giovedì, 21 Maggio 2026

Animali

Home Animali
Notizie di attualità sul mondo degli animali, diritti e doveri per chi possiede un animale domestico, storie sugli amici a quattro zampe

Il cane robot di Google incontra Fido (VIDEO)

Credit: www.youtube.com

Si chiama Spot ed è il cane robot creato a tavolino da Google.
La sua progettazione era dovuta ad un integrazione dei mezzi militari americani ma, a causa delle caratteristiche rumorose e troppo dipendenti, i piani sono cambiati, rendendo il cane di latta non idoneo per i doveri e le responsabilità militari.

Così, al posto che spedirlo per direttissima al deposito rottami, il “padrone” conosciuto anche come Boston Dynamics, di proprietà di Google, ha deciso di trovargli un amico, in carne ed ossa.
Fido, questo il nome della bestiola a quattro zampe, ha avuto il privilegio di fare la conoscenza di uno dei primi cani-robot della storia, purtroppo con scarsi risultati.

Come vediamo nel video, infatti, Fido non fa altro che abbaiare a Spot, non riconoscendolo come suo simile forse.
Sappiamo che i cani si scoprono tramite gli odori, attraverso i quali sanno anche che cosa hanno mangiato la settimana scorsa, di conseguenza come può un cane di ferro saltellante senza muso e senza coda condividere lo spazio con un meraviglioso cagnolino allarmatissimo?

La fine era già scritta.

La settimana scorsa la già citata Boston Dynamics ha rilasciato un video in cui compare un robot umanizzato al quale vengono inflitte una serie di difficoltà e di piccole torture. Nelle immagini si vede come il robot reagisca con un certo tempismo agli ostacoli di fronte ai quali i suoi stessi creatori lo hanno spinto.

Ma qual è lo scopo di queste nuove invenzioni?
Quello, se ancora non fosse chiaro, di sostituire gli umani in situazioni di pericolo militare.
Perché è questa la solita scusante, la solita giustificazione ed è questo l’unico motivo.
Certo.
Tutti i più grandi cambiamenti hanno come base il sostegno militare durante le guerre, poi le guerre finiscono e i cambiamenti radicali rimangono.

Quanto mancherà a quando verremo sostituiti tutti?
Per una questione di “sicurezza”, s’intende.

Selfie a quattro zampe (VIDEO)

CREDIT: www.dailymail.co.uk

Oggi grazie ai social network sappiamo tutto sulla vita dei nostri familiari e dei nostri amici, quali sono i loro interessi e le loro abitudini. Ma cosa sappiamo dei nostri migliori amici a quattro zampe? Per quanto curiosa possa essere la domanda, la risposta l’ha trovata l’agenzia Saatchi & Saatchi Madrid (colosso della pubblicità su scala globale), che in collaborazione con Pedigree Spagna, hanno creato “Posting Tail”, un gilet intelligente che grazie ad una connessione wi-fi 3G, è in grado postare immediatamente ogni foto scattata. Tra video e foto la quattro zampe mania è esplosa già da tempo, ma adesso con i selfie da loro realizzati, cani e gatti diventano i protagonisti assoluti dei social.

Fare un account per il proprio cucciolo su Instagram o su Facebook pare sia una delle mode del web 3.0, ma mantenerlo è impegnativo. Grazie a questa invenzione,però, penserà a tutto il vostro cane. Il prototipo sfrutta un’idea piuttosto semplice: quando il vostro cane è felice il sensore sulla coda, grazie ad un processore Raspberry Pi, rileva il movimento e la fotocamera scatta immediatamente la foto. Nello stesso momento l’immagine viene spedita al social-account collegato. Il processore rileva anche la posizione esatta in cui è stata catturata l’immagine e quanto il cane era felice in quel momento.

E come farà il nostro futuro social media influencer a scegliere cosa immortalare? Partendo dal presupposto che i social network vanno usati per condividere i momenti felici, Posting Tail scatterà la foto solo quando il cane scodinzolerà in segno di contentezza. Magari alcuni di voi si chiederanno se sia corretto rendere sempre più umani degli esseri viventi, che per loro natura, dovrebbero crescere in contesti molto lontani dai nostri. Ma per molti l’idea sembra davvero carina e può essere sfruttata anche per diversi progetti fotografici o artistici. Ma il vestito oltre ad essere riservato solo a cani di taglia grande con coda lunga, riesce a catturare solo l’immagine della nuca del cane che lo indossa. Per ora non è possibile acquistare “Posting Tail”, ma registrandosi al sito spagnolo della Pedigree, si può vincere una settimana di prova del vestito.

