lunedì, 24 Agosto 2026

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Linfoma di Hodgkin: cosa è, come riconoscerlo e come curarlo

Immagina di notare un piccolo rigonfiamento sul collo che non passa dopo alcune settimane. Non ignorarlo, quel segnale potrebbe essere il primo campanello d’allarme del linfoma di Hodgkin, una malattia che se diagnosticata precocemente ha probabilità di guarigione molto elevate.

Riconoscere tempestivamente il linfoma di Hodgkin non è solo una questione di salute: è la differenza tra un percorso terapeutico più breve, meno invasivo e con migliori risultati. Ogni mese di ritardo nella diagnosi può significare che la malattia si sia diffusa a altri linfonodi o organi, rendendo il trattamento più complesso e prolungato.

Non è necessario essere medici per riconoscere i segnali. Basta sapere cosa osservare e non sottovalutare quello che il corpo ti dice. In questo articolo ti guiderò attraverso tutti i sintomi, i metodi di diagnosi e le terapie disponibili, per trasformare la paura in conoscenza e la conoscenza in azione.

Cosa è il linfoma di Hodgkin?

Il linfoma di Hodgkin è un tumore maligno del sistema linfatico, quella rete di vasi e organi che aiuta il corpo a combattere le infezioni. Colpisce principalmente i linfonodi (le ghiandole che notiamo quando abbiamo un’infezione) e si origina dalle cellule B del sistema immunitario.

È una malattia rara: incide circa 1/40.000 in Europa. Colpisce soprattutto giovani adulti dai 20 ai 40 anni, ma può presentarsi anche tra i 70-75 anni.

Quali sintomi dà?

I sintomi del linfoma di Hodgkin sono spesso “silenziosi” all’inizio, ma questi segnali ti aiutano a riconoscerlo:

  • Linfonodi aumentati di volume nel collo, ascelle o inguine, senza infezione evidente
  • Febbre persistente che non passa con i normali farmaci
  • Sudorazioni notturne intense (ti ritrovii il letto bagnato)
  • Prurito intenso senza causa apparente
  • Perdita di peso inspiegabile (più di 10% del peso in 6 mesi)

Come si riconosce?

La diagnosi certa richiede una biopsia del linfonodo con esame istologico. Solo il medico può vedere le caratteristiche cellule di Hodgkin e Reed-Sternberg che identificano questa malattia.

Spesso il virus Epstein-Barr è presente nei pazienti, ma non è la causa diretta.

Quali terapie esistono?

Il linfoma di Hodgkin ha buona prognosi se trattato correttamente. Le terapie principali includono:

  • Chemioterapia (protocollo ABVD)
  • Radioterapia sui linfonodi colpiti
  • Immunoterapia con farmaci come il brentuximab vedotin
  • Trapianto di cellule staminali nei casi più gravi

La chiave è la diagnosi precoce: non aspettare se notai linfonodi che non passano. Parla subito con il tuo medico.

Con la dieta vegana ci saranno 8 milioni di morti in meno nel 2050

dieta vegana
Credits: veganenjoy

Più salute, meno malattie e, di conseguenza, meno morti. È questa la stima di uno studio della Oxford University, davvero rivoluzionario per la ricerca scientifica in campo medico: grazie alle nuove abitudini alimentari previste dalla dieta cosiddetta “vegana” potremmo arrivare a circa 8 milioni di morti in meno, in ottica futura, nel 2050. Il cambiamento, però, non riguarda solo il livello demografico. Vantaggi, infatti, ci sono anche a livello economico, ambientale e di salute.

Lo studio inglese è stato pubblicato sul Pnas – una rivista scientifica statunitense, organo ufficiale della United States National Academy of Sciences.

La nuova dieta vegana, che più di una volta in passato ha portato polemiche e discussioni tra coloro i quali la sostengono e la seguono e chi, invece, non la condivide, porterebbe molti vantaggi: uno fra tanti il grande progresso e il miglioramento in termini di vite salvate, soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle malattie cardiovascolari e dei tumori e delle patologie legate all’obesità. Nota di merito anche per la dieta vegetariana, che salverebbe circa 7,4 milioni di vite. Queste due diete, inoltre, permetterebbero anche una maggiore riduzione delle emissioni, del 63% per la dieta vegetariana e del 70% per la vegana. E i benefici economici per i sistemi sanitari si aggirerebbero intorno ai 700/1000 miliardi di dollari risparmiati l’anno.

Fonte: Repubblica ambiente

Obesity Day: giornata mondiale contro l’obesità

“Ogni quindici chili di peso in eccesso, si rischia di perdere tra gli otto e i dieci anni di vita, con un rischio di morte più elevato del 30%”. Questo l’allarme lanciato dall’OMS In occasione della Giornata Mondiale contro l’Obesità che si celebra oggi.

