lunedì, 24 Giugno 2024

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Massimizza la Tua Esperienza al Salone del Libro di Torino: Consigli dal Pratico al Fantastico

Il Salone del Libro di Torino è dietro l’angolo, e mentre ci prepariamo a immergerci in un mare di parole e storie, è importante avere una strategia solida per sfruttare al massimo l’esperienza. Ecco alcuni consigli che possono rendere la tua visita più piacevole e produttiva.

1. Divertiti a Pianificare: Preparati a immergerti nel programma del Salone. Dalla tavola rotonda con il tuo autore preferito alla presentazione di nuovi talenti, prenditi del tempo per pianificare gli eventi che ti interessano di più. Un po’ di pianificazione può aiutarti a navigare senza problemi tra le varie attrazioni.

2. Crea una Mappa dei Desideri: Non c’è niente di più frustrante che vagare senza meta tra gli stand senza sapere cosa cercare. Prepara una lista degli stand che non vuoi assolutamente perderti e segnali sulla tua mappa mentale. Sarà come un tesoro da scoprire!

3. Sii Flessibile: Anche se è importante avere una lista di priorità, lasciati anche del tempo libero per vagare senza meta. Chi sa quali tesori letterari potresti scoprire lungo il percorso?

4. Abbigliamento da Esploratore: Il Salone del Libro può essere un vero labirinto di pagine, quindi assicurati di essere vestito comodamente e di indossare calzature resistenti. Potresti dover camminare parecchio per trovare il tuo prossimo libro preferito!

5. Bilancia il Budget: Il fascino dei libri può farci perdere la testa, quindi assicurati di avere un budget ben definito prima di entrare nel Salone. Ma sii anche pronto a concederti qualche strappo alla regola se trovi qualcosa che ti fa battere il cuore.

Con questi consigli, sei pronto a tuffarti nell’avventura del Salone del Libro di Torino con entusiasmo e determinazione. Che tu sia un esploratore incallito o un pianificatore meticoloso, c’è tanto da scoprire e godere. Buon viaggio tra le pagine!

Il fabbricante di lacrime film: trama e recensione

Ne stanno parlando tutti, era inevitabile. Il fabbricante di lacrime film è uscito su Netflix.

Le prime critiche se le è beccate proprio Biondo, l’ex concorrente di Amici, che interpreta Rigel.

Le impressioni in generale? Non proprio positive.

Il fabbricante di lacrime film: trama

Nica e Rigel sono due orfani che vivono al Grave, un orfanotrofio in cui la direttrice punisce in modo severo con regolarità i suoi alunni. Si accanisce particolarmente su Nica.

Finalmente arriva una famiglia per lei, che però decide di adottare anche Rigel, ragazzo bellissimo, che suona divinamente il piano e molto tormentato.

I due non vanno d’accordo: lei lo teme, lui la allontana finché dovranno fare i conti con i propri sentimenti.

Recensione de Il fabbricante di lacrime su Netflix

Come avete visto la trama non è un granchè. È una sorta di Twilight, ma senza i vampiri.

Ho letto il libro e non mi ha fatto una buona impressione: in pratica ruota intorno al nulla. Due adolescenti che si lanciano sguardi in tralice e che poi si sbaciucchiano, il tutto condito da pugni, piagnistei e gelosie.

Si poteva fare di meglio su Netflix? No, perché in sostanza non c’era nulla su cui lavorare. Stessa voce narrante da bambinetta di 8 anni, scene per lo più piatte con attori che recitano abbastanza male (che biascano anziché parlare in modo normale perché fa più sexy pare).

Biondo, ex cantante ad Amici, si è già beccato la sua razione di critiche per come recita.

Melenso, troppo incentrato sui pettorali di lui, con lei che fa la parte della crocerossina innamorata che deve salvarlo ad ogni costo anziché rifilargli un bel “vaffa”.

Film oggettivamente brutto, libro anche peggio. Dispiace per tutti coloro che lo hanno trovato bellissimo e per la deriva della letteratura italiana.

Trump come Hitler: le frasi shock, se vince siamo tutti in pericolo

Tutti ne stanno parlando: Trump come Hitler? L’America è davvero in pericolo?

Lui smentisce tutto ma più voci hanno riportato delle preoccupanti frasi, e dei gesti, in merito al possibile futuro presidente USA.

