martedì, 22 Settembre 2026

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Delfini delle Hawaii a rischio, dovrebbero essere più protetti

Credit: www.dante.trieste.gov.it

Ad Allison Altermanrf piace nuotare nell’oceano, per allenarsi vicino a casa sua e godere della realtà del vivere sulla grande isola delle Hawaii. Qualche volta a lei e al suo gruppo capita di nuotare con i delfini e sono pronti a giurare che sia una delle esperienze più belle al mondo.

Ma l’aumento di navi di turisti che approdano nelle vicinanze delle coste solo per vedere e fare il bagno con i delfini sta portando ad una brutta ritorsione sulla salute di questi ultimi, che stanno ricevendo veramente troppe attenzioni.
È ovviamente scontato dire che chiunque tiene questo sogno chiuso in cassetto, perché nuotare al fianco dei delfini – come si vedeva spesso nei film – è un desiderio che ognuno di noi ha espresso almeno una volta. Ma a quale costo?

Il momento dell’avvicinamento alla costa per i mammiferi d’acqua salata più famosi è un momento importante, in quanto coincide con il periodo della giornata dedicato al riposo. Questa abitudine, però, nel corso degli ultimi anni sta cambiando, a causa dell’elevato numero di turisti e bagnanti che li circonda per collezionare foto e video, nuocendo alla loro salute.

Per i delfini avvicinarsi al bagnasciuga è necessario al fine di recuperare tutte le energie spese per cacciare cibo e approvvigionamenti durante la notte. Non è qualcosa che può essere distratto dalle orde di curiosi che non si curano della loro salute, per questo la National Oceanic and Atmospheric Administration sta lavorando col proposito di creare un regolamento per proteggere i delfini e le loro abitudini.

Anche Claudia Merrill, co-proprietaria del Dolphin Discoveries in Kailua-Kona, ha dato il suo consenso all’integrazione di nuove regole e proibizioni che vietino la possibilità di nuotare nei luoghi frequentati dai delfini almeno per le ore del giorno che vanno dalla tarda mattinata alle prime ore del pomeriggio.
Anche i tour operator dovranno seguire i segnali riferiti al momento del riposo dei mammiferi marini.
La Merrill ha inoltre continuato affermando che si tratta di un’industria che dovrebbe essere sostenibile e che in realtà lo è a tutti gli effetti.

Il traffico di turisti sta veramente aumentando con conseguenze che potrebbero diventare drastiche da qui a non molto. Ricordiamo con rabbia e dispiacere il cucciolo di delfino morto a causa della pochezza delle persone intente a fotografarlo fuori dall’acqua.
Sono cose che non devono più succedere e non ci dilungheremo nel dire che la vita social sta facendo il resto.

La particolarità dei delfini per noi sta poi nel non capire quando effettivamente stiano risposando e quando no, perché a causa della necessità di respirare e tenersi a galla quindi, questi riposano solo metà del cervello alla volta, mantenendo le capacità motorie e spegnendo il resto, sembrando vispi e attivi quindi, quando in realtà così non è.

Le campagne e le iniziative portate avanti fin’ora sono state inutili se non distruttive, e nessuno si è mai occupato veramente del problema.
Ma ora è arrivato il momento di agire e di capire che un cambiamento nel ciclo vitale dei delfini e la mancanza di riposo per loro può creare impatti che andranno a ritorcersi su tutta la vita marina.

Animeyed: il mondo visto da un’altra prospettiva (FOTO)

credits: http://www.ifitshipitshere.com

Flora Borsi è una giovane fotografa e visual artist ungherese. La sua grande passione è il fotoritocco, con il quale ama creare immagini surreali, per esplorare temi che riguardano l’identità umana, le relazioni, le emozioni e i sogni.
Nella sua ultima serie, Animeyed, si propone di celebrare, in una maniera del tutto originale e creativa, il delicato e profondo rapporto che unisce gli esseri umani agli animali.

Per realizzare questa elegante serie fotografica, l’artista sovrappone dei suoi autoritratti a delle immagini di animali, le quali si fondono fino a diventare un tutt’uno, tanto che l’occhio sinistro umano viene sostituito da quello selvatico. Il risultato è sorprendente: la Borsi sembra guardarci davvero con gli occhi degli animali.

Grazie al trucco perfettamente curato e all’omogeneizzazione dei colori, la somiglianza è davvero notevole e l’effetto dello sguardo metà di donna e metà di animale crea un forte effetto di fascino e di inquietudine nello spettatore.
Flora è sempre ritratta di fronte mentre l’animale abbinato, di profilo. Un pesce rosso, un gatto nero, una colomba bianca, un coniglio nero e un serpente verde.

