martedì, 5 Luglio 2022

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Consigli e notizie su come stare bene e rilassarsi all'insegna del benessere

Mangiare bene, una dieta detox di tre giorni

Mangiare bene è molto importante, specie se si vuole togliere qualche chilo di troppo. Quando siete attraversato un periodo non proprio felice sotto il punto di vista dell’alimentazione, è necessario disintossicarsi. A volte basta anche un weekend per cercare di rimettersi in forma e di ristabilire la propria linea. Una delle più diffuse è quella detox. Bastano infatti, tre giorni detox per cercare almeno di eliminare gli eccessi che hanno caratterizzato ad esempio, un particolare periodo di stress delle vostre ultime settimane. Esagerando con vino, tavolate, dolci fritti e cocktail, si finisce per sentirsi troppo gonfi e ovviamente, la salute ne risente. Per recuperare, allora servono tre giorni di disintossicazione completa. Ecco che entra in gioco la dieta detox.

Mangiare bene e rimettersi in forma con 3 giorni di dieta detox

Per rimettersi in sesto bastano anche solo tre giorni detox, ovvero senza consumare zuccheri aggiunti, né grassi saturi nè tanto meno caffè o alcol. In queste giornate infatti sarà necessario assorbire grassi buoni, minerali, vitamina e tante fibre. Il nostro organismo ne risulterà assolutamente ripulito e quindi ci sentiremo subito meglio. Per prevenire disturbi di vario genere, bisogna mangiare bene. Il consiglio è quello di portare in tavola i cavoli, che sono necessari per aiutare il fegato a ripulirsi. In particolare, a svolgere questa funzione sono vari tipi di cavolo nonché i carciofi. I carciofi nello specifico, sono ricchi di antiossidanti e sono in grado di favorire la rigenerazione cellulare. Ad aiutare nella disintossicazione vi è lo zenzero che è un antinfiammatorio che aiuta anche a digerire.

I piatti indicati per una dieta detox di 3 giorni

Oltre a quelli già citati, per fare in modo che il programma disintossicante funzioni bisogna avere come base l’utilizzo di cereali integrali come orzo, riso e farro, nonché il pesce azzurro e le verdure a foglia verde. In questi tre giorni di disintossicazione, il consiglio è di bandire assolutamente il consumo di salumi, latte e carne.

Dieta disintossicante di 1 giorno: come farla e perchè

Dieta disintossicante di 1 giorno

Dieta disintossicante di 1 giorno, una sfida importante per iniziare bene la nuova stagione.

Non è una dieta tradizionale, quindi niente regimi ristretti, né fame snervante, è una giornata di riequilibrio, di simil digiuno, davvero molto utile.

Vediamo di cosa si tratta.

Dieta disintossicante di 1 giorno: perché farla

Obiettivi:

  • disintossicare l’organismo
  • eliminare i liquidi stagnanti
  • sgonfiarsi
  • perdere peso

Vi accorgete di quante tossine si accumulano nell’organismo?

Smog, stress, cibi non salutari e inquinamento fanno sì che nel nostro corpo si accumulino metalli pesanti e scorie.

Quindi sarebbe bene una volta alla settimana osservare una dieta liquida fatta di sostanze in grado di depurare il corpo.

Dieta disintossicante di 1 giorno: come farla

Durante la giornata detox sono ammessi solo liquidi, frutta e verdura, niente pane, caffè, alcolici, sale, farine, zucchero, latte, carne e pesce.

Esempi:

  • Colazione
    2 frutti di stagione o 200 gr di macedonia
    Té verde o tisana
  • Pranzo
    1 frutto di stagione
    200 g di verdure crude o insalata mista
    60-80 g di riso basmati o integrale
    200 g di verdure cotte
  • Spuntino
    1 frutto di stagione
  • Cena
    60 g di riso basmati
    200 g di verdure cotte a vapore
  • Dopo cena
    Tisana calda al limone

Oppure:

  • Risveglio: un bicchiere di acqua a temperatura ambiente succo di un mezzo limone bianco
  • Colazione: una spremuta non zuccherata preparata con 2 arance (o pompelmo rosa.)
  • Pranzo: tisana a scelta
  • Pomeriggio: tisana a scelta
  • Cena: una spremuta non zuccherata preparata con 1 limone o 1 arancia
  • Prima di coricarsi: tisana a scelta o una tazza di camomilla non zuccherata.

