lunedì, 23 Maggio 2022

L'amore precario

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Quello che abbiamo imparato sull’amore da Gabriel García Márquez

Credits: www.vitespeciali.it

Domenica 6 marzo 2016. Una giornata come le altre, ma non per gli amanti di Gabriel García Márquez, che esattamente ottantanove anni fa nasceva ad Aracataca, in Colombia. Premio Nobel per la letteratura nel 1982, una delle figure più importanti della corrente del realismo magico, uno degli autori più famosi in America Latina e non solo, considerando la sua influenza su tutta la letteratura mondiale. Un autore a 360 gradi che, con la sua morte nell’aprile 2014, ha lasciato un vuoto indelebile.

Un vuoto che, però, tutti noi che lo amiamo – per la sua incredibile attività di giornalista e scrittore, per le sue storie che ci hanno catturato tanto da farci sentire protagonisti – siamo riusciti a colmare, facendo nostri tutti i suoi insegnamenti sulla vita, sulla morte, sulla letteratura, sulla poesia, sul passare del tempo. E sull’amore, uno dei temi centrali per Gabo.

Perché quello che abbiamo imparato sull’amore da Gabriel García Márquez è importante e, soprattutto, ci ha aiutato a capire una cosa fondamentale nella nostra vita: che l’amore esiste. Esiste davvero. L’amore vero, quello che sorprende una mattina qualunque, davanti alla porta di casa e con un telegramma stretto nella mano. Quello che, nonostante le mille lettere d’amore, aspetterà “cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese” prima di poter passare il resto della sua vita insieme a te.

Gli amori impossibili non esistono: in amore non sono possibili i se e i ma. Se ami qualcuno, lo ami con tutto te stesso e niente sarà da ostacolo, né un marito che nonostante i tradimenti si continua ad amare, né le donne che vorrebbero averti, perché in ognuna di loro non fai che vedere l’immagine dell’unica che riesci ad amare, senza sapere nemmeno come tutto è iniziato. E andando incontro a qualcosa che è un grande punto di domanda.

L’amore è talmente forte da avere gli stessi sintomi del colera, da diventare un’ossessione difficile da mandare via, dal cuore e dall’anima, ma anche dalla ragione, che ne viene inesorabilmente travolta. Dopo tutto è proprio l’amore ad essere il motore di ogni cosa, della vita stessa e di intere generazioni. Se l’amore è amore vince sempre, si trasmette e può arrivare a tenere in piedi intere famiglie.

Da Gabriel García Márquez abbiamo imparato anche che l’amore non è solo sesso. Un pensiero fisso nella mente può essere più intenso di un rapporto fisico, va al di là del corpo e di qualsiasi brivido dovuto al tocco della persona amata. L’amore che si prova può togliere la capacità di fare qualsiasi cosa che non abbia a che fare con l’amante, può far vedere tutto il resto in modo sfocato, come se il mondo fosse abitato da sole ombre e gli unici a splendere siete voi. Ma solo se siete insieme, mano nella mano. Con i cuori vicini e gli occhi che parlano.

Il grande scrittore ci ha insegnato anche un’altra cosa, che il tempo è nullo in confronto all’amore. Se si provano sentimenti forti il tempo non esiste, perché l’amore va contro ogni barriera, anche contro il passare degli anni che tanto ci spaventa. Perché non c’è cosa più bella che aspettare l’amore, tanto da soffrirne, tanto che quando arriva il tempo ci sembrerà solo un numero, piccolo ed insignificante.

Amore, bastone quadrato buco rotondo

www.bergamopost.it

Vi siete mai sentite come un moscone che sbatte contro un vetro? Mi auguro di si. O meglio, in verità non spero che abbiate mai provato la sensazione di quando sei ubriaco e tenti di opporti al senso di vomito, ma sapere che nel percorso di ogni donna ci sia un piccolo momento di espiazione obbligato dona un certo conforto. Perché ci sono sentimenti che nella vita ti fanno sentire come quando tenti di scendere dalle scale mobili al contrario, mentre indossi il cappotto più pesante che possiedi e fuori qualcuno ha deciso che è primavera.
Ci sono amori capaci di renderti più inerme di un randagio, più triste di una tigre da circo, con lo sguardo assente e rassegnato di chi sa che sta sciupando la sua vita in una gabbia. Per cosa? Per niente, perché di niente si tratta. Eppure certe volte si fa più fatica a digerire un certo ‘niente’ che un panino con la porchetta.

