giovedì, 18 Agosto 2022

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Whatsapp, la Love blogger e la Fidanzata psicopatica dicono la loro

Riescono a trovare sempre le parole giuste, in ogni occasione.
Perchè la Love Blogger e la Fidanzata psicopatica – alias Francesca Viviana Pagano e Selene Maggistro- hanno il coraggio di scrivere esattamente quello che molte di noi pensiamo. E lo fanno con quell’ironia che rende meno amari anche i momenti da dimenticare.

Non potevamo non chiedere alle due protagoniste del web cosa pensassero della novità in casa Whatsapp, la famosa doppia spunta blu che in poco tempo ha seminato il panico.
Tra fidanzate psicopatiche, mariti con la scusa sempre pronta e amanti (anche se quelli magari non usano whatsapp!),ecco Selene Maggistro e Francesca Viviana Pagano su Blog di Lifestyle, pronte a condividere con noi, in esclusiva, i loro flussi di coscienza.

La Love Blogger e Fidanzata psicopatica, ma in fondo chi sono?

La Love Blogger: La Love Blogger è la parte più estrema di me. Mi somiglia un sacco e quello che scrive mi piace, ma io non sono come lei. E magari adesso che l’ho detto mia zia la smette di chiamarmi preoccupata per le mie pene d’amore (che non ho) e il mio ex di pensare che i miei link siano per lui. O per qualcuno.

Fidanzata Psicopatica: Io sono una brutta persona, che dice di essere una bella persona, così la gente può pensare che io sia una brutta persona con cognizione di causa.

Cosa vi sentite di dire al caro Mark dopo la trovata della spunta blu?

La Love Blogger: Caro Mark, A noi arrovellarci l’anima pensando che chissà perché ancora non ci ha risposto per poi dirci che sicuramente ancora non avrà letto, ci piace. Anche se non è vero.

Fidanzata Psicopatica: A me non è servita a molto, il mio fidanzato può visualizzare e non rispondere solo quando dalla cantina il telefono non prende.
Allora lo faccio uscire, lui visualizza, risponde, poi torna in cantina senza fare storie!

Un messaggio di conforto per i fidanzati disperati e per le fidanzate psicopatiche…

La Love Blogger: Una spunta il messaggio è stato consegnato. Due spunte è stato letto. Se diventa azzurro non è incinta.

Fidanzata Psicopatica: Tranquille ragazze, se visualizza è tutto ok. La leggenda narra che se fosse a letto con un’altra non visualizzerebbe neppure.

“Doppia spunta blu e lui non risponde”: cosa consigliate di fare?

La Love Blogger: “In amore vince chi fugge” E chi si nasconde talmente bene e non si fa trovare più dopo.

Fidanzata Psicopatica: Solitamente io ho il problema opposto, devo ancora rispondere a dei messaggi visualizzati nel 2011.

E La Love Blogger e la Fidanzata Psicopatica cosa farebbero invece?

La Love Blogger: Se io gli scrivo e lui non mi risponde? Impossibile. Io non gli scrivo.

Fidanzata Psicopatica: Una commozione cerebrale causata da un iPhone sbattuto ripetutamente sulle tempie, fa capire quando sia importante rispondere dopo aver visualizzato.

Qual è stato il primo link a caldo dopo la notizia?

La Love Blogger: Già me li immagino quelli che: “No amore, stai calma. Non è come sembra. Ti posso spiegare. Vedi: è un grigio tendente al verde, non mi pare proprio fosse già diventata blu quella spunta”.

Fidanzata Psicopatica: Arriva la visualizzazione su whatsapp. Perché fidarsi è bene, ma Stalkerare è meglio.

Le trentenni più famose del web: “Ai nostri coetanei diciamo di seguire l’istinto” (INTERVISTA)

Silvia, Stefania e Ilaria sono delle trentenni con passioni e tanta voglia di mettersi alla prova. Così un giorno hanno deciso di raccontare se stesse e tutto il mondo che le circondava: quello dei trentenni.

Credits photo: itrentenni.com
Credits photo: itrentenni.com

Il nuovo libro, I trentenni, e il lavoro di promozione le ha tenute occupate per un po’ ma Silvia, Stefania e Ilaria, hanno comunque trovato il tempo per rispondere alle domande di Blog di Lifestyle, dando qualche interessante chicca sul loro mondo e piccoli consigli anche per i ventenni.

