sabato, 28 Gennaio 2023

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Cancro: cosa possiamo fare per evitarlo

Sarebbe bene giocare d’anticipo rispetto a gravi patologie come il cancro, sostiene il Dottor William Nelson, uno dei più grandi oncologi statunitensi a capo del Sidney Kimmel Comprehensive Cancer Center alla Johns Hopkins University di Baltimora nel Maryland. Nelson, di recente, ha pubblicato un sondaggio su Quora, in cui ha incluso tematiche come ‘perché il cancro è difficile da curare’ e ‘che ruolo gli studi sul genoma dovrebbero ricoprire nel suo trattamento’.

Una domanda, più in particolare, è però riuscita a fornire dei suggerimenti più concreti: ecco cosa il Dottor Nelson raccomanda ai giovani che gli hanno chiesto cosa fare per i prossimi 20 anni per evitare il cancro. “La cosa più importante da fare, naturalmente, è evitare il consumo di tabacco in ogni forma. Il cancro ai polmoni è una delle principali cause di decesso negli Stati Uniti, tanto per le donne quanto per gli uomini, e le persone che fumano hanno il 25% in più di probabilità di svilupparlo rispetto ai non fumatori“. L’uso di tabacco, peraltro, è anche associato allo sviluppo di altri 18 diversi tipi di cancro, tra cui quelli alla laringe, alla vescica, alla cervice, allo stomaco e al colon.

Condurre uno stile di vita sano è anche utile: tenere sotto controllo il proprio peso (cercare di mantenersi magri, dunque, non andando sotto peso), fare esercizio fisico (almeno 30 minuti al giorno), ridurre il consumo di alcol e di cibi ad alto contenuto di grassi o di zuccheri aggiuntivi (perché, chiaramente, causano aumento di peso) sono tutte cose utili“. Condurre uno stile di vita sano riduce l’incidenza del cancro dal 10 al 15% e la mortalità dovuta alla stessa patologia dal 20 al 25%.

​“Altre importanti precauzioni comprendono evitare di esporsi eccessivamente al sole, che può causare il cancro alla pelle, ma anche i melanomi, che possono essere fatali. State alla larga dalle lampade abbronzanti! Secondo l’American Academy of Dermatology, la gente che ne fa uso ha il 59% di probabilità in più di sviluppare un melanoma“.

Bisognerebbe, poi, sottoporsi ogni anno a un check-up completo e seguire, a seconda dell’età raggiunta, le indicazioni del proprio medico, a cui andrebbe comunicata anche la storia medica della propria famiglia. Per dire, una donna con casi in famiglia di cancro al seno corre un rischio più alto di svilupparne uno a sua volta. I controlli regolari, in casi del genere, sono essenziali“.

Ancora, sia uomini che donne, dovrebbero assicurarsi di aver fatto il vaccino per il papilloma virus (HPV), che causa il cancro alla cervice, e per l’epatite B, responsabile della maggior parte dei cancri al fegato“.

Fumare cannabis penalizza gli studenti di matematica

Rinunciare alla cannabis può evitare una brutto voto a scuola? È risaputo che fumare, specialmente nella fase adolescenziale, aumenta il rischio di conseguenze negative sul cervello; ciò che gli studiosi invece hanno verificato solo recentemente è che questa pianta potrebbe incidere anche sull’esito scolastico degli studenti, soprattutto coloro che studiano matematica e hanno quindi necessità di mettere in moto differenti abilità cognitive.

Lo studio, di recente pubblicazione, è nato dalla considerazione degli economisti Olivier Marie dell’università olandese e Ulf Zolitz dell’Iza su quanto accaduto a Maastricht nel 2011. Qui, si era infatti deciso di mettere una restrizione sull’accesso nei coffee shops: solo chi aveva la nazionalità tedesca, olandese e belga poteva entrare e quindi consumare cannabis. Dai dati analizzati su 54000 gruppi di qualità di studenti di tutto il mondo, i due ricercatori si sono così resi conto che chi non poteva fumare durante quel periodo aveva il 7,6 di possibilità in più di superare gli esami, mentre se si trattava di prove di matematica, la percentuale aumentava di 5 volte.

Quanto emerso e riportato alla Royal Economic Society su un documento ufficiale, non voleva però essere un monito contro l’uso, bensì contro la dipendenza che, come quella dell’alcol e altre sostanze, causa perdita di concentrazione e anche di alcune funzionalità del cervello utili per rispondere in maniera precisa a determinati compiti.

A tal proposito gli esperti dicono che soprattutto nei paesi in cui la cannabis è stata legalizzata occorra un’adeguata informazione che spieghi benefici e controindicazioni, così come avviene per i farmaci.

Antecedente rispetto all’esperimento olandese si veda l’esempio degli Stati Uniti: oltreoceano si dimostrava che, col raggiungimento dell’età legale per bere bevande alcoliche, gli studenti avevano maggiori possibilità di ottenere bassi punteggi nei compiti.

Altro problema è quello che riguarda l’effettiva utilità terapeutica della pianta su bambini e adolescenti. Su questo fronte la scienza si divide tra pro e contro: nel più dei casi i contrari si preoccupano per un possibile abuso ed evidenziano la possibilità di ricorrere a cure alternative, mentre i favorevoli sottolineano le proprietà benefiche della cannabis; tra queste, la capacità di alleviare dolori e il livello di aggressività dei bambini.