Ecco le frasi shock.

Trump come Hitler: “fece anche cose buone”

Trump come Hitler? È davvero possibile?

“Hitler ha fatto anche cose buone. Ha ricostruito l’economia” pare abbia detto, durante una conversazione, al generale John Kelly.

È una frase che noi italiani conosciamo bene, perché i nostalgici del fascismo (che il fascismo non lo hanno vissuto e non sanno cosa sia) ogni tanto sputato a vanvera “ha fatto anche cose buone” parlando di Mussolini.

In ogni caso qui la cosa parebbe seria: perché dopo Putin e Orban, ci manca anche un altro dittatore in America.

Trump ammira i dittatori: l’America è in pericolo?

Sembra che Trump non faccia nulla per nascondere la sua ammirazione per i dittatori.

In particolare apprezza Hitler perché “era un tipo tosto” ma più di lui a quanto pare ne apprezza il potere, la lealtà di coloro che lo circondavano ed il fatto che non potessero contraddirlo e che lui non temesse attentati o sommosse “perchè li aveva in pugno”.

Si vocifera di “un certo libro” sui discorsi di Hitler che sarebbe sul comodino dell’ex presidente ed anche di comportamenti strani che si dovevano tenere entrando nel suo ufficio, come battere i tacchi e alzare il braccio destro.

Sembra inoltre che Trump da presidente fosse molto scontento di constatare che i suoi poteri erano di molto limitati, e che difatti non potesse comportarsi come un dittatore.

Trump manco a dirlo rinnega tutto, ma non in maniera molto convinta, del resto se si sospettasse che potrebbe essere il nuovo Hitler, chi lo voterebbe?

Sarebbe parecchio assurdo se gli americani che ci hanno liberato dal nazismo, si ritrovassero guidati da un nazista.

C’è di più un’eventuale elezione di questo individuo potrebbe portare al crollo della NATO e a fomentare l’invasione di Putin in altre nazioni.


Tra vittima e carnefice, il confine non è mai stato così sottile: “Tu non sai chi sono”

tu non sai chi sono

La casa editrice Newton Compton Editori ha pubblicato da poche settimane un thriller di Jesse Q. Sutanto. Il titolo originale dell’opera è “The Obsession”. Per la traduzione italiana si è optato per un titolo leggermente diverso: “Tu non sai chi sono”.

Il romanzo parla a tutti gli effetti di un’ossessione di un ragazzo per una ragazza. Tra le pagine del romanzo abbiamo la possibilità di conoscere Logan, un ragazzo con la tendenza ad affezionarsi in maniera morbosa alle ragazze. Questa volta è il turno di Delilah. Logan studia ogni sua mossa, arrivando a spiarla anche nei momenti più intimi grazie all’ausilio di una telecamera nascosta.

Mentre Delilah rimane quasi del tutto ignara dell’esistenza del ragazzo stalker, Logan raccoglie tutta una serie di informazioni su di lei grazie anche all’ausilio dei social.

L’ossessione di Logan sconfina nel patologico e le sue ricerche lo portano a scoprire uno scabroso segreto gelosamente custodito da Delilah. Non tutto è come sembra.

Chi è la vittima, chi e il carnefice? Tra le pagine di “Tu non sai chi sono” il confine si fa sempre più labile fino al punto di confondere il lettore. Il gioco perverso di Logan potrebbe fallire. Il carnefice potrebbe diventare vittima.

L’autrice ha dimostrato tutta la sua capacità di tenere il lettore con il fiato sospeso. L’alternanza del punto di vista tra Delilah e Logan rendono la lettura avvincente e scorrevole.

Il rapporto tra vittima e carnefice e l’alternanza di questi ruoli tende a confondere il lettore che riscontra una certa difficoltà nel simpatizzare con uno dei due protagonisti.

La domanda sorge spontanea, è moralmente accettabile simpatizzare per uno stalker?

Jesse Q. Sutanto ha già scritto un secondo thriller ambientato sempre alla Draycott Academy che fa da sfondo alla vicenda. Nel romanzo ancora inedito in Italia e dal titolo “The New Girl” i protagonisti sono completamente diversi. Ancora non sappiamo se la casa editrice tradurrà anche questo nuovo romanzo.

Darete una possibilità a “Tu non sai chi sono”?