Ciao Silvia, Stefania e Ilaria, come prima cosa vi ringrazio per la vostra disponibilità per questa intervista e per il tempo che ci dedicherete.
Ho seguito il vostro blog, la pagina e ho avuto la possibilità di guardare anche i vostri video su you tube e lo ammetto, mi sono divertita.
Com’è nata la vostra idea di creare una pagina per “I trentenni” e a seguire i vostri sketch su you tube?

Da un’intuizione di Ilaria Sirena che una sera sui Navigli dopo l’ennesima fantozzata vissuta mi guarda (Silvia Rossi) e mi dice: “Silvia perché non raccontiamo i Trentenni? Ti metti davanti alla web cam e racconti la nostra generazione. Tutto quello che viviamo: gioie, dolori, sfighe e soddisfazioni, matrimoni, lavoro, figli, ingiustizie. Tutto. Ovviamente facendo ridere, altrimenti che palle”. L’indomani davanti al pc ho fatto una ricerca e mi sono accorta che non c’era un punto di riferimento per noi trentenni, dove poter condividere le nostre storie, paura, risate, perplessità. E ho aperto il blog, comprato il dominio e iniziato a scrivere.
Stefania Rubino è stata travolta dall’entusiasmo e ha iniziato a scrivere e ha sposato il progetto in tutte le sue parti. È suo il post Trentenni single vs Trentenni sposati che ha mandato in crash il sito. Da lì sempre più trentenni ci hanno scritto. Poi raccolte un po’ di storie e scritte le sceneggiature con il nostro video maker Luca Catasta, i nostri amici attori e autori Fabrizio Arhold e Elisabetta Fulcheri abbiamo iniziato a girare i video.

Per molti ventenni arrivare ai trent’anni significa raggiungere il momento d’oro della propria vita: ci si conosce bene e ci si accetta per i propri pregi e difetti, si è maturi e responsabili ma non troppo per potersi ancora divertire, insomma il periodo che tutti desidererebbero.
Ma, alla luce delle vostre esperienze, è davvero così?

Sì è così. I trent’anni sono un limbo. Una tua amica passa le notti insonni con il suo primo figlio che non ne vuole sapere di dormire, l’altra perché fa i bagordi in discoteca. La cosa bella dei 30 è la consapevolezza. Non hai più gli alibi dei 20, l’innocenza e l’inesperienza, ma ogni tua scelta è fatta con cognizione di causa, sapendo magari come andrà a finire e volendo rispondere con un “ma sì chi se ne frega!”

Ventenni vs trentenni. Quando avevate vent’anni vi sarà capitato spesso di pensare alle vostre vite tra dieci anni e poi boom, sono arrivati.
Probabilmente, anche voi avevate un modello di trentenne alla Carrie o Samantha di Sex and the city.
Quanto la vostra vita le assomiglia ora e quanto ci si allontana?

Ci assomiglia nell’amicizia che avevano loro. Anche noi crediamo fortemente nell’amicizia, quella vera, quella dei sacrifici, dei litigi e della condivisione dei successi. E PURTROPPO si allontana parecchio dal punto di vista glamour. Nessuna di noi ha una armadio come quello di Carrie Bradshow!!!

Tra i vostri post c’è una frase che colpisce e appare come un monito per i ventenni di oggi: “Andate in Erasmus. Gli amici vi verranno a trovare e i fidanzati capiranno. E se non capiranno fregatevene, perché tanto vi lascerete comunque e per giunta non saprete parlare l’inglese!”
Quanto credete che esperienze di questo tipo possano influenzare la vita in futuro e che ne pensate voi, a trent’anni, dell’amore?

Crediamo che esperienze all’estero formino un ventenne, e servano ad aprire la mente e a trovare più vie di realizzazione. Per quanto riguarda l’amore pensiamo che sia l’unica cosa fondamentale nella vita di ognuno di noi, è linfa vitale per sopravvivere, l’amore per se stessi, per la famiglia, per le amicizie, per quello che fai. Senza amore è una noia mortale.

Avete parlato spesso di “toy boy”, ma se il boy non fosse toy e fosse più paragonabile al protagonista di 50 sfumature di grigio, potrebbe comunque rientrare nella categoria di possibile fidanzato?

Beh……….. SI. Ma quella è finzione. Christian Grey non esiste, Christian Grey non esiste, Christian Grey non esiste….!

