venerdì, 22 Gennaio 2021

Curiosità dal mondo

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Pagare $10,000 per diventare una Principessa Disney (FOTO)

Credits: Dailyrecord

Il vostro sogno è quello di diventare proprio come una Principessa Disney? Volete assomigliare a loro? Bene, se nonostante sia passata l’infanzia e l’adolescenza avete ancora questo sogno – e, sicuramente, anche tanti soldi da spendere – ecco come potrete realizzarlo.

Sarah Ingle, una ragazza 25enne, ha pagato più di $10 000 per assomigliare ad una Principessa Disney. Sarah lavora come marketing manager durante il giorno, ma quando non è in ufficio le piace vestirsi come i suoi personaggi Disney preferiti. E per lei non è soltanto una passione, un amore per i cartoni animati e i grandi classici per bambini, ma addirittura un vero e proprio lavoro, un impiego. Guai allora a consideralo un semplice hobby. Passa ore vestirsi e truccarsi – con tanto di maschere, decorazioni e parrucche – per assomigliare in tutto e per tutto a personaggi come Biancaneve, Cenerentola, Raperonzolo e molte altre principesse famose amate da piccoli e grandi.

In totale, Sarah ha 17 abiti diversi e 16 parrucche;: per realizzare ogni abito ha bisogno di circa sei mesi: ogni vestito si compone di materiali provenienti da tutto il mondo. In realtà, lei è così brava nei suoi travestimenti Disney che ha recentemente aperto un business chiamato Princess Ever After, specializzato nelle imitazioni delle principesse Disney!

Credits: Diply
Credits: Diply

50 Sfumature, D. Johnson: “Voglio Christian Grey completamente nudo”

Credit: mujerhoy.com

Quanto manca all’uscita del nuovo 50 Sfumature di Nero? La Universal ha deciso di annunciare l’uscita di entrambi i sequel: il primo sarà nelle sale il 10 febbraio 2017; l’ultimo capitolo, “Cinquanta Sfumature di Rosso”, arriverà invece il 9 febbraio 2018. Ma dopo tutte le polemiche riguardanti il “mancato nudo” di Christian Grey – interpretato dall’attore Jamie Dornan – sembra essere “cambiato qualcosa” sentendo le dichiarazioni di Dakota Johnson, l’attrice che interpreta Anastasia Steele, la quale ha voluto “rivelare” qualche piccola indiscrezione.

Christian Grey senza veli sì o no? Sembra, però, che l’attore affiderà le nudità di Mr. 50 Sfumature a una controfigura. Le fan, per questo, si dicono deluse, perché vorrebbero invece che nei panni del misterioso Grey ci fosse proprio l’attore, che più volte ha dichiarato di non volersi mettere a nudo davanti alla telecamera, anche e soprattutto per rispetto nei confronti di sua moglie: “Probabilmente mi metterò nei guai per quello che sto per dire – ha dichiarato Dakota JohnsonSì, gli farò girare delle scene completamente nudo nel prossimo film. Tutti vogliono vedere il D, il Dornan D. Dovremmo iniziare un movimento, una campagna”, aveva detto l’attrice nella trasmissione Watch What Happens: Live.

Ma cosa succederà realmente in 50 Sfumature di Nero? Jamie accetterà la “sfida” lanciata dalla sua collega e co-protagonista? O si lascerà ancora un volta convincere dalla moglie Amelia Warner, che si era detta infastidita dalle scene del film fin troppo esplicite?

Ecco perché dovremmo mandare i nostri figli alla scuola Montessori

Credits: elmers

Perché dovremmo mandare i nostri figli alla scuola Montessori? Già, perché ci va anche il principino George, figlio della bellissima Duchessa Kate Middleton e di William. La scelta è stata un omaggio anche al passato della mamma, Lady Diana, che ha insegnato in una scuola che seguiva il metodo Montessori – ideato nel 1907 a Roma da Maria Montessori. Questo metodo è praticato in circa 20.000 scuole in tutto il mondo, al servizio dei bambini dalla nascita fino a diciotto anni. La pedagogia montessariana si basa sull’indipendenza, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo (entro limiti codificati) e sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino.

Anche la Royal Family ha sposato il metodo Montessori, considerandolo tra le forme di istruzioni più corrette e consigliate. Ma perché anche noi, seguendo il loro esempio, dovremmo mandare i nostri figli alla scuola Montessori?

Le classi sono di età mista per fascia di età (0-3, 3-6, 6-12, 12-18), in modo da stimolare la socializzazione, la cooperazione, l’apprendimento tra pari. La libera scelta del discente del proprio autonomo percorso educativo (quindi delle attività da svolgere e di quanto tempo dedicare loro), all’interno di una gamma di opzioni predisposte dall’insegnante, potrà permettere allo studente di applicarsi in modo più produttivo. I blocchi orari di lavoro didattico sono lunghi e senza interruzioni (idealmente di tre ore), in modo da concentrare tutte le attività. All’interno di queste scuole c’è un’organizzazione delle attività educative predisposte, dei laboratori, degli ambienti e dei materiali didattici a disposizione, che favorisce l’apprendimento per scoperta e per “costruzione” delle conoscenze poste nella zona di sviluppo prossimale di ogni singolo studente (sulla base di un modello psicopedagogico costruttivista). Il materiale didattico specializzato, inoltre, sviluppato e perfezionato da Maria Montessori e in seguito dai suoi collaboratori, consente l’apprendimento per scoperta, l’utilizzo raffinato dei sensi, l’autocorrezione.

Com’era New York negli anni ’60 (FOTO)

E. River

Com’era New York negli anni ’60? La Grande Mela, il cui fascino e il mito di “meta e viaggio di speranza” hanno caratterizzato da sempre la sua storia, soprattutto nella nostra cultura italiana, ha ospitato tantissime delle manifestazioni e evoluzioni della società nelle sue tappe più salienti.

Contestazioni studentesche, rivoluzione e senso di libertà, apertura ai grandi scenari della seconda metà di secolo, novità nel mondo della letteratura, della musica e del cinema. New York è stata questo e molto altro ancora, ma descriverla tutta a parole sarebbe impossibile, tanto quanto insufficiente.

James Jowers, nato nel 1938, ha studiato fotografia e tecniche della camera oscura mentre prestava servizio nella United States Army. Alla New School nel 1965 il celebre fotografo Lisette Model divenne il suo mentore.
Il turno di notte come facchino presso l’Ospedale St. Luke lo trascorreva per le strade del suo quartiere, il famoso Lower East Side, e amava, inoltre, girovagare per tutto il resto di Manhattan: questo gli permetteva di avere una visione un po’ “diversa” sul mondo che frequentava e con il quale aveva modo di rapportarsi, catturando una vista grintosa, divertente e idiosincratica della città. Tale da portarlo a scattare migliaia di foto di singoli eventi, incontri, espressione dei volti, sorrisi e lacrime.

Le sue foto, a tutt’oggi, hanno fatto il giro del mondo.

[Credits: Mashable]