sabato, 31 Luglio 2021

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Le 10 cose che fa un vero bolognese (FOTO)

Credits photo: lettera43.it

I tuoi bolognesi, se esistono, ci sono od ormai si son persi confusi e legati a migliaia di mondi diversi: Guccini raccontava la sua storia e quella di tanti bolognesi nascosti tra i colli o ai bordi del Reno ed in case isolate sulla Pianura Padana, dove la loro voce si confonde ora con quella di tanti stranieri e fuori sede. Ma se c’è qualcosa che distingue un bolognese da tutti gli altri, è quella sua vita fatta di abitudini e vizi, o meglio virtù, che vi raccontiamo col suo sguardo, i suoi sentimenti e la sua pacata nostalgia.

Va a piedi a San Luca

Credits photo: leganerd.com
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Non è nemmeno mattina, il sole deve ancora sorgere e c’è già un bolognese, pronto a lasciare casa e percorrere la strada che lo porterà al santuario della madonna di San Luca. Gradino dopo gradino, vestiti comodi e in compagnia di un amico o da solo per fare una corsa, arriva in cima, dove può ammirare parte di quella Bologna che ama e pregare di fronte alla Santa Vergine di San Luca.

Va dall’edicolante e chiede il Carlino

Credits photo: multimedia.quotidiano.net
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Coi polmoni carichi di aria pulita, dai colli ripete la strada sotto i portici per andare dall’edicolante che l’aspetta con la sua copia giornaliera del Carlino. 133 anni di storia che passano di generazione in generazione e assorbono l’interesse del bolognese più di quello di tanti altri.

Fa fuga da scuola per andare alla Montagnola

montagnola

Con la mente ricca di informazioni, è il momento della scuola: ma il bolognese non ha tanta voglia di stare sui libri, cambia la via e fa fuga per andare alla Montagnola, una delle più antiche aree verdi della città, che la sera diventa palcoscenico di serate all’insegna della musica e di un po’ di birra e, per chi si appassiona, anche di tanta politica.

Va in confusione tra salami e mortadelle

Credits photo: blog.giallozafferano.it
Credits photo: blog.giallozafferano.it

Ma lasciamo stare il bere, almeno per ora, e pensiamo a riempire lo stomaco. Non è leggenda che il bolognese si infervora quando si parla di cibo. E se un ospite sceglierebbe con prudenza la tanto elogiata mortadella, il nostro bolognese va in confusione quando di fronte ci sono anche i salamini. Lasciata all’istinto la sua decisione, ecco pronta il suo pane rosetta o crescentine, tigelle e piadine che assapora disteso sull’erba, o mentre passeggia sul “crescentone” di Piazza Maggiore.

Osteria del sole e Altero

Credit photo: flickr.com
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Per il ristoro la sera, invece, niente panico. Come diceva anche Guccini, la giornata del vero bolognese è una giocata fra casa e osterie. C’è sempre l’Osteria del Sole, pronta a servire un bicchiere di buon vino e se la fame si fa sentire la pizza da altero non può proprio mancare.

Sale sulle torri e attraversa Piazza Maggiore

Credits photo: viachesiva.it
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Mentre passeggia arriva così in 5 minuti in Piazza Maggiore, e lì si ferma un attimo per guardare da lontano il Nettuno, il maschio per eccellenza della città, e percorre via Rizzoli per arrivare alle Torri degli Asinelli, dove almeno una volta è salito per curiosità o scaramanzia.

Ascolta Dalla, Morandi, Mingardi, Guccini

Credits photo: mymovies.it
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Nulla di strano se poi incontrate un bolognese che ascolta Dalla, Mingardi, Guccini, Cremonini o Morandi o che è stato almeno una volta ad un loro concerto in Piazza Maggiore. Tra tutti, un vero bolognese tiene ad omaggiare il caro Dalla, che viveva in via d’Azeglio, a pochi passi dalla pizzeria altero che lui stesso consigliava, nella parte storica della città, dove si trovano sparsi piccoli ristoranti e mercati e le biciclette si spostano tra i passanti. Niente macchine qui.

Dai Giardini margherita ai colli bolognesi

Credits photo: kravmaga-bologna.blogspot.com
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Niente macchine ai Giardini Margherita, dove il bolognese trascorre i momenti gioviali con gli amici per fare sport o attività fisica oppure organizza le prime serate con la sua ragazza. Il secondo passo sono i colli bolognesi per approfondire la relazione.

Tifa Bologna oltre ogni aspettativa

Credits photo: calcioefinanza.it
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Ma si sa, un bolognese non ha un solo amore. Ai piedi di San Luca, a pochi passi dalla Certosa, ogni venerdì o sabato, allo Stadio dell’ara, si radunano i tifosi con sciarpa rosso e blu. Sono lì per guardare orgogliosi il loro Bologna che a passo lento tenta di ritornare in serie A.

