venerdì, 28 Gennaio 2022

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Notizie di attualità sul mondo degli animali, diritti e doveri per chi possiede un animale domestico, storie sugli amici a quattro zampe

Fumo passivo: è nocivo anche per gli animali

credits photo: tuttozampe.com

Al Palazzo Marino di Milano, due organizzazioni, la Fnovi (Federazione nazionale ordini veterinari italiani) e l’Alcase (Associazione per lo studio e la ricerca clinica per il cancro al polmone) hanno presentato una campagna informativa e di sensibilizzazione, a favore degli animali domestici contro il fumo.
Lo slogan dichiarava: “Il fumo uccide anche loro”.
Grazie a questo progetto, da questo mese, per aiutare coloro che vogliono smettere di fumare per proteggere i loro animali, saranno distribuiti materiali informativi in tutte le strutture veterinarie.

L’assessore alla Qualità della vita del Comune di Milano, Chiara Bisconti, ha dichiarato: “Il grado di civiltà di una comunità si misura anche da quanto è in grado di prendersi cura degli animali”.
Il presidente dell’ordine dei veterinari milanesi Carla Bernasconi e il vicepresidente Laura Torriani hanno spiegato a quali rischi vanno incontro gli animali domestici.

Oltre ai cani e ai gatti, anche i canarini e i pappagalli, sono a rischio perché possono ammalarsi di polmonite, che spesso è letale.
Gli animali più vulnerabili sono i gatti, per la loro abitudine di leccarsi il pelo, sul quale si depositano le sostanze nocive del fumo, incorrendo così in maggiori probabilità di contrarre tumori orali.
Tra i cani, invece, le razze più a rischio sono due: quelle a muso lungo, più soggette a neoplasie delle cavità nasale, e quelle di piccola taglia, più predisposte a malattie cardiache e respiratorie.

Un altro pericolo in cui incorrono i nostri amici a quattro zampe, è quello dalla possibilità di inghiottire i mozziconi di sigaretta lasciati in giro.

Questa campagna sembra davvero poter avere un’influenza positiva sui fumatori; infatti, secondo uno studio condotto dalla Henry Ford Health System di Detroit, se correttamente informato circa il 28,4% dei fumatori proprietari di animali domestici cercherà di togliersi il vizio per proteggere il proprio animale domestico.

Fuku e Marimo: storia di una vera amicizia (FOTO)

L’amicizia si sa, non conosce limiti. E questa storia ne è la dimostrazione.

Siamo in Giappone, nel Coffee Shop Hukulou di Osaka, famoso per la sua disponibilità ad accogliere qualsiasi tipo di animale. Qui, il gufo Fuku e il gattino Marimo, entrambi ospiti del locale, hanno stretto un tenero e solido legame che fa invidia agli esseri umani.

Mentre si fanno le coccole, giocano come fratelli e dormono abbracciati, il gufo e il gatto hanno suscitato la curiosità di molti, soprattutto di tutti coloro che si trovano in viaggio a Osaka e hanno la possibilità di fotografare Fuku e Marimo insieme. Loro sono diventati le vere star che attirano le persone che scelgono di recarsi al Coffee Shop non solo per gustare i caffè e i vari dolciumi, ma anche per ammirare la strana coppia e farsi intenerire l’animo.

La tendenza ad aprire locali del genere sta prendendo piede in vari paesi del mondo: dopo il Giappone, anche Londra, dove lo scorso marzo ha aperto un bar nel quale i clienti possono trascorrere qualche ora coccolando gli amici gufi, e il Crazy Cat Cafè di Milano. Lo scopo principale dell’attività è raccogliere fondi per la salvaguardia di questi animali.

[Credit: d.repubblica.it]

Come proteggere il proprio cane dal freddo

Nessuno si avventurerebbe da solo a piedi nudi per il vicinato durante l’inverno, quindi non c’è da aspettarsi se anche un cane rifiuta di passare del tempo fuori casa mentre fuori nevica e fa freddo. Il periodo invernale è quello più pesante per i nostri amici a quattro zampe che, proprio come noi, soffrono a stare con le basse temperature. Ecco alcuni consigli pratici per tenere il proprio cane al riparo dal freddo.