Raccogliete spesso storie di trentenni che si sono trasferiti/e all’estero, ce n’è qualcuna che vi ha colpito più di altre? E perché?

Il coraggio e la voglia di fare e realizzarsi, il mollare tutto e ricominciare di Claudia a Sidney. Ha scritto un bellissimo capitolo del nostro libro I Trentenni (Historica).

“A trent’anni si può fare tutto o quasi” è il vostro slogan. Quali sono secondo voi tre cose che a trent’anni non si possono più fare?

In realtà a trent’anni è il momento in cui si può fare tutto e si deve fare tutto. Certo che però le serate pazze fino alle 4 del mattino in settimana non sono più possibili!!!

Ad un trentenne alle prese con i dubbi esistenziali, cosa consigliereste?
E cosa ad un ventenne che pensa al suo futuro?

Ai trentenni consiglieremmo di seguire il proprio istinto e di ragionare a volte con la “pancia” e non solo con la testa. Viviamo in una società che molto spesso tende a scoraggiarci, bisogna andare contro corrente e coltivare i propri sogni anche quando tutti ti urlano contro che non ce la farai! Ai ventenni di non dare nulla per scontato, non “aspettate” il futuro, cominciate a costruirlo passo dopo passo.

Per concludere, un sito, un blog, video su you tube e un libro in uscita, il titolo multitasking sembra fatto apposta per voi. Che cosa vi aspettate dall’uscita del vostro primo libro e quali altri progetti avete in mente?

Dal libro ci aspettiamo sempre più condivisione e voglia di raccontare storie. Adesso stiamo girando un po’ l’Italia per presentarlo in modo non convenzionale: si legge, si recita e si vedono video alle nostre presentazioni! Anzi se ci sono librerie o localini interessati a ospitarci contattateci!
Il libro racchiude veramente tutti i sentimenti di noi trentenni: dal lavoro all’amore, dalla famiglia alla sessualità.
Poi abbiamo creato una capsule collection di magliette con i nostri miti degli anni ’90, i protagonisti di Beverly Hills e una che ci descrive al meglio: Kid of 90s! Le stiamo testando e sta andando benissimo. E poi ci sono i video realizzati dal nostro videomaker Luca Catasta che sono il nostro miglior modo di comunicare e farci conoscere.

Simona Sacri: per il mondo alla ricerca di emozioni (INTERVISTA)

Simona Sacri, napoletana di nascita, ma piemontese d’origine e romagnola d’adozione ha da sempre una grande passione per i viaggi e per l’esplorazione in generale. Lei stessa afferma che viaggiare fa crescere e maturare. E questo è quello che è accaduto a lei che, fin da bambina è cresciuta viaggiando in compagnia di due genitori instancabili avventurieri.

Per lei il viaggio è libertà, felicità, gioia ed euforia, spirito di adattamento e uno stile di vita.

Blog di Lifestyle ha avuto il piacere di intervistarla: ecco cosa ci ha raccontato.

Simona, raccontaci di te. Com’è nata l’idea di fare la travel blogger?

In realtà non é stata una scelta mirata, lo sono diventata per, diciamo così, un felice caso fortuito. Io mi definisco principalmente una viaggiatrice. Ho imparato il senso del viaggio dai miei genitori, l’ho poi sviluppato arricchedolo con la mia innata curiosità e la mia passione per la storia, le tradizioni e le culture differenti ed oggi lo condivido con un meraviglioso compagno di vita, e di viaggi naturalmente, mio marito. Ho iniziato a raccontare le esperienze e la mia personale scoperta del mondo sulle pagine virtuali del mio blog, simonasacri.com, per condividerle con amici e conoscenti, che sempre più spesso mi chiedevano consigli ed informazioni pratiche sui luoghi visitati. Con il tempo, la passione ed un pizzico di fortuna tutto questo si é trasformato in una nuova avventura che, oggi dopo ben tre anni, mi regala grandi soddisfazioni e nuovi stimoli per continuare a crescere e migliorare e per poter offrire ai miei lettori sempre maggiore qualità ed informazioni dettagliate.

Un luogo al quale sei più affezionata?

Beh, da sempre ed ogni viaggio di più, gli Stati Uniti d’America ed in particolar modo la east coast. Un paese così variegato e sorprendente, con tante storie, luoghi e situazioni da raccontare.


Cosa non deve assolutamente mancare nella tua valigia?