Tagliatelle al ragù e tortellini

Credits photo: agrodolce.it
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Il cerchio si chiude la domenica con tortellini e tagliatelle al ragù fatte in casa. Si solleva la discussione su quale sia la ricetta migliore, se con la pancetta o con le salsicce e se i piselli sono consentiti, ma poi tutto tace, la notte cala e il bolognese ripensa alla sua Bologna, tra il rimorso per quel che le ha dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato.

L’ebbrezza del volo tra Dolomiti, Valtellina e Basilicata

credits photo: parcolucano.it

Volo dell’angelo, volo dell’aquila, volo in parapendio. Sono i nomi dei voli più famosi in voga nelle località turistiche italiane, dedicati ai più avventurosi, ma anche a chi vuole provare almeno nella vita l’ebbrezza del volo a decine di metri sospesi in aria.

Volo dell’angelo sulle Dolomiti Lucane e in Valtellina

Un’esperienza a 400 metri di altezza, scivolando su una fune.
È il volo dell’angelo, un’attrazione turistica delle Dolomiti Lucane, tra i due paesi di Castelmezzano e Pietrapertosa.
Il meccanismo è semplice quanto sicuro: un carrello a cui vengono appese una o due persone a pancia in giù scorre liberamente su una fune d’acciaio sospesa tra le vette di questi due paesi. L’ebbrezza del volo si potrà provare su due linee differenti il cui dislivello è rispettivamente di 118 e 130 m.
La prima, detta di San Martino che parte da Pietrapertosa (quota di partenza 1020 m) e arriva a Castelmezzano (quota di arrivo 859 m) dopo aver percorso 1415 m raggiungendo una velocità massima di 110 Km/h. La linea peschiere, permetterà invece di lanciarsi da Castelmezzano (quota di partenza 1019m) e arrivare a Pietrapertosa (quota di arrivo 888 m) toccando i 120 Km/h su una distanza di 1452m.

Seconda alle Dolomite Lucane è il volo dell’angelo nel cuore della Valtellina, più precisamente in un paesino di 365 abitanti nella Valle del Bitto. Il meccanismo resta lo stesso, ma ci si lancia da un’altezza di 900 metri, con una fune d’acciaio sospesa tra i due versanti opposti della Valle del Bitto, per un totale, tra andata e ritorno, di 2,5 km in 2,5 minuti.
Durante l’estate, i turisti più coraggiosi si sono lanciati addirittura in suggestivi voli notturni e curiose cene in quota. Dondolandosi leggeri sopra la vallata magica del paesino.

Volo dell’aquila a San Costantino Albanese (Parco del Pollino)

Il volo dell’aquila è un’attrazione di San Costantino Albanese, nel cuore del Parco del Pollino. Lungo 1.125 metri, consente a un minimo di quattro persone alla volta di provare la simulazione di un volo in deltaplano fino a raggiungere gli 80km/h.
Il volo dura 6-7 minuti e l’impianto consente di effettuare 6/7 voli all’ora. I turisti interessati si posizioneranno nella stazione di valle, sul veicolo a forma di aquila a quattro posti, corredato da maniglioni e poggia-piedi dopo essere stati opportunamente imbracati.

Volo in parapendio in Sicilia

La Sicilia offre l’ebbrezza del volo in parapendio sopra le più belle località dell’isola: Capo Calavà, San Vito lo Capo, Pollina, San Cipirello e Piana degli Albanesi.
Grazie all’esperienza dei piloti professionisti appartenenti alla Federazione Italiana Volo Libero è possibile provare il volo, attraverso il parapendio ‘in tandem’, che si svolge in assoluta sicurezza e non richiede ai passeggeri alcuna competenza tecnica, né dote atletica. Per effettuare un volo in parapendio non occorre lanciarsi da nessuna parte, ma basta sfruttare la superficie della vela che, grazie ad una piccola rincorsa da parte del pilota, si riempie d’aria e permette il graduale sollevamento da terra.
Il volo, che dura circa 20 minuti, è reso molto piacevole dalla presenza delle termiche ascensionali che permettono al velivolo di planare fino al dolce atterraggio.

Isole: piccoli luoghi fuori dal mondo

www.turismo.intoscana.it

Con l’arrivo dell’estate è sempre più forte la voglia di distrarsi, di trascorrere intere giornate lontano da casa e di passare nottate fuori con gli amici. L’estate è quel periodo in cui ci si dedica a tutto ciò che durante l’anno non si può fare, a causa dello studio, del lavoro o dei vari impegni. Insomma, estate è sinonimo di svago e di divertimento.

Ma non è tutto. L’estate può anche essere associata al relax. C’è chi, infatti, durante le vacanze estive, preferisce concedersi un pò di riposo: staccare da tutto e tutti e scappare via, lontano dalla solita e monotona vita. E perchè non volare su un’isola sperduta in mezzo al mare?

Fin dall’antichità, l’isola è simbolo di un luogo paradisiaco, in cui poter realizzare la propria felicità e raggiungere una pienezza spirituale. Inoltre, l’isola è sempre stata rappresentata come un mondo completo, in cui si vive in nome della pace, della concordia e della razionalità.