Distribuiti in tutta la penisola 200 centri di dietologia forniranno consulenza gratuita e distribuiranno materiale divulgativi. Non si effettueranno visite individuali, ma sarà offerta un’attività di informazione e valutazione di alcuni parametri antropometrici, quali peso, altezza e circonferenza vita per definire il livello di normopeso, sovrappeso e obesità e il conseguente rischio di sindrome metabolica.

In Italia l’obesità è la seconda causa di morte dopo il fumo. Gli obesi nel bel Paese sono più del 10%. E se aggiungiamo a questi anche le persone in sovrappeso si raggiunge più della metà della popolazione.
Dati allarmanti se si pensa che l’obesità aumenta del 90% la mortalità per problemi cardiovascolari e aumenti di 10 volte il rischio di sviluppare malattie come il diabete.
Inoltre le statistiche rivelano una predisposizione maggiore nell’uomo rispetto che nella donna, anche se di pochi punti percentuali. 11,1% vs il 9,2% delle donne.

Secondo dati dell’AIO (Associazione Italiana Obesità) “solo il 5% dei casi di obesità è causato da disfunzioni di tipo ormonale”. In altre parole, nella grande maggioranza delle situazioni riscontrate l’obesità si può combattere.
Fino ad oggi la tecnica che ha ottenuto più risultati è stata l’associazione di due campi della medicina diversi ma spesso complementare, nutrizione e psicologia.

“Nell’obesità c’è una profonda influenza di fattori psicologici. Le persone obese hanno infatti, in molti casi, sviluppato una vera e propria dipendenza dal cibo. In altre parole, assumono cibo come risposta a moltissime situazioni di stress o anche di dispiacere della loro vita. Il primo passo per rompere questo circolo vizioso è aiutare la persona obesa a entrare in contatto con le proprie emozioni e sensazioni, e aiutarla a riscoprire che la soddisfazione dei suoi bisogni non passa necessariamente attraverso il cibo.” dichiara lo psicologo Giovanni Porta.

I vantaggi di perdere peso, oltre che per la salute si vedrebbero anche dal punto di vista economico. Si pensi che perdere 7 kg per un obeso, ad esempio, significa risparmiare 380 euro l’anno in farmaci antipertensivi e anti diabetici. Nel complesso, l’obesità costa quasi 750 euro l’anno a persona, come riporta l’Ansa.

Un motivo in più che non dovrebbe neanche essere necessario per prendere una decisione che migliori la vita per sempre: dimagrire. Farlo per se stessi, per i propri cari, e perché no, anche per il proprio portafoglio.

Cancro: Torino ospita il primo festival sulla prevenzione

sky.it

“Cancro? No grazie” è il primo festival al mondo che tocca i temi della prevenzione e dell’innovazione nella lotta contro il cancro. Ad ospitare questa significativa manifestazione sarà la città di Torino: dal 19 al 21 settembre il capoluogo piemontese diventerà un brulicare di incontri e dibattiti riguardanti i tumori e la loro prevenzione.

Perchè il vero segreto per non ammalarsi di cancro sta nel giocare in anticipo sulla malattia. L’Italia purtroppo non brilla in questo senso: solo lo 0,5% della spesa sanitaria complessiva – contro una media UE del 2,9% – è stata investita per fare reale attività preventiva.

Attività che invece verrà svolta e promossa durante tutto il Festival, con la distribuzione di gadget utili come opuscoli informativi, metro per misurare il girovita e contapassi.

Si, perchè la base per la prevenzione al tumore è l’esercizio fisico. E Torino non è stata scelta come sede di questa iniziativa a caso: la città è infatti stata eletta la Capitale Europea dello Sport.

Ma non solo l’attività fisica è un ottimo alleato per prevenire un tumore. Un’alimentazione corretta e una particolare attenzione posta al consumo di alcol e tabacco sono atri due elementi essenziali per evitare la malattia.

Il Festival – organizzato da AIOM, dalla Fondazione “Insieme Contro il Cancro” e da Healthy Foundation – prevede anche la presenza di alcuni illustri personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport: da Massimiliano Allegri a Valentina Vezzali, da Antonio Nocerino a Aldo Montano per finire con Ciro Ferrara e Maurizio Damilano.

Il vero obiettivo del Festival – di cui si fanno promotori anche questi grandi testimonial – è però uno solo: portare il messaggio della prevenzione e dell’innovazione ogni anno in una città diversa, organizzando così una manifestazione itinerante.

Perchè prevenire è meglio che curare. Sempre.