venerdì, 31 Maggio 2024

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Perchè avvengono gli incidenti aerei?

CREDIT: www.independent.co.uk

Sempre più frequentemente sentiamo parlare di terribili incidenti aerei e la notizia solleva immediatamente numerosi questioni circa la sicurezza degli aeromobili e la minaccia del terrorismo. Ma fino a quando i fatti non sono stati accertati, non è saggio speculare su quello che in realtà ha causato un incidente specifico. Quello che sappiamo è che ci sono diverse cause che si verificano più frequentemente rispetto ad altre.

L’errore umano resta tuttora la maggior causa di incidente. Le dimenticanze, l’inosservanza o la noncuranza nei confronti delle procedure e il sovra-lavoro sono le più grandi criticità in campo aeronautico: stress, procedure complicate, multitasking o interfacce ingannevoli comportano spesso situazioni in cui tutta la preparazione e l’esperienza vengono meno.

Errore del pilota

Negli ultimi anni gli aerei sono diventati più affidabili, ma la percentuale di incidenti causati da un errore del pilota è aumentato e si attesta intorno al 50%. Gli aerei sono macchine complesse e richiedono una gestione accurata. Nonostante i piloti si impegnino attivamente con il velivolo in ogni fase del volo, si possono verificare numerose situazioni difficili da gestire.

Con il passare degli anni gli aerei hanno subito numerose modifiche tanto da diventare macchine quasi perfette. L’uomo però è rimasto sempre lo stesso, e cioè permeato di infinite variabili negative, pronte ad emergere in ogni momento. Oggi si parla di tendenza agli incidenti di volo soprattutto in quei piloti che nel loro passato sono stati maggiormente soggetti ai piccoli incidenti della vita quotidiana (incidente d’auto, caduta dalle scale…).

Ma il fattore umano è anche motivo di vantaggio: l’intervento tempestivo del pilota spesso ha ovviato a errori causati dal computer o dalla strumentazione di bordo. I piloti sono l’ultima difesa dopo che le barriere difensive precedenti (procedure adatte, tecnici competenti e attenti, dirigenti che prendono le corrette decisioni) sono fallite. Hanno la possibilità di rimediare agli errori commessi da altri o da loro stessi, e possono salvare la propria vita e quella dei passeggeri grazie al loro addestramento. Un pilota o un operatore al comando pronti ed esperti diventano l’anello forte della catena che salva la situazione: possono fare la differenza tra un incidente arginabile o contenibile e una tragedia irrimediabile.

Guasto meccanico

A volte, le nuove tecnologie introducono nuovi tipi di fallimento. Nonostante oggi i miglioramenti nella progettazione e nella produzione di qualità hanno reso i motori degli aerei molto più affidabili di quanto non fossero mezzo secolo fa, ancora di tanto in tanto si verificano guasti catastrofici, che rappresentano circa il 20% delle perdite di aeromobili,

Di recente, un Qantas A380 che trasportava 459 passeggeri e l’equipaggio ha subito un guasto al motore sopra Batam, Indonesia. Grazie all’abilità dei piloti, il velivolo colpito è riuscito ad atterrare. L’Airbus A380, entrato in servizio nel 2007, è l’aereo passeggeri più grande del mondo e può trasportare oltre 500 passeggeri. Dopo l’incidente, la Qantas ha annunciato il fermo di tutti i suoi Airbus A380 fino a quando saranno chiariti i motivi dell’incidente.

Condizioni meteorologiche

Il maltempo è responsabile per circa il 10% degli incidenti aerei. Nonostante numerosi ausili elettronici come bussole giroscopiche, navigazione satellitare e dati meteo, le tempeste, la neve e la nebbia sono responsabili di molti disastri in volo.

Nel dicembre 2005, Southwest Airlines volo 1248, che volava dall’aeroporto internazionale di Baltimora-Washington a Chicago Midway International Airport, ha tentato di atterrare in una tempesta di neve. E ‘uscito di pista e si è schiantato in una linea di auto, uccidendo un bambino.

Uno dei più noti episodi di cattivo tempo si è verificato nel mese di febbraio 1958, quando un aereo passeggeri bimotore europee British Airways si è schiantato mentre tentava di decollare da Monaco-Riem Airport. Molti dei 23 uccisi sul velivolo giocava per il Manchester United Football Club. Gli investigatori hanno stabilito che l’aereo era stato rallentato dalla fanghiglia e per questo motivo non è riuscito a raggiungere la velocità di decollo.

Altre forme di errori umani

Numerosi incidenti aerei sono da attribuire ad altri tipi di errore umano, come errori commessi dai controllori del traffico aereo, dagli spedizionieri, dai caricatori o dagli ingegneri. A volte è necessario lavorare per lunghi turni di lavoro, e un solo errore dettato dalla stanchezza può avere delle conseguenze minime oppure portare a dei veri e propri disastri aerei.

