domenica, 10 Maggio 2026

Ma cosa mangi?

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Gli alimenti non hanno più segreti: nella rubrica Ma cosa mangi la dott.ssa Fernanda Scala vi aiuta a scoprire cosa mangiate realmente

La dieta del metabolismo veloce: meno chili, tante perplessità

Credits photo: www.unadonna.it

La dieta del metabolismo veloce si basa principalmente su un principio: per poter dimagrire è necessario avere un metabolismo attivo ed efficiente.

Ed è su questo principio che la nutrizionista americana Haylie Pomoy ha elaborato la sua metodologia, scegliendo solo quegli alimenti che sembrano accelerare il metabolismo.
Anche in questo caso la dieta è articolata in 3 fasi, dura 28 giorni, ed ogni fase prevede il consumo di specifici alimenti associata ad una diversa attività fisica. Altri alimenti, invece, saranno completamente esclusi da tutte le fasi.

Fase 1

La prima fase consta di due giorni: il lunedì ed il martedì. Durante questi primi due giorni verranno consumati alimenti poveri in grassi, puntando tutto su carboidrati e frutta, al fine di far aumentare il metabolismo, fornendo energia.
A questa prima fase sarà necessario associare un’attività aerobica per bruciare gli zuccheri introdotti. Ma attenzione: non tutti i carboidrati sono concessi! Vietati infatti frumento, mais, soia, oltre che latticini e zuccheri. Inoltre è completamente bandito l’utilizzo di condimenti quale l’olio.

Fase 2

Anche la seconda fase è costituita da due giorni: il mercoledì ed il giovedì.
In questa fase frutta e cereali vengono sostituiti dalle proteine, rappresentate principalmente da carni e pesci magri ed insaccati magri, accompagnate da verdure quali verdure a foglia larga, quali broccoli e cavoli, mentre continuano ad non essere ammessi i grassi di cottura.
L’attività fisica associata a questa fase è di tipo muscolare intensa, come i pesi, per andare ad incrementare la massa muscolare. Questa fase non è altro che una vera e propria dieta iperproteica, solo privata della quota di grassi “buoni” necessari per il nostro organismo.

Fase 3

Costituita dai restanti giorni della settimana, venerdì, sabato e domenica, la terza fase prevede il consumo di tutti gli alimenti consumati nelle due fasi precedenti più l’introduzione dei grassi da condimento. L’attività fisica associata è quella dello yoga, o comunque un’attività leggera, perché la fase deve essere un momento per “riequilibrare” il corpo e la mente.

Qualche considerazione

Da qualche anno, visto l’elevato interesse nei confronti dell’alimentazione, dovuto anche ad un intenso effetto mediatico, veniamo letteralmente bombardati ogni mese da qualche nuovo regime alimentare.
La storia è sempre la stessa: poca fatica e grandi risultati.

Sono sempre di più le persone che per svariate motivazioni, tra cui prima di tutto la stanchezza di sentirsi sempre a dieta senza riuscire a raggiungere i risultati sperati, si lasciano travolgere dalle diete del momento senza considerare gli effetti fisiologici che possono scaturire da queste.
Tutte le diete che escludono categoricamente alcuni cibi sono di base errate e potenzialmente pericolose in quanto possono causare dei deficit nutrizionali.

In particolare la dieta del metabolismo veloce presenta pro e contro.
Tra i pro ritroviamo degli ottimi principi di base quale consumare cinque pasti al giorno, controllare quello che si mangia, dare importanza alla stagionalità dei prodotti, ma non mancano i contro.
Infatti se si approfondisce la tipologia di “alimenti concessi” sorge qualche dubbio sulla fattibilità che questa dieta possa essere seguita in Italia.
Il motivo? La dieta esclude il 50% degli alimenti che fanno parte del nostro stile di vita introducendo abitudini, come il consumare proteine a colazione, che non appartengono alla nostra cultura.
No a frumento, quindi niente pasta e pane, latticini e tutti i suoi derivati, grassi da condimento quale l’olio, caffè, thè e zuccheri raffinati. E, anche ammesso che questo regime alimentare funzioni nel breve periodo, è necessario poi riuscire a mantenere il peso continuando ad evitare i cibi non concessi.

A questo punto non è meglio seguire un’alimentazione varia, completa e ben bilanciata che ben conosciamo sotto il nome di dieta mediterranea?