Oggi, le isole, per la loro vivace vita notturna, sono considerate, soprattutto dai ragazzi, luoghi di divertimento e di sballo, in cui si ha il diritto di fare uno strappo a tutte le regole. Ma, fortunatamente, alcune isole, in particolare quelle più isolate e meno frequentate, sono rimaste simbolo di evasione, come allontanamento dalla terraferma e distacco dalla società.

E per trovare rifugio e tranquillità non occorre andare lontano: proprio qui, in Italia, esistono piccole isole poco affollate. Questi atolli non sono abituali mete turistiche, per diverse ragioni: perchè troppo difficili da raggiungere o troppo poco attrezzate, o semplicemente perchè sono tutelate in quanto riserve naturali.

L’isola di Gorgona, citata da Dante nel 33° canto dell’Inferno, si trova nel Mar Ligure, davanti a Livorno, ed è la più piccola dell’Arcipelago Toscano. Gorgona è un’isola prevalentemente montuosa e la sua vegetazione è tipica della macchia mediterranea. Sulla costa ci sono straordinarie insenature e baie: la più famosa è Cala Scirocco, in cui è presente la Grotta del Bove marino, che fu rifugio per le foche monache.

L’isola di Montecristo forma, insieme a Gorgona – e ad altre – il Parco Nazionale Arcipelago Toscano, che tutela gli ambienti naturali più affascinanti ed importanti. Proprio perchè è considerata una riserva naturale, all’isola è stato consegnato il Diploma europeo delle aree protette nel 1988, ed è stata riconosciuta come sito di interesse comunitario.

Altra isola del Mar Tirreno è Palmarola, situata nell’arcipelago delle Isole Ponziane. Palmarola è una riserva naturale ed è abitata solo nel periodo estivo, in cui diventa un luogo di isolamento per gli abitanti dell’isola di Ponza, che scappano dalla loro incasinata isola e si rifugiano nelle case grotta, abitazioni tipiche scavate nella roccia.

Altri due luoghi di evasione dalla realtà sono l’isola di Asinara e l’Isola di Alicudi. La prima, situata a nord della Sardegna, fa parte del Parco nazionale dell’Asinara e dell’area marina protetta internazionale, famosa come Santuario per i mammiferi marini. La seconda, invece, appartiene all’arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia. Conosciuta soprattutto per essere un vulcano spento, Alicudi è poco frequentata e, anche i suoi abitanti, diminuiscono sempre più.

A Napoli i cittadini diventano guide turistiche volontarie

Si chiamano “Napoli Greeters” e nel capoluogo partenopeo saranno i primi in tutta Italia: si tratta del primo gruppo di cittadini che guideranno gratuitamente i turisti alla scoperta delle grandi bellezze della città.

Secondo Legambiente, chi meglio dei cittadini può raccontare e descrivere al pubblico esterno la propria città? Accanto ai paesaggi meravigliosi, la storia millenaria, gli eventi, la cultura e le curiosità di vita quotidiana, si somma un senso patriottico di appartenenza che non ha eguali. Napoli partirà per prima, a seguire le altre città. L’obiettivo è portare in Italia un modello di guide volontarie cittadine fondato a New York negli anni ’90. Si chiama “Global Greeter Netork” ed è una rete internazionale che “punta a mostrare ai turisti il vero volto delle città visitate attraverso il coinvolgimento diretto dei residenti”.

I “Napoli greeters” sono “persone che amano la propria città, che vivono quotidianamente il territorio, che conoscono le bellezze storico-culturali ma anche gli angoli più caratteristici, pronti a dare informazioni per far vivere da napoletani il soggiorno in una delle capitali mondiali della cultura e della bellezza” . Il progetto “è davvero una bella sfida, come sottolinea Carmine Maturo, presidente di Legambiente/Neapolis 2000. “Da sempre la nostra associazione crede nell’importanza dei progetti di cittadinanza attiva: è un modo per avvicinare le persone alle tematiche ambientali, e per riscoprire e rafforzare il legame con il territorio. E questo progetto che si sta diffondendo anche in Italia, va proprio in questa direzione“.

Perché proprio Napoli? “Siamo stanchi di sentire parlare male della nostra città, vogliamo dimostrare che Napoli non merita la cattiva fama di metropoli inospitale. Per questo siamo pronti a dare il benvenuto ai turisti e mostrare loro le bellezze della nostra città. Il nostro lavoro sarà anche di controinformazione, per fare in modo che i turisti diventino dei veri e propri ambasciatori di Napoli nel mondo”, commentano i primi cittadini coinvolti nel progetto.

Il servizio è gratuito, basta solo prenotarsi. Il percorso sembra essere bello e coinvolgente: si parte dalla “Stazione Neapolis” (fermata Museo – Linea 1) e proseguirà per tutta Napoli alla scoperta di usi, costumi, tradizioni, cultura, curiosità, storia millenario e aspetti di una Napoli che solo in pochi – i residenti, appunto – possono conoscere.

Dire “Basta” ad una Napoli in cui camorra, inganni, delitti e sporcizia ne fanno da padrona. Dire “Sì” alla Napoli che tutti vogliamo e che, molti, non conoscono ancora.