domenica, 20 Settembre 2026

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Quando la paralisi cerebrale non riesce a fermarti (VIDEO)

La paralisi cerebrale non riesce a fermarla, neanche davanti ad un palcoscenico gremito di spettatori. E poi, quando ci si mettono anche simpatia, autoironia, coraggio, talento ed intelligenza, allora il mix è perfetto per grosse risate e importante momento di riflessione. Lei è una bellissima e bravissima attrice, si chiama Maysoon Zayid. È una donna particolare, fortissima: è affetta da paralisi cerebrale.

L’handicap non l’ha di certo fermata: ed eccola, in tutta la sua bellezza, sul palco, per parlare della sua malattia. “Le persone disabili sono la più grande minoranza del pianeta e sono sotto rappresentate nell’ambiente dell’intrattenimento” , dice Maysoon al microfono. Nel suo monologo racconta la storia di un’audizione per un’opera teatrale in cui il personaggio principale è affetto da paralisi cerebrale. Contrario ad ogni pronostico, le è stata preferita una ragazza abile. Quando incontrò il regista lui le spiegò che non avrebbe potuto fare le cadute necessarie per la parte. “Se non posso farlo io, allora non può farlo nessuno”, aveva risposto lei. La paralisi cerebrale le ha donato la forza e il coraggio di combattere anche contro il pensiero della gente, di essere su quel palco, davanti ad una platea piena di pubblico in silenzio, divertito e commosso dalle sue parole.

Una donna degna di tale nome.

Tradizioni bizzarre dal mondo: 6 riti così strani da sembrare inventati

Tradizioni bizzarre dal mondo: alcune in effetti sono così bizzarre, assurde o spiazzanti da sembrare uscite da un film surrealista. Eppure esistono davvero, e spesso affondano le radici in credenze antiche, riti propiziatori o simboli di passaggio. Eccone sei che ti faranno esclamare: “Ma davvero succede?”

Tradizioni bizzarre dal mondo: piatti in frantumi per buona fortuna in Danimarca


Mentre nel resto del mondo si brinda e si balla, in Danimarca si va… a rompere piatti davanti alle case degli amici. Il 31 dicembre, molti danesi si presentano sotto le abitazioni di amici e parenti per lanciare stoviglie contro la porta d’ingresso. Più cocci trovi al mattino, più amici (e fortuna) avrai nel nuovo anno. Rumoroso? Decisamente. Ma si dice porti bene, e non si discute con le tradizioni!

Il “Blackening”: in Scozia la sposa si prepara… tra sporcizia e secchiate


Altro che trattamenti spa prima delle nozze, In Scozia, alcune regioni mantengono vivo il “Blackening”: una cerimonia in cui la futura sposa (o lo sposo) viene legata e ricoperta di ogni tipo di schifezza, fango, uova, pesce marcio, etc. Poi viene portata in giro per il paese in un bagno di umiliazione pubblica. L’obiettivo? Prepararla mentalmente alle difficoltà del matrimonio. Ironico? Un bel po’. Disgustoso? Anche.


Ma’nene dei Toraja: dormire con i morti in Indonesia


Ogni tre anni, nella regione montuosa di Tana Toraja, le famiglie dissotterrano i corpi dei propri defunti per lavarli, vestirli e portarli in processione. Ma non è tutto: alcuni bambini vengono fatti dormire accanto ai corpi imbalsamati, in un gesto di rispetto profondo verso gli antenati. Una tradizione che ribalta ogni tabù occidentale sulla morte, trasformandola in celebrazione e continuità familiare.


Neonati lanciati dal tetto per buona fortuna in India


Nella città di Solapur, durante una cerimonia religiosa indù, i neonati vengono fatti cadere da un tetto alto 10 metri, atterrando su un telo tenuto dai fedeli. Questa pratica, vecchia di secoli, dovrebbe garantire salute e prosperità al bambino. Una scena che può far gelare il sangue, ma che le famiglie vivono come una benedizione.


El Colacho: il diavolo salta sopra i neonati in Spagna


Nel villaggio di Castrillo de Murcia, ogni anno i “Colachos”, uomini vestiti da diavoli, saltano sopra ai neonati stesi su materassi. Questo salto simbolico, durante la festa del Corpus Domini, rappresenta la purificazione dal peccato originale. Uno strano mix tra esorcismo, acrobazie e rito collettivo… con un tocco di adrenalina.

Ikigai, l’arte della felicità giapponese: istruzioni per l’uso

Ikigai

Ikigai, l’arte della felicità giapponese: istruzioni per l’uso

La felicità, o meglio i metodi per trovarla, vanno ormai di moda. Prima c’era la tecnica danese Hygge, molto in voga recentemente ed ora si è passati al Giappone con l’ikigai.

Ma di cosa si tratta?

