mercoledì, 27 Gennaio 2021

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L’Irlanda lancia la campagna per la prevenzione degli incidenti su strada (VIDEO)

Credits photo: notizie.it

Don’t look back (Non guardare indietro) è lo slogan dell’ultima campagna di sensibilizzazione dell’Autorità per la Sicurezza stradale (RSA) irlandese per la prevenzione degli incidenti stradali, poiché, come illustra il video, anche un innocente bambino può essere una distrazione mentre si guida.

È dal 2006 che la Road Safety Autority opera su tutto il territorio irlandere per rendere le strade sicure. Da allora le campagne per una guida attenta sono moltiplicate e si sono uniformate per contrastare le problematiche all’origine della maggior parte dei più gravi incidenti stradali. Parliamo dell’alcol, della sonnolenza, del mancato rispetto della segnaletica, dei telefoni e della disattenzione.

I fattori che portano a distrarsi sono molti: uno di questi potrebbe essere il vostro bambino. Ed è proprio quanto tiene a ricordare la RSA a seguito del recente incremento di incidenti sul territorio.

Secondo quanto emerge dalle statistiche, nel 2014, il più alto numero di conducenti che hanno perso la vita sulle strade è stato a Cork, celebre cittadina universitaria, mentre quello di pedoni investiti, a Dublino, la capitale dell’Irlanda.
Se si fa poi il confronto con l’anno precedente, ci si rende conto di una crescita non indifferente.

Ma come si può prevenire un ulteriore incremento? Nel video le immagini scorrono mostrando in rapida sequenza diverse persone, adulti e anziani, prima del viaggio su strada, a seguire le stesse sono su un lettino di ospedale. Solo negli ultimi secondi si vede una donna al volante che si volta un istante verso suo figlio e in quel momento si scontra con un’altra auto che arriva dalla direzione opposta. ‘Non lasciate mai che un bambino distolga la vostra attenzione dalla strada. Fermatevi se proprio dovete’: è il messaggio finale, un monito chiaro e valido anche per chi guida in Italia.

Nemmeno nel nostro paese il numero di incidenti, seppur in diminuzione, appare confortante rispetto alla media europea. Eppure basterebbe seguire poche e semplici regole per salvare migliaia di vite. A voi il video.

10 cose da non dire alla suocera

Nuore e suocere: la sola associazione di parole fa rabbrividire. L’astio tra queste due figure così vicine ma al contempo molto, molto lontane, è quasi ancestrale. Sembra che detestare la propria nuora, o la propria suocera, sia qualcosa di scritto nel nostro patrimonio genetico.
Il primo problema della difficoltà di una pacifica coesistenza dipende da un aspetto tipicamente sessuale: si tratta di due donne. E la cosa più tragica è che queste due femmine, per ragioni differenti, si contendono un uomo.
Da un lato troviamo una persona che ha cresciuto il proprio figlio come se fosse Buddha, e dall’altra una donna che lo ‘strappa’ dalle braccia di sua madre, attirando tutta l’attenzione su di se.
Ci sono suocere migliori delle nostre stesse madri, ma anche piccole vipere selvagge che hanno come obiettivo la nostra dipartita.

Il nocciolo della questione è questo: per una madre nessun’altra donna potrà mai essere all’altezza per proprio figliolo.
Jane Fonda in ‘Quel mostro di suocera‘ riusciva a fare sentire la meravigliosa Jennifer Lopez brutta e inadeguata, giocando sporco e creando a sorpresa appuntamenti tra suo figlio e la sua ex.
Questo, ad esempio, è un altro problema che affligge le neo coppie: quando la madre del maschio è affezionata alla ex cerca in tutti i modi di propiziarne il ritorno. E la cosa più divertente è che i suoi beceri tentativi, che prima o poi vengono scoperti dalla fidanzata titolare, finiscono sempre con il naufragare, e con il logorare il futuro rapporto tra una donna inopportuna e la nuora bistrattata.
Persone di questo genere, nonostante l’età, si rendono oltremodo ridicole, come ridicolo è chi cade in tranelli di questo genere. D’altro canto bisogna anche riflettere sul fatto che le giovani donne oggi siano troppo easy e approssimative; talmente poco pazienti da passare per maleducate.
Maria Claudia Biscione, psicoterapeuta, sessuologa e psicologa giuridica presso l’Ospedale Israelitico di Roma, ha fornito dei suggerimenti per le donne che non riescono a creare un feeling con la propria suocera.

