martedì, 17 Maggio 2022

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Psicologia della Moda: dimmi cosa indossi e ti dirò chi sei

Non tutti sanno che il mondo del fashion non è fatto solo di semplici vestiti e brand, ma dietro c’è uno studio specifico denominato psicologia della moda. Infatti, la psicologia della moda si interessa del valore che viene dato agli abiti, oltre alla loro funzione protettiva. Un abito può comunicare molto di sé, come sottolineano le osservazioni degli psicologi.

I motivi per cui un essere umano si veste sono essenzialmente tre:

  • la protezione dagli agenti atmosferici esterni
  • il pudore nei confronti di zone sensibili
  • la voglia di adornarsi.

Questi sono i fattori che tutti comprendiamo benissimo, ma c’è un lato della moda e del fashion al quale si fa poco caso: i vestiti sono un modo per comunicare qualcosa di sé al mondo, ma non si tratta di un fatto scelta privata individuale bensì di un artefatto di natura sociale. La moda e i vestiti fanno parte della comunicazione non verbale e, secondo la psicologia della moda, ogni individuo si impossessa del proprio abbigliamento, identificandosi in esso al punto da conferire all’abito un’importanza simbolica pari, se non superiore, a quella del corpo stesso.

La nostra personalità più intima, dunque, guida e influenza la nostra scelta dei capi da indossare, anche quando non ne siamo consapevoli. L’abbigliamento è il riflesso del nostro stato d’animo, riuscendo a condizionare il nostro umore e persino le nostre relazioni.

In egual misura tra uomini e donne, le scelte legate alla moda possono incidere tanto sull’impressione che trasmettiamo agli altri quanto sul modo in cui gli altri si comportano con noi. La moda influisce in tutto, dal risultato di un evento sportivo fino al giudizio che un esaminatore può farsi su di noi e sulle nostre capacità lavorative durante un colloquio di lavoro.

Ma com’è nata questa nuovo settore della psicologia? La psicologia della moda nasce dall’integrazione e dall’applicazione delle scienze psicologiche all’industria della moda, allo scopo di ideare una metodologia ed un insieme di strumenti, terapeutici e di empowerment. Tutti questi elementi sono utili per lavorare sull’autostima, sugli stati d’animo, sull’immagine corporea e la percezione di sé del cliente, in un’ottica clinica di coaching individuale, così come sullo studio del comportamento sociale, in ambito aziendale, pubblicitario, di marketing e comunicazione.

Lo psicologo della moda può aiutare le persone attraverso un lavoro di consulenza d’immagine, che va ben oltre il suggerimento di un guardaroba o del trucco, ma attraverso un percorso, per entrare in sintonia con la propria immagine, il proprio corpo.

Dai vestiti, dal corpo e dall’immagine si arriva a fare un lavoro di ricerca più profonda per andare a recuperare chi siamo veramente e come comunichiamo tutto questo attraverso il corpo.

La psicologia della moda, quindi, è una vera e propria materia che molte persone decidono di approfondire a livello didattico ma non solo. Molto interessanti sono diversi test che si trovano a disposizione sul web, come il test sulla moda sul blog di Unicusano realizzato dall’università online in occasione della Milano Fashion Week di Febbraio, un quiz che gli studenti della facoltà di Economia hanno voluto sottoporre per comprendere meglio i comportamenti delle persone nell’ambito della moda.

Le regole della cromoterapia per dire addio allo stress

Quando siamo di umore scuro o al settimo cielo, quando le cose vanno bene sul lavoro oppure ci sono problemi in famiglia la tentazione è scegliere capi d’abbigliamento e accessori di certi colori che, insieme ad alcune inequivocabili espressioni del viso, riescono a raccontare agli altri il nostro stato d’animo. Il rapporto tra colori e sensazioni è alla base della cromoterapia, pratica alternativa che fa leva sulle proprietà dei colori ritenendo che possano influire positivamente sulla psiche.

Si pensa che, inconsciamente, scegliamo di indossare abiti e borse di una certa tonalità così come siamo più propensi a mangiare cibi di alcuni colori per sentirci più a nostro agio nell’affrontare situazioni diverse. Sembra insomma che esista una stretta connessione tra la nostra mente e la scala cromatica: saperla leggere consente di ritrovare il buonumore o voltare pagina dopo un insuccesso. Indossare un maglione verde può trasmettere una sensazione di evasione e relax, richiamando alla mente la natura. Così come una sciarpa arancione sarà in grado di rivelare uno slancio di ottimismo verso una decisione da prendere e un cappello giallo potrà ispirare positività e gioia. Il rosso è un sinonimo di fascino e passione raccontato al meglio da trucchi e smalti, mentre il nero riveste un doppio ruolo: come un cappotto scuro riesce a definire un periodo negativo così una borsa nera può rappresentare un dettaglio chic su un outfit da sera. Quello dei saldi è il periodo migliore dell’anno per arricchire il guardaroba di nuovi spunti colorati e se siete amanti dello stile non vi lascerete sfuggire le borse Bottega Veneta scontate da abbinare a un mare di cappotti e parka, veri mattatori delle preferenze fashion nella stagione fredda.