Macchina fotografica, smartphone e moleskine, per catturare istanti ed impressioni preziose, ed un kit di primo soccorso e medicine varie, sono una viaggiatrice estremamente responsabile, forse perchè nei miei viaggi di situazioni difficile ne ho viste (e qualche volta vissute..) di tutti i colori.

Ci sono persone che organizzano un viaggio senza il metodo ‘fai da te’ e lasciano fare alle agenzie. Spiega i lati positivi di organizzare un viaggio e almeno un aspetto negativo. Ci sarà, no?

Il bello di un viaggio fai-da-tè, al di là dell’inevitabile risparmio, é la libertà di creare un percorso in base alle proprie attitudini ed il lusso di poterlo modificare sul posto, magari dietro un incontro, uno spunto o una curiosità. Il lato negativo é sicuramente l’impegno, decisamente maggiore, richiesto nella preparazione e nello svolgimento… se proprio vogliamo trovarne uno, eh!!


5) Qual è il viaggio più difficile da organizzare?

Sicuramente quello a cui tieni di più, per un fattore emotivo, sentimentale o, come mi é accaduto spesso ultimamente, lavorativo.

Ci sono molte persone che hanno paura di volare. Dai loro tre consigli per salire su un aereo senza timore?

Partendo dal presupposto che a me piace molto volare… direi di prenderla come una specie di relax-zone, un’anticamera del viaggio vero e proprio, quello che comincia appena scesi dalla scaletta, di cogliere l’occasione per leggere un libro inerente la meta che ci si appresta a visitare, di provare ad essere più positivi, insomma su quell’aereo ci si sale quasi sempre per raggiungere un luogo dei sogni, o no?

Hai già pensato al prossimo viaggio?

Più che pensato, l’ho già organizzato. Partirò a fine mese per un lungo viaggio, il vetitreesimo ormai, nei miei amati States. Un mese dal new Mexico a New York, 7 stati, diversi mezzi di trasporto ed un numero considerevole di km macinati. Nel mezzo tante città, piccole realtà locali, incontri speciali, tradizioni e qualche chicca. Se volete, potrete seguirmi sui social, ed interagire live seguendo
l’hashtag #myUSA15


8) Se dovessi dare un consiglio ai nostri lettori per un viaggio last minute?

Di non guardare solo al prezzo conveniente ma anche alla qualità, ed alla veridicità, dei servizi offerti, al periodo climatico ed alla sicurezza. Viaggiare é una gran bella cosa, farlo coscienziosamente, credetemi, lo é ancora di più!!

Eddy Anemian: “Il mio sogno, una linea di moda con la mia firma” (INTERVISTA)

C’è chi è cresciuto con i classici Disney e chi con pane e sfilate di moda. Parliamo di Eddy Anemian, vincitore dell’H&M Design Award nell’edizione 2014. La sua capsule collection di abbigliamento femminile in collaborazione con il famoso marchio svedese low cost di moda H&M è mozzafiato, elegante ed originale, sarà disponibile negli store dal 23 ottobre 2014.

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Dopo aver finito gli studi a La Cambre, la vittoria dell’H&M Design Award potrebbe essere il trampolino di lancio che lo innalzerà nell’Olimpo della moda, visto il suo indiscutibile talento. Lo abbiamo contattato per farci raccontare di più da Eddy, della sua vita, della sua passione per la moda, delle sue ispirazioni e dei suoi progetti futuri.

Descrivi te stesso con 3 parole. / Describe yourself in 3 words.

Appassionato, giudizioso e del segno dei Gemelli. / Passionate, reasoned and Gemini.

Quando è nata la tua passione per la moda? / When did you discover your passion for fashion?

All’età di 6 anni ho cominciato a disegnare di continuo, guardavo molte sfilate di moda e volevo vestirmi bene ogni giorno. / At the age of 6, I began to draw everytime, to watch a lot of fashion shows, and wanted to dress myself very well each day.

eddy

Perché hai deciso di partecipare all’H&M Design Award? / Why did you decide to participate to the H&M Design Award?

Semplicemente per godermi una bella esperienza e perché ero curioso di questo nuovo concorso e anche per conoscere altri studenti da tutto il mondo e il desiderio di rappresentare la mia scuola. Non avevo nulla da perdere, solo da guadagnare, quindi ci ho provato senza alcuna tensione. / Just to enjoy a good experience, because I was curious of this new contest, to meet others students from worldwide too and the desire of representing my school. I had nothing to lose but all to win, so I just tried it without stress.