All’inizio di una conoscenza di questo genere è bene mettere in chiaro le regole del gioco fin da subito, indicando i confini da non travalicare mai in maniera chiara e inequivoca. Naturalmente bisogna farlo con il garbo e la gentilezza che la buona educazione richiede, tenendo bene a mente che l’altra donna è e sarà sempre più importante di noi.
Queste le parole della Biscione:
Per evitare che invada la tua privacy e quella della tua coppia, metti in chiaro fin dall’inizio delle tue piccole regole irremovibili. Calibrare la vicinanza e la frequentazione con la suocera è necessario, perché non c’è niente che accende più il conflitto che partire in quarta, dicendosi e mostrandosi pronta alla frequentazione quotidiana, e poi essere costretta a brusche battute d’arresto “salva vita” che non faranno altro che alimentare la discordia e la triangolazione con il figlio.’
La dottoressa ci indica le dieci cose da non fare mai, se vogliamo avere una relazione intensa e duratura.

‘No grazie, preferiamo andare da mia madre’

Questa frase è l’equivalente di: ‘al mio segnale scatenate l’inferno’. Prima di tutto una frase così sgradevole non andrebbe detta a nessuno, figuriamoci alla donna che ha messo al mondo il nostro prezioso tesoro.
Se la suocera in questione prenderà ad odiarci dopo una uscita così infelice farà bene, non bisogna mai essere maleducati, nemmeno se la situazione lo richiede.

‘Non ho chiesto la tua opinione’

Si, è vero, alcune suocere meriterebbero la forca. Ma ciò non ci autorizza ad essere sgarbate.
Una vera leader riesce ad ottenere ciò che vuole anche senza bazuka, e mettere a posto qualcuno invadente può essere fatto con il sorriso. In quel caso forse sarebbe preferibile lasciare che la troppa invadenza venga affrontata come questione madre-figlio, e lasciare al vostro Lui la patata bollente.

‘Se tu lo avessi educato diversamente…’

Una frase del genere è capace di ferire nel profondo, in quanto mette in discussione il ruolo e le capacità di una madre, nonché anni e anni di impegno e sudore. Non tutti nascono perfetti educatori, insegnare il saper vivere è ancora più difficile del saper vivere.
Una considerazione del genere deve nascere e morire in una stanza, quando siamo sole.

‘Tuo figlio non ha mai mangiato una pasta al forno buona come la mia’

Se offendere i ruolo di madre è profondamente offensivo, sminuire le qualità ai fornelli potrebbe fare infuriare anche la più pacata delle mammine.
Non tutte le donne sono capaci di fare la pasta fatta in casa, ma ciò non ci autorizza a dirlo palesemente e a lodare invece la propria cucina. Magari la pasta ak forno della suocera fa veramente schifo, ma a noi tocca mangiarla ed apprezzarla senza proteste.

‘Lui è un perfetto casalingo’

Mai mostrare a una madre di trascurare il proprio figlio. Sono personalmente d’accordo con questa linea di pensiero: un uomo deve sapersi stirare una camicia in un momento d’emergenza, ma una donna strafottente e poco attenta alla casa non la raccomanderei mai a nessuno.

‘Nelle mie precedenti storie…’

Quasi sicuramente non arriveremo vergini al matrimonio e la suocera questo se lo immagina tranquillamente; ma rinfrescarle la memoria su quanto stavamo bene in precedenza è inopportuno, deleterio e assolutamente poco carino.
I commenti sui propri ex sono assolutamente da bandire, per non apparire poco rispettose e frivole.

‘Certo che puoi venire a trovarci, c’è un ottimo B&B dietro casa’

Questo comportamento è assolutamente vergognoso, non solo se assunto con la suocera ma con tutti gli altri esseri umani.
Per quanto odiosa e irremovibile una suocera va ospitata e trattata come se fosse una madre. Non importa quante parolacce bisbiglia in nostra presenza: questa è una di quelle situazioni nella vita nelle quali, anche se si ha ragione, bisogna tacere.