Un’altra causa è per esempio legata alla mancanza di esperienza: questa mancanza va tradotta in una mancanza di conoscenza (competenza). Rientrano in questa categoria gli errori classificati come knowledge. Un pilota neofita prenderà in considerazione aspetti poco importanti nel suo processo decisionale che possono portarlo anche a non risolvere il problema.

Nel 1990, uno scoppio del parabrezza su un volo British Airways costò la vita al capitano del velivolo. Secondo le Air Accidents Investigation Branch, la quasi totalità delle 90 viti di fissaggio del parabrezza erano più piccole del diametro specificato. L’ingegnere addetto al lavoro probabilmente si trovava in un momento in cui la sua lucidità mentale vacillava.

CREDIT: daily.wired.it
CREDIT: daily.wired.it

Location per un matrimonio da favola fuori dall’Italia (FOTO)

travelscoremagazine.blogspot.com

Il sogno di tutte le donne è quello di celebrare un matrimonio da favola. Un matrimonio con un vestito da urlo, con mille invitati e con un buffet abbondantissimo.

Ma c’è anche chi va controcorrente e preferisce convolare a nozze su un’isola deserta, su una spiaggia tropicale, ai piedi di un vulcano o nel castello delle principesse. Tutti questi fidanzati decidono di celebrare e festeggiare il proprio matrimonio all’estero, proprio per godere di queste bellissime location.

Quella del matrimonio fuori dalla propria patria, un’usanza molto usata in Francia e in Inghilterra, sta diventando sempre più comune anche in Italia. E il motivo principale, oltre al fatto di visitare delle location da urlo, è il risparmio.

Celebrando un matrimonio all’estero si risparmia sui costi della cerimonia e dei festeggiamenti perché si diminuisce notevolmente il numero degli invitati, riducendolo ai pochi parenti stretti e agli amici più intimi, e poi perché il costo della luna di miele è compreso nelle spese totali di matrimonio.

Quindi, confrontando i prezzi – 30.000 in patria contro 10.000 all’estero – è molto più conveniente un matrimonio fuori porta. Ma conviene anche per non far stressate i futuri sposi – e anche i parenti, soprattutto le madri – per l’organizzazione del matrimonio e dei festeggiamenti.

E che sia voglia di avventura, di evasione dal mondo o di un matrimonio da far invidia a tutti, non importa. L’unica cosa certa è che sono sempre di più le persone – quasi 2 mila coppie l’anno – che in Italia decidono di pronunciare il fatidico “si” fuori dal proprio paese.

Le mete più ambite dagli italiani sono New York – con i suoi Central Park, Empire State Building e Public Library – e le isole tropicali, come i Caraibi, le Mauritius e le Seychelles. Sempre negli USA sono molto gettonati anche il Gran Canyon, la Monument Valley o Las Vegas. E anche l’Africa è uno dei posti preferiti, in particolare per chi vuole visitare i parchi naturali in Kenya, Namibia e Mozambico o alle falde del Kilimangiaro.

Ecco alcune delle mete più belle per festeggiare il proprio matrimonio fuori porta, rendendolo unico, inimitabile e da fare invidia.

Chiesa di Ghiacchio – Lapponia

La Ice Church dell’Ice Hotel in Lapponia si trova a pochi chilometri dal Circolo Polare Artico. È la metà perfetta per chi non soffre il freddo e per chi vuole avere un matrimonio molto particolare, all’insegna della neve. La Chiesa di Ghiaccio è disponibile da metà dicembre ad aprile e c’è la possibilità si trascorrere la prima notte di nozze nella Suite di ghiaccio. Per i preparativi niente paura: se ne occuperà il wedding planare dell’hotel.

Cattedrali di Sale – Polonia e Colombia

Santa Kinga, in Polonia, e la miniera di sale di Zipaquirà,in Colombia, sono due luoghi splendidi per sposarsi. Posti in cui l’atmosfera è proprio quella di un luogo fuori dal mondo e in cui sono presenti moltissime sculture di marmo e sale, che danno un tocco in più a queste location.

Duomo di Cristallo – Austria

Hai sempre desiderato una storia come quella di Cenetentola? Il Cristal Dome di Swarowski, un duomo creato in un cristallo, si trova vicino ad Innsbruck. La struttura è davvero spettacolare e, per le più esigenti, c’è anche la possibilità si fare un ricevimento dopo le nozze.

Castello delle Principesse

Europa-Park in Germania, Disneyland Tokyo, la cappella di Disneyland in Florida: i luoghi adatti a chi sogna un matrimonio da favola, come quello delle principesse dei cartoni animati. Il matrimonio sarà a tema e, grazie al wedding planner, si potrà scegliere li il proprio vestito e la propria carrozza.

