lunedì, 12 Ottobre 2026

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Obesity Day: giornata mondiale contro l’obesità

“Ogni quindici chili di peso in eccesso, si rischia di perdere tra gli otto e i dieci anni di vita, con un rischio di morte più elevato del 30%”. Questo l’allarme lanciato dall’OMS In occasione della Giornata Mondiale contro l’Obesità che si celebra oggi.

Distribuiti in tutta la penisola 200 centri di dietologia forniranno consulenza gratuita e distribuiranno materiale divulgativi. Non si effettueranno visite individuali, ma sarà offerta un’attività di informazione e valutazione di alcuni parametri antropometrici, quali peso, altezza e circonferenza vita per definire il livello di normopeso, sovrappeso e obesità e il conseguente rischio di sindrome metabolica.

In Italia l’obesità è la seconda causa di morte dopo il fumo. Gli obesi nel bel Paese sono più del 10%. E se aggiungiamo a questi anche le persone in sovrappeso si raggiunge più della metà della popolazione.
Dati allarmanti se si pensa che l’obesità aumenta del 90% la mortalità per problemi cardiovascolari e aumenti di 10 volte il rischio di sviluppare malattie come il diabete.
Inoltre le statistiche rivelano una predisposizione maggiore nell’uomo rispetto che nella donna, anche se di pochi punti percentuali. 11,1% vs il 9,2% delle donne.

Secondo dati dell’AIO (Associazione Italiana Obesità) “solo il 5% dei casi di obesità è causato da disfunzioni di tipo ormonale”. In altre parole, nella grande maggioranza delle situazioni riscontrate l’obesità si può combattere.
Fino ad oggi la tecnica che ha ottenuto più risultati è stata l’associazione di due campi della medicina diversi ma spesso complementare, nutrizione e psicologia.

“Nell’obesità c’è una profonda influenza di fattori psicologici. Le persone obese hanno infatti, in molti casi, sviluppato una vera e propria dipendenza dal cibo. In altre parole, assumono cibo come risposta a moltissime situazioni di stress o anche di dispiacere della loro vita. Il primo passo per rompere questo circolo vizioso è aiutare la persona obesa a entrare in contatto con le proprie emozioni e sensazioni, e aiutarla a riscoprire che la soddisfazione dei suoi bisogni non passa necessariamente attraverso il cibo.” dichiara lo psicologo Giovanni Porta.

I vantaggi di perdere peso, oltre che per la salute si vedrebbero anche dal punto di vista economico. Si pensi che perdere 7 kg per un obeso, ad esempio, significa risparmiare 380 euro l’anno in farmaci antipertensivi e anti diabetici. Nel complesso, l’obesità costa quasi 750 euro l’anno a persona, come riporta l’Ansa.

Un motivo in più che non dovrebbe neanche essere necessario per prendere una decisione che migliori la vita per sempre: dimagrire. Farlo per se stessi, per i propri cari, e perché no, anche per il proprio portafoglio.

Vita sessuale: ecco i veri motivi che rovinano i rapporti di coppia

www.psdm.org

Circa il 50% delle donne e il 10% degli uomini soffre di problemi sessuali: questo può avere degli effetti devastanti non solo sulla vita sessuale, ma, in generale, sulla vita di coppia. Purtroppo, i problemi legati alla sessualità possono rappresentare un ostacolo anche per le relazioni molto forti e durature.

Ma quali sono le vere cause che rovinano la vita sessuale – e non solo – di una coppia?

Uomini

Il problema sessuale più comune degli uomini è quello della disfunzione erettile, che colpisce quasi tutti gli uomini in quanto collegato al passare dell’età. Già verso i 40 anni circa l’11% degli uomini soffre di questo disturbo, ma la percentuale cresce quando raggiungono i 70.

Quest’inconveniente, oltre ad essere dovuto al fatto che i muscoli e i nervi non funzionano bene, è causato anche da alcuni fattori che rovinano i rapporti sessuali di un uomo.

Alcune medicine – come gli anti-depressivi o le medicine per i problemi di cuore – possono causare disfuzioni erettili: quindi attenzione al foglietto illustrativo. E, se dovesse esserci qualcosa che non va, il consiglio è quello di consultare immedietamente il proprio medico di cura.

Anche essere sovrappeso è un fastidioso ostacolo. Il rischio di disfunzione erettile cresce dal 30% al 90% per gli uomini che hanno qualche problema di peso, in quanto aumenta il rischio di disturbi al cuore, pressione alta, colesterolo e diabete, tutte malattie legate all’impotenza.

Altri fattori che causano problemi sessuali sono l’alcol e il fumo. Il primo influenza il sistema nervoso e i livelli del testosterone, in modo alquanto negativo, mentre il secondo aumenta del 50% il rischio di impotenza.

Ovviamente, gli uomini che soffrono di impotenza sono anche quelli che dedicano meno tempo all’esercizio fisico. Fare movimento è importante anche per la sessualità: riduce del 70% il rischio di problemi di disfunzione erettile.

Donne

Quello dei problemi sessuali del genere femminile è un argomento abbastanza delicato. Circa l’80% delle donne che cercano aiuto soffrono di un disturbo particolare, che elimina il desiderio sessuale.

Le cause sono tantissime: stanchezza, depressione, stress, ansia, problemi di coppia, alcol e disturbi ormonali. Tutti motivi questi collegati anche alla contraccezione, alla nascita di un figlio o alla menopausa.

