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Cybernews: arriva il selfie volante

Credit: technabob.com

La tecnologia unita alla moda si evolve in modo davvero esagerato. Ce lo può confermare la mania dell’anno, il selfie – foto che ci si scatta con la fotocamera interna dei cellulari – che ha contagiato davvero tutte le generazioni, vip e non.

L’ultima novità arriva dal progetto che vede la creazione di una fotocamera volante, Hover Camera, creata da Meng Qiu Wang, lavoratore presso l’azienda che sviluppa dispositivi robotici, chiamata Zero Zero Robotics. Questo nuovo modello di fotocamera, che verrà presentata a breve, potrà scattare foto senza l’aiuto di braccia o ‘bastoni’ per i selfie. La sua caratteristica fondamentale è, infatti, la sua capacità di volare grazie a quattro eliche e di riconoscere i movimenti del corpo seguendo lo spostamento del volto. Inoltre, grazie al sistema sonar che traccia la sua posizione, evita di colpire gli oggetti circostanti nella fase di volo. Tra le altre funzioni vi è anche quella che riguarda la possibilità di fare una panoramica di un paesaggio a 360°. Insomma, tutto quello che si deve fare è accenderlo e lasciar fare tutto a ‘lui’.

Vediamo, allora, come è composta la Hover Camera: il telaio, che racchiude un circuito di intelligenza artificiale, è in fibra di carbonio – quindi molto leggero e resistente – e pesa meno di 250 grammi; la fotocamera da 13 mega pixel è capace di registrare anche i video in 4k. Wang, inoltre, aggiunge: “ Sul device c’è un hotspot WiFi e con la connessione 4g è possibile postare le foto appena scattate sui social network“.

Purtroppo, bisogna aspettare ancora un po’ prima di poter vedere nelle vetrine questo fantastico oggetto che renderà la vita dei Self-maniaci sicuramente molto più semplice. Nel frattempo, ci si preoccupa di sviluppare e mettere a punto la fotocamera al fine di migliorarla.
Una vera e propria rivoluzione cybernetica per gli amanti della fotografia e, in particolare, dei selfie.

A Londra aprirà il primo ristorante per nudisti

www.lifestar.it

Vi piacerebbe provare un’esperienza primitiva? So che la domanda non è molto chiara, per cui la riformulerò: vi andrebbe di fare qualcosa che vi ricongiunga con le vostre esigenze primordiali?
Il prossimo giugno verrà inaugurato a Londra il Bunyadi, un ristorante rivoluzionario che consentirà ai suoi clienti di mangiare completamente nudi.
L’attività resterà aperta per tre mesi e il suo concept non è basato esclusivamente sul nudismo ma sulla volontà di offrire al pubblico una esperienza primitiva.

I clienti del Bunyadi potranno consumare il proprio pasto a lume di candela, seduti su ceppi d’albero e utilizzando piatti particolari di terracotta.
La disponibilità sarà di circa 46 coperti mentre il menu è ancora sconosciuto; le indiscrezioni sostengono che sarà adatto anche ai vegani.
Di sicuro spogliarsi in pubblico potrebbe comportare qualche imbarazzo, per questo motivo saranno predisposte delle aree in cui potersi denudare lontani da sguardi indiscreti.

Seb Lyall, fondatore della Lollipop (la stessa agenzia che ha realizzato a Londra l’ABQ, il bar-caravan ispirato alla popolare serie tv Breaking Bad) ha dichiarato:
La nostra idea è proporre un’esperienza del tutto liberatoria; le persone avranno la possibilità di passare una serata senza alcun tipo di agenti inquinanti: sostanza chimiche, coloranti artificiali, senza riscaldamento, telefoni, elettricità e, se lo desiderano, anche senza vestiti.
I prezzi si aggireranno intorno alle 60 sterline e le prenotazioni sono già arrivate a 9 mila.

A Londra anche i cani potranno fare il brunch

credits: www.amoreaquattrozampe.it

Se dopo tutti questi anni di stramberie avete pensato che Londra, sogno di milioni di persone in tutto il Mondo, avesse staccato la linea del traguardo finale dell’inventiva umana possibile, la notizia è che vi stavate sbagliando. Quando tutti gli altri Paesi osservano le manie avanguardiste londinesi dal binocolo, oltre il canale della manica non si smette mai di sorprendere.

È proprio nella capitale britannica che nasce il primo café da brunch per i nostri amici a quattro zampe. Eppure nella capitale se ne sono viste di tutti i colori, dai campi picnic per i maialini fino ai bar fatti per le civette. Ma un café per i cani ancora non si era mai visto e, a dire la verità, nemmeno mai pensato. Perché solo alle menti eccelse dei perfetti inglesi poteva sfiorare il pensiero di creare un posto dove far ristorare i nostri cani dopo una passeggiata al parco.

