lunedì, 25 Maggio 2026

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Perché per amare bisogna scegliersi?

photo credits: tinamannelli

Ci siamo sentiti ripetere, milioni di volte, che per donare amore agli altri bisogna prima imparare ad amare un po’ la persona che siamo .
Nessuno mai ci ha spiegato, però, che una volta iniziata la love story con noi stessi dobbiamo coltivarlo e conservarlo per sempre questo modo di amare.
La storia d’amore con noi stessi ed un’altra eventuale storia, o infatuazione, o situazione precaria che sia è l’unica doppia relazione nella vita da cui possiamo trarre un vero vantaggio. Perché?
Perché continuare a sceglierci e decidere ciò che ci fa stare veramente bene, fa stare bene anche chi abbiamo accanto e ci insegna anche ad amare.

Non ci si ama solo e soltanto nella fase della vita in cui siamo un cocktail di ormoni, adrenalina e nessuna voglia di legarsi. Ci si ama quando ci arrendiamo all’amore, quando smussiamo i nostri lati più spigolosi e ci veniamo incontro in maniera equa.
Quando conserviamo il nostro carattere, il nostro modo di essere e la nostra dignità pur dovendo scendere a patti.
Ci amiamo quando sappiamo dire all’altro che questo sabato sera proprio non avete voglia di uscire perché la vostra sindrome premestruale è dietro l’angolo e avete già deciso di infilarvi il pigiama e guardare tutti gli episodi arretrati della vostra serie tv preferita.
Ci amiamo quando coltiviamo interessi sempre nuovi, quando sogniamo in maniera variegata e ci lasciamo incuriosire da nuovi orizzonti. Perché solo in questa maniera verranno a crearsi nuovi stimoli da condividere con la persona che vogliamo amare e ci mostreremo all’altro in prospettive diverse ed accattivanti.
Ci amiamo quando diamo il massimo a livello lavorativo e scolastico, quando sfruttiamo le occasioni che ci vengono propinate, suggerite e mostrate. Quando non ci lasciamo andare alla pigrizia e ci lasciamo pervadere dalla volontà. Perché solamente in quella maniera otterremo ciò che vogliamo davvero e di conseguenza ci sentiremo meno frustrati, più gioiosi e desiderosi di coinvolgere chi amiamo nella nostra vita.
Può essere un percorso difficile e faticoso, pieno di ostacoli e di prese di coraggio. Ma il risultato sarà sconvolgente e semplice allo stesso tempo, perché: amando noi stessi veramente ci vedremo ripagati di un amore vero.

Roxie Hunt: la stylist che ha colorato le ascelle per protesta

Chi l’ha detto che una donna è bella solo se è depilata? Con questo messaggio star dal calibro di Beyoncè, Drew Barrymore e Madonna hanno detto no al rasoio con una protesta contro i canoni di bellezza convenzionali.

Roxie Hunt, un hair stylist di Seattle, ha abbracciato così tanto la protesta da voler dare un contributo un po’ speciale decidendo di dipingersi i peli delle ascelle dello stesso colore dei suoi capelli. La stylist ha fatto notare che la maggior parte delle donne tende a tingersi i capelli e in questo modo il colore dei peli non sarà più uguale a quello della chioma. Così la Hunt ha deciso di colorare i peli delle ascelle di verde acqua, proprio come i suoi capelli.

Questa iniziativa era già stata presa dalla cantante Lady Gaga che durante i Much Music Awards del 2011 si è presentata con i peli delle ascelle e pubici colorati di verde.
Che sia l’inizio di una nuova moda hipster?

Selfie, i luoghi in cui è assolutamente vietato (FOTO)

Credit photo: www.tbcurl.com

Selfie, una delle parole più pronunciate in questo 2014 da poco terminato. Una parola che corrisponde ad un semplice comando: quello di prendere in mano cellulari, smartphone, macchine fotografiche e scattarsi una bella foto. Non importa con chi – un cane, la migliore amica o la nonna – e nemmeno con cosa – il London Eye, il bagno di casa propria o il caffè appena bevuto. Ciò che veramente conta è quell’autoscatto che nel giro di un minuto sarà su tutti i social network, pronto ad intasare le home dei propri amici.

Ma non stiamo un po’ esagerando? Quella del famoso selfie sta diventando una vera e propria mania, che riguarda giovani, anziani e bambini. Proprio per far si che la situazione non arrivi ad un degenero totale, c’è anche chi ha deciso di dire no a questa nuova moda: esistono, infatti, in giro per il mondo diversi posti dove scattarsi un selfie é assolutamente vietato. Scopriamoli insieme.

Cappella Sistina

Credit photo: www.italnews.info
Credit photo: www.italnews.info

Questo è il divieto più antico, in termini cronologici: vale dal 1980, quando il Vaticano ha speso 3 milioni di dollari per la ristrutturazione da Nippon Television Network. E cos’ha avuto in cambio? Proprio i diritti esclusivi su video e foto.

