mercoledì, 25 Novembre 2020

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Ikigai, l’arte della felicità giapponese: istruzioni per l’uso

Ikigai

Ikigai, l’arte della felicità giapponese: istruzioni per l’uso

La felicità, o meglio i metodi per trovarla, vanno ormai di moda. Prima c’era la tecnica danese Hygge, molto in voga recentemente ed ora si è passati al Giappone con l’ikigai.

Ma di cosa si tratta?

Ikigai, l’arte della felicità made in Okinawa

Ikigai, l’arte della felicità nasce ad Okinawa dove si pratica l’arte del vivere serenamente. Ikigai potrebbe essere tradotto come “una ragione per svegliarsi al mattino”. Il termine è formato da ikiru (vita) e kai (la realizzazione di ciò che si spera) ma può indicare anche genericamente la persona che si ama ed anche questa può essere una buona ragione di vita.

Ognuno ha la propria ragione per vivere, occorre trovarla. Come si fa? Attraverso una ricerca interiore. Trovare lo scopo della nostra vita ci aiuterà ad essere felici.

Per definire meglio l’ikigai potremmo dire che è l’intersezione tra quattro aspetti fondamentali della nostra vita:

  1. quello che amiamo
  2. ciò che gli altri amano di noi
  3.  le cose che sappiamo fare
  4. quello che possiamo fare per il mondo

L’armonia di queste cose porta la felicità e la soddisfazione nella nostra vita.

Ikigai, l’arte della felicità in 4 domande

Per intraprendere il percorso della ricerca dell’ikigai ci sono 4 domande a cui occorre rispondere:

  1. che cosa ami?

Cosa ti appassiona e ti piace fare? E’ una fonte motivazionale per te?

  1. Che cosa sai fare?

Tutti abbiamo una vocazione, devi scoprire qual è la tua?

  1. Qual è il tuo scopo nel mondo?

Quale credi che sia la tua missione verso gli altri?

  1. Che lavoro fai?

Ti piace veramente? Se potessi cambiarlo cosa faresti?

Ikigai, l’arte della felicità giapponese: libri

Per approfondire potete leggere “Trovare il senso della vita per essere felici” di Bettina Lemke

si può acquistare a questo link http://www.giunti.it/libri/salute-e-benessere/ikigai-il-metodo-giapponese/

O anche “Il metodo Ikigai. I segreti della filosofia giapponese per una vita lunga e felice” di Héctor García e Francesc Miralles, che si può acquistare qui 

Strani cartelli da tutto il mondo (FOTO)

Viaggiare è probabilmente la cosa più bella al mondo: visitare le grandi città, esplorare i territori più sconosciuti, riposarsi nei paesini più belli. Insomma, si apre la mente alle cose che sono del tutto inusuali per noi – come quando si entra in contatto con una cultura diversa e tutte le abitudini di quel determinato posto ci sembrano più che strane se confrontate con le nostre – e sicuramente si ingigantisce il nostro ‘bagaglio’ personale.

Capita quindi di imbattersi in altri ‘mondi’ sia per le tradizione culinarie, sia per l’abbigliamento, sia per i paesaggi, sia per la mentalità e i modi di fare. Se poi ci mettiamo dentro anche gli strani cartelli che vietano di fare determinate cose o che ci avvertono di un pericolo, tutto diventa più divertente. Quante volte, per esempio, abbiamo visto degli atti in pubblico – come per esempio il padrone di un cane che non raccoglie i bisogni oppure le carte gettate nel prato – che non abbiamo condiviso ma che, comunque, non erano vietati – o almeno non lo erano fino a poco tempo fa.
Ecco allora una serie di cartelli divertenti e alquanto strani provenienti da tutti i Paesi del mondo – Italia compresa – che vi faranno tornare il sorriso:

Vietato urinare“, “vietato palpeggiare“, “attenzione all’uomo che medita“. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e costumi. La cosa che si può notare guardando la gallery è la diversità del mondo che ci circonda. Questi cartelli stradali sono senz’altro anche il frutto delle abitudini malsane o delle tradizioni che investono le varie città e che magari i cittadini vorrebbero che cambiassero.

Da vedere è poi se le imposizioni dettate da questi cartelli vengono rispettate oppure no. Certo è però che almeno qualcuno se ne è accorto e ha fatto qualcosa per cercare di cambiare la società in cui vive.

Il luna park di Totoro è una sogno che potrebbe diventare reale

Credit: http://www.dailybest.it/

Quando i fan dei film di Miyazaki leggeranno queste righe, esulteranno e pregheranno per il meglio, perché sono comparsi i disegni del progetto del parco a tema Totoro.
Immaginate di poter “abitare” anche solo per una giornata all’interno delle scenografie che hanno reso l’incanto del film animato intriso di magia.

Il progetto è di John Ramirez, artista degli studi Disney – ha lavorato a film come Il Re Leone e Toy Story 2 – che abbiamo scoperto essere una grandissimo fan della saga.
Ramirez ha pensato proprio a tutto, facendo entrare – come si vede da progetto – gli ospiti da dentro una ghianda, il cibo preferito dello spirito della foresta, per arrivare poi all’ufficio del padre delle protagoniste.
L’incontro con Totoro, però, avverrà solo all’esterno nel cortile, e finirà con l’esplorazione del cespugli intorno, che porteranno al video nell’albero di canfora. Passato l’albero comparirà anche il Gattobus e ulteriori stanze a tema.

Credit: http://www.dailybest.it
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http://www.dailybest.it

Voci affermano che la proposta al signor Miyazaki da parte di John sia stata ripetuta più volte, ma ancora nessuna risposta è stata manifestata. Ovviamente esiste già un parco a tema Ghibli in Giappone, dove Totoro sta proprio alla cassa, noi in ogni caso continuiamo a sperare.

Come aiutare la Terra con Apple e il WWF

Credits: Earthday

Come poter aiutare la Terra in maniera efficace, concreta e, perché no, super tecnologica e moderna? Semplice, con le nuove App di Apple per il WWF. Il 22 Aprile si festeggia la Giornata della Terra: ecco come salvaguardare il pianeta.

Si chiama Earth Day ed è appunto il “giorno della terra”: dalla collaborazione tra Apple e il WWF, il lavoro degli sviluppatori ha portato alla geniale creazione di ben 27 App che, grazie alle loro mille funzionalità, potranno dare il proprio contributo alla salvaguardia ambientale semplicemente.

Ma come funziona il grande progetto? Fino al 24 Aprile, tutti potranno aiutare il WWF a proteggere il pianeta scaricando una delle 27 App legate della campagna. Il 100% del ricavato dall’acquisto di un’App – o relativo acquisto in App – andrà al WWF, che lo renderà fondo per ridurre le minacce più pressanti alla biodiversità della Terra.

Tra le App scaricabili per finanziare l’idea ci sono giochi, applicazioni per la produttività, la fotografia, i social media, il fitness; al loro interno, contenuti esclusivi creati apposta per la campagna, tutti riguardanti le principali aree di intervento del WWF, dalla conservazione di foreste, oceani, acqua dolce e fauna selvatica, ai cambiamenti e alle problematiche che riguardano il cibo e il clima. La lista completa si trova sull’AppStore.

[Fonte: Grazia]