La moda, interprete della nostra personalità

I colori puntano a comunicare con il nostro organismo, indicandoci spesso la strada migliore da prendere, immersi come siamo nella continua ricerca di un equilibrio psico-fisico. L’importanza dei dettagli, nella moda ma non solo, è spesso cruciale e può incidere anche sul design della nostra abitazione: il momento della scelta della nuova tonalità con cui rivestire le pareti di casa è decisamente rilevante poiché ci consentirà di fare dei veri e propri ‘bagni di colore’ ogni giorno. La cromoterapia ci fa star bene in primis con noi stessi e, di riflesso, migliora le relazioni con gli altri. La moda si fa interprete della nostra personalità e dialoga con le stagioni, per creare degli abbinamenti sempre perfetti. Il bianco rappresenta la purezza e il candore della neve: una borsa e un paio di guanti di questo colore sapranno ad esempio interpretare il mood rilassato di una settimana ad alta quota. Allo stesso modo il rosa, declinato in casacche e camicette sbarazzine, potrà sottolineare una predisposizione anche mentale all’arrivo della primavera. La luce si riflette su ciò che indossiamo ogni giorno e restituisce un’immagine di noi esattamente come la vogliamo: positiva, spensierata oppure in attesa di novità. In un flusso di energia spesso veicolato dalla sensazione di benessere che filtra dal gusto per lo shopping: un metodo più che piacevole per accrescere l’autostima.

Cellulite e radiofrequenza, le regole per una pelle più bella

Nell’immaginario collettivo la cellulite è tra gli incubi peggiori per una donna, dal momento che porta con sé i famigerati e fastidiosi inestetismi. Rappresentano un muro invisibile che separa da una perfetta ‘prova costume’, inoltre sono in grado di minare la propria autostima. La parola chiave è tonificare, un concetto molto caro alle più sofisticate tecnologie di estetica, come la radiofrequenza, che puntano a migliorare e rigenerare la pelle oltre a restituire consapevolezza di sé e del proprio corpo. Sono molti i fattori scatenanti della cellulite, oltre a una possibile predisposizione genetica e in generale a una vita troppo sedentaria, scandita da un’alimentazione scorretta. E’ bene precisare, inoltre, che questo disturbo può essere legato alla quantità di ormoni estrogeni contenuti nella pillola anticoncezionale, divenuta di uso sempre più comune, ma anche a determinati indumenti che possono avere un effetto negativo sul corpo. E’ il caso di slip con un elastico eccessivamente stretto o troppo rigido, ma anche body extra fascianti, autoreggenti e jeans super aderenti. Il motivo è presto detto e riguarda la circolazione sanguigna, che in tutti questi casi risulta ostacolata. Parlavamo anche di alimentazione da controllare, in merito alla quale è possibile indicare due consigli clou: il primo è sul dosaggio del sale, che deve essere limitato in modo da non favorire la ritenzione idrica, mentre il secondo riguarda il consumo di superalcolici il quale va a impegnare in modo anomalo i processi di smaltimento da parte del fegato e rende la digestione più macchinosa e complicata. Ad essere colpite dalla cellulite sono le zone dei glutei, ma anche i fianchi, le cosce oltre a polpacci e braccia: è percepibile in queste aree – che risultano più fredde – una scarsa sensibilità al tatto.