Tenerlo al caldo

I cani sopportano il freddo meglio degli esseri umani, ma ci sono razze che lo tollerano meglio di altre. Ad esempio, un husky si sentirà a suo agio in mezzo alla neve rispetto ad un piccolo Chihuahua. Per evitare che Fido passi troppo tempo dentro casa, si può rimediare in alternativa, fornendo un maglioncino che lo aiuti a coprirsi dal freddo.

Il pelo è fondamentale per riscaldare la pelle dell’animale, quindi è importante evitare di rasarlo. La loro pelle e il loro pelo costituiscono un cappotto a tutti gli effetti: tanto il grasso cutaneo che il sottopelo li proteggono senza problemi. Tra i peli dei cani, inoltre, si viene a creare una sorta di cuscino d’aria isolante dal freddo.

Tenerlo in forma

Come tutte le persone a sangue caldo, anche gli animali bruciano più calorie durante l’inverno perché il proprio corpo ha bisogno di consumare per riscaldarsi. E’ importante quindi nutrirlo con una porzione extra di cibo, senza dimenticare l’acqua. Il freddo invernale, infatti, può disidratarlo.

Attenzione a non viziarlo: Fido ha bisogno di fare movimento anche durante il freddo, per evitare che soffra di artriti e dolori alle ossa.

Proteggere le zampe

Durante le passeggiate invernali, tra il ghiaccio che riempe la strada, Fido potrebbe risentire il freddo alle zampe. E’ indispensabile che indossi un paio di calzari appositi per impedire che il gelo laceri la cute delle zampette, ma anche per evitare che si faccia male con i prodotti chimici e del sale utilizzati per sciogliere la neve sulle strade. In casi di estremo freddo, un antigelo è la soluzione per proteggere le zampe dal gelo del manto stradale.

Tenere il cane fuori dall’auto

Durante l’estate, lasciare Fido da solo in auto è pericoloso per la sua salute, poiché il veicolo, dopo ore sotto al sole può diventare un vero e proprio forno. Anche in inverno rappresenta un rischio, quando il nostro cane vi rimane dentro diventando un ghiacciolo per la temperatura troppo fredda. Le soluzioni sono due: o si dimezza il tempo in cui viene lasciato l’animale in auto, oppure lo si lascia a casa, dove fa più caldo.

Con questi pratici consigli, auguriamo di avere più cura dei nostri amici a quattro zampe, che anche d’inverno soffrono se lasciati da soli a morire di freddo. Un cane è parte della famiglia e come tale deve essere curato come un compagno per la vita.

Razze celebri per 10 anni grazie al cinema

Dal Collie al Pastore tedesco, passando per il Labrador Retriever, fino al Dalmata: quante sono le razze canine che col successo di film o serie tv hanno influenzato notevolmente le richieste presso i rispettivi allevamenti? Grazie a un recente studio, è emerso che la celebrità di una determinata razza apparsa in pellicola può durare fino a ben 10 anni dopo: a scoprirlo, gli studiosi dell’Università di Bristol, della City University di New York e della Western Carolina University, i cui risultati sono consultabili sulla rivista Plos One.

Mettendo a confronto i dati dell’American Kennel Club, in cui è incluso il più grande registro di cani al mondo (più di 65 milioni di esemplari), con un totale di 87 film i cui protagonisti sono degli amici a quattro zampe, i ricercatori hanno notato che le pellicole spesso vanno di pari passo con un aumento della celebrità delle razze, risultata proporzionale al numero di spettatori presente al cinema nel primo weekend di lancio del film: un effetto che può durare fino a 10 anni, andando a determinare la scelta di un cucciolo anche parecchi anni dopo la visione del lungometraggio.

È stato calcolato che per i 10 film che hanno più spopolato sono stati venduti 800.000 cani in più nell’arco della decade successiva all’uscita di ciascuna pellicola: non sembra un caso se nei due anni dopo l’uscita di “Torna a casa Lassie” (1943) le adozioni di Collie hanno registrato un aumento del 40%, né lo è quello di “Geremia cane e spia” (1959), con cui le adozioni dell’Old English Sheepdog – noto anche come Bobtail – sono cresciute del 100%. Nel corso della ricerca, gli studiosi hanno inoltre notato che il cinema ha progressivamente accordato la sua preferenza agli amici a quattro zampe per conquistare pubblico: fino agli anni Quaranta non veniva realizzato che un film all’anno con protagonisti cani, mentre dal 2005 si è registrata una media di 7 pellicole all’anno.