sabato, 21 Marzo 2026

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Fare il ‘pisolino’ è salutare

Stando alle parole di Manolis Kallistratos, cardiologo greco all’Asklepieion Voula General Hospital di Atene, non c’è niente di meglio di un pisolino al giorno per prendersi cura di sé. La sua nuova ricerca, presentata alla conferenza dell’European Society of Cardiology di quest’anno, infatti, appoggia in via definitiva chi non riesce a privarsi dell’abitudine di schiacciare il classico pisolino dopo pranzo: secondo l’autore dello studio, addormentarsi a metà giornata per circa un’ora aiuterebbe a monitorare i livelli della pressione e a mantenere ‘pulite’ arterie e cuore.

Durante la ricerca, gli esperti hanno tenuto sotto controllo gli effetti dei pisolini sui livelli di pressione arteriosa di 368 pazienti ipertensivi, di un’età media di 61 anni all’incