venerdì, 1 Luglio 2022

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Notizie di attualità sul mondo degli animali, diritti e doveri per chi possiede un animale domestico, storie sugli amici a quattro zampe

I cavalli ci capiscono

Si è sempre saputo che i cavalli sono tra gli animali più intelligenti, ora possiamo affermare che quasi ci capiscono. In un articolo pubblicato su Animal Cognition, si afferma il fatto che i cavalli siano in grado di interpretare i segnali che manda il nostro corpo.

La possibilità di comunicare passa non solo attraverso la parola ma anche attraverso la prossemica, la postura, le posizioni che facciamo assumere al nostro corpo e che rispecchiano istintivamente il nostro stato d’animo. Secondo gli studi, i cavalli sarebbero in grado di leggere e reagire proprio davanti a questi fattori.

La ricerca ha evidenziato come i cavalli sarebbero in grado di avvicinarsi di più a coloro che mostrano atteggiamenti fisici rilassati e accomodanti, quasi sottomessi.

L’esperimento si è svolto coinvolgendo due volontarie, le quali hanno entrambe dato da mangiare a 30 cavalli, coprendosi in parte il volto per non dare segnali visivi fuorvianti e vestite quasi nello stesso modo. Poi le volontarie si sono posizionate davanti ai cavalli assumendo due posture nettamente differenti.

Una ha disteso le braccia e le gambe lungo la linea del busto, con ginocchia leggermente flesse, l’altra invece ha assunto una posizione dominante, con braccia staccate dal busto, petto in fuori e muscoli tesi. Quando i cavalli si sono trovati a decidere verso chi dirigersi, la maggior parte di loro ha scelto la persona volontaria con l’atteggiamento meno offensivo e combattivo ma anzi quasi remissivo.

La posizione minacciosa ha inibito i cavalli, essi potrebbero essere riusciti a leggere tale attitudine proprio osservando la postura del corpo. D’altra parte, osserva Leanne Proops co-autrice dello studio, dell’Università di Portsmouth, anche gli animali aumentano la loro tensione nel corpo e allargano gli arti quando si trovano in posizione di minaccia.

Si tratta indubbiamente di importanti passi avanti, sia dal punto di vista etnologico che psicologico, per poter indagare ulteriormente la comunicazione inter-specie. Quest’ ultima quindi, proprio tramite studi come questi, si rivela ancora ricca di scoperte da raggiungere e risultati sorprendenti da studiare. Al momento con i cavalli si fatto un passo in più, essi capiscono il nostro corpo.

Tippi, la piccola francese cresciuta nella savana (FOTO)

Si arrampicava sulla schiena degli elefanti, affrontava vis à vis le grandi fiere selvagge, giocava con struzzi e serpenti: negli anni ’90 Tippi Degré aveva fatto della savana africana il suo parco-giochi personale e delle belve selvatiche le sue migliori amiche, vivendo un’infanzia paragonabile solo a quella di Mowgli, il protagonista de Il Libro della Giugla.

Il mio primo ricordo dell’Africa è il profumo della pelle degli animali, con cui stavo a contatto diretto” ha dichiarato Tippi, di recente. Aveva 10 anni quando, nel 2000, i suoi genitori fotografi, Alain Degré e Sylvie Robert, ritornarono in Francia, loro Paese d’origine. Per la piccola, rimpatriare fu terribile. Iscritta in una scuola pubblica di Parigi, Tippi non riuscì a rimanervi per più di due anni: i genitori la ritirarono, assicurandole comunque un’educazione tramite professori privati.

Tra i 12 e i 13 anni, Tippi presentò in televisione il programma “Les Voyages extraordinaires de Tippi” (I viaggi straordinari di Tippi), una serie di sei documentari sull’ambiente e sugli animali dedicati dall’Africa del Sud, all’Australia e al Canada.

Nel 2013, dopo essersi diplomata presso una scuola di cinema, la giovane ha confessato di sperare di poter ritornare dai suoi vecchi amori: “Mi piacerebbe moltissimo potermi riallacciare alla natura e alla piccola bimba che sono stata per riprendere contatto col mio essere profondo“.

Anche la difesa della vita selvaggia è una delle sue priorità. Dal 2014, infatti, dirige El Petit FICMA, la sezione giovanile del festival FICMA, tra i primi festival dedicati ai film ambientalisti.

Attualmente, Tippi ha venticinque anni e si considera una “civilizzata per obbligo”: “Avevo stretto un legame davvero particolare con gli animali, i quali erano per me alla stregua degli esseri umani. Da dieci anni, invece, sono stata strappata alle mie radici. In città, tutto mi sembra artificiale, c’è qualche cosa di profondamente falso, proprio l’opposto di quando vivevo la mia vita immersa nella natura, che sola ci riporta all’essenziale e all’intelligenza dell’universo. Spero con tutto il cuore di ritrovare quella stessa purezza originaria“.