Una buona alimentazione è amica della salute.

Ma cosa mangi: i 10 alimenti amici della pelle

Alzi la mano chi non ha mai cercato, e soprattutto provato, prodotti, intrugli e rimedi della nonna che promettevano una pelle bella, luminosa e soprattutto sana, non rendendoci conto che la soluzione è proprio lì, nel nostro piatto. Scopriamo 10 alimenti amici della pelle.

Il bello della zucca

Alimento versatile, dalla polpa irresistibile ed estremamente ipocalorica la zucca è un alimento alleato non solo della forma fisica ma anche della pelle. Aiuta infatti a combattere l’acne in quanto il betacarotene, sostanza di cui è ricca e che fornisce il tipico colore aranciato alla sua polpa, aiuta a normalizzare il sebo favorendo il ricambio cellulare e mentendo i pori della pelle liberi. Inoltre, se non si sta seguendo una dieta ipocalorica, è possibile utilizzare anche i suoi semi. Infatti questi sono ricchi di zinco, prezioso oligominerale la cui carenza spesso è una delle cause dell’acne, delle smagliature e delle rughe.

La magia dei kiwi e degli agrumi

I kiwi e gli agrumi rappresentano un naturale concentrato di Vitamina C. La vitamina C è benefica per la pelle in quanto svolge sia un’azione antiossidante, sia stimola la rigenerazione dei tessuti e promuove la sintesi del collagene, proteina che svolge una funzione di sostegno, mantenendo tonica la cute.

I mirtilli: così piccoli, così preziosi

Chi l’avrebbe mai detto che un frutto così piccolo nascondesse in realtà un concentrato puro di salute? Ebbene sì! I mirtilli nascondono, all’interno del loro piccolo frutto, delle sostanze estremamente preziose le antocianine, una classe di sostanze naturali antiossidanti che combattono i radicali liberi. Inoltre poiché migliorano anche la microcircolazione sanguigna, aiutano a ossigenare e a nutrire la pelle rendendola luminosa e sana.

La bontà dei cereali integrali

Preferire cibi integrali è una sana abitudine alimentare che fa bene anche alla nostra pelle. Questi infatti rappresentano una buona fonte di antiossidanti che aiutano a ridurre e contrastare i danni della pelle. Ricchi di biotina, o anche conosciuta come vitamina H , questa contribuisce alla formazione degli acidi grassi e facilita il metabolismo degli aminoacidi e dei carboidrati. La carenza di biotina, infatti, comporta disturbi della pelle quali dermatiti, pelle squamosa e secca.

Il fascino del melograno

È uno dei frutti più ricchi di antiossidanti. Dalla sua buccia possiamo estrarre l’acido ellagico, sostanza antiossidante, che promuove la rigenerazione cellullare e che mostra interessanti proprietà antitumorali ed antinfiammatorie. Migliora inoltre l’elasticità della pelle stimolando la produzione di collagene. Bere il suo succo o mangiare la sua polpa? Un naturale elisir anti-età.

Le noci

Ricche in selenio, aiutano a stimolare il sistema immunitario e a proteggere la pelle dai danni del sole, dalle macchie dell’età e dal melanoma. Inoltre, possedendo cospicue quantità di vitamina E, aiutano a limitare la formazione di smagliature.

Il thè verde

Molto più di una semplice bevanda, è un concentrato di antiossidanti che favorisce la rigenerazione dei tessuti e contrastare i radicali liberi. Inoltre secondo uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Pharmaceutical Development and Technology, il thè verde sarebbe in grado di proteggere la nostra pelle dagli effetti dannosi dei raggi UV grazie alle catechine, composti fitochimici di cui ne è ricco.

Cibi ricchi di omega 3

Gli acidi grassi essenziali ed in particolare gli Omega-3, di cui è ricco ad esempio il pesce azzurro, aiutano a mantenere in salute la pelle nutrendola ed idratandola. Infatti una dieta ricca in acidi grassi essenziali consente di migliorare il tono e l’idratazione della pelle, rendendo le membrane delle cellule più flessibili ed elastiche. Inoltre gli acidi grassi riducono gli stati di infiammazione e la produzione di androgeni, un ormone legato all’acne.

