’inchiostro prima della partenza verso l’attesissimo mare.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, c’è solo una parola da tenere in conto: cotone. Questo, infatti, protegge dal sole e lascia respirare la pelle, dando la possibilità al tattoo di guarire in sicurezza.
Il consiglio finale rimane comunque quello di evitare di esporre il tatuaggio al sole per troppo tempo, seppur con la crema solare, in caso contrario abbondate con la lozione in modo di averlo sempre riparato.

Dieta: quando è possibile boicottarla

credits: elle.it

Quando si inizia una dieta, lo sanno tutti, si vede pian piano il Mondo sgretolarsi. Inizia quel periodo nero, più scuro della mezzanotte, più tetro di un’autopsia, più triste della morte del tuo personaggio preferito di una serie televisiva. Se stai iniziando la dieta lo sai bene, dovrai essere libera nelle tue scelte e dire di no alle richieste insistenti del tuo stomaco. Dovrai essere in grado di rinunciare a quei piccoli piaceri culinari e di respingere le braccia che i tuoi cibi preferiti ti tenderanno. Passerai giornate intere a chiederti se ce la farai a passare noncurante tra gli scaffali del supermercato mentre gli occhi dei biscotti che più ti piacciono saranno puntati addosso a te.

Se c’è un detto che dice “chi bella vuole apparire un poco deve soffrire” non è certo un caso. La dieta è sofferenza, una sorta di punizione per qualche peccato commesso in chissà quale vita precedente. Abbiamo sempre vissuto con questa convinzione: la dieta è una cosa seria e non deve essere trasgredita. Sbagliato, la dieta va, assolutamente, tassativamente trasgredita. Non sempre, è chiaro, ma a volte fa bene.

Lo dimostra un recente studio condotto sul Journal of Consumer Psychology: i peccati di gola commessi durante i mesi strazianti di dieta ci aiuterebbero a portarla a termine più facilmente. Chiamate propriamente “deviazioni edonistiche pianificate”, le piccole dosi di gioia che assumono l’aspetto del cibo ci danno la carica giusta per affrontare un rigido regime alimentare per tutto il tempo stabilito in partenza.

Lo studio è stato fatto su un campione di donne e uomini che stavano cercando di portare a termine la loro dieta. Gli esperti volevano sapere se fosse più attrattiva l’idea di poter mangiare 1500kcal al giorno o quella di seguire una rigorosa dieta da 1300kcal al giorno sapendo, però, di avere ogni fine settimana, un giorno in cui le calorie da poter assumere superavano le 2500kcal.

Un gruppo ha optato per la dieta più equilibrata, da 1500kcal al giorno, un altro gruppo per quella più gustosa. Alla fine, il cibo, come sempre, ha dato i suoi risultati. Sapere di arrivare alla fine della settimana e di poter boicottare la dieta ha fatto affrontare questo ristretto regime alimentare più di buon grado.

Imporsi di seguire una dieta povera per un mese o anche di più va certamente bene, ma è necessario intervallare un giorno a settimana in cui rispettare le calorie non sia un obbligo. A volte, basta solo sedersi e cominciare ad assaporare il pezzo di torta giusto.

10 motivi per cui non riesci a dimagrire

Credit: esteticamente.it

Almeno una volta nella vita, tutti noi ci siamo guardati allo specchio e abbiamo deciso di cominciare la spaventosa dieta. I presupposti – avere un bel fisico e star bene con se stessi – ci sono e quindi si inizia ciò che potrebbe essere considerato un vero e proprio incubo, soprattutto per chi è una buona forchetta. Capita, però, che dopo aver rinunciato per un mese a dolci e quant’altro, saliamo sulla bilancia e i chili stanno sempre lì. In poche parole, non abbiamo ottenuto alcun risultato.

Non dobbiamo dare la colpa al nostro nutrizionista, incolpandolo di non saper svolgere il proprio lavoro. Piuttosto, bisogna tenere a mente queste 10 ragioni che possono ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo principale, ossia perdere peso.

1. Meno palestra e più dieta

Si pensa che, anche stando a dieta, ci si possa concedere qualche forchettata in più solamente perché si va in palestra e facciamo mezz’ora in più in sala pesi. Sbagliato: la dieta deve essere rispettata, senza se o ma ed ovviamente deve essere accompagnata da un equilibrato esercizio fisico.

Credit: greenstyle.it
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2. Vita sedentaria

Stare tutto il giorno seduti dietro una scrivania sicuramente non aiuta. Non c’è miglior alleato della dieta se non l’attività motoria. Cercate, allora, di passeggiare quanto più possibile sfruttando i tempi morti durante le giornate, come la pausa pranzo, oppure di concedervi una mezz’ora da dedicare alla camminata. Ne gioverà anche la vostra schiena.

Credit: yahoo.com
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3. Insonnia

La mancanza di sonno può far aumentare il peso corporeo. Una bella dormita, circa 7 ore a notte, può migliorare i risultati della dieta.

Credit: wired.it
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4. Bibite dietetiche

Non bisogna farsi ingannare dall’etichetta dei prodotti, specialmente se questi sono ‘dietetici’. Molto spesso, infatti, nelle bibite zero-calorie è presente un dolcificante artificiale che non ci aiuta a perdere peso. Meglio una spremuta o un centrifugato fatti in casa o un bicchiere d’acqua.

5. Stress

Così come può farti dimagrire, lo stress a volte è uno dei fattori che porta all’aumento di peso a causa della produzione di cortisolo. Mole volte, infatti, capita di sfogare le nostre preoccupazioni sul cibo.

6. Disturbi mentali

La depressione, così come le malattie mentali, ha come conseguenza anche l’aumento del peso, oltre che a un senso di tristezza eccessiva e basse energie. Bisogna sempre parlarne con i propri familiari e con un esperto in modo da combattere questi disturbi.

7. Assenza di cibo

Non mangiare è sicuramente la strada più facile per dimagrire ma è anche la più rischiosa da seguire. Questo perché, se il corpo non è abituato a mangiare più i carboidrati, assumerà il doppio quando li si mangeranno nuovamente. Essere a dieta significa seguire un’alimentazione sana e bilanciata e, soprattutto, mangiare tutto in quantità ridotte.

8. Cibo già pronto

Comprare il cibo già pronto o surgelato può essere comodo ma di certo non salutare. Non si sa mai quali e quanti condimenti e conservanti sono presenti proprio in quei cibi. Molto meglio preparare a casa la nostra cena tenendo sotto controllo le calorie.

Credit: dietagratis.com
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9. Troppo tapis roulant

Colui che ci sembrava un valido alleato per perdere peso, è in realtà un nemico. Non intendiamo dire che il tapis roulant non ci aiuta a modellare il nostro fisico, però è bene inserire nel circuito anche esercizi con i pesi che aiuteranno a rinforzare i muscoli e a bruciare di più.

Credit: alassiosalute.it
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10. Disattenzione quando si mangia

Essere distratti nel momento del pranzo o della cena non ci aiuta per niente. Chi è distratto, infatti, tende a mangiare di più rispetto a chi è concentrato sul proprio piatto.