Dieta disintossicante di 1 giorno: cose importanti da ricordarsi

In questa giornata non devono mancare:

sport:

  • camminata
  • giro in bici
  • una nuotata

Pediluvio detox:

  • aceto di mele
  • sale
  • bicarbonato

Mettere tutto in un secchio e riempire di acqua calda, tenervi dentro i piedi per 20 minuti.

Quali sono i vostri beveroni preferiti nella giornata depurativa?

Ricostruzione unghie: pro e contro, quando è sconsigliata

Ricostruzione unghie

Ricostruzione unghie, ormai tante donne non possono farne più a meno, si sa che le mani sono un po’ il nostro biglietto da visita e quindi avere delle unghie sempre ben curate e magnifiche è il top.

Eppure ci sono casi in cui è bene evitare la ricostruzione e taluni in cui può anche essere dannosa.

Vediamo quali sono i pro e contro e cerchiamo di far luce sulla questione “danni per la salute”.

I pro e contro della ricostruzione unghie

Vediamo in primis quali sono i pro:

  • mani sempre perfette e curate, non si deve star a ritoccare lo smalto ne preoccuparsi che le unghie non siano presentabili
  • il gel è resistente quindi le unghie non si rovinano facilmente
  • le unghie sono sempre della giusta misura, senza problemi di unghie troppo corte, spezzate etc
  • è un’ottima soluzione per chi ha l’abitudine di mangiarsele
  • non occorrono grandi manutenzioni e durano a lungo

Ma ci sono anche i contro da tenere in considerazione:

  • le unghie possono indebolirsi ed una volta rimossa la ricostruzione possono apparire molto più fragili e quindi spezzarsi molto più facilmente
  • i costi non sono alla portata di tutti
  • se vi piace cambiare spesso look con la ricostruzione dovete attendere poco meno di un mese
  • i ritocchi vanno fatti ogni mese altrimenti l’unghia ricrescendo naturalmente produrrebbe un effetto antiestetico

Ricostruzione unghie: i danni in agguato

Le ricostruzioni, specie non professionali e non accurate possono riservare diversi guai.

Ad esempio si può incorrere in dermatiti dovute alle componenti chimiche del gel con insorgere di allergie.

Le unghie necessitano di respirare, il gel non è traspirante e le unghie sotto possono ricrescere ingiallite e deboli.

E’ in generale sconsigliato a chi soffre di unghie fragili, il gel non permette all’unghia di essere correttamente nutrita ed idratata e questo aggrava il problema.

In conclusione se la ricostruzione è ben fatta, se si usano i giusti materiali e se non vi sono progressi problemi si può tranquillamente usare, avendo cura però di fare una pausa ogni tre mesi.


Sali di alluminio e parabeni nei deodoranti: teorie e ricerche

deodorante-spray

Oggi desideriamo parlarvi del deodorante, amico fidato e insostituibile della routine quotidiana di ciascuno di noi. Lo utilizziamo appena usciti dalla doccia, lo mettiamo prima di andare al lavoro e molto spesso lo portiamo con noi nella borsa.

Profumerie, farmacie, erboristerie e supermercati sono ormai invasi da questi prodotti e noi non dobbiamo fare altro che scegliere la fragranza e la formulazione che più ci piace.
L’offerta, davvero molto ampia, comprende deodoranti spray, roll-on e crema, mentre le profumazioni sono praticamente infinite (dolce, floreale, speziato, ecc…).
Molto spesso nella scelta e non ci soffermiamo però a sufficienza sull’Inci del prodotto, riportato sulla confezione.

Gli elementi a cui dobbiamo prestare particolare attenzione sono i parabeni e l’alluminio; prima di acquistare un deodorante leggiamo, quindi, attentamente l’elenco degli ingredienti.
Non travisiamo, inoltre, la frase spesso riportata sul flacone ‘prodotto dermatologicamente testato’: questa affermazione non significa che il prodotto sia sicuro, ma semplicemente che è stato testato su alcuni volontari.
Vediamo ora nel dettaglio quali sono le sostanze contenute nei deodoranti che più di frequente vengono messi sotto accusa: i parabeni e i sali di alluminio.

