giovedì, 1 Dicembre 2022

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Depressione negli animali, come diagnosticarla ai cani

Sapevate che anche gli animali soffrono di depressione? Ebbene sì, i cani possono diventare depressi e quindi è bene sempre tenerli sotto controllo per evitare di compromettere la loro salute mentale. Un cane infatti, non sempre manifesta quello che sente, ma molto spesso, si trova a tenere dei rapporti non proprio sereni e quindi a manifestare tutti quelli che sono i sintomi della depressione degli umani. Per capire cosa sta affrontando e soprattutto, in che modo riuscire ad aiutarlo, esistono tantissimi modi.

Come riconoscere la depressione del vostro cane

Per capire se un cane è depresso, bisogna fare attenzione alcuni segnali. Se vi sembra strano e quindi inappetente o se non rincorre magari i suoi giocattoli ed è un po’ più aggressivo, potrebbe essere in depressione. In tali casi, per scongiurare la depressione degli animali andrebbero perciò subito sostenuti nel modo migliore. Negli animali, prima di pensare alla depressione perciò, e quindi ad un disagio di tipo psichico, escludete tutti gli altri problemi di salute. In primis, l’artrite, difficoltà alla tiroide o qualunque altro tipo di patologia che potrebbe influire anche sul suo umore.

Come curare il proprio cane per curargli la depressione

Quando il cane inizia a manifestare dei sintomi di malessere, la cosa migliore è sempre quella di fargli fare tanto esercizio fisico, dargli molta attenzione e garantirgli una dieta sana. Quando invece vedete che il disagio di tipo psichico persiste, allora è necessario cercare di dargli sollievo magari con delle attenzioni in più oppure utilizzando dei farmaci che potrebbero essere utili per fargli migliorare la vitalità e l’umore. La depressione negli animali è un fenomeno che deve essere sempre e comunque affrontato, perché soltanto in tal modo, si garantirà la salute del vostro animale domestico a 360°. Anche i cani hanno bisogno di un supporto psicologico, specie se stanno subendo una fase di crescita particolare che necessita di un aiuto.

Il cane ideale, ecco perchè scegliere un labrador retriever

Quando si sceglie un animale domestico, bisogna scegliere quello più adatto al vostro carattere. Tra le razze di cani più amate vi è il labrador retriever. È uno dei cani più conosciuti e apprezzati, che però richiede molta pazienza da parte dei padroni che devono assecondare un carattere particolarmente vivace e che richiede tante attenzioni. I labrador hanno una stazza che varia dai 54 ai 57 cm, mentre il peso può arrivare fino a 40 kg. Esistono labrador neri, color cioccolato e gialli con pelo fitto, corto e non particolarmente ondulato. È una razza originale del Canada e sono cani d’acqua e da riporto.

Il proprietario ideale del labrador retriever

Il labrador non è un cane per tutti, infatti, bisogna avere una particolare predisposizione per questa razza prima di scegliere. È un retriever, un cane che veniva utilizzato soprattutto per il riporto ed anche per le attività di caccia. È un animale che ha tantissime energie e quindi risulta particolarmente vivace. Il padrone ideale di un labrador deve essere pronto a soddisfare le esigenze di questo animale e quindi a condividere tanto tempo insieme a lui per giocare e anche solo per una passeggiata.

Come rendere felice un labrador

Rendere felice un labrador è possibile: è un animale domestico che avrà sempre voglia di vivere insieme a voi tutte le fasi della giornata. I labrador vogliono collaborare con i loro padroni e vogliono anche essere educati e coinvolti. Proprio che sono molto entusiasti ed hanno una gioia di vivere davvero particolare, può essere difficile gestirli anche in casa. Fate molta attenzione a questa razza che va curata perché tende ad avere oculopatie ereditarie, la displasia del gomito e dell’anca. Quando adottare un cucciolo di labrador, iniziate ad educarlo fin da subito, in modo tale da non fargli prendere il sopravvento e ricordatevi che ogni due ore deve essere portato in giro per i suoi bisogni.