‘Lo so, non sono la tua nuora preferita’

Gli esseri umani hanno delle naturali simpatie e antipatie: bisogna rispettarle.
Se anche ci dispiace non essere quelle favorite e maggiormente benvolute non dobbiamo fare un dramma, e soprattutto non si deve cadere nel tunnel dei paragoni. Questi ultimi vengono fatti solo quando si è insicuri e poco felici di se stesse.
Se ci bastiamo veramente ci basterà qualsiasi opinione altrui.

A letto tuo figlio…

Se Carrie in Sex and the city parlava con la madre del ragazzo con cui usciva del fatto che quest’ultimo ‘scriveva racconti brevi’, non è detto che possiamo farlo anche noi. Anzi, dobbiamo assolutamente evitarlo. Anche perché se il maschietto è ‘bravo’ sarà tutto merito suo, mentre se è manchevole la colpa finirà con l’essere nostra.
In entrambi i casi i commenti ci daranno molto fastidio.

‘Non vedrai più così spesso i bambini’

Indipendentemente dalle ragioni che ci conducono a dire una cosa del genere, un ricatto di questo tipo è di una cattiveria tremenda. Verso la suocera e verso noi stesse: le cattive azioni, purtroppo, logorano di più chi le compie che chi le riceve.

I 9 momenti femministi di Friends (FOTO)

Friends è stato, e continua ad essere, uno dei telefilm più amati. La serie televisiva trattava dell’amicizia tra un gruppo di ragazzi (tre uomini e tre donne), tutti sulla soglia dei trent’anni, e delle loro esperienze personali e lavorative a New York. Ma era molto più di ciò: è stato il telefilm che ha spiegato come un gruppo di amici può diventare la tua famiglia.

Friends aveva tutti gli elementi della sit-com americana: giovani persone che cercavano di capire chi erano attraverso i loro lavori, le loro relazioni, e la convivenza nella caotica Grande Mela. Una ricetta semplice eppure così divertente. Andando in onda dal 1994 al 2004, ha saputo dar carattere ad ognuno dei personaggi, rendendoli partecipi di un’epoca in cambiamento. Partendo dalle tre donne leader: Rachel, la viziata che si ritrova da sola decidendo di rimboccarsi le maniche per la prima volta; Monica, la competitiva e cuoca provetta che deve organizzare ogni minimo dettaglio della sua esistenza; e infine Phoebe, la più caotica, in grado di riuscire a fare i lavori più svariati.

Ecco uno sguardo ai nove momenti femministi di Friends, che, a dispetto dell’anno in cui andarono in onda, risultano essere molto più all’avanguardia di quanto si pensi.

1. Rachel lascia il suo futuro marito all’altare

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Nell’episodio pilota di Friends, Rachel lascia il suo futuro marito, un dentista noioso ma ricco, per iniziare la sua vita da ragazza indipendente a New York. Niente di nuovo al giorno d’oggi, ma la scelta di Rachel nel mollare un’esistenza sicura per una avventurosa, è stato motivo di grande ispirazione per molte.

2. Monica pensa a una banca dello sperma

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Monica e Richard si lasciano perché entrambi vogliono cose diverse. Lei è pronta per avere una famiglia, lui no, ma il suo sogno di avere figli compromette la sua relazione con Richard. Pur di diventare mamma, Monica considera la scelta di affidarsi ad una banca dello sperma per crescere un bambino da sola. Una delle mosse più indipendenti che lei abbia (quasi) mai fatto.

3. Rachel scopre che il suo fidanzato la tradisce e si allea con la rivale

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Se il ragazzo tradisce, lei prende le parti dell’altra donna e incolpa lui. Così quando Rachel e la sua ex fidanzata Mindy si alleano per farla pagare al suo ex fidanzato Barry per averle tradite entrambe, le cat fights vengono dimenticate e il femminismo prevale.

4. Il figlio di Ross ha due mamme

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C’erano delle battute e gag ricorrenti riguardo l’ex moglie di Ross, Carol, che ha divorziato da lui per una donna, Susan. Eppure, dopo molti momenti comici, Ross ha accettato Carol e Susan come le due mamme di suo figlio Ben, e nessuno ha mai messo in dubbio il fatto che le due donne stessero facendo un ottimo lavoro nel crescere un bambino insieme.