Dopo la vittoria, qual è stato il complimento più bello che hai ricevuto e da parte di chi? / After winning the competition, what has been the best compliment you have received and from whom?

Dal sito americano teenvogue.com che in un articolo ha scritto: “Potrebbe esserci un nuovo re della moda tra di noi?” Quindi avevo la testa tra le nuvole. Ma prendo ogni complimento come qualcosa di carino e mi rende sempre felice ricevere complimenti. / From an American website, teenvogue.com which did an article by writing: “Could there be a new king of couture in our midst?“. So I has one’s head in a cloud. But I take every compliment as something very nice and it always make me happy when someone congratulate me.

eddy anemian

Perché hai scelto Tilda Swinton nel film “Io sono l’amore”, come fonte di ispirazione per la tua collezione? / Why did you choose Tilda Swinton in the movie “I am love” as inspiration for your collection?

Perché nel film lei è una donna russa che vive in Italia ed è vestita da Raf Simons per Jil Sander. Un’esoticità europea che mi ha ispirato molto. È l’equilibrio tra la sua bellezza fredda e il glamour italiano del film che mi ha ispirato. / Because in the movie she is Russian who lives in Italy and she is dressed by Raf Simons for Jil sander. Such a European exoticism which inspired me a lot. It’s the balance between her cold beauty and the Italian glamour of the movie which inspired me.

Uno stilista a cui ti ispiri e che ammiri particolarmente? / Who is one stylist you are inspired by and admire?

Nicolas Ghesquiere per Balenciaga. / Nicolas Ghesquiere for Balenciaga.

eddy anemian

Tu sei francese. Quanta Francia c’è nel tuo stile di moda? / You are a French man. How much “France” there is in your style?

Poiché sono cresciuto guardando Yves Saint Laurent e le sfilate di moda di Christian Lacroix, nel mio stile possiamo vedere magari la stessa poetica, l’idea della moda e della poesia dietro i vestiti. / Because I grew up by watching YSL, Christian Lacroix fashion shows, in my style we can see a same poetic maybe, an idea of couture and poetic behind clothes.

Ho adorato la tua collezione per H&M e il tuo stile originale e glamour. Quali sono le caratteristiche che deve avere la donna che veste le tue creazioni? / I’ve loved your H&M collection and your original and glamour style. What are the features the woman who wears your creations must have?

Deve sentirsi molto sicura di sé e forte. Il mio stile è molto glamour quindi una donna deve saperlo portare. / She has to feel herself very confident and powerful. My style is very glamorous so you have to assume it.

Quale indumento o accessorio non può mancare nell’armadio di una donna? / What are the must-haves in a woman’s wardrobe?

A mio avviso una giacca su misura nera aderente, molte gonne lunghe sotto il ginocchio, dei pantaloni, ma non slim perché se ne vedono troppo in giro, preferisco dei pantaloni su misura per le donne. E rassegnamoci anche alla tuta! / According to me a black fitted tailoring jacket, a lot of skirts with an under knees length and pants, but not slim because we saw it everywhere and too much, I prefer tailoring pants for women. Let give in to jumpsuit too!

Come descriveresti la tua vita oggi? / How would you describe your life today?

Un equilibrio tra conoscere nuove persone e giornalisti, sono molto soddisfatto dei riflettori puntati sul mio lavoro. Momenti felici a Parigi nel mio nuovo tirocinio in una famosa casa di moda e anche del tempo libero da dedicare ai miei amici. / A balance between meeting news people and journalist, I am really satisified of all this spotlight on my work, joyful times in Paris in my new internship in a famous fashion house, free time to meet my friend too.

E prima del successo? / And before the success?

Momenti difficili a scuola soprattutto nel mostrare ogni settimana outfit agli insegnanti. Non avevo una vita sociale perché dovevo concentrarmi sul lavoro e parecchi sacrifici per quanto riguarda i soldi e il tempo libero da dedicare ai miei studi. / Hard times in school especially to show each weeks outfits to the teachers, not a real social life because I had to concentrate myself on my work. A lot of sacrifices about money and spare times to manage my studies.

I tuoi progetti futuri? / Your future plans?

Lavorare in diverse case di moda a Parigi magari per 2 o 3 anni e poi creare la mia firma. / To work in different fashion houses in Paris, maybe 2, 3 years and then to create my label.