Allo Zoo di Copenaghen uccisi quattro leoni

Più che uno zoo, la struttura di Copenaghen sembra essere diventato un mattatoio; un luogo di morte degli animali oltre che di cattività“. Con queste parole il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri, ha commentato quanto accaduto nello zoo di Copenaghen.
Dopo l’uccisione della povera giraffa Marius, è toccato a quattro leoni subire la stessa assurda sorte.

Questa volta è stato il turno di quattro esemplari di leone, due anziani e due cuccioliprosegue FerriE la prossima volta a chi toccherà? Ma soprattutto a quale risibile pretesto ricorrerà lo zoo di Copenaghen nel disperato tentativo di salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica internazionale? Marius è stato ucciso perchè di troppo; i due cuccioli di leone invece per evitare una possibile aggressione da parte di altri adulti. In altri termini, con una deprecabile operazione di maquillage linguistico, la struttura, che ha definito la soppressione dei cuccioli come eutanasia, vorrebbe quasi lasciare intendere che gli animali sarebbe stati uccisi per nel loro stesso interesse“.

Profonda tristezza avevano suscitato le immagini dell’uccisione della giraffa Marius e in tanti si sono chiesti come porre fine a queste azioni violente.

La direttrice dell’Enpa ha sottolineato quest’aspetto: “Naturalmente come dimostra l’ondata di indignazione provocata dalla morte di Marius, l’opinione pubblica internazionale non crede a giustificazioni infondate e pretestuose, e non è più disposta a tollerare simili gesti violenti, crudeli ed inutile ai danni di altri esseri viventi, compiuti da chi, come gli zoo, si vuole addirittura arrogare una funzione di conservazione delle specie; cosa evidentemente che con la cattivita’ non ha nulla a che vedere“.

L’appello ai politici europei è quanto mai accorato. L’Enpa, alla vigilia delle elezioni europee, richiede a tutti i futuri candidati al Parlamento Europeo di “fermare la barbarie e di porre fine alle strutture di cattivita’ in tutta Europa, zoo, delfinari, acquari, circhi ; strutture che spesso non rispettano neanche le normative nazionali e internazionali. Uccisioni come quelle perpetrate in Danimarca non sono piu’ tollerabili e sono in palese conflitto con l’idea di civilta’ di cui l’Europa intende farsi portatrice“.

Il Cat Cafè apre anche in Thailandia

Esplode il Cat Cafè mania: dopo il Giappone, dove è nata questa moda, e l’Italia, il caffè-ritrovo per persone e gatti fa la sua tappa in Thailandia. Si chiama il Purr Cat Cafè ed è stato inaugurato a Bangkok il 28 settembre. Inutile dire che è stato un successo immediato: le persone hanno fatto la fila per scattarsi selfie con i gatti.

L’idea di un bar per gatti viene dal Giappone, ma la moda si è diffusa dall’Oriente all’Occidente, invadendo perfino le nostre città come Milano e Torino. E ora è il turno della Thailandia. All’interno del Purr Cat Cafè circolano ben 15 gatti in assoluta libertà: sono gli animali dei proprietari del bar, e si trovano appisolati sulle sedie, oppure a penzoloni sulle scali del piano superiore. I clienti possono osservarli, accarezzarli e fotografarli sorseggiando bevande calde, e le file per prendere un posto vicino ai mici sono infinite. Ai visitatori è consentito portare il proprio gatto, se essi ne posseggono uno, che verrà lasciato libero di scorrazzare e giocare con i mici residenti nelle sale del Cat Cafè.

Il Purr Cat Cafè non è solo un semplice bar ben attrezzato, provvisto di menù a tema, dolci decorati e simpatici biscotti a forma di gatto. È anche un luogo di relax per il micio: l’animale si trova a contatto con altri suoi simili, può essere fatto lavare e spazzolare da addetti all’interno del cafè, e ha anche l’opportunità di lasciarlo lì quando i padroni si assentano per andare fuori città. Insomma, il Purr Cat Cafè è un vero e proprio lusso e un divertimento per i gatti.

Ospite speciale del Purr Cat Cafè è un gatto grande quanto una piccola lince, che passa le sue giornate placidamente disteso su un ponte che attraversa il locale da una parte all’altra. La caffetteria con gatti ha avuto da subito grande successo, diventando un’attrattiva turistica per tutti gli amanti dei felini, e una moda che ben presto si diffonderà anche nel resto del mondo.