Il ristorante, è strano anche solo a dirlo, prenderà il nome di “Bites and Bones” e i cani potranno mangiare di tutto e di più. Scegliendo tre portate diverse, il loro stomaco affamato sarà preso dall’imbarazzo della scelta tra salsicce con riso nero, bistecca di maiale o costine di agnello, patate dolci e biscotti di burro d’arachidi accompagnati da del gelato. Insomma, un ristorante a tutti gli effetti. A sostenere ciò, la compagnia che si occuperà di tutta la gestione ha ideato anche una sorta di birra “dog-friendly” che disseterà le lingue lunghe dei cani.

Certo ci saranno dei casi in cui tre portate saranno troppo poche per i cani più ingordi ma i padroni provvederanno a comprare loro delle crocchette, che sarà possibile trovare anche nel café. La verità è che noi, da questi inglesi, non possiamo che imparare.

I bonsai più belli del mondo (FOTO)

I bonsai più belli del mondo
bonsaigiardinizen.org

L’arte del bonsai, perché non c’è dubbio si tratti di una meravigliosa forma d’arte, ha origine in Cina ma ha trovato la sua esplosione in Giappone. La traduzione letterale dal giapponese del termine “bonsai” è “piantare in bacinella“; questa non è una solo una semplice parola ma racchiude in sé tanti concetti. Coltivazione, cura ed educazione verso la Natura uniti dalla filosofia e dall’arte.
E’ un miracolo di tecnica e di pazienza in cui i giapponesi sono veri maestri da millenni, non c’è da stupirsi dunque se la quasi totalità di questa selezione dei bonsai più belli del mondo è stata creata proprio da giapponesi.

Bonsai acero rosso in Autunno

I bonsai più belli del mondo
boredpanda.com

Il bonsai acero rosso grazie ai suo colori sgargianti, che lo rendono molto decorativo, è apprezzato dai collezionisti. Questo è proprio un albero in miniatura in quanto l’acero, in natura, può raggiungere anche i 20 metri; quello della foto non supera il metro e cinquanta.

Dragone

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Guardatelo bene. Il tronco, le parti verdi, nell’insieme sembra proprio un dragone ad ali spiegate. Questo bonsai sopravvive da oltre 850 anni, regalando a chi lo guarda un senso di libertà.

Stile foresta

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L’unico stile che permette di unire più piante all’interno di un unico vaso è lo stile foresta. Sono state ricreate delle vere e proprie foreste in miniatura che permettono di modellare anche un paesaggio completo di casette.

I bonsai più belli del mondoI bonsai più belli del mondo
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Sappiamo che gli Hobbit sono piccoli ma riusciranno a passare da quella porta?

Bonsai scampato ad Hiroshima

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Questo bonsai, la cui “nascita” è stata stimata intorno al 1625, è stato donato dal suo ultimo proprietario Masaru Yamaki all’Arboretum’s National Bonsai and Penjing Museum di Washington per celebrare il bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Solo nel 2001, grazie ai nipoti di Yamaki si è scoperto il valore particolarmente simbolico del gesto. Oltre ad aver superato indenne guerre e terremoti il pino bianco è sopravvissuto anche alla bomba atomica lanciata dagli Usa a Hiroshima durante la Seconda Guerra Mondiale grazie alla serra che lo proteggeva.

Apple bonsai

I bonsai più belli del mondo
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Non parliamo di un nuovo prodotto tecnologico della Apple ma di un vero e proprio bonsai di un melo, che riesce a dare anche i frutti. Di solito i bonsai da frutto consigliati sono quelli che producono frutta piccola a causa del peso eccessivo che non può sostenere la pianta e dei valori estetici collegati alla filosofia Zen; ma non sempre accade questo.

I bonsai più belli del mondo
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Azalea

I bonsai più belli del mondo
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L’”Albero delle rose” è il nome in latino di questo bonsai dal portamento elegante e dalla fioritura spettacolare. Proprio queste due caratteristiche lo rendono perfetto per l’arte del bonsai.

Coltivare un bonsai non è affatto semplice perché vanno seguite alla lettera delle regole non solo botaniche ma anche estetiche. Questo però non deve spaventarci ma anzi deve essere il punto di partenza, lo sprone, che potrebbe avvicinarci a questa forma d’arte millenaria. Che lo facciate perché amate le piante o per rilassarvi dopo una lunga giornata di studio o di lavoro iniziare a prendersi cura di una piccola pianta potrebbe proprio fare al caso vostro. E poi può darsi che tra un paio di anni scriverò un articolo che parlerà proprio di voi e del vostro piccolo bonsai.