Le 10 curiosità sugli animali che non tutti conoscono

La passione per gli animali va sempre coltivata e arricchita da informazioni e conoscenza. Cercare di capire quali sono gli atteggiamenti che influenzano il comportamento dei nostri amici a quattro zampe è molto importante. Vale la pena imparare a conoscere gli animali e studiarli, in modo tale da arricchire la propria passione con elementi costruttivi. Ci sono delle curiosità che non tutti conoscono e che è interessante sapere, in modo tale da diventare dei veri esperti del mondo animale. Tra le curiosità assolutamente da conoscere sugli animali, ce ne sono alcune che stupiranno anche più informati.

Le dieci curiosità più strane sul mondo degli animali

La prima curiosità riguarda le lumache. Questi animaletti molto simpatici hanno quattro nasi e ne usano due per annunciare, altri due invece, per respirare. Cambiando completamente tipologia di animale, è bene sapere che i leoni sono in grado di riprodursi anche per 50 volte in un solo giorno. La terza curiosità riguarda l’udito di un delfino. Questi animali sono capaci di sentire i suoni fino a 20 km di distanza. E cosa dire degli elefanti? Sono gli unici mammiferi che non sono in grado di saltare e questo dipende sia dal loro peso, che dalla loro stessa conformazione fisica.
E’ curioso anche sapere chele giraffe non hanno le corde vocali e la loro comunicazione avviene facendo vibrare l’aria intorno a loro collo. Altra curiosità su questi animali, è che nascono cadendo da almeno 2 metri perché le mamme partoriscono in piedi.

Cosa c’è da sapere, ecco i dettagli

Un’altra curiosità riguarda i pappagalli ed i conigli che invece sono gli unici di animali al mondo che non sono in grado di guardarsi alle spalle. Invece, i cammelli hanno tre file di sopracciglia che gli permettono di avere una protezione dalle tempeste di sabbia. Il canguro invece non può saltare se gli si ferma la coda che gli serve per l’equilibrio mentre, un’altra curiosità interessante riguarda l’orso bruno che è in grado di correre ancora più veloce di un cavallo.

La cavalletta nel quadro di Van Gogh

Una cavalletta è incastrata in un quadro di Van Gogh, per l’esattezza di tratta del dipinto dal titolo “Gli alberi di olivo”. In 130 anni, la cavalletta non era mai stata avvistata, invece ora è stata trovata, visionando il quadro al microscopio. Il dipinto si trova nel The Nelson Atkins Museum di Kansas City e risale al 1889, l’anno seguente alla sua realizzazione Van Gogh morirà.

La cavalletta ha dimensioni millimetriche, per questo è visibile soltanto tramite un supporto ottico ed è stata scoperta a seguito di una campagna di ricerca effettuata su tutti i dipinti conservati nel museo. Una volta individuata, nella parte bassa del quadro di Van Gogh, si è pensato potesse essere anche una sorta di firma dell’artista. Per fugare ogni ipotesi errata, è stato consultato un paleo-entomologo, il Dott. Engels, il quale ha affermato che, non avendo l’addome e il torace, non essendoci neanche segni di movimento nell’area circostante, probabilmente l’insetto è finito nel dipinto quando già era morto.

E’ noto che Van Gogh dipingesse all’aperto, quindi è realistico il fatto che la cavalletta sia finita in uno dei suoi quadri. Già nel 1885, in una lettera al fratello Theo, Vincent dichiarava la difficoltà di dipingere en plein air “Ho preso almeno un centinaio di mosche durante la realizzazione di 4 tele, e sabbia e terra per trasportarle nella brughiera e attraverso le siepi, compresi due graffi».

Gli studi sulla tela del pittore, hanno anche riportato alla luce il fatto che egli usasse dei pigmenti rossi, da soli oppure mescolati ad altri colori, i quali però risultano spariti dal dipinto.

Anche il direttore Julian Zugazagoitia conferma il fatto che fosse nota la modalità del lavoro di Van Gogh, il quale era solito anche disegnare osservando la realtà direttamente immerso in una situazione all’ aperto, avendo quindi a che fare con il vento, la polvere, le mosche ed ora, sappiamo anche con le cavallette.