giovedì, 25 Luglio 2024

Costume & Società

Home Costume & Società
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Gli acronimi inglesi più famosi che devi conoscere

Fonte: huffingtonpost.it

Nella vita frenetica come la nostra, piena di appuntamenti, ritardi, fermate e quant’altro, l’uso delle abbreviazioni, soprattutto nella scrittura, può davvero esserci utile sia perché ci fanno risparmiare tempo, sia perché ci facciamo capire al volo con le persone con le quali si sta chattando o parlando. Usiamo il termine acronimo per descriverle.

La parola acronimo – deriva dal greco e significa estremità – fa riferimento ad una abbreviazione di un nome o di un’intera frase. La caratteristica più importante che fa sì che un acronimo sia tale è la leggibilità come un unica parola della sequenza di lettere che compongono, appunto, l’acronimo.

Fin qui nessun problema. Esso, però, compare quando ci troviamo di fronte, per esempio, ad una pagina web o anche ad un semplice testo inglese/americano nel quale sono presenti gli acronimi, impossibili da decifrare per noi che non siamo informati.
Per questo motivo, ecco una lista degli acronimi inglesi più diffusi e utilizzati che torneranno sicuramente utili:

1.Lol

Forse il più utilizzato e famoso in tutto il mondo, l’acronimo LOL – Laughing Out Loud – si scrive quando vogliamo esprimere una risata a crepapelle. Il termine è entrato a far parte dell’ Oxford Dictionary.

2.Asap

Utilizzato soprattutto nella corrispondenza elettronica, ASAP – As soon as possible – invita ad essere veloci nella risposta o a fare qualcosa il più presto possibile.

3.Aka

Also know as‘ o ‘conosciuto anche come’, indica l’espressione usata per indicare pseudonimi o nomi d’arte, così come personaggi famosi e dello spettacolo.

4.Omg

L’acronimo Omg – Oh my god! – serve soprattutto per indicare stupore, spavento, meraviglia. Sarebbe una specie di ‘Wow’.

5.Fyi

Anche questo è molto utilizzato nelle mail. Letteralmente significa ‘per il tuo interesse’ – For your information – e serve nel momento in cui stiamo, appunto, informando qualcuno riguardo qualcosa.

6.Mba

Questa sigla indica un costoso titolo di studio, diffuso in America: master of businness administration.

7.E.G.

Exempli gratia – per esempio – è la locuzione usata maggiormente nei testi per introdurre, appunto, degli esempi. In realtà la parola è un prestito dal latino.

Selfie dopo una caduta di 70 metri (VIDEO)

Credits photo il mattino.it

Al selfie non c’è più limite e l’autoscatto condiviso può servire anche a raccontare momenti drammatici, anche a costo di sembrare fuori luogo. In Nepal un alpinista americano di 44 anni ha rischiato la vita precipitando in un crepaccio mentre effettuava una scalata.

Una caduta di 70 metri che ha catapultato l’uomo, un professore della Western Kentucky University, in un burrone tra due pareti di ghiaccio.

Miracolosamente vivo, l’uomo ha riportato delle ferite evidenti sul suo volto. Nell’attesa dei soccorsi, ha voluto documentare l’accaduto proprio con un selfie. Parola d’ordine, come sempre, condivisione: tutto quindi, dopo pochi minuti, era on line sul suo profilo Facebook.

Immagini che poco hanno a che fare con i selfie cui normalmente siamo abituati: foto che ritraggono l’uomo sanguinante, in un evidente stato di difficoltà che però non gli ha impedito di raccontare al mondo cosa gli fosse accaduto. Anche grazie agli scatti, è stato avvistato e recuperato per essere soccorso in maniera adeguata.