Le 10 curiosità sugli animali che non tutti conoscono

La passione per gli animali va sempre coltivata e arricchita da informazioni e conoscenza. Cercare di capire quali sono gli atteggiamenti che influenzano il comportamento dei nostri amici a quattro zampe è molto importante. Vale la pena imparare a conoscere gli animali e studiarli, in modo tale da arricchire la propria passione con elementi costruttivi. Ci sono delle curiosità che non tutti conoscono e che è interessante sapere, in modo tale da diventare dei veri esperti del mondo animale. Tra le curiosità assolutamente da conoscere sugli animali, ce ne sono alcune che stupiranno anche più informati.

Le dieci curiosità più strane sul mondo degli animali

La prima curiosità riguarda le lumache. Questi animaletti molto simpatici hanno quattro nasi e ne usano due per annunciare, altri due invece, per respirare. Cambiando completamente tipologia di animale, è bene sapere che i leoni sono in grado di riprodursi anche per 50 volte in un solo giorno. La terza curiosità riguarda l’udito di un delfino. Questi animali sono capaci di sentire i suoni fino a 20 km di distanza. E cosa dire degli elefanti? Sono gli unici mammiferi che non sono in grado di saltare e questo dipende sia dal loro peso, che dalla loro stessa conformazione fisica.
E’ curioso anche sapere chele giraffe non hanno le corde vocali e la loro comunicazione avviene facendo vibrare l’aria intorno a loro collo. Altra curiosità su questi animali, è che nascono cadendo da almeno 2 metri perché le mamme partoriscono in piedi.

Cosa c’è da sapere, ecco i dettagli

Un’altra curiosità riguarda i pappagalli ed i conigli che invece sono gli unici di animali al mondo che non sono in grado di guardarsi alle spalle. Invece, i cammelli hanno tre file di sopracciglia che gli permettono di avere una protezione dalle tempeste di sabbia. Il canguro invece non può saltare se gli si ferma la coda che gli serve per l’equilibrio mentre, un’altra curiosità interessante riguarda l’orso bruno che è in grado di correre ancora più veloce di un cavallo.

Allo Zoo di Copenaghen uccisi quattro leoni

Più che uno zoo, la struttura di Copenaghen sembra essere diventato un mattatoio; un luogo di morte degli animali oltre che di cattività“. Con queste parole il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri, ha commentato quanto accaduto nello zoo di Copenaghen.
Dopo l’uccisione della povera giraffa Marius, è toccato a quattro leoni subire la stessa assurda sorte.

Questa volta è stato il turno di quattro esemplari di leone, due anziani e due cuccioliprosegue FerriE la prossima volta a chi toccherà? Ma soprattutto a quale risibile pretesto ricorrerà lo zoo di Copenaghen nel disperato tentativo di salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica internazionale? Marius è stato ucciso perchè di troppo; i due cuccioli di leone invece per evitare una possibile aggressione da parte di altri adulti. In altri termini, con una deprecabile operazione di maquillage linguistico, la struttura, che ha definito la soppressione dei cuccioli come eutanasia, vorrebbe quasi lasciare intendere che gli animali sarebbe stati uccisi per nel loro stesso interesse“.

Profonda tristezza avevano suscitato le immagini dell’uccisione della giraffa Marius e in tanti si sono chiesti come porre fine a queste azioni violente.

La direttrice dell’Enpa ha sottolineato quest’aspetto: “Naturalmente come dimostra l’ondata di indignazione provocata dalla morte di Marius, l’opinione pubblica internazionale non crede a giustificazioni infondate e pretestuose, e non è più disposta a tollerare simili gesti violenti, crudeli ed inutile ai danni di altri esseri viventi, compiuti da chi, come gli zoo, si vuole addirittura arrogare una funzione di conservazione delle specie; cosa evidentemente che con la cattivita’ non ha nulla a che vedere“.

L’appello ai politici europei è quanto mai accorato. L’Enpa, alla vigilia delle elezioni europee, richiede a tutti i futuri candidati al Parlamento Europeo di “fermare la barbarie e di porre fine alle strutture di cattivita’ in tutta Europa, zoo, delfinari, acquari, circhi ; strutture che spesso non rispettano neanche le normative nazionali e internazionali. Uccisioni come quelle perpetrate in Danimarca non sono piu’ tollerabili e sono in palese conflitto con l’idea di civilta’ di cui l’Europa intende farsi portatrice“.