Ho conosciuto donne con lo sguardo fisso nel finestrino, quello di quando lui guida l’auto e tu parli in cinese. E lui in Cina non c’è mai stato, e di cinese non capisce nemmeno una parola. Ed è probabile che in quel momento tu abbia anche sviluppato occhi a mandorla minuscoli, così straordinariamente piccoli da impedirgli di capire che stai evaporando. Come quei profumi in bottiglia da cui escono i bastoncini.
Perché è impossibile uscire vivi da un amore unilaterale, quello di quando tu hai la sua prima mail custodita nel portafoglio e lui non è in grado di riconoscerti quando sei di spalle. Ed è addirittura capace di confonderti con qualcuno che abbia capelli più corti e di un altro colore.
Qualcuno in grado di ignorare chi sei e cosa ti piace, capace di regalarti una macchina da espresso quando tu sei intollerante al caffè.

Eppure certe volte penso che in quei casi ci sia proprio una barriera linguistica che separa le persone, qualcosa che disturbi il segnale e che trasformi una relazione nel gioco del telefono che facevamo da piccoli.
Perché il messaggio distorto proviene da uno solo o da entrambi, ma nel mio giudizio ho imparato a condannare sempre tutte le parti. Perché è impossibile compatire chi distrugge un germoglio, ma anche chi si ostina a lucidare una scarpa bucata. Di quelle che quando piove ti si bagnano tutti i piedi ma che ti ostini a portare, perché l’emozione di quando le hai scelte è più forte dell’acqua che viene giù durante un temporale.
Eppure nel lustrarle continui a sentire dentro devozione e rabbia, mista a quell’amara consapevolezza che quello che tenti di proteggere dalle furie dell’inverno altro non è che un errore di calcolo. Di chi non è dato saperlo.
Perché in nessun caso 2+2 fa 5, così come in nessun caso, per quanto tu lo desideri, un bastone quadrato può entrare in un buco rotondo.

Amore in pubblico, quando anche un bacio è proibito

bacio

“L’amore è quella cosa che tu sei da una parte, lui dall’altra, e gli sconosciuti si accorgono che vi amate! Chest’è..” Questa bellissima frase di Massimo Troisi esprime forse quello che l’amore dovrebbe essere. Non c’è bisogno di scambiarsi effusioni per far capire al mondo quando due persone si amano, è come si guardano e l’intesa che c’è tra di loro la vera dimostrazione. Forse però la pensiamo così perché nessuno ci proibisce di dare un bacio al nostro ragazzo quando ne abbiamo voglia, anche in strada, in un bar o al cinema. Ci sembra scontato, qualcosa che possiamo fare sempre quando ne abbiamo voglia.

Ma l’amore ha tante sfaccettature ed in molte culture mostrare i propri sentimenti in pubblico è segno di debolezza. Non solo, l’amore è visto come qualcosa di assolutamente privato tanto che spesso è proibito per legge concedere un bacio in pubblico al proprio fidanzato. Non si tratta però solamente di vecchie leggi dimenticate e ancora in voga. In Indonesia è appena entrata in vigore una legge che proibisce baci in pubblico dopo le 21 di sera. La pena? L’obbligo a sposarsi. Questo ci fa capire quanto in giro per il mondo il concetto di amore sia in realtà molto relativo.

