mercoledì, 21 Aprile 2021

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Depurarsi dai metalli pesanti: ecco come si fa

Depurarsi dai metalli pesanti: come si fa?

Il nostro corpo assorbe quotidianamente una grande quantità di metalli pesanti attraverso l’aria, l’acqua ma anche ciò che mangiamo specie se cibo confezionato.

Fra i metalli pesanti più diffusi a cui è esposto il nostro organismo abbiamo: arsenico, cadmio, piombo, mercurio, cromo, alluminio e cobalto.

Tutti metalli nocivi e velenosi con cui noi veniamo sovente in contatto ma nemmeno ci rendiamo conto.

L’arsenico ad esempio, sapevate che si può trovare nel riso? Sì perchè se non viene coltivato correttamente nel rispetto delle norme può assorbire una notevole quantità di arsenico da ciò che lo circonda. L’aria lo sappiamo è inquinata dai gas di scarico e l’acqua da tutto ciò che riversiamo dentro. Inevitabilmente i metalli pesanti finiscono nel cibo (pensiamo anche ai pesci).

Depurarsi dai metalli pesanti: ecco come si fa

Occorre dunque depurarsi, adottare una strategia per liberarsi attraverso alcuni alleati. dei metalli pesanti che ingeriamo.

  • Al primo posto le alghe che probabilmente ci sarà capitato di mangiare al ristorante cinese, nello specifico l’alga Clorella ovvero una piccola alga che cresce nelle acque dolci. Quest’alga ha proprietà di ridurre le reazioni allergiche e l’eliminazione dei metalli dell’organismo. La si può acquistare in capsule in erboristeria.
  • Viene in nostro soccorso anche la Zeolite, un minerale in grado di ripulire il nostro organismo dai metalli pesanti. La si può assumere in polvere, un cucchiaino mezz’ora prima dei pasti.
  • Dall’oriente arrivano anche la Curcuma ed il Coriandolo spezie che già probabilmente utilizziamo nei nostri piatti. Il coriandolo favorisce l’espulsione del mercurio che fra l’altro è uno fra i metalli più pericolosi e velenosi, inoltre favorisce la pulizia da metalli come cadmio, piombo e alluminio. Mentre la Curcuma purifica il sangue, elimina le tossine, facilita la digestione e depura il nostro organismo. Il consiglio: la curcuma sviluppa meglio le sue capacità se abbinata allo zenzero.
  • Amato ed odiato ma il re degli effetti benefici: è l’aglio. Da sempre considerato il medicinale naturale per eccellenza, fra le sue proprietà: depura il sangue, elimina le tossine, elimina il mercurio grazie al selenio bioattivo e grazie allo zolfo respinge metalli come cadmio e piombo.
  • Fra gli integratori utili al fine di depurare l’organismo troviamo la bentonite che aiuta ad assorbire virus e tossine grazie agli ioni negativi di cui la bentonite è composta.
  • Molto utile è anche il Psyllium utilizzato normalmente come rimedio per la stipsi che per l’appunto può essere causata dall’accumulo nell’organismo dei metalli pesanti che causano il cattivo funzionamento dell’intestino.

Depurarsi dai metalli pesanti: le due strategie

Le due mosse utili per eliminare i metalli pesanti dal nostro organismo:

  1. inserire più frutta e verdura biologiche nel nostro menù spuntini e colazioni comprese ed inserire anche alimenti ricchi di omega3 preferibilmente sotto forma di alimenti ma nel caso in cui non fosse possibile vanno bene anche gli integratori;
  2. bere un bicchiere di acqua e limone la mattina appena svegli che aiuta la pulizia del nostro organismo ed inoltre rafforza il sistema immunitario e regola il metabolismo.

Mal di testa: può dipendere da cosa mangi

Mal di testa? Può dipendere dal cibo.

L’emicrania, la cefalea ed il più comune mal di testa sono disturbi con cui un sempre maggior numero di persone si deve rapportare. Sempre più persone fra cui molte donne sono costrette a fare i conti con il terribile dolore e sovente gli handicap che può comportare la cefalea dal non potersi muovere, al non riuscire a parlare, al non poter guidare (pensiamo all’emicrania con l’aurea), fino ad arrivare a nausea e svenimenti o disturbi visivi come anche la cecità temporanea.

Ebbene sì sono tutti disturbi che indicano certamente una condizione più patologica del mal di testa ma che significano ugualmente una sola cosa: terapie e medicine.

Esiste una correlazione fra cibo e mal di testa?

Pare proprio di sì, alcuni cibi possono scatenare o aumentare ma anche diminuire il mal di testa. Questo fenomeno si deve al fatto che il cibo, o meglio, le sostanze contenuto in esso influiscono sulla mobilità dei vasi sanguigni dilatandoli o restringendoli, causando variazioni di pressione per cui si ottiene che la circolazione intracranica ne risenta e quindi ecco insorgere il mal di testa.

Quali sono i cibi che dovremmo evitare se soffriamo di mal di testa?

Gli alimenti che contengono ammine ovvero formaggi stagionati, estratto di lievito, conserve di pesce, noci, banane, patate, pomodori, fragole, crostacei, uva passa, cioccolato. S’intende naturalmente per le persone che soffrono della patologia non per quelle che soffrono di occasionali mal di testa. C’è una controversi in corso sui latticini alcuni studi dimostrerebbero che sono fra i primi cibi da escludere mentre secondo altri studi lo yogurt aiuterebbe a combattere la cefalea.

