Preparatevi, perché Luciana Littizzetto ha deciso di togliersi ogni freno e raccontarsi come mai prima. Il pretesto ufficiale? Il suo primo romanzo, Il tempo del la la la. Il vero motivo? Finalmente dire tutto quello che pensa, menopausa inclusa, con quella lingua tagliente che l’ha resa la regina indiscussa della comicità italiana.
Luciana Littizzetto: i 60 anni? Festeggiati eccome (altro che la protagonista del libro)
La protagonista del romanzo di Littizzetto i 60 anni non li vuole festeggiare. Lei invece? Ha fatto l’esatto opposto: party esclusivo ai Magazzini Oz, una quarantina di persone selezionatissime, atmosfera intima e caldissima. Zero drammi esistenziali, massima autenticità. Come sempre, del resto.
“72 sintomi della menopausa”: il numero che vi farà cadere dalla sedia
Ma il momento più esplosivo dell’intervista arriva quando Luciana attacca a parlare di menopausa. E lo fa sparando un numero che vi resterà in testa: settantadue sintomi. Sì, avete letto bene. Settantadue. Ovviamente il tono è ironico, ma l’idea del caos ormonale che si porta dietro questa fase della vita è resa alla perfezione.
Tra tutti questi sintomi ce n’è però uno che la manda completamente fuori di testa: la brain fog, ovvero quella fastidiosissima nebbia mentale che rende il cervello una specie di gruviera selettivo. La sua descrizione è un capolavoro: puoi recitare a memoria “La nebbia agli irti colli” — magari anche nella versione comica di Fiorello — ma poi non hai la minima idea di dove hai lasciato la macchina. Memoria da elefante per la cultura, blackout totale per la vita quotidiana. Benvenuti nella menopausa, signore e signori.
Figli in affido, Papa Francesco e la domanda che nessun altro avrebbe osato fare
Ma Luciana non è solo battute. Nell’intervista emerge anche un lato più profondo e inaspettato. Parla con una sincerità disarmante dei suoi figli arrivati in affido da piccoli, oggi adulti: una scelta complessa, faticosa, che ha pesato più di qualsiasi decisione di carriera.
E poi — e qui si entra nel territorio del gossip d’élite — racconta dell’incontro con Papa Francesco. La domanda che gli ha fatto? Sul destino eterno dei comici. La risposta del Pontefice? Fulminante. Talmente fulminante che Luciana ha riso di gusto, davanti a tutti, in Vaticano. I dettagli ve li lasciamo scoprire, ma sappiate che è uno di quegli aneddoti da raccontare a cena per settimane.
La battuta su Carmen Russo: “Col senno di poi non la rifarei”
E poi c’è l’ombra. Quella piccola, necessaria, che rende tutto più credibile. Luciana ammette di rimpiangere una battuta fatta su Carmen Russo: una frecciata che, a posteriori, ha sentito di aver tirato troppo forte. L’ha ferita, e questo le pesa. Un momento di onestà rara, che smonta la maschera dell’istrione invulnerabile e mostra una persona che ci tiene davvero a come le sue parole atterrano sugli altri.
Perché questa intervista è la più bella dell’anno
Il risultato finale è un ritratto a tutto tondo dove la menopausa non è il tema principale, ma il filo rosso che tiene insieme tutto. La brain fog diventa quasi una metafora generazionale: lucidissima su Leopardi, smarrita davanti al parchimetro. Precisa nel ricordare ogni episodio della sua vita, nebbiosa nelle piccole cose di ogni giorno.
Ed è proprio questo mix imperfetto di ironia e verità, di leggerezza e profondità, che rende Luciana Littizzetto una voce ancora insostituibile. Altro che tabù: la menopausa, nelle sue mani, diventa quasi uno show.