Questi problemi, che impediscono alle donne di avere una vita sessuale tranquilla ed equilibrata, possono essere risolti anche iniziando a parlare con qualche specialista, anche se le donne che chiedono aiuto sono sempre meno.

In alternativa, una soluzione molto valida è quella di fare una terapia di coppia, che possa aiutare la donna a riacquistare serenità, anche grazie all’aiuto del proprio partner.

Giornata mondiale contro l’AIDS: quanto è stato fatto finora?

Credits: corrieredinovara.com

Trent’anni fa, Rock Hudson confessò al mondo di essere malato di Aids ed essere omosessuale, dando il via a una stagione mediatica che ha contribuito alla lotta contro questa malattia, e trovando i fondi necessari per contrastarla con trattamenti sempre più efficaci. Tuttavia l’Aids non se n’è mai andato e ogni anno ci sono due milioni di nuove infezioni Hiv. In occasione del 1° dicembre 2015, Giornata Mondiale di Lotta all’Aids, l’invito è perciò questo: non abbassare la guardia. Anche se negli ultimi anni non ci sono più campagne importanti contro Aids e Hiv, è bene ricordare che il numero delle infezioni non è diminuito, anzi, è aumentato costantemente, sopratutto in Europa e in Italia, dove ha raggiunto dei numeri allarmanti. Analizziamoli per capire meglio la situazione.

Ogni 100 mila abitanti, ci sono 6,1 nuovi casi di sieropositività e i più colpiti sono i giovani tra i 25 ed i 29 anni, afferma il Centro Operativo Aids dell’Iss. Non solo: nell’84% dei casi il contagio avviene attraverso rapporti sessuali senza preservativo, che accadono nel 40% casi dei tra omosessuali maschi. Il mancato calo delle nuove diagnosi, unito comunque alla bontà delle cure per chi scopre di avere un’infezione, fa sì che nel nostro Paese ci siano 140mila sieropositivi, il numero più alto d’Europa. Come bisogna fare per prevenire il problema?

Uno studio del Cdc di Atlanta ricorda che l’assunzione dei farmaci prima di contrarre l’infezione ridurrebbe i contagi del 90%, tuttavia non è molto conosciuta neanche dai medici oltreoceano, tanto che oltre un terzo non ne ha mai sentito parlare. Da questi dati si deduce che poco e niente è stato fatto per prevenire. Se si confrontano le stime del 2014, registrate da un rapporto Oms-Ecdc, le infezioni erano 142mila nei 53 paesi della regione europea dell’Oms, di cui circa 30mila nella sola Unione Europea, il numero più alto mai visto da quando è iniziato il conteggio.

Il vero problema di trasmissione è quindi generato dai rapporti omosessuali non protetti. “Le diagnosi di Hiv tra uomini che fanno sesso con uomini sono aumentate ad un allarmante tasso del 42% nel 2014 rispetto al 30% del 2005 in quasi tutti i Paesi europei”, ha sottolineato Andrea Ammon, direttore Ecdc. Bisogna perciò spingere nelle campagne di prevenzione, coinvolgere le persone e invogliarle ad usare il preservativo, come unico ‘scudo’ in grado di proteggerci da questa malattia.

Quanto sanno i giovani delle malattie sessualmente trasmissibili?

Quanto ne sanno i giovani delle malattie sessualmente trasmissibili? Nel Mondo ogni anno si registrano 340 milioni di nuovi casi di malattie trasmesse sessualmente. Tra le malattie sessualmente trasmissibili più diffuse vi sono la gonorrea, la clamidia. Inoltre, la gonorrea nella sua forma virale è dovuta all’Herpes virus di tipo II (herpes genitale) oppure dovuta al batterio Treponema pallidum della sifilide. Tra le altre malattie virali vi è anche l’Hepatitis b virus (Hbv) e quella da Human immunodeficientis virus, conosciuto appunto come Hiv. Questi nomi sono conosciuti tra i giovani che però devono cercare di apprenderli al meglio per garantire la prevenzione e il controllo rispetto a queste infezioni.

La sfida delle aziende sanitarie e della cultura

Le aziende sanitarie e la scuola cercano di tenere sotto controllo la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili con lo strumento dell’informazione. Sono i più giovani, secondo studi di settore, quelli che sono più colpiti da questo tipo di patologie. Per controllare il proprio stato di salute e cercare di preservare la fertilità, la scuola insieme alle aziende sanitarie locali, le ASL ma anche ai consultori, si preoccupano di fare informazione e promuovere le diagnosi precoci. Le conseguenze delle malattie sessualmente trasmissibili tra i più giovani si sono già manifestate in Italia in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni. Infatti, è stato anche gravemente compromesso il tasso di natalità.

Combattere le malattie sessualmente trasmissibili e salvaguardare il futuro

Riuscire a far raggiungere una maggiore sicurezza e consapevolezza sulle malattie trasmesse sessualmente , è importante. I giovani di oggi, con la scuola e numerose campagne delle agenzie di comunicazione, stanno mettendo in piedi dei progetti sponsorizzati dal Ministero della salute per evitare conseguenze gravi sul loro futuro. L’Italia infatti, ha già il tasso di natalità più basso di tutti gli altri paesi Europei. Accendere i riflettori su queste tematiche è una delle priorità dell’agenda setting del Ministero della salute.