Il lavoro della fotografa assume infiniti significati, che riprendono temi come lo zoomorfismo e gli animali totem, propri di alcune culture. Il rapporto tra uomo e animale infatti resta uno degli argomenti più studiati ancora oggi e l’intento dell’artista sembra proprio quello di aiutarci a comprendere quanto queste creature siano simili a noi.

È un invito implicito a provare, almeno qualche volta, a guardare le cose attraverso un altro punto di vista, attraverso altri occhi, in questo caso quegli degli animali.
Ognuno, infatti, possiede una parte bestiale dentro di sè, magari nascosta e celata anche a noi stessi, ma che aspetta di essere scoperta e mostrata.

credits: http://www.ifitshipitshere.com
credits: http://www.ifitshipitshere.com

Nonostante la sua giovane età, l’artista ha già esposto le sue opere presso la Saatchi Gallery e il Louvre.
Nel giro di poche ore dalla pubblicazione dell’ultimo progetto ha raggiunto ben 1.000.000 di visualizzazioni sul suo portfolio Behance, un sito dedicato agli artisti emergenti.

Dr. Dog: ‘non hai tempo per il cane? Prendi un pelouche’ (INTERVISTA)

Vieri C. Timosci, in arte Dr. Dog, è il protagonista della fascia settimanale Dog Factor in onda su Raidue all’interno de ‘I Fatti vostri’, seguitissimo programma con lo scopo di premiare il miglior proprietario di cane con un premio consistente nella fornitura per un anno di cibo per cani.

Dr. Dog, dog trainer ed educatore cinofilo che vive tra Inghilterra, Italia e Germania, opera attivamente con pet di tutti i tipi, dai cuccioli ai cani di grossa stazza, ma anche coi padroni degli stessi.

Abbiamo, dunque, intervistato Dr. Dog perché potesse darci qualche buon consiglio e qualche suggerimento per prenderci cura al meglio dei nostri amici pelosi. Scopriamo insieme il suo parere da esperto del settore.

Nel corso dell’esperienza maturata operando tra Inghilterra, Italia e Germania, quali differenze ha riscontrato tra padroni inglesi, italiani e tedeschi nel rapportarsi ai propri amici a quattro zampe?

Ci sono differenze tra i vari Paesi riguardo al livello di conoscenza di metodi moderni di educazione cinofila. Gli inglesi sono abbastanza avanzati anche dato il legame con gli Stati Uniti. Il concetto del rinforzo positivo è molto diffuso. In Germania c’è una grande presenza di temi cinofili sui media, specialmente in TV. Negli ultimi anni si è visto un grande spostamento dal vecchio concetto ormai superato di dominanza e pressione verso il cane, al concetto moderno di amicizia ed empatia. Noi italiani siamo sicuramente i piú emotivi e tendiamo ad umanizzare troppo i nostri cani. Quante volte mi sento dire: “Ah non c’è nulla da fare, lui è cosí di carattere!”. Come se tutti gli animali nascessero con un carattere pre-definito e non formabile! Sono sicuro che in futuro grazie anche a trasmissioni come Dog Factor che conduco tutti i venerdì su Raidue a mezzogiorno, riusciremo a trasmettere agli italiani i concetti e metodi moderni di educazione cinofila e quindi a migliorare il rapporto tra uomo e cane.

Per quanto riguarda, nello specifico, l’Italia, quali sono secondo lei gli errori più comuni che i padroni italiani commettono nell’educare i propri cani?

Appunto come dicevo, noi tendiamo a umanizzare troppo i nostri cani comunicando con loro come se parlassero italiano. I cani comunicano principalmente con il linguaggio del corpo mentre noi con la voce. È lì che nascono delle incomprensioni. Poi ci sono i classici errori come accarezzare un cane sopra la testa, piegarsi su di lui, fissarlo negli occhi e abbracciarlo. Tutti comportamenti che mettono paura a un cane perché nel suo linguaggio, sono minacce. Ma questi sono errori che incontro un po´in tutto il mondo!

Natale è ormai alle porte e molti colgono l’occasione per regalare un cucciolo a propri cari. Tuttavia, come già ricordato dall’ENPA, non è raro che buona parte di queste creature innocenti finiscano con l’essere abbandonate al momento delle vacanze estive. Cosa vorrebbe raccomandare a chi sceglie di regalare un animale domestico per le feste natalizie?