5. Monica e la competizione

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L’atteggiamento competitivo di Monica è un elemento portante della sua personalità. Tosta, al comando di ogni cosa, e pronta a tutto pur di vincere una competizione contro tutti su tutto. Sopratutto quando si tratta di giocare a football contro un gruppo di uomini.

6. Rachel mamma single

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Quando Rachel rimane incinta, rifiuta entrambe le proposte di matrimonio di Joey e Ross. Essere sposata e avere una famiglia non deve esser d’obbligo, così quando lei ha deciso di essere una mamma single, tutti hanno rispettato la sua decisione.

7. Monica capo cuoco

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I colleghi di lavoro di Monica non sono mai stati carini con lei, approfittandosene – un po’ quello che accade a ogni ragazza, sopratutto in cucina e nelle tavole calde, che sono dei ‘club esclusivi’ solo per uomini. Quando Monica viene promossa al lavoro, ha continuato a comportarsi come faceva prima, a dispetto dei nomignoli che i suoi dipendenti le davano.

8. Monica chiede a Chandler di sposarla

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In uno dei momenti più emozionanti di Friends, Monica non ci ha pensato due volte a fare per prima la proposta di matrimonio a Chandler, specialmente perché lui era troppo emozionato per riuscire a parlare in quell’atmosfera romantica. Così, come un uomo, lei si è inginocchiata e ha fatto il primo passo chiedendogli di sposarla.

9. Amicizia tra donne

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Phoebe, Monica, e Rachel sono delle amiche a tutti gli effetti: sono state presenti nei momenti di sconforto e di gioia, quando avevano bisogno di qualcuno con cui sfogarsi, ma anche nelle situazioni divertenti, durante le competizioni, innamoramenti, matrimoni e figli. Si supportano a vicenda divertendosi. E quando un gruppo di donne riesce a legare in questo modo, il femminismo vince.

Attenzione a considerare amici tutti quelli che conoscete

Credit: web

L’amicizia è sicuramente il più nobile dei sentimenti, purché sia vera. Tutti, infatti, almeno una volta nella vita siamo stati traditi proprio dalla persona di cui ci fidavamo ciecamente, dal nostro migliore amico/a insomma. Probabilmente dopo questi sfortunati episodi si cambia l’atteggiamento con le altre persone e non si dà il 100% nelle relazioni amicali, proprio per paura di essere feriti nuovamente e si tende a fidarsi sempre meno dell’altro.

Sicuramente il numero degli amici che abbiamo su Facebook non corrisponde al numero degli amici che in realtà abbiamo. Inoltre, secondo una ricerca portata avanti dall’Università di Tel Aviv e dall’Istituto tecnologico di Massachussets gli amici che noi consideriamo tali, in realtà non lo sono – cioè il sentimento non è reciproco.
In questo studio – pubblicato sulla rivista PLOS one – sono stati presi in considerazione 84 studenti ed è stato chiesto loro di giudicare in modo del tutto sincero i loro compagni di classe e poi le domande venivano poste a quegli stessi ragazzi che erano stati oggetto delle domande.

Per esprimere un giudizio, è stata utilizzata una scala che andava da 0 a 5 – 0 corrisponde a ‘Non conosco questa persona’; il 3 significa ‘è mio amico’; infine con il numero 5 si indicava il migliore amico. I risultati sono sconvolgenti: il 94% delle persone che hanno considerato gli altri come amici si sono nettamente sbagliate perché il sentimento non era affatto ricambiato. Lo studio, inoltre, ha dimostrato che quando si fa parte di un gruppo piccolo di amici, il sentimento è più forte e ricambiato.

Insomma, quello che ci vogliono dire questi ricercatori è che dobbiamo fare attenzione a coloro che consideriamo amici perché molto spesso il sentimento potrebbe essere solo unilaterale. E inoltre, se proprio vogliamo contare i nostri amici, di sicuro dobbiamo dimezzare – se non fare la metà della metà – il gruppo con il quale abbiamo interazioni.