Lago Tahoe

Credit photo: commons.wikimedia.org
Credit photo: commons.wikimedia.org

Al confine tra California e Nevada, al lago Tahoe è vietato scattarsi delle foto con gli orsi. I selfie, stando alle parole di un portavoce del parco, sono un problema per la sicurezza: infatti, già in passato, un rinoceronte ha attaccato una coppia che gli si era avvicinata troppo per farsi uno scatto.

La Mecca

Credit photo: www.gadlerner.it
Credit photo: www.gadlerner.it

Scattare selfie, in particolare in luoghi sacri, va contro il principio islamico della modestia: per questo la Mecca è da inserire nell’elenco dei luoghi in cui è proibito farsi autoscatti. Questa moda, comunque, sta portando problemi tra i giovani e i più anziani musulmani, ancorati alle vecchie tradizioni.

Museo di Van Gogh

Credit photo: viviconstile.it
Credit photo: viviconstile.it

Le fotografie fatte nel museo “hanno causato tensione tra coloro che desiderano fotografare e coloro che desiderano vedere i dipinti“, spiegano gli addetti ai lavori. Da sempre, il museo è in contrasto con la fotografia e i social, tanto che nel 2013 – anche se solo per un breve periodo di tempo – è stato inserito il divieto di fare foto al suo interno.

Spiaggia di Garoupe

Credit photo: www.strettialvento.it
Credit photo: www.strettialvento.it

Le spiagge di Garoupe sono tra le più affascinanti e incontaminate di tutta la Francia“, perchè rovinarsi l’esperienza facendo foto e vantandosi sui vari social? Questo è il motivo per cui la moda del selfie è vietata anche in Francia: non scattando foto i visitatori avranno modo di godersi la vacanza pienamente.

New York

Credit photo: www.burgessyachts.com
Credit photo: www.burgessyachts.com

New York vanta, tra le tante cose, il primato di essere il primo stato a proibire gli autoscatti: vietato infatti farsi selfie con tutti gli animali pericolosi – tigri, leopardi e leoni. La pena se si infrange? Pagare una multa tra i 500 e i 1000 dollari.

I 5 Paesi in cui si vive meglio

Stando all’ultima ricerca realizzata dall’OECD, l’organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico, sarebbero i Danesi quelli a godere del migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita privata: una grande reticenza alla giornata lavorativa lunga, cui si aggiunge un generoso quantitativo di tempo da dedicare a se stessi, ha guadagnato alla Danimarca il primo posto nella lista ufficiale del Better Life Index 2015.

Diamo dunque un’occhiata ai primi 5 Paesi in classifica, senza naturalmente aspettarci di trovarvi menzionata l’Italia:

1) Danimarca

Segreto del successo della Danimarca sembrerebbe essere la settimana lavorativa corta e un ambiente familiare: solo il 2% dei danesi, infatti, risulta avere un impiego a tempo pieno. Una popolazione, quella danese, che peraltro gode anche di sovvenzioni da parte dello Stato destinate alle famiglie e ai soggetti con bambini piccoli: la Danimarca spende, difatti, più del 4% del proprio PIL per benefit familiari.

2) Spagna

La Spagna arriva al secondo posto poiché, nonostante abbiano diritto allo stesso quantitativo di tempo personale di cui godono i danesi gli spagnoli arrivano tardi al lavoro. I lavoratori in Spagna dedicano 16,1 ore, cioè il 67% della propria giornata, alla “cura personale” e ad attività di svago, soltanto l’8% lavora per molte ore consecutive quotidianamente. La Spagna presenta, inoltre, uno dei più bassi tassi di fertilità al mondo e una percentuale di impiego femminile che deve ancora crescere: dati che fanno comprendere quanto gli spagnoli debbano ancora riuscire a riequilibrare il binomio lavoro-famiglia secondo la parità dei generi.

3) Paesi Bassi

I lavoratori nei Paesi Bassi non conoscono orari lavorativi full-time: solo lo 0,5 % degli impiegati lavora per una lunga durata di ore. In ogni caso, ciò non significa necessariamente che il tempo libero sia mediamente di più: gli olandesi passano circa 15,4 ore al giorno a prendersi cura di sé e delle proprie famiglie. Qui, inoltre, vige parità di genere pressoché assoluta: uomini e donne hanno le stesse identiche responsabilità lavorative e le famiglie sono sostenute da generosi sussidi statali.

4) Belgio

Al quarto posto, il Belgio gode di piani lavorativi flessibili e abbondante tempo da dedicare ad amici e parenti, dal momento che solo il 5% dei lavoratori belgi lavora full-time.

5) Norvegia

La Norvegia si classifica al quinto posto, con dei dati che mostrano che i norvegesi passano circa 15,6 ore al giorno con le proprie famiglie a contemplare i Fiordi: solo il 3% di loro lavora a tempo pieno.