Il dibattito è però ancora aperto e ricco di nodi da sciogliere. Tornando al rapporto tra rendimento scolastico e dipendenza da cannabis, alcuni studiosi hanno affermato che
l’informazione potrebbe essere la chiave per evitare un eccessivo consumo: ma sarebbe davvero sufficiente?

Tumore al seno: scoperto come eliminare i casi di recidiva

credits photo: ilquotidianoitaliano.com

Potremmo essere di fronte ad una importante svolta per le migliaia di donne colpite dal tumore al seno: alcuni ricercatori del policlinico di Bologna, hanno scoperto la causa delle recidive del tumore al seno.
Lo studio è durato dieci anni, durante i quali sono stati analizzati i nascondigli delle cellule più aggressive, quelle responsabili delle recidive (nuova insorgenza di metastasi, anche a distanza di molto tempo dalla guarigione).

Ogni anno in Italia, circa 48mila donne vengono colpite dal cancro al seno. Nel 10% dei casi si presentano le recidive che, nella maggioranza dei casi, sono incurabili. “La malattia può tornare per colpa delle cellule staminali tumorali. Infatti, pur essendo una minoranza, si tratta delle cellule più cattive e aggressive del tumore, capaci di sfuggire ai farmaci e ai normali cicli di terapie che le donne fanno durante la cura del cancro al seno” spiega il Dott. Mario Taffurelli, direttore del reparto senologia del policlinico. Ciò vuol dire che dal tumore si può guarire, ma, queste cellule rischiano di rimanere all’interno dell’organismo creando problemi, anche a distanza di parecchi anni, dalle conseguenze devastanti.

“Durante le terapie per la cura di un tumore, le cellule cattive riescono a sopravvivere nascondendosi dietro a delle “corazze” che le proteggono, composte da una sostanza che produce già il nostro organismo. Ecco, noi abbiamo scoperto il ruolo di queste corazze: se usiamo dei farmaci per abbatterle, è la nostra ipotesi, allora le terapie antitumorali colpiranno pure le cellule più aggressive, dunque, si ridurrebbe il caso di recidive e aumenterebbe il tasso di sopravvivenza dopo un tumore al seno”, continua il Dott. Taffurelli.

Dopo la pubblicazione dello studio, ha inizio la fase due, quella decisiva, da svolgere all’interno degli ospedali. Tale fase è dedicata alla sperimentazione di una nuova terapia che, combatta il tumore, abbatta le corazze e uccida le cellule staminali tumorali.
“I farmaci per farlo ci sono già, bisogna utilizzarli in quella direzione” conclude Tufarelli, che non è l’unico protagonista della ricerca. Assieme a lui ci sono: Massimiliano Bonafè responsabile di uno dei centri di senologia più importanti in Italia; Donatella Santini che coordina il gruppo della patologia mammaria; Pasquale Sansone, ricercatore del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, nosocomio di riferimento negli Usa per il tumore alla mammella.

Questo eccellente team di medici, tutto italiano, ha donato nuove speranze alle donne vittime dal cancro alla mammella.

Virus e batteri si diffondono. Dobbiamo lavarci più spesso le mani

Il semplice gesto di lavarsi le mani con acqua e sapone andrebbe fatto molto più spesso.
Virus e batteri di ogni tipo, provenienti dalle più innocue attività quotidiane, non si staccano da soli dalle nostre mani.
E allora parte il via a qualsiasi tipo di infezione: tocchiamo altre persone, oggetti, altre superfici magari anche insetti – compresi quelli che si trovano nelle feci umane – e poi, senza pensarci, avviciniamo le mani al volto, al naso e alla bocca.


Queste immagini impressionanti mostrano il rapido diffondersi di batteri e virus sulle nostre mani.
Le foto sono state create da Peter Hoffman, esperto di controllo delle infezioni nella sanità pubblica in Inghilterra.
Toccò oggetti di uso quotidiano e cibi contaminati – aveva anche usato la toilette – poi strinse le mani su una sostanza che permette ai germi provenienti da materiale fecale di crescere, e il risultato fu pauroso.

Hoffman disse “People may not be aware of how many germs they get on their hands after doing a range of general everyday tasks, so this series of photos really helps to highlight this”.
Tuttavia – e per fortuna – le immagini evidenziano anche quanto sia facile sbarazzarsi dei batteri e dei virus con il semplice uso di acqua e sapone.
Il problema più grosso è che solo due terzi dei cittadini britannici affermano di lavarsi le mani dopo aver usato il gabinetto. Le donne adottano migliori abitudini igieniche, ma meno di sei uomini su dieci si lava accuratamente le mani dopo la toilette.

“Washing the hands using soap and water – afferma Hoffman – is integral to breaking the cycle of transmission of harmful bugs whether that is in a hospital or in our own homes and everyone needs to adopt this very good habit”.

È abbastanza scioccante vedere come batteri e virus di ogni tipo si diffondano così velocemente anche dopo semplici gesti quotidiani: un solo batterio può crescere in centinaia e migliaia di persone in uno spazio relativamente breve di tempo. Questi vengono poi rilasciati in tutto il nostro ambiente e su altre persone e così via, senza sosta.
Questo è il motivo per cui è così importante lavarsi le mani accuratamente, e in particolare prima di toccare il cibo, e dopo essere andato in bagno.

[Credit: DailyMail]