Gli spinaci

Ricchi di luteina, una sostanza antiossidante, rappresentano un valido aiuto nella prevenzione delle rughe, favorendo l’idratazione e l’elasticità della pelle e prevenendo i danni causati dai radicali liberi. Inoltre gli elevati livelli di vitamina K e C favoriscono la riduzione delle occhiaie, spesso dovute anche ad una cattiva circolazione. Una dieta che fornisca un giusto apporto di queste vitamine permette, infatti, di rinforzare le pareti dei capillari sanguigni migliorando anche la circolazione.

Legumi

Via libera a lenticchie, fagiolini, fagioli, ceci, piselli … i legumi sono ricchi di vitamina B che favorisce la rigenerazione cellulare ed accresce le nostre difese immunitarie. Ricchi di fibre e minerali rappresentano degli importanti amici per avere una pelle sana e bella.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Birra e dieta: quando l’eccezione diventa possibile

Credits photo: www.trend.buzzlie.com

Chiara, rossa o scura, industriale o artigianale, a bassa o alta gradazione alcolica: sono tantissime le tipologie di birra presenti sul mercato ed in grado di accontentare tutti i palati.

La birra è una bevanda antichissima. Nata infatti dalla fermentazione dei cereali, nell’Antico Egitto questa veniva somministrata fin dall’infanzia, poiché considerata una vera e propria medicina.

Ancora oggi sono tanti gli studi condotti per valutare i suoi effetti benefici sulla salute.
Sembrerebbe infatti che un consumo moderato di birra abbia effetti benefici sul nostro organismo riducendo il rischio di problemi cardiovascolari, renali, di ipertensione, e favorendo i processi digestivi.

Inoltre grazie alla presenza dei flavonoidi contenuti nel luppolo, composti polifenolici ad attività antiossidante, la birra aiuta a contrastare i radicali liberi prevenendo i danni provocati dall’invecchiamento cellulare.
In particolare negli ultimi anni l’interesse si è concentrato sullo xantumolo, uno dei flavonoidi contenuti nel luppolo, che possiede molteplici proprietà positive per la salute.
Lo xantumolo infatti sembrerebbe svolgere non solo un’azione antiossidante, ma anche antinfiammatoria, antitumorale e di prevenzione nei confronti delle malattie cardiache e neurodegenerative.

Valori nutrizionali e proprietà

La birra è una bevanda costituita da circa l’85% di acqua, dal 3% al 9% di alcool, e dall’estratto secco, pari a circa il 3-8%.

Nell’estratto secco ritroviamo diversi nutrienti quali tannini, zuccheri, alcune preziose vitamine del gruppo B, sostanze antiossidanti, un modesto contenuto in potassio, destrine, ed alcuni acidi tipici del luppolo e del malto.
Proprio per la sua notevole quantità in acqua e grazie alla presenza di potassio, la birra possiede una nota capacità diuretica, che sebbene contribuisca a mantenere nella norma i livelli della pressione arteriosa, d’altra parte può favorire l’insorgenza di uno stato di disidratazione corporea proprio per l’escrezione, attraverso l’urina, di diversi sali minerali.
Inoltre bisogna ricordare che l’acido etilico determina una vasodilatazione che potrebbe comunque determinare un aumento della pressione sanguigna in alcuni soggetti, soprattutto laddove già presente uno stato di ipertensione.

Per quanto riguarda le calorie, sebbene sia una bevanda alcolica, la birra presenta un contenuto calorico inferiore rispetto ad altre bevande, come ad esempio il vino.
Se infatti prendiamo in considerazione una birra chiara piccola, 33 cl, con una modesta gradazione alcolica, circa 3,5% vol, questa apporterà circa 100 kcal, mentre le calorie saliranno fino a 198 se si sceglie una birra con un alta gradazione alcolica.

Ma attenzione: le calorie non sono tutto!
Infatti sebbene l’apporto calorico sia contenuto, un suo consumo eccessivo può favorire l’accumulo di tessuto adiposo.
Infatti l’alcool etilico presente favorirà la sintesi degli acidi grassi, la sintesi del glicogeno, la sintesi proteica e il deposito di adipe principalmente a livello viscerale ed addominale, comportando importanti danni fisiologici quali sindrome metabolica, obesità addominale e viscerale, danni epatici (steatosi), ipertrigliceridemia cronica.