Oltre ai selfie, grazie allo smartphone, l’uomo ha girato anche un video che documenta in maniera più ampia quanto ha vissuto. Ecco le immagini.

http://www.youtube.com/watch?v=jBSnmSkCNeM

Mont Saint-Michel, previsti altri spettacoli di alta marea (FOTO)

Credit photo: de.normandie-tourisme.fr

La natura è in grado di regalarci spettacoli meravigliosi, come ci sta dimostrando proprio in questi giorni. Grazie all’eclissi di Sole del 20 marzo, per la quale tutto il mondo si è preparato nel modo migliore possibile, si è verificato anche un altro fenomeno spettacolare, quello che è stato denominato “marea del secolo”.

Proprio il 21 marzo, giorno direttamente successivo all’eclissi, l’allineamento tra Sole, Luna al perigeo e Terra ha avuto un effetto particolare in alcune parti della Francia Settentrionale, del Regno Unito e dell’Olanda, provocando una marea che ha lasciato i milioni di turisti – accorsi apposta per l’evento – senza fiato.

Ma il vero spettacolo si è avuto nella baia di Mont Saint-Michel, in Normandia, località arroccata su un rilievo e collegata alla terra solamente attraverso una striscia di terra molto sottile. In questo luogo l’oceano si è alzato di ben 14 metri – contro gli 8,7 metri soliti – e ha trasformato la baia in una vera e propria isola. Livelli veramente da record, che si verificano ogni 18 anni, avvenuto l’ultima volta nel 1997 e che potremmo rivedere nel 2033.

In questo primo giorno di primavera il primo picco di marea si è avuto alle 7.45, ma è stato al di sotto delle attese, soddisfatte poi la sera, verso le ore 20 circa, quando c’è stato il vero e proprio picco, che ha lasciato a bocca aperta i 10 mila turisti accorsi per assistere dal vivo a questo meraviglioso evento.

Ma questo non è stato un caso isolato perché, almeno a quanto dicono gli esperti, già un mese fa si stava iniziando ad avere a che fare con questi fenomeni di alta marea, che vedono in questo 2015 un anno veramente al top. E, se vi siete persi l’evento di Mont Saint-Michel di sabato scorso, non preoccupatevi perché di occasioni per rifarvi ce ne sono, almeno altre quattro: sono attesi, infatti, nei prossimi mesi altri picchi da far paura, anche se non allo stesso livello di questo. Prendete carta e penna e segnatevi le date sul calendario: 19 aprile, 31 agosto, 29 settembre e 28 ottobre.

Addio labbra “duck face”, ora c’è il “fish gape” (FOTO)

Le hanno chiamate in tutti i modi, ma il risultato è sempre stato lo stesso: labbra a papera, a gallina, “duck face” per i più internazionali e british sui social. Ma la moda del “selfie perfetto” ha sempre fatto vittime, cercando di migliorarsi giorno dopo giorno. Filtri Instagram, didascalie, post, illuminazione perfetta e vento tra i capelli: non è sufficiente tutto questo per una foto degna di nota. C’era bisogno della “duck face” per essere perfette.

Ma, così come tutte le mode che si rispettino, anche questa sta sempre più andando in pensione. Perché? Non di certo per la placata mania di fotografarsi ad ogni ora del giorno e della notte, in qualsiasi posto del mondo e insieme a chissà chi. No, semplicemente perché la famosa “faccia a papera”, con le labbra rivolte in fuori a simulare uno pseudo-bacio, è stata sostituita da un rivale tutt’altro che scontato: il “fish gape”.

Il “fish gape” è una particolare espressione del viso che consiste nel tenere le labbra leggermente aperte, come un pesce. Al limite tra il sensuale e la paresi facciale. Tra i vantaggi di questa nuova faccia sicuramente quello di mettere in evidenza gli zigomi e sembrare più magre, oltre ad apparire più naturali rispetto alla posa molto più plastica e finta della papera.

Tantissime già le celebrità italiane e straniere che hanno fatto propria questa nuova tendenza: Jennifer Lopez e Keira Knightley fra tutte.