Tecnologie avanzate contro i segni dell’invecchiamento

Le donne che si rivolgono ai professionisti della bellezza per combattere la cellulite con la radiofrequenza possono contare sui progressi fatti dalla tecnologia estetica, oltre che fare affidamento sulla costante formazione del personale da parte di team come Oz Training Solutions. La radiofrequenza capacitiva monopolare, in particolare, è un trattamento moderno ed efficace che viene impiegato nella lotta ai segni dell’invecchiamento della pelle. Una tecnologia indolore, in grado di andare a combattere gli inestetismi della cellulite ma allo stesso tempo di ridurre le rughe e restituire tonicità ed elasticità ai tessuti. I risultati si vedono fin dalle prime sedute (la cui durata media oscilla tra trenta minuti e un’ora), che vengono concordate assieme al professionista e messe in un calendario. Inoltre, quei progressi raggiunti – percepibili sia nell’aspetto che al tatto – restano stabili nel tempo. Il numero delle sedute naturalmente è soggettivo, basato sul livello di invecchiamento della pelle, la tipologia di quest’ultima e l’ampiezza della zona che richiede il trattamento. Ma come funziona? Attraverso l’emissione di onde radio localizzate, innescando un naturale effetto lifting che agisce attraverso il passaggio di calore cutaneo: quest’ultimo – una sorta di shock termico – serve a stimolare la produzione di collagene da parte dei fibroblasti, le cellule caratterizzanti il tessuto connettivo. La persona percepisce un calore più intenso nei punti del tessuto epidermico dove si trovano gli edemi ed è presente la cellulite.

Libri per l’anima: il Tao per un anno di Deng Ming-Dao

Libri per l’anima: il Tao per un anno di Deng Ming-Dao.

Oggi trattiamo un libro che racchiude varie e molte massime (una per ogni giorno dell’anno) che toccano tanti aspetti della nostra vita.

Il giorno che ho scelto, oggi, per parlare di questo libro non è casuale poiché il lunedì è un inizio ed è esattamente con l’inizio che si apre questo libro.

Tutto ha un inizio, tutto incomincia con un primo passo e noi siamo pieni di progetti, attese, speranze ma prima di tutto questo dobbiamo prenderci l’impegno di restare sempre in contatto con noi stessi, dobbiamo aver ben chiare le nostre scelte e le nostre decisioni solo così porteremo a buon fine i nostri progetti.

Su questa linea d’onda si svolge il contenuto del libro che, come accennavo prima, si rifà alla filosofia taoista, l’autore del resto ne è uno studioso e si è impegnato affinchè i dettami di questa filosofia fossero a disposizione di tutti e soprattutto fossero semplici.

Il Tao per un anno di Deng Ming-Dao

Tempo 

Il fiume:corso impetuoso, 
ininterrotta corrente. 
Sorgente,canale,foce. 
Può tutto ciò esser diviso?

Ogni giorno ci troviamo di fronte a un problema particolare.

Dobbiamo verificare il passato,affrontare il presente,progettare il futuro. 
Chi crede che “ai vecchi tempi” la vita fosse migliore è talvolta cieco alla realtà del presente; chi vive solo per il presente ha spesso scarso rispetto per quanto lo segue o precede; chi vive solo in attesa di una ricompensa futura si affatica in un rifiuto continuo…alla fine questi tre elementi(passato,presente e futuro), devono equilibrarsi e riunirsi nella maniera appropriata. 

Dobbiamo cercare di capire in che modo il passato ci condiziona, arricchire il presente di esperienze soddisfacenti e dedicare un po’ delle nostre energie quotidiane alla costruzione del futuro. 
Così come un fiume si compone di parti non chiaramente divisibili,anche noi dovremmo considerare la totalità del nostro tempo,quando decidiamo come trascorrere la nostra vita. 

Di cosa tratta in sostanza il taoismo?

Il pensiero taoista si basa sul concetto di armonia universale che lega fra loro gli elementi. Questo si chiama Tao, esso è in ogni cosa, è un flusso vitale è l’origine delle cose ed è ciò, secondo la filosofia, a cui tutti dovrebbero mirare. L’equilibrio e l’armonia fra tutte le cose.

Probabilmente avrete visto quel cerchio tagliato in modo ondulato a metà, una bianca e l’altra nera, ognuna delle quali contiene a sua volta un piccolo cerchio del colore opposto, quella è la raffigurazione del Tao e le due metà si chiamano ying e yang: lo yin è il principio femminile, passivo ed oscuro, identificato con la luna mentre lo yang il principio maschile, attivo e luminoso, identificato con il sole.

Yin e yang sono opposti e complementari tra di loro su questo si basa l’equilibrio.

Il Tao per un anno di Deng Ming-Dao

Disastro

Notte muta e nera, fuoco improvviso. Distruzione.

I disastri possono cambiarci profondamente, ma passano. Dobbiamo aggrapparci alle nostre convinzioni più radicate e ricordare i nostri intenti. Se restare cenere, o diventare araba fenice, dipende da noi.

Io lo leggo molto spesso perché la trovo una lettura molto profonda e piacevole, perciò ve lo consiglio, sia che vi troviate ad un bivio della vostra vita, sia che avete voglia di una “lettura diversa” che vi dia un’interpretazione della vita da un altro punto di vista, sia che siate o no alla ricerca di risposte o di spunti per riflessioni.

Buona lettura a tutti!!