Isola di Trang – Thailandia

Per sposarvi in quest’isola e avere uno dei matrimoni più romantici di sempre bisogna aspettare il giorno di San Valentino. Sono milioni, ogni anno, le coppie che si giurano amore eterno nel fondale della meravigliosa isola. Ricorda un po’ la Sirenetta.

Love is colorful: i colori dell’amore secondo Zim (FOTO)

Si può vivere in un mondo in cui l’amore è monocromo e privo di tonalità differenti? Secondo Zim “colorful powder”, assolutamente no lo dimostrano le immagini realizzate per l’omonima campagna. Create in collaborazione con l’agenzia Tuppi, le coppie ritratte con colori diversi rappresentano gay, lesbiche, eterosessuali mentre si scambiano dei normali gesti d’affetto diventando un colore unico.

Amare, infatti, significa donare parte del proprio cuore a qualcuno che, a prescindere dal sesso, dall’etnia e dalla religione, ci fa stare bene semplicemente con la sua presenza. Ma non solo. Love is colorful vuole dimostrare che l’amore si compone di diverse sfumature, che ne aumentano il fascino. Tutti siamo un colore e grazie all’amore possiamo fonderci con quello di un altro/a.

We believe that love has all the colours. What is yours? (Crediamo che l’amore abbia tutti i colori. Qual è il tuo?): è questo il messaggio di Zim, che desidera rendere partecipe chi guarda. L’osservatore non deve sentirsi un giudice estraneo, ma attore protagonista della campagna.

Secondo i principi di ‘Love is colorful’, nel mondo ci sono colori che possiedono delle affinità che non tutti sono capaci di vedere.

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Esistono poi tonalità complementari che si trovano facilmente e si innamorano senza pregiudizi.

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Infine si presentano in natura colori che condividono l’emotività, la dolcezza, la forza interiore, e anche se nessuno li capisce loro riescono a fondersi.

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Con Love is colorful Zim vuole sfatare il mito dell’uomo e della donna come unica coppia possibile e mostrare che ogni persona è brillante così com’è, a prescindere dal colore che assume e da quello che decide di amare. Per questo utilizza una speciale polvere colorata per le immagini, la stessa impiegata nell’Indian Holi festival, che celebra le buone qualità contro quelle cattive. E aggiunge: l’obiettivo della campagna è creare nuovi modi di vivere la felicità.

Love is colorful sembra un’espressione banale ma racchiude significati inequivocabili. C’è ancora tanta paura di presentarsi per chi si è realmente, eppure non dovrebbe essere così complicato. Prendete una tavolozza e mischiate i colori, alla fine ve ne apparirà uno solo: questo è il vero senso dell’amore.

Dolce&Gabbana e i ‘bambini sintetici’. La reazione del web (FOTO)

Credit: archivio.grazia.it

Soltanto pochi giorni fa i famosi stilisti italiani Domenico Dolce e Stefano Gabbana, avevano definito i nati da una maternità surrogata come i “bambini sintetici”, perché per loro la procreazione deve essere un atto d’amore. Domenico Dolce, intervistato da Panorama, aveva infatti dichiarato esplicitamente: “Si nasce da una madre e da un padre – o almeno, è così che dovrebbe essere. I bambini nati dalla maternità surrogata sono sintetici, gli uteri in affitto semi di un catalogo da cui è possibile scegliere”. E così anche Gabbana ha dichiarato che secondo lui “la famiglia non è una cosa passeggera, è un senso di appartenenza sovrannaturale”.

Ovviamente in molti si sono sentiti offesi, e il web è andato su tutte le furie.
Il primo a protestare è stato Elthon John, che, dopo aver lanciato su Twitter l’hashtag #BoycottDolceGabbana ha definito molto arcaica l’opinione dei due stilisti e ha giurato di non indossare mai più un loro capo.
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Anche il cantante Ricky Martin e l’attrice Alice Evans si sono dichiarati subito contrari alle dichiarazioni rilasciate da Dolce&Gabbana, e per rendere nota la loro idea hanno pubblicato le foto dei loro bambini, nati da madri surrogate.
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La lista di famosi e meno famosi che si sono schierati contro l’idea dei due guru della moda è decisamente lunga: c’è chi dice ritiene che non è importante il modo in cui un bambino viene concepito ma l’amore che i genitori gli daranno, e anche chi critica Dolce&Gabbana per aver espresso un così negativo giudizio sul primo metodo che ha aiutato le coppie LGTB e non a crearsi una famiglia.

Per mettersi un po’ al riparo dai commenti e dalle critiche i due hanno rilasciato una seconda intervista che prende le distanze dalle loro dichiarazioni precedenti. “Non intendevamo giudicare le scelte degli altri. Noi siamo a favore della libertà e dell’amore. Esprimevo una mia opinione personale. Inoltre parlavo della famiglia siciliana, formata da padre, madre e figli. So bene che esistono altri tipi di famiglie che sono legittime tanto quanto quella naturale”.