Si, purtroppo questo succede spesso. Io mi chiedo sempre: come riesce una persona ad abbandonare un cane? Importante è che un cane sia voluto e bisogna essere consapevoli che non è solo per Natale, ma per tutta la sua vita. Tra l’uomo e il cane c’è un rapporto di amore e amicizia reciproca. Ma per raggiungere questo è importante che i cani e i padroni siano ben educati. È proprio questa la ragione perché abbiamo scritto il libro “Dog Factor – Guida all’educazione dei padroni”. Consiglio di cercare un buon educatore cinofilo che usi solo metodi positivi ed abbia una formazione riconosciuta. Vi aiuterà a comunicare con il vostro amico peloso nel modo giusto, usando il linguaggio canino e vedendo il mondo attraverso i suoi occhi. Sarà l’inizio di una bellissima avventura!

Dr.Dog con Mork

Sul suo sito ufficiale si può leggere che la causa scatenante della sua attuale carriera è stata la volontà di educare il suo adorato Fluke: che tipo di problematiche presentava (se ne presentava) la sua ‘anima gemella’ e come le ha risolte?

Fluke era un cane insicuro negli incontri con altri cani. Abbiamo quindi lavorato molto su questo, trasmettendo a lui la tranquillità e sicurezza necessaria per essere all’altezza di tutte le situazioni. È stato un lavoro molto intenso e lungo, ma i frutti sono stati eccezionali. Negli anni è diventato sempre più sicuro di se rendendolo un vero e proprio “istruttore” che a suo tempo ha potuto trasmettere la tranquillità acquisita a cani più giovani.

Operando tra Londra, Roma e Francoforte, come riesce a conciliare il suo lavoro con le cure di cui ha bisogno il suo amico a quattro zampe? Che suggerimenti darebbe a tutti quei pendolari che, per quanto amino i propri cani, per impegni lavorativi non riescono a trascorrere abbastanza tempo con loro?

Beh, per me è facile perché io porto il mio cane Mork sempre con me. Tranne che negli spostamenti brevi dove lui rimane con persone fidate che conosce bene. L’importante è insegnare al cane a stare bene e tranquillo anche con altre persone. Ci vuole tempo e pazienza. I cani sono animali altamente sociali, non sono quindi fatti per stare da soli e/o lontani dal loro amato padrone. Dopo tutto son circa 15.000 anni che gli insegniamo a stare con noi! Bisogna quindi poco a poco fargli capire che stare a casa o con altra gente va bene. Comunque per tutti quelli che vogliono un cane, ma non hanno il tempo necessario, consiglio di non prenderlo. Prima di diventare Dr.Dog sono stato molti anni dirigente d’industria e non avevo il tempo necessario da dedicare a un cane. Ora il mio cane è sempre al mio fianco. Chi lascia un cane solo a casa per tante ore facendo solo un’uscitina per la pipì è meglio che si prenda un pelouche!

Zimbabwe: nessun perseguimento per l’assassino del leone Cecil

Credit photo: notizie.tiscali.it

Lo scorso luglio la notizia dell’uccisione del leone Cecil ha fatto il giro di tutto il mondo, provocando sdegno, orrore, rabbia e moltissime proteste.

Recatosi nello Zimbabwe, il dentista del Minnesota Walter Palmer ha attaccato Cecil, il leone di 13 anni, attirandolo con un piccolo trucchetto fuori dalla zona protetta del parco in cui stava, il parco nazionale Hwange, nell’ovest dello Zimbabwe. Il leone ha attraversato 40 ore di agonia prima di incontrare la morte.
Il dentista, a quanto pare, avrebbe pagato circa 50 mila dollari per compiere questo folle atto, senza sapere – almeno stando alle sue dichiarazioni – che l’animale fosse protetto ed oggetto di studi. Il tutto grazie anche all’aiuto di Theo Bronkhorst, cacciatore professionista.

Dopo questo brutto episodio, lo Zimbabwe si era detto pronto a chiedere l’estradizione di Walter Palmer: questo, però, non è mai avvenuto. “Ha seguito tutte le procedure necessarie richieste in termini di diritto quando ha visitato il Paese. Abbiamo deciso di smettere di perseguire la questione. Stava causando inutili frizioni” ha dichiarato Muchinguri-Kashiri, il ministro per l’Ambiente del Paese.

Nessun perseguimento legale per il dentista, quindi, che potrà continuare a visitare il Paese come turista, senza subire alcun tipo di interrogazione.
I casi giudiziari contro il cacciatore Bronkhorst ed il proprietario della terra dal nome Honest Ndlovu, però, continueranno: i due, già subito dopo l’accaduto, furono arrestati con l’accusa di bracconaggio.