venerdì, 7 Ottobre 2022

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Usa, a tavola con il salmone geneticamente modificato

Credits photo: washingtonpost.com

Negli Stati Uniti d’America si potrà portare a tavola il primo salmone geneticamente modificato. A concedere l’autorizzazione è la food and drug administration, agenzia statunitense per la regolamentazione di cibi e prodotti.

Il salmone geneticamente modificato, conosciuto come Aquadvantage, è nato nel 1985 in seguito ad una sperimentazione sul gene dell’ormone della crescita, che gli ha consentito di raggiungere dimensioni doppie nella metà del tempo, senza eliminiare nessuna delle sostanze nutritive naturalmente presenti, quali proteine, sali minerali e in misura minore omega 3.

Questa sperimentazione, presa in carico dall’azienda Aquabounty nel Massachusset ha avuto come risultato un pesce pronto ad essere consumato ad un solo anno e mezzo dalla nascita, grazie all’iniezione dell’ormone del salmone Chinook.

Dieci anni dopo, nel 1985, si è avviata la prima richiesta presso la Fda per introdurre il salmone aquadvantage nella dieta giornaliera degli statunitensi. In seguito al rigetto di quest’ultima, gli esperti non si sono dati per vinti e hanno continuato una lunga serie di ricerche e sperimentazioni per dimostrare la genuinità del salmone geneticamente modificato.

Fino al 2015 e all’annuncio da parte dell’Fda, qualche giorno fa, che il salmone potrà essere servito nelle tavole in tutti gli Stati Uniti, dopo essere stato prelevato dalle acque del Canada e del Panama.

Questo non significa però che gli statunitensi saranno obbligati a mangiare salmone modificato, ma avranno la possibilità di scegliere leggendo attentamente l’etichetta riportata sulla confezione. Ci vorrà così ancora del tempo prima di vedere il salmone aquadvantage nel banco del pesce.

Nel frattempo si immaginano i risultati che questa sperimentazione potrebbe provocare sull’ambiente, quale la riproduzione di altro salmone con queste caratteristiche e la non riconoscibilità dello stesso. Questi rischi sono prontamente smentiti dagli scienziati che promettono massima attenzione e garantiscono che il salmone ingegnerizzato non creerà delle uova fuori dal loro controllo. Se necessario, lo renderanno sterile.

Chiacchiere al forno senza glutine: ecco come farle

Chiacchiere al forno senza glutine

Chiacchiere al forno senza glutine? Nessun problema, facilissime da fare con la nostra ricetta!

Stiamo entrando a grandi passi nel carnevale ed è arrivato il tempo dei dolci tipici di questa festa. Le regine sono le chiacchiere: fragranti e profumate.

Di seguito vediamo come farle leggere e deliziose, senza glutine, con procedimento normale ed utilizzando il Bimby.

Secondo fonti storiche, questo dolce risale all’epoca romana, venivano preparati dalle donne per i Saturnali (il nostro carnevale) ed erano dolcetti a base di uova e farina chiamati “frictilia” che venivano fritti nel grasso del maiale.

Una leggenda napoletana invece vuole che fossero nate alla corte della Regina Savoia che mentre era intenta a chiacchierare con gli ospiti chiese al cuoco di preparare un dolce sfizioso per i suoi ospiti.

Come fare le chiacchiere al forno senza glutine?

Ovviamente ci serve una farina senza glutine.

Ingredienti:

  • 400 gr di farina senza glutine
  • 200 gr di fecola di patate
  • 100 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 60 gr di burro
  • zucchero a velo

Preparazione

Mescolare le farine setacciate e lo zucchero. Unire le uova ed il burro ammorbidito. Impastare fino ad ottenere un composto elastico e liscio. Farne una palla e lasciarla riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

Stendere l’impasto in una sfoglia e ricavate dei rettangoli di 10 cm x 5 cm. All’interno di ogni rettangolo fare 2 incisioni centrali per il verso della lunghezza, in modo da ricreare la forma classica delle chiacchiere di Carnevale.

Passarle in forno a 170°C per circa 20 minuti ed infine cospargerle di zucchero a velo.

Chiacchiere al forno senza glutine con il Bimby

Questa ricetta è ancora più semplice!

Versare tutti gli ingredienti e azionare per 60 secondi a velocità 4, fino a ottenere un impasto piuttosto morbido (se lo è troppo basta aggiungere un po’ di farina). Lasciamo riposare l’impasto e seguiamo la ricetta per stenderlo e cuocere le nostre chiacchiere senza glutine in forno.

Nelle varianti si possono aggiungere un goccio di liquore, del cioccolato o anche del miele al posto dello zucchero a velo.

Cucina naturale: storia, curiosità e ricetta della carbonara

Cucina naturale

Cucina naturale: mangiare sano e con gusto.

Introduciamo un tipico piatto italiano appartenente alla tradizione gastronomica romana: la carbonara.

Quante volte l’abbiamo mangiata?

Ma soprattutto, quante volte ci è capitato di disquisire su come si fa la carbonara?

A me è capitato qualche giorno fa: fra amici si discuteva su come si fa l’autentica carbonara, su quali ingredienti ci vadano dentro e quali no. Ebbene per saperlo, o per ricordarselo, occorre fare un viaggio indietro nel tempo.