Molto spesso perché due persone si sposino, non è necessario che si amino, ne tanto meno che si vogliano bene, a volte non si conoscono neppure. Quest’idea è ciò che sta alla base dei matrimoni combinati ancora tuttora in voga in tanti paesi. E’naturale che se ci si avvicina a questa mentalità si riesce a comprendere anche perché un bacio in pubblico può essere sconvolgente e del tutto fuori luogo. Del resto anche da noi fino a solo 50 anni fa non per forza i matrimoni avvenivano per amore ed il senso del pudore dominava la società. Adesso non è più così, anche nei sentimenti quello che prevale è la libertà più totale che spesso però porta a relazioni brevi e superficiali. Scambiarsi un bacio per strada allora non è detto che sia sinonimo di sincerità o di vero amore, ma siamo contenti di poter continuare a farlo. Siamo abituate a storie che si chiudono in fretta, ma che belli i baci al tramonto in spiaggia.

Il matrimonio è ormai fuori moda?

Il matrimonio è ormai fuori moda?
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“…prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.” Al sentire queste parole di solito le reazioni naturali degli ospiti ad un matrimonio sono due: c’è chi si commuove e sogna il giorno in cui anche lui/lei pronuncerà quella frase, e c’è chi alza gli occhi al cielo aspettando impaziente il momento del rinfresco.

Il matrimonio oggi è diventato fonte di dibattiti costanti tra chi è pro e chi non ne vede la necessità forse perché considerato solo uno speco di denaro da poter investire in altro.

Secondo i dati Istat, nel 2014 sono stati celebrati circa 4.300 matrimoni in meno rispetto al 2013 e sono aumentati i divorzi delle coppie più recenti, che hanno all’attivo circa 10 anni di matrimonio. Le unioni di fatto sono più che raddoppiate dal 2008, superando il milione nel biennio 2013-2014.

La domanda fondamentale quindi è una: perché sposarsi quando è possibile convivere?

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Questo è diventato il dilemma del nostro secolo. Coppie giovani e meno giovani ad un certo punto della loro relazione se lo chiedono sempre, e nella maggior parte dei casi non si riesce facilmente a trovare una risposta che vada bene ad entrambi logorando sempre più l’amore che li lega.

Si parla di “paura dei legami eterni” a vantaggio di legami precari e negoziabili. Di solito non è un rifiuto totale del matrimonio ma una sfiducia nel vincolo stesso. Sfiducia causata sicuramente dalla crisi che si è vissuta negli ultimi anni, non solo economica ma anche dei valori, portata avanti e amplificata dai media che speculano sui fallimenti e sulle sofferenze della vita coniugale.

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Il matrimonio, senza alcuna distinzione tra religioso o civile, è da molti inteso come una fine, il raggiungimento di uno scopo. Non esiste cosa più errata. Il matrimonio è l’inizio, la scintilla di un fuoco che, se saputo gestire, arderà per anni. È un atto di coraggio senza precedenti perché è la fusione, di due persone che per il resto della loro vita si accompagneranno nei momenti di gioia e in quelli di dolore.

Questo vincolo potrebbe essere paragonato alle montagne russe, fatto di alti e bassi imprevedibili; ma con una persona accanto di cui ci fidiamo e che ci fa stare bene è tutto più facile da superare. Parlate con i vostri nonni, con i vostri genitori, loro fanno parte di quell’epoca in cui le cose rotte si aggiustavano, l’epoca in cui non bastava un litigio e sei mesi per porre fine ad un rapporto.

Il coraggio e il dialogo sono il punto di partenza per capire se la persona accanto a voi potrà essere l’uomo o la donna della vostra vita; per tutta la vita. Non abbiate paura, osate, create quelle belle famiglie che si vedevano una volta, e anche se è vero che i tempi purtroppo sono cambiati non per questo bisogna essere meno coraggiosi.

Volendo parlare anche del “vil denaro”, che al giorno d’oggi sembra non bastare mai voglio farvi una domanda: sapreste rinunciare a qualcosa per vivere una vita insieme alla persona che amate? Se la risposta è si allora state tranquilli, con il lavoro sodo e con i sacrifici, che sono sempre parte della vita in due, vedrete la luce in fondo al tunnel. E poi sappiate che un matrimonio può essere organizzato anche low budget.

Voi siete pro o contro il matrimonio? Ad ognuno il suo. Sappiate però che se siete pro per il 90% dei casi è colpa sua:

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