Lo spettro dei parabeni

I parabeni, sostanze chimiche derivanti dall’acido para-idrossi benzoico, sono largamente impiegati per la realizzazione di prodotti per la cura della persona in virtù delle loro proprietà antibatteriche e antifungine.
Questi conservanti, le cui caratteristiche ricalcano gli ormoni estrogeni, sono stati introdotti negli anni Venti e oggi trovano largo impiego nell’industria cosmetica; vengono difatti addizionati a trattamenti viso e/o corpo e deodoranti.
La loro presenza per molto tempo non è stata oggetto di alcun dibattito perché queste sostanze non erano considerate nocive.

Nel 2004, uno studio condotto presso l’Università di Reading ha riportato alcuni dati allarmanti: una ricerca effettuata su un campione di 20 donne colpite da tumore maligno al seno rivelava che in 18 di loro era stata riscontrata un’elevata concentrazione di parabeni.
Lo studio ipotizzava quindi una correlazione tra parabeni, deodoranti e cancro alla mammella, sulla base dei seguenti punti:

  • I parabeni, rinvenuti sul campione di pazienti, si trovano in forma esterea e di conseguenza non sono penetrati nel corpo a seguito dell’assunzione per via orale.
  • Il corpo elimina le tossine attraverso la pelle, ma l’applicazione di un deodorante con antitraspiranti interferisce con questo meccanismo.
  • Si verifica un accumulo di tossine all’interno delle ghiandole linfatiche situate sotto gli arti superiori e questo favorisce l’insorgenza di neoplasie.

A questa ricerca ne sono seguite molte altre che hanno attenuato o completamente smentito i risultati ottenuti dallo studio qui illustrato.

Per informazioni complete sull’argomento, è opportuno consultare questa risorsa pubblicata sul sito AIRC.

Sali di alluminio: cosa sono è perché sono presenti nei deodoranti

La maggior parte dei deodoranti annovera tra i suoi componenti i sali di alluminio, un componente capace di ostacolare la formazione del sudore e di conseguenza la comparsa di sgradevoli odori e macchie sugli indumenti.
L’alluminio si dissolve difatti nel primo sudore, dando origine a una sorta di pellicola in gel che chiude i pori sudoripari; questo meccanismo blocca la traspirazione per alcune ore.

Dall’Inci dei prodotti in commercio si evince che il metallo è presente sotto forma di cloridrati d’alluminio e idrati di zirconi in una percentuale che generalmente si attesta intorno al 20%.
Il deodorante, una volta applicato, mantiene le promesse, ma quali sono le possibili controindicazioni per la nostra salute?
Così come i parabeni, nemmeno queste sostanze sembrano essere esenti da possibili effetti collaterali, anche se il dibattito in ambito medico è acceso e tutt’ora in corso.

Alcuni studi hanno evidenziato una possibile correlazione tra l’utilizzo di deodoranti arricchiti con sali di alluminio e diverse patologie di diversa natura e gravità, tra queste granulomi, neoplasie, patologie neurodegenerative quali per esempio il Morbo di Alzheimer e Parkinson, SLA, sclerosi multipla e demenza.
Diverse ricerche hanno inoltre portato alla luce un ulteriore aspetto: i sali di alluminio, che si accumulano facilmente nel corpo in virtù delle loro dimensioni irrisorie, attaccano il DNA e inficiano in modo irrimediabile la sua capacità di autorigenerarsi.

Quale deodorante scegliere

Alla luce di quanto detto, la domanda sorge spontanea: quale deodorante possiamo acquistare?
Sebbene non esistano studi epidemiologici sufficientemente affidabili per stabilire una correlazione rilevante tra l’uso di questi prodotti e malattie gravemente invalidanti, il nostro suggerimento rimane quello di acquistare deodoranti senza sali di alluminio e parabeni, e di prediligere formulazioni quanto più possibile naturali.

Non bisogna inoltre dimenticare qualche piccola precauzione:

  • Evitare l’esposizione al sole dopo l’applicazione del prodotto perché le sostanze presenti al suo interno possono essere fotosensibilizzanti. Il calore, di conseguenza, le attiva e la cute può macchiarsi;
  • Non applicare il prodotto dopo la depilazione, ma attendere sempre 24-48 ore;
  • Non abusare del deodorante e seguire le indicazioni riportate sulla confezione (evitare applicazioni troppo ravvicinate nel tempo).