Birra sì, ma con moderazione, per poterne apprezzare a pieno le benefiche e preziose proprietà.
In un soggetto fisiologicamente sano e che non presenti specifiche condizioni cliniche, l’assunzione moderata di due birre dal basso tenore alcolico è compatibile, mentre livelli di assunzione superiori possono arrecare più danni che benefici.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Tisanoreica: meno 8 chili in un mese

Credits photo:www.elle.it

Ideata da Gianluca Mech la tisanoreica è una delle diete del momento.
Definita “ipoglucidica, normoproteica e ipocalorica”, promette di far dimagrire velocemente, con gusto e senza patire la fame, grazie alla sinergia tra prodotti specifici e alimenti di uso quotidiano.

Come funziona

La dieta va seguita per un minimo di 20 giorni fino ad un massimo di 40, promettendo di perdere fino ad 8 chili attraverso un piano alimentare specifico basato sul consumo di specifiche erbe officinali ed aminoacidi, un bassissimo contenuto in carboidrati ed un elevato quantitativo di proteine e grassi.

Il principio principale su cui si basa questo regime dietetico è quello della chetogenesi, un processo biologico attraverso il quale il nostro organismo produce corpi chetonici, ovvero degli elementi derivanti dall’ossidazione dei grassi presenti per ricavare l’energia necessaria al funzionamento dell’intero organismo. Il processo si innesca quando zuccheri e carboidrati vengono ridotti nella dieta affinché il corpo, per produrre l‘energia necessaria, vada ad utilizzare le riserve di grasso depositate.

Per poter seguire la dieta è necessario sostituire diversi alimenti con porzioni di preparati che si “ispirano” agli alimenti reali, e che permettono di ottenere bevande dai gusti più disparati: cappuccino, yogurt, zuppe, omelette.
L’utilizzo di specifici preparati idrosolubili a base di fitoestratti vanno a revocare il gusto dei cibi, limitando quindi il peso del “non poter magiare” determinati alimenti.

Queste pietanze tisanoreica sono indicate con il nome PAT, ovvero Porzione Alimentare Tisanoreica, che contengono principalmente proteine e fitoestratti derivanti da diverse piante quali il carciofo, ananas, tarassaco e finocchio.
Accanto alle PAT, il programma prevede l’utilizzo dei decotti, gli estratti Decottopirici, rappresentati da estratti naturali ricavati attraverso la decottoterapia utilizzando unicamente acqua. I decotti presentano azioni differenti, diuretica, depurativa, tonica, a seconda delle specifiche esigenze riscontrate nel soggetto in esame.

Il regime alimentare è sconsigliato in caso di gravidanza, per i bambini ed i ragazzi in età di sviluppo, e per tutti quei soggetti che soffrono di malattie cardio vascolari, epatici e nei soggetti diabetici.

Le fasi

Il programma alimentare è articolato in due fasi: la fase intensiva e la fase di stabilizzazione.
La fase intensiva è caratterizzata dalla completa esclusione dei carboidrati, consumando quattro pietanze tisanoreica. Durante questa fase è quindi possibile utilizzare solo gli alimenti Tisanoreica, pesce, carne e verdure.

La fase di stabilizzazione prevede invece la graduale reintroduzione dei carboidrati, principalmente integrali, associati a due pietanze tisanoreica.

Terminato il protocollo alimentare si entra nella fase di mantenimento dove si consiglia di continuare a seguire un’alimentazione sana e leggera, scegliendo attentamente gli ingredienti da utilizzare e continuando a consumare anche dei pasti tisanoreica.

Tisanoreica sì, tisanoreica no

Fin dall’inizio la comunità scientifica si è mostrata abbastanza scettica nei confronti di questa nuova tipologia di alimentazione.
Sebbene permetta di perdere peso durante la prima fase, i dubbi sono principalmente dovuti alla completa esclusione di alcuni alimenti dalla dieta, lasciando spazio a pasti sostitutivi che ben si allontanano dai cibi tradizionali, e che sono oltretutto ricchi di aromi e coloranti artificiali.
Inoltre non bisogna dimenticare che un uso eccessivo di proteine, non accompagnato da una corretta quota di carboidrati, può provocare importanti stati di affaticamento a livello epatico e renale.

Vale veramente la pena scegliere di sostituire ed escludere completamente alcuni alimenti solo per perdere peso in tempi brevi quando, seguendo un’alimentazione completa, variegata, ben bilanciata, e composta da alimenti veri, è possibile ottenere gli stessi risultati basandosi unicamente sul metodo della costanza e della pazienza?

Una buona alimentazione è amica della salute.