lunedì, 23 Maggio 2022

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Canapa gratis per i pazienti siciliani

Canapa gratis per i pazienti siciliani: lo stabilisce un decreto firmato dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

Una determinata fascia di pazienti potrà usufruire dei farmaci a base di canapa in modo gratuito. La regione si fa carico delle spese.

Era ora. Qualcosa inizia a muoversi?

In Sicilia canapa gratis per determinati pazienti

I farmaci a base di cannabis saranno gratuiti per i pazienti affetti da dolore cronico, neuropatico e da spasticità da sclerosi multipla.

I pazienti residenti nell’Isola che presentano “inadeguata risposta o intolleranza alle terapie convenzionali” avranno diritto alla fornitura gratis del farmaco a base di canapa.

Il farmaco potrà essere prescritto solo sulla base di un piano terapeutico con durata massima di sei mesi.

La terapia deve essere condotta da un medico specialista (di Anestesia e rianimazione, Neurologia e dei centri di terapia del dolore), dipendente di Aziende sanitarie pubbliche regionali.

Canapa gratis: non chiamatela droga

Non è droga. La cannabis light o i derivati della cannabis contenente CBD con livelli bassissimi di THC non è unba sostanza stupefacente, anzi è curativa.

Nello Musumeci si è così espresso: “Proprio perché siamo contro ogni droga, ogni spacciatore e ogni possibile forma di legalizzazione delle sostanze stupefacenti. Proprio perché siamo contro tutto ciò, non possiamo negare a un siciliano malato di sclerosi, ove lo desiderasse e ritenesse necessario, di provare a lenire le sue sofferenze con i farmaci derivati dalla cannabis terapeutica, facendoci carico delle spese per questa cura. Prima di essere un atto amministrativo è un atto di civiltà”.

Esatto, curare chi non può essere curato o chi non risponde alle cure tradizionali è un atto di civiltà che non ha niente a che fare con droga e spaccio.

Il diritto a curarsi è di tutti e l’uso terapeutico della cannabis è la nuova via, la nuova frontiera.

Al momento si sta progettando, in Sicilia, dei corsi di formazione per specialisti e medici di base. Tante patologie sono rimaste fuori dall’Alzheimer all’epilessia, ma vanno inserite perché tutti hanno diritto di curarsi.

Le altre regioni devono adeguarsi ed iniziare a farsi sentire.

Protettori gastrici: cosa sono e che danni provocano

Protettori gastrici: quando sono dei nemici e quando sono degli alleati?

Solitamente vengono prescritti in caso di problemi gastrici e molti li assumono con leggerezza, conosco persone che li assumono da anni senza che nessuno abbia spiegato loro che non si possono prendere per troppi tempo.

Facciamo chiarezza.

Protettori gastrici: cosa sono?

I farmaci che proteggono la mucosa gastrica hanno la funzione di proteggerla dai danni che possono causare certi farmaci, lo stress, certi cibi e le infezioni da Helicobacter pylori, e poi ci sono gli inibitori di pompa protonica che inibiscono la produzione di acidi nello stomaco.

L’omeprazolo, il più famoso, ha la capacitò di neutralizzare l’eccessiva acidità dello stomaco solo momentaneamente, senza bloccare la produzione di acido cloridrico, come il bicarbonato di sodio, il carbonato di calcio.

Quali effetti collaterali hanno i protettori gastrici

I farmaci che proteggono lo stomaco andrebbero assunti solo in terapie di breve durata.

In primis va detto che questi farmaci interferiscono con la digestione perché senza l’acidità gastrica, gli enzimi digestivi non possono funzionare. La cattiva digestione comporta gonfiore e dolori al ventre, inoltre i cibi mal digeriti che valicano oltre il duodeno e giungono nell’intestino contengono tutto il loro potenziale allergizzante ancora intatto.

E’ stato dimostrato che l’uso di protettori gastrici può creare dermatiti, artrosi, osteoporosi, problemi al fegato, disturbi dell’intestino e del sistema endocrino.

Vediamo nello specifico glie effetti collaterali dell’omeprazolo.

L’ Omeprazolo principalmente causa un cattivo assorbimento della vitamina B12 il che scatena anemia, depressione, ansia, danni neurologici che possono portare alla demenza, danni al sistema nervoso, perdita di calcio o cattivo assorbimento dello stesso che comporta l’osteoporosi ed infine problemi respiratori.

Come si può risolvere la questione?

I farmaci gastroprotettori vanno assunti per periodi limitati, di solito le terapie durano tre mesi. In commercio si possono trovare dei buoni prodotti a base di Calcio carbonato e idrossido di Magnesio, Vitamina D3, Zinco, Colostro e Betaglucano.

E’ molto importante anche tenere sotto controllo stress ed alimentazione. Bene l’aloe e lo zenzero come rimedi utili.

ATTENZIONE: si sconsiglia l’assunzione di farmaci gastroprotettori senza prescrizione medica. Questo articolo è semplicemente informativo, rivolgersi al medico di base per delucidazioni sull’argomento.

Impianti dentali: quando e perchè farli

Nel caso in cui occorra estrarre dei denti o nel caso in cui la struttura del dente originario abbia subito dei danni si rende necessario eseguire degli impianti dentali.

Questo tipo d’impianti sono pratiche medico chirurgiche volte a reintegrare nell’estetica e nella funzionalità la dentatura compromessa.

Impianti dentali: quando occorre ricorrervi

Si ricorre all’implantologia dentale quando occorre estrarre un dente, specie se in una zona visibile, o nei casi di agenesia in cui uno o più denti non siano mai spuntati. O ancora quando si è svolto un lavoro di devitalizzazione in cui si è dovuto rimuovere gran parte del dente e la ricostruzione è sempre precaria.

Impianti dentali: come sono fatti e come si eseguono

L’impianto dentale si costituisce di una parte in titanio, la vite, da un pilastro e da una parte in ceramica, la capsula.

La vite in titanio (diametro di 3-6mm e lunghezza di 7-18mm) viene fissata nella mascella a guisa di radice del dente, segue il pilastro ovvero la parte che spunta dalla gengiva a cui si fissa la capsula o la protesi che può essere in ceramica o in oro che sostituisce in tutto e per tutto il dente.

La vite con il passare del tempo si salda all’osso permettendo alla capsula di restare al suo posto, per tale ragione si sceglie il titanio perchè soggetto a questo processo di osteointegrazione (scoperto dal professore svedese Ingvar Brånemark). La seduta è assolutamente indolore, si svolge in primis con una RX panoramica dentale digitale, quindi si esamina il caso e si effettua l’impianto.

Impianti dentali: perchè farli

Esteticamente la mancanza di uno o più denti comporta cali di autostima ed inoltre rende difficile la pulizia e la masticazione. L’implantologia dentale sostituisce degnamente i denti persi, l’impianto è stabile, non soggetto a sgretolamento (come nel caso delle ricostruzioni) grazie alla vite inserita nell’osso ed è quindi difficile da perdere. Sono inoltre duraturi rispetto ai ponti, pertanto non soggetti a frequenti sostituzioni e sono un’ottima alternativa alle dentiere che molto spesso creano fastidi ed imbarazzo.

Gli impianti dentali non costituiscono un problema per altri denti e consentono di mangiare tutti i cibi senza timore che la capsula salti via o si distrugga.

L’impianto dentale va sempre pianificato con il dentista di fiducia, dopo aver esaminato la situazione ed aver effettuato una panoramica. Visti i costi elevati dell’implantologia dentale è sempre bene chiedere più preventivi in studi professionali seri.

Protesi all’anca: quando farla e come si fa

La protesi all’anca è un intervento chirurgico che si rende necessario soprattutto nelle persone che soffrono di artrite al femore e che hanno quindi difficoltà nella deambulazione, a causa del dolore.

L’intervento deve essere eseguito da chirurgo specializzato e di fiducia che ha seguito tutto il decorso del problema.

Protesi all’anca: quando farla

Il motivo principale per cui si ricorre alla protesi all’anca è in caso di artrite, ovvero un’acuta infiammazione dell’articolazione per cui la superficie in cui ruota il femore non è più liscia e scorrevole ma diventa granulosa così che si ha dolore nel movimento.

Solitamente all’inizio l’artrite viene curata con farmaci antinfiammatori ed iniezioni di cortisone e se il paziente è in stato di obesità si consiglia una dieta per perdere peso. Nel momento in cui tutta questa profilassi risulti insufficiente si parla dell’intervento.

L’intervento molto spesso si rende necessario anche nei casi di rottura del femore a seguito d’incidenti.

Protesi all’anca: come si esegue l’operazione

L’operazione d’impianto dell’articolazione artificiale si svolge inizialmente con la rimozione della testa del femore, mediante incisione sull’anca frontalmente. Lateralmente o posteriormennte.

La testa ed il collo del femore vengono rimossi ( quest’operazione è definita endoprotesi) e rimpiazzati dalle protesi in titanio e la cavità viene preparata ad accogliere l’impianto, quindi se è necessario viene rimpiazzata da un guscio anch’esso in titanio ( quest’operazione è definita artroprotesi).

Il procedimento della cementazione si esegue solo qualora vi siano danni al femore. Infine si ricuce il taglio e si drena il liquido in eccesso.

Protesi all’anca: rischi connessi all’operazione

Questo intervento comporta dei rischi che sono legati all’anestesia per cui si viene informati dall’anestesista su quali sintomi possono comparire e sulla tempestività con cui il paziente deve informare il chirurgo.

Altri rischi sono legati alla formazione di trombi e più generali legati all’apparato cardiocircolatorio, possono inoltre insorgere rischi d’infezioni ed emorragia, danneggiamento dell’apparato venoso e dei nervi. Nella fase post operatoria possono verificarsi dolore, rigetto e difficoltà nel movimento.

Protesi all’anca: decorso post operatorio

Il ricovero va dai quattro ai nove giorni dopodichè inizia il periodo di riabilitazione. Dopo una decina di settimane, se non ci sono complicazioni si possono riprendere le attività quotidiane.

I vantaggi di un’articolazione artificiale, considerato che l’intervento solitamente viene eseguito su persone anziane, permette una normale deambulazione, la scomparsa del dolore e dei farmaci legati all’infiammazione.

L’intervento si pianifica su consiglio del medico, con lo stesso, seguendone le prescrizioni sia per la fase operatoria che per la fase post operativa.