Ikigai, l’arte della felicità made in Okinawa

Ikigai, l’arte della felicità nasce ad Okinawa dove si pratica l’arte del vivere serenamente. Ikigai potrebbe essere tradotto come “una ragione per svegliarsi al mattino”. Il termine è formato da ikiru (vita) e kai (la realizzazione di ciò che si spera) ma può indicare anche genericamente la persona che si ama ed anche questa può essere una buona ragione di vita.

Ognuno ha la propria ragione per vivere, occorre trovarla. Come si fa? Attraverso una ricerca interiore. Trovare lo scopo della nostra vita ci aiuterà ad essere felici.

Per definire meglio l’ikigai potremmo dire che è l’intersezione tra quattro aspetti fondamentali della nostra vita:

  1. quello che amiamo
  2. ciò che gli altri amano di noi
  3.  le cose che sappiamo fare
  4. quello che possiamo fare per il mondo

L’armonia di queste cose porta la felicità e la soddisfazione nella nostra vita.

Ikigai, l’arte della felicità in 4 domande

Per intraprendere il percorso della ricerca dell’ikigai ci sono 4 domande a cui occorre rispondere:

  1. che cosa ami?

Cosa ti appassiona e ti piace fare? E’ una fonte motivazionale per te?

  1. Che cosa sai fare?

Tutti abbiamo una vocazione, devi scoprire qual è la tua?

  1. Qual è il tuo scopo nel mondo?

Quale credi che sia la tua missione verso gli altri?

  1. Che lavoro fai?

Ti piace veramente? Se potessi cambiarlo cosa faresti?

Ikigai, l’arte della felicità giapponese: libri

Per approfondire potete leggere “Trovare il senso della vita per essere felici” di Bettina Lemke

si può acquistare a questo link http://www.giunti.it/libri/salute-e-benessere/ikigai-il-metodo-giapponese/

O anche “Il metodo Ikigai. I segreti della filosofia giapponese per una vita lunga e felice” di Héctor García e Francesc Miralles, che si può acquistare qui 

Halloween: da Buckingham Palace a Windsor, tutti i castelli reali infestati

Come di consuetudine per Halloween si raccontano storie di case infestate.

Se per lunedi avete previsto qualche party o qualche serata fra amici, ecco uno spunto di conversazione: tutte le residenze reali inglesi infestate.

Oggi andiamo alla scoperta dei fantasmi che popolano i famosi castelli reali.

Halloween: la regina non ci credeva ma Buckingham Palace è infestata

La regina Elisabetta ignorava Halloween, non credeva nei fantasmi e non le interessavano, né ha mai permesso tour del genere.

Ma Buckingham Palace è infestata.

Una delle presenze che più sembra esser stata avvistata è quella di un monaco che ha in mano una catena. Il castello infatti sorge sulle rovine di un monastero dove si trovava anche una cella per le punizioni.

Lo staff sostiene di sentire di tanto in tanto un colpo di arma da fuoco, quello con cui si sarebbe ucciso John Gwyne, il segretario privato di Edoardo VII.

Halloween: tutti i fantasmi dei castelli reali

Quale migliore occasione se non Halloween per parlare di castelli infestati?

A Sandringham, dove la regina trascorreva il Natale, c’è chi giura di aver visto il fantasma di Giorgio VI, che qui è morto. Sempre in questo castello sarebbe stato avvistato il fantasma agitato di Lady Diana. Addirittura in questo caso fu fatta una benedizione per allontanare il fantasma della principessa triste, è riportato nei diari di Kenneth Rose che ne parla nel 2001, il fatto accadde 4 anni dopo la morte di Lady D.

Mentre invece Giorgio III sarebbe stato avvistato a Windsor, sarebbe stato visto affacciarsi da una finestra.

A Kensington Palace, dove vivono William e Kate, sarebbe stato avvistato il fantasma di Giorgio II. Lo staff lo avrebbe visto nella stanza dei bimbi che invece non hanno mai riferito nulla di strano.

A Windsor uno dei fantasmi più avvistati è quello di Anna Bolena, che viene visto vagare spesso anche nella Torre di Londra. Sembra che a Windsor si senta spesso una donna piangere e che si tratti di lei. Pare sia stata vista anche da Elisabetta II e da Margaret, sua sorella ma non ne abbiamo la certezza. Giorgio VI rivelò di averla vista per otto notti consecutive prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale. Sarebbe stato avvistato anche Enrico VIII, che camminava trascinando la gamba malata.

A Balmoral è stato avvistato John Brown, il servo della regina Vittoria e lei stessa.

A Holyroodhouse accadono cose strane: compaiono macchie di sangue che apparterrebbero a Davide Rizzio, il musico e confidente, di Mary, Queen of Scots e assassinato nel 1566 e pare si aggiri lo spettro di una donna nuda, Agnes Simpson, accusata di stregoneria, torturata e uccisa nel 1592.

Ad Hampton Court sarebbe stata avvistata Catherine Howard, moglie di Enrico VIII e Sybil Penn, serva di diversi monarchi tra cui Elisabetta I, morta di vaiolo nel 1562.