Le origini della pasta alla carbonara nella cucina naturale

Attorno a questo piatto di pasta gravitano diverse ipotesi:

  • è un piatto di origine appenninica? Una tesi sostiene che fu inventato dai carbonari che lo preparavano ingredienti facili e di buona conservazione.
  • È di origine abruzzese? Potrebbe essere l’evoluzione del piatto detto cacio e ova che sempre i carbonai consumavano sul lavoro.
  • È di origine americana? Si vocifera anche di una influenza americana, poiché nel 1944 si parla di un piatto di pasta condito con pancetta o guanciale e la pancetta (bacon) fu introdotta dagli alleati. Gli americani, trovandosi in Italia, si sarebbero preparati da mangiare con ingredienti semplici e facili da trovare o che si erano portati dietro come uova, pancetta e spaghetti.
  • È di origine napoletana? Un’altra tesi vuole che il piatto abbia origine a Napoli: alla pasta era usanda aggiungere a fine cottura uova sbattute, cacio grattugiato e pepe.

Sicuramente il patto riconduce ai carbonai: il pepe era usato per conservare il guanciale che ha il lardo, molto più economico dell’olio. Ed ecco i due ingredienti principali della carbonara, facili da reperire e che si conservano bene.

Riguardo il termine, deriverebbe da “Carbonada” che in Abruzzo si riferisce alla pancetta salata e cotta sui carboni.

Cucina naturale: ricetta originale della pasta della carbonara

Ingredienti:

  • spaghetti
  • guanciale
  • uova
  • pecorino romano
  • sale
  • pepe

Procedimento
Tagliare il guanciale a quadrati. Farlo rosolare in padella finché non è ben arrostito.
Cuocere a pasta in acqua leggermente salata.
Sbattere le uova con la forchetta, aggiungervi una manciata di pecorino e un pochino di pepe nero.
Scolare la pasta al dente e versarla nella padella con il guanciale. Accendere e far rosolare cinque minuti.
Spegnere ed aggiungere le uova sbattute. Mescolare in modo che l’uovo si rapprenda un poco.

Cucina naturale: suggerimenti e varianti della pasta alla carbonara

Quale deve essere il risultato?
Una pasta compatta, morbida, cremosa e gustosa.

Il segreto sta nel non far rapprendere l’uovo in modo che diventi una frittata.

Attenzione al sale: pecorino e pepe danno gusto perciò non esagerate.

La pancetta va bene per sostituire il guanciale.

Le varianti della carbonara prevedono l’aggiunta di ingredienti fantasiosi per rivisitazioni di questo piatto classico.

Abbiamo quindi chi aggiunge i frutti di mare (carbonara di mare), oppure chi usa prosciutto e cipolle (che è una falsa carbonara).

Ancora c’è chi aggiunge la panna per dare più cremosità al piatto. Chi la preferisce vegetariana usa cipolle e zucchine, detta anche carbonara del contadino.

Qual è la vostra carbonara preferita? Siete propensi per l’originale o vi piacciono le varianti?

Seppia: ricetta saporita con troccoli

seppia

Seppia: ricetta saporita con troccoli, un primo sfizioso che sorprenderà tutti.

Se amate i profumi del mare ed un buon piatto di pasta, questa è la ricetta che fa per voi. Di origine pugliese prevede troccoli con seppie ripiene.

Prima di parlare del piatto vero e proprio vediamo come procedere nella pulizia delle seppie.

Come pulire una seppia

Per prima cosa estrarre l’osso: spingere con le dita sulla testa fino a farlo uscire.

Staccare i tentacoli dalla testa ed estrarre la vescichetta gialla e quella nera, con l’inchiostro (se intendete utilizzarla in cucina attenti a non romperla).

Lavare la seppia ed asciugarla.

Con un taglio appena sopra gli occhi eliminarli insieme il becco.

Sollevare il lembo della parte alta della sacca e staccatela con delicatezza dalla carne.

Ricetta di troccoli e seppia ripiena

Ingredienti per 4 persone

  • 4 seppie
  • 1 spicchio aglio
  • 8 cucchiai olio di oliva
  • prezzemolo q.b.
  • sale q.b.
  • 1 cipolla
  • 400 grammi di troccoli
  • 40 grammi pane mollica
  • 20 pomodirini
  • pepe q.b.

Procedimento

Pulire le seppie come da descrizione. Sminuzzare i tentacoli con il prezzemolo e l’aglio la mollica sbriciolata, un cucchiaio di olio, sale e pepe. Mescolare bene e riempire le seppie.

In una padella capiente versare 4 cucchiai di olio, lavare i pomodorini e tagliarli a metà, quindi rosolarli a fiamma bassa con un pizzico sale. Unire le seppie e farle cuocere a fuoco basso con il coperchio (aggiungere due bicchieri d’acqua).

Porre una pentola d’acqua sul fornello, quando bolle salarla leggermente e farvi cuocere i troccoli.

Scolare i troccoli al dente e versarli in padella, far insaporire per cinque minuti a fiamma alta e terminare con un trito di prezzemolo.

Servire con del pane fresco ed un buon vino bianco.

Vi piace questa la ricetta?