sabato, 4 Dicembre 2021

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Usa, a tavola con il salmone geneticamente modificato

Credits photo: washingtonpost.com

Negli Stati Uniti d’America si potrà portare a tavola il primo salmone geneticamente modificato. A concedere l’autorizzazione è la food and drug administration, agenzia statunitense per la regolamentazione di cibi e prodotti.

Il salmone geneticamente modificato, conosciuto come Aquadvantage, è nato nel 1985 in seguito ad una sperimentazione sul gene dell’ormone della crescita, che gli ha consentito di raggiungere dimensioni doppie nella metà del tempo, senza eliminiare nessuna delle sostanze nutritive naturalmente presenti, quali proteine, sali minerali e in misura minore omega 3.

Questa sperimentazione, presa in carico dall’azienda Aquabounty nel Massachusset ha avuto come risultato un pesce pronto ad essere consumato ad un solo anno e mezzo dalla nascita, grazie all’iniezione dell’ormone del salmone Chinook.

Dieci anni dopo, nel 1985, si è avviata la prima richiesta presso la Fda per introdurre il salmone aquadvantage nella dieta giornaliera degli statunitensi. In seguito al rigetto di quest’ultima, gli esperti non si sono dati per vinti e hanno continuato una lunga serie di ricerche e sperimentazioni per dimostrare la genuinità del salmone geneticamente modificato.

Fino al 2015 e all’annuncio da parte dell’Fda, qualche giorno fa, che il salmone potrà essere servito nelle tavole in tutti gli Stati Uniti, dopo essere stato prelevato dalle acque del Canada e del Panama.

Questo non significa però che gli statunitensi saranno obbligati a mangiare salmone modificato, ma avranno la possibilità di scegliere leggendo attentamente l’etichetta riportata sulla confezione. Ci vorrà così ancora del tempo prima di vedere il salmone aquadvantage nel banco del pesce.

Nel frattempo si immaginano i risultati che questa sperimentazione potrebbe provocare sull’ambiente, quale la riproduzione di altro salmone con queste caratteristiche e la non riconoscibilità dello stesso. Questi rischi sono prontamente smentiti dagli scienziati che promettono massima attenzione e garantiscono che il salmone ingegnerizzato non creerà delle uova fuori dal loro controllo. Se necessario, lo renderanno sterile.

Ricette pesce facili: polpettine di granchio e salsa tartara

Ricette pesce facili

Ricette pesce facili: cosa c’è di meglio delle saporite polpettine di granchio? Magari accompagnate da un’ottima salsetta.

Oggi ricettine facili facili, qualcosa di veloce ideale sia per pranzo che per cena.

L’idea delle polpette di granchio mi è venuta grazie ad un anime in cui la protagonista riceve un granchio surgelato a casa e decide di prepararle.

Non potevo non provarle!

Ricette pesce facili: polpettine di granchio

Ingredienti:

  • 2 confezioni di surimi
  • 10 fette di pan carrè
  • 1 uovo
  • porro qb
  • latte qb
  • pepe qb
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • olio per friggere
  • pane grattugiato

Procedimento

Per prima cosa facciamo scongelare il surimi in acqua calda.

Priviamo il pan carrè delle coste ed affettiamo in piccoli pezzi la mollica. Poniamola in un insalatiere capiente.

Affettiamo il surimi ed uniamolo al pan carrè. Aggiungiamo l’uovo, un pizzico di pepe ed il prezzemolo. Affettiamo un pezzetto di porro ed uniamolo agli altri ingredienti.

Versiamo poco latte ed andiamo a frullare con il minimpimer. Se il composto è troppo asciutto aggiungiamo latte.

Mettiamo la padella con l’olio sul fuoco.

Con le mani bagnate andiamo a formare tante piccole palline (grandi come noci, che rotoliamo nel pangrattato. Le friggiamo finché diventano ben dorate e le adagiamo su carta assorbente.

Ricette pesce facili: salsa tartara

Ingredienti:

  • un quarto di cipolla bianca
  • 4 cetriolini
  • 2 cucchiai di senape
  • 200 gr di maionese
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato

Procedimento

Versiamo gli ingredienti nel boccale del frullatore ed andiamo a frullare finché non otteniamo una salsa morbida.

E’ una salsina che si sposa molto bene con le mie polpettine di granchio. Se invece preferite qualcosa di meno complicato, accompagnatele con della semplice maionese o solo con la senape, a piacere vostro.

Che profumino! Sono pronte!

http://116.203.40.97/seppia-ricetta-saporita-con-troccoli-90681.html

Ricette salse per la carne: 7 idee

Ricette salse

Ricette salse per la carne: quanto sono buone?

Non so voi ma io quando mangio carne amo accompagnarla con qualche buona salsetta.

Meglio home made perché si sa sono più sane di quelle acquistate.

Una piacevole scoperta è stata abbinare la carne di agnello alla salsa allo yogurt e questo l’ho scoperto grazie allo studio sulla cucina mediorientale.

Comunque, bando alle ciance e vediamo come preparare le nostre salsette e con cosa abbinarle.

Ricette salse per la carne: 7 idee

  1. Salsa al vino: scaldate in un pentolino due bicchieri di rosso. Aggiungete un trito fine di carota, cipolla e sedano. Quando l’acqua delle verdure si sarà ridotta aggiungete una foglia di alloro e due gocce di salsa Worcester. Mescolare la salsa a fuoco lento per circa 5 minuti. A fine cottura filtrate in un colino a maglie strette. Ideale per la carne rossa.
  2. Salsa verde: frullare insieme prezzemolo, acciughe, capperi, aglio e olio, tuorlo d’uovo e mollica di pane bagnata nell’aceto e strizzata con le mani. Si sposa bene con il bollito.
  3. Salsa mostarda: frullare mezzo chilo di mele sbucciate col succo di mezzo limone. Tagliare le pere a tocchetti dopo averle private della buccia. Tagliate le cipolline borrettane e rosolarle in una padella con poco burro, aggiungere brodo di carne, granelli di senape o senape in polvere, miele. Aggiungere il frullato di mela quando le pere son morbide. Aggiustare di sale. Ideale per l’arrosto di maiale.
  4. Salsa alla birra: si prepara nella padella in cui si cuoce lo stinco di maiale. Si versa mezzo bicchiere di birra scura sul fondo di cottura della carne e si fa andare a fuoco lento per qualche minuto. Aggiungere 40 grammi di burro e quando si scioglie addensare con un cucchiaio di farina.
  5. Salsa ai peperoni: pulire e tagliare i peperoni a fette sottili, si versano in padella con cipolla a fette. Saltare in olio evo e cuocere con un mestolo di acqua finché il tutto non è morbido. Sfumare con un cucchiaio di aceto. Frullare il tutto. Ideale per condire il pollo.
  6. Salsa tartara: frullare della maionese con cetrioli tritati, capperi, cipolline. Servire per accompagnare il pesce.
  7. Salsa alla menta: frullare un mazzetto di menta fresca con tre cucchiai di aceto bianco o di mele e tre di olio. Aggiustate di sale e pepe. Si serve con la carne di agnello.

Cucina naturale: storia, curiosità e ricetta della carbonara

Cucina naturale

Cucina naturale: mangiare sano e con gusto.

Introduciamo un tipico piatto italiano appartenente alla tradizione gastronomica romana: la carbonara.

Quante volte l’abbiamo mangiata?

Ma soprattutto, quante volte ci è capitato di disquisire su come si fa la carbonara?

A me è capitato qualche giorno fa: fra amici si discuteva su come si fa l’autentica carbonara, su quali ingredienti ci vadano dentro e quali no. Ebbene per saperlo, o per ricordarselo, occorre fare un viaggio indietro nel tempo.

Le origini della pasta alla carbonara nella cucina naturale

Attorno a questo piatto di pasta gravitano diverse ipotesi:

  • è un piatto di origine appenninica? Una tesi sostiene che fu inventato dai carbonari che lo preparavano ingredienti facili e di buona conservazione.
  • È di origine abruzzese? Potrebbe essere l’evoluzione del piatto detto cacio e ova che sempre i carbonai consumavano sul lavoro.
  • È di origine americana? Si vocifera anche di una influenza americana, poiché nel 1944 si parla di un piatto di pasta condito con pancetta o guanciale e la pancetta (bacon) fu introdotta dagli alleati. Gli americani, trovandosi in Italia, si sarebbero preparati da mangiare con ingredienti semplici e facili da trovare o che si erano portati dietro come uova, pancetta e spaghetti.
  • È di origine napoletana? Un’altra tesi vuole che il piatto abbia origine a Napoli: alla pasta era usanda aggiungere a fine cottura uova sbattute, cacio grattugiato e pepe.

Sicuramente il patto riconduce ai carbonai: il pepe era usato per conservare il guanciale che ha il lardo, molto più economico dell’olio. Ed ecco i due ingredienti principali della carbonara, facili da reperire e che si conservano bene.

Riguardo il termine, deriverebbe da “Carbonada” che in Abruzzo si riferisce alla pancetta salata e cotta sui carboni.

Cucina naturale: ricetta originale della pasta della carbonara

Ingredienti:

  • spaghetti
  • guanciale
  • uova
  • pecorino romano
  • sale
  • pepe

Procedimento
Tagliare il guanciale a quadrati. Farlo rosolare in padella finché non è ben arrostito.
Cuocere a pasta in acqua leggermente salata.
Sbattere le uova con la forchetta, aggiungervi una manciata di pecorino e un pochino di pepe nero.
Scolare la pasta al dente e versarla nella padella con il guanciale. Accendere e far rosolare cinque minuti.
Spegnere ed aggiungere le uova sbattute. Mescolare in modo che l’uovo si rapprenda un poco.

Cucina naturale: suggerimenti e varianti della pasta alla carbonara

Quale deve essere il risultato?
Una pasta compatta, morbida, cremosa e gustosa.

Il segreto sta nel non far rapprendere l’uovo in modo che diventi una frittata.

Attenzione al sale: pecorino e pepe danno gusto perciò non esagerate.

La pancetta va bene per sostituire il guanciale.

Le varianti della carbonara prevedono l’aggiunta di ingredienti fantasiosi per rivisitazioni di questo piatto classico.

Abbiamo quindi chi aggiunge i frutti di mare (carbonara di mare), oppure chi usa prosciutto e cipolle (che è una falsa carbonara).

Ancora c’è chi aggiunge la panna per dare più cremosità al piatto. Chi la preferisce vegetariana usa cipolle e zucchine, detta anche carbonara del contadino.

Qual è la vostra carbonara preferita? Siete propensi per l’originale o vi piacciono le varianti?