giovedì, 19 Maggio 2022

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Coronavirus come nasce: Wuhan di Fan Fang

Coronavirus come nasce? Si sono susseguite tante teorie e tante ipotesi, il centro da cui è iniziato tutto è Wuhan, cittadina cinese che è diventata protagonista della pandemia.

Un giorno d’improvviso tutto cambia, la normalità viene sconvolta, le persone sono chiuse in casa e la minaccia del virus si diffonde.

Fang Fang, scrittrice cinese, decide di tenere un diario del lockdown, sfidando la censura.

Sessanta giorni, dal 25 gennaio al 26 marzo 2020, in 60 capitoli pubblicati online che sono diventati un libro, ‘Wuhan. Diari da una città chiusa’.

Wuhan di Fan Fang: coronavirus come nasce

Ci poteva essere il coronavirus senza lockdown? No ed a chiarirlo è Fang Fang che decide di scrivere un diario della pandemia laddove tutto ebbe inizio, a Wuhan.

La scrittrice e poetessa cinese Fang Fang, pseudonimo di Wang Fang, decide di mettere nero su bianco la situazione cinese, le menzogne del governo e la realtà della situazione. E mentre il governo cancella i suoi scritti dal web questi vengono messi per iscritto su carta.

Le azioni di tutti i giorni rallentano, la vita rallenta, quella che era una città caotica e veloce si ferma, non c’è più nessuno in giro tranne i netturbini.

Fang Fang prosegue nei piccoli gesti di ogni giorno, con la tristezza delle vittime del virus, delle loro famiglie ma anche scoprendo che c’è molta solidarietà fra le persone. Una giornata di sole, una giornata di pioggia, un cibo donato, un gesto inaspettato sono piccoli regali di una vita quotidiana straziata da un male inaspettato.

Coronavirus come nasce: il diario di Fan Fang

E’ stato un libro che ha fatto molto scalpore, soprattutto perché in Cina vi è una rigida censura: i cinesi non sbagliano, il governo non sbaglia e non ammette gli errori. Ma Fang Fang vuole che sia racconta la verità: il governo cinese era a conoscenza del virus dal 31 dicembre ma ha sottovalutato e minimizzato, ha nascosto i numeri dei contagi finché la situazione non è precipitata.

Tutti i proventi della vendita del libro, preceduto a maggio dall’uscita in ebook in America e in traduzione in 25 lingue, per volontà della scrittrice, saranno donati “per aiutare chi ha messo a rischio la propria vita per questa città”.

In Germania ed Inghilterra il libro ha suscitato diverse perplessità: si può pubblicare un libro vietato dalla Cina? Non sarà un libro destinato ad aumentare i pregiudizi verso la Cina? Il titolo stesso “diario proibito” lascia adito a sospetti, è stato poi riconvertito in “diari da una città chiusa” proprio per non creare screzi con il governo cinese.

Nel diario è presente una forte critica contro il governo cinese ma anche contro la cultura che porta i cinesi ad essere molto orgogliosi e poco propensi ad ammettere gli errori. Una lettura che consiglio.
  

Chi è l’autrice dei diari di Wuhan?

Fang Fang, 65 anni, autrice pluripremiata di numerosi libri in cui ha raccontato la società più disagiata di Wuhan, vincitrice tra l’altro del premio Lu Xun Literary Prize nel 2010, in Italia finora è stato pubblicato solo il romanzo ‘Il Sole del Crepuscolo’, da Garzanti nel 2001.


Il gelato sospeso per i bimbi meno fortunati

www.smartmommy.it

Noi napoletani siamo abituati ad atti di generosità di ogni genere, specie per quel che riguarda il cibo. La frase più comune che viene pronunciata da mamme e nonne è: ‘Hai mangiato?’ Proprio per questa ragione siamo sensibili al fattore nutrizione più di chiunque altro al mondo, non a caso a Napoli è tradizione lasciare sospeso un caffè o addirittura una pizza. Per i più bisognosi, certo. Quelli che si trovano in difficoltà anche davanti al bancone del bar. Pare che certe nostre usanze stiano prendendo una piega meravigliosa perché dopo pizza, pane, libri e farmaci, ora arriva anche il gelato in sospeso. Il merito è di ‘Salvamamme‘ che ha lanciato la prima campagna ‘fai da te’ ‘Salvamamme Ice Cream Month‘, per lasciare pagato a un bambino un gelato, ispirandosi alla tradizione napoletana del caffè sospeso.

Sappiamo che quando il caldo si fa insopportabile ogni bambino desidera mangiare un gelato, e anche se siamo così fortunati da non rendercene conto c’è sempre qualcuno che ha difficoltà a compiere gesti che per noi sono la normalità.
Esistono genitori che non sono in grado di soddisfare anche le più piccole richieste dei propri bambini, come quella di un gelato o un comune dolcetto.
L’iniziativa è nata per aiutare i bambini che non possono desiderare giocattoli e divertimenti come tutti altri, e per i quali un semplice gelato può rendere speciale una giornata.

Il progetto avrà inizio venerdì 31 luglio e terminerà lunedì 31 agosto. Sarà possibile scaricare gratuitamente dal sito www.salvamamme.it la locandina da esporre sulla vetrina delle gelaterie che aderiranno all’iniziativa. Ogni esercizio esporrà un vaso trasparente nel quale chi vuole può inserire il proprio contributo per i gelati ‘in sospeso’. La gelateria, poi, con regolarità, emetterà lo scontrino al momento della consegna del gelato alla famiglia che lo riceverà.

5 consigli per venire bene in foto

www.italianeography.com

Eh si, questo è assolutamente un argomento vitale, per cui va trattato per forza. C’è gente disposta a sparire per una settimana quando viene taggata in una foto in cui è più brutta di un cefalo, senza considerare tutti quelli che usano filtri e photoshop per migliorare l’estetica del viso.
Ho vari amici che lavorano nel mondo della moda e che di fotografia ne sanno una più del diavolo. Credete davvero che siano tutti così belli per davvero? Vi sbagliate di grosso: loro sanno semplicemente come mettersi in posa e scattare le fotografie.

No alle foto dal basso

Non ve lo dovrei nemmeno dire ma c’è ancora gente che si ostina a fare le foto dal basso, che onestamente fanno davvero tanto ‘Vacanze di Natale 2000’. Ma dico siete scemi? Le foto dal basso farebbero sembrare Peter Griffin anche Kate Moss: non vedete il rotolino del mento? E la mascella che sembra più grande. E su, un po’ di attenzione.

Socchiudere le labbra

No alle duckfaces, ovvero alle facce o alle bocche che sembrano il sedere di una papera: nessuno vi ha mai detto che siete ridicoli? La cosa più divertente è che ho notato che questa orrenda abitudine è stata recepita anche dai maschi: ma dico io cosa avete in testa? Vero è che non è così semplice schiudere la bocca nel modo corretto senza apparire ridicoli, ma basta fare un pò di pratica avanti allo specchio. In questo modo la bocca sembrerà più turgida e sexy, conferendovi un aspetto molto più avvenente.

Questa è difficile

Vi piacciono gli zigomi alti? Non avete avuto la fortuna di averceli come la Ferilli? Pazienza, rassegnatevi. Ma dato che questo è un mondo di completa finzione ho un piccolo trucco da consigiarvi per ‘alzare’ i vostri zigomi: dovete mordere gli angoli della bocca dall’interno e trattenerli mentre scattate il selfie. Questo consiglio proviene da un amico fashion blogger: se non lo sa lui?

Scegliere il profilo migliore

Certo, tutti lo hanno. Non siete mica la Gioconda che state bene da tutte le prospettive? Io ad esempio scatto sempre da sinistra, perché il mio naso è meno peggio da quella angolazione. E poi ho l’occhio destro che cala, insomma: se mi volete bene non azzardatevi a scattarmi foto dalla mia destra.

Si alle foto dall’alto

Snelliscono la figura, mascherano i difetti anche più evidenti. Il selfie o la foto dall’alto riesce a migliorare anche chi è stato preso in giro da madre natura. Per tutto il resto, se questa piccola guida non riuscisse a tornarvi utile, posso consigliarvi una serie di applicazioni in stile photoshop che possono trasformarvi in una gnocca da paura. Roba che potete allungarvi persino le gambe. Ma siete sicure di volerlo fare?

Come trovare il vostro ‘perfect Bra’ (VIDEO)

Trovare il reggiseno perfetto, quello che fa esattamente al caso nostro, appare troppe volte un’impresa impossibile. Ma spesso, possiamo dirlo, la colpa è nostra: dedichiamo poco tempo nella ricerca del reggiseno, ci accontentiamo di sapere qual è la nostra taglia senza neanche sapere che la sua vestibilità dipende anche dalla dimensione della coppa, dal modello e dalla forma del nostro seno.

I reggiseni che dobbiamo indossare, infatti, hanno una doppia numerazione: un numero, che corrisponde al giro torace, e una lettera, che corrisponde alla coppa, i due numeri vengono composti in varie combinazioni, e il nostro compito è quello di trovare il nostro “perfect Bra”.
Ecco due semplici consigli: misurate la circonferenza del vostro torace (appena sotto il livello del reggiseno), poi misuratevi un’altra volta, ma nel punto di “maggiore ampiezza”. Dopodiché fate la differenza tra questi due numeri e otterrete la grandezza della coppa più adeguata al vostro seno.
bra

Una buona idea è quella di provare sempre un reggiseno prima di prenderlo, perché taglia, spesso, può dipendere anche dal modello di Bra e dalla marca, proprio come succede con i vestiti.
Il modo migliore, e più corretto, per provarlo è quello di infilare prima le spalline, sistemare le coppe e poi allacciarlo sulla schiena. Quando state per acquistarlo, controllate che non ci siano “buchi” tra il tessuto del reggiseno e il vostro seno, e, inoltre, dovreste essere in grado di infilare due dita tra la vostra schiena e la chiusura del reggiseno.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=hDnnlnD2Ku8

Probabilmente avete un reggiseno preferito – sia esso il più comodo o quello che vi fa il seno più bello – che vorreste indossare tutti i giorni, ma questo è un grave errore. Infatti, se indossate quotidianamente lo stesso Bra, l’elastico di questo perderà presto la sua efficienza.
Di solito, infatti, se usati correttamente, i reggiseni dovrebbero durare circa 8 mesi, anche se questo dipende dalla qualità del prodotto. E se vedete che l’elastico si smolla e che il vostro Bra non vi sorregge più come prima, allora è tempo di un nuovo investimento nel campo dell’intimo.