In linea di massima sono da evitare tutti gli additivi alimentari, i conservanti, i fosfati, i coloranti e gli aromi artificiali. Inoltre è bene ricordare che i cibi freddi vanno consumati lentamente onde evitare l’eccessivo stimolo di alcune terminazioni nervose del palato. Si consiglia infine di evitare il consumo di bevande gassate ed alcoliche. Da evitare anche il glutammato.

Quali cibi invece si dovrebbero consumare maggiormente per evitare il mal di testa?

Pane, zucchero, pasta, riso, olio di oliva, frutta e verdura (salvo eccezioni).

Secondo gli studi i farinacei e gli amidi ridurrebbero l’insorgenza della cefalea specie se si tratta di cereali integrali. Il detto popolare vuole che il caffè sia un ottimo rimedio contro il mal di testa poichè vaso costrittore ma sembra esser una questione soggettiva.

Bisognerebbe ricordare inoltre che i digiuni ed i cali di zuccheri favoriscono l’insorgere della cefalea e di conseguenza l’irregolarità dei pasti o anche saltare la colazione potrebbero essere cause scatenanti.

Ranitidina: la verità sui farmaci e le fake news

Ranitidina: la notizia bomba del momento. Non è allarme ma c’è molta attenzione sul caso. Sono uscite tante notizie fra cui fake news, facciamo chiarezza.

Lo shock dei farmaci contaminati: il caso ranitidina

Tutto parte da un laboratorio indiano, sono state sottoposte a dalle analisi effettuate a campione su alcuni prodotti usciti da quel laboratorio e contenenti quella sostanza si è scoperto che contenevano molecole nocive per la salute.

Al momento si sa che:

  • i farmaci che contengono ranitidina non sono cancerogeni è la molecola che lo è
  • i farmaci ritirati sono quelli che contengono il principio attivo ranitidina prodotto presso l’officina farmaceutica SARACA LABORATORIES LTD – India
  • i farmaci sarebbero contaminati da N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine che si rivela cancerogena se assunta in dosi massicce
  • i farmaci al momento sotto processo sono alcuni anti-ipertensivi (sartani) e farmaci per curare acidità ed ulcera

La decisione dell’EMA sulla ranitidina

L’agenzia europea per i medicinali ha deciso che, in via precauzionale, tutti i farmaci che contengono principi attivi prodotti da sintesi chimica dovranno essere controllati e analizzati, proprio per scongiurare la presenza di nitrosammineo altre molecole tossiche.

Su questo sito https://www.aifa.gov.it/revisione-ranitidina potete trovare l’elenco dei lotti contaminati e dei farmaci potenzialmente interessati

«La NDMA è classificata come sostanza probabilmente cancerogena è presente in alcuni alimenti e nelle forniture di acqua, ma non ci si attende che possa causare danni quando ingerita in quantità molto basse» si legge sul sito dell’Aifa quindi parliamo di dosi minime a cui risultiamo sempre esposti.

Il buscopan contiene raniditina?

L’Aifa ha specificato che si tratta del Buscopan antiacido che è tra i farmaci raggiunti da divieto di utilizzo e vendita per la possibile presenza di una sostanza denominata N-nitrosodimetilammina (Ndma).

Il blocco, che riguarda 515 lotti di prodotti per ulcera e reflusso gastrico, ricorda Aifa, è a scopo precauzionale e si tratta di una misura presa in attesa dei risultati di ulteriori accertamenti.

Come abbronzarsi senza bruciarsi

Come abbronzarsi senza bruciarsi

Come abbronzarsi senza bruciarsi? Questa è la fatidica domanda che ci si pone ogni estate.

Per mia personale esperienza dirò che due sono gli alleati fondamentali:

  • crema solare
  • integratori

Gli integratori vanno presi da maggio a giugno, a base di betacarotene, per preparare la pelle al sole. Le creme solari vanno messe sempre e comunque, proteggono la pelle e impediscono eritemi, macchie e bruciature.

Sfatiamo il mito secondo cui se mi metto la crema non mi abbronzo: è falso! La crema solare non interferisce con l’abbronzatura semplicemente protegge la pelle.

Fatevi questa domanda: l’abbronzatura vale un melanoma?

Come abbronzarsi senza bruciarsi: il segreto è nel cibo

Un consiglio spassionato: bevete un bicchierone di succo di carota al giorno (da giugno) e avrete pelle e abbronzatura perfetta.

Via libera anche a carote crude, peperoni, meloni, broccoli, rucola, pesche, sedano, kiwi, agrumi, pesce azzurro, albicocche e pomodori. Bene il tè verde e l’acqua che mantengono idratata la pelle.

Come abbronzarsi senza bruciarsi: consigli

Usate la crema adatta a voi: se siete chiari di pelle e capelli, o anche solo di pelle, ci vuole la 50 non c’è santo che tenga.

Assolutamente evitare l’esposizione durante le ore più calde, in particolare dalle 12 alle 14,

Ci sono lampade solari e si possono fare le docce solari ma è bene non farle troppo spesso, non sono salutari per la pelle.

In casa, sul terrazzo o in giardino si può usare lo specchio di cartone abbronzante.

Si può optare anche per prodotti autoabbronzanti come creme e salviette.

Da evitare:

  • intrugli casalinghi
  • spalmarsi di olio di oliva
  • l’uso di creme potenzialmente fotosensibili
  • la birra sulla pelle, contiene alcol la disidrata ed agevola le ustioni

E’ una buona idea usare dopo sole e detergenti lavanti che rispettino la pelle e l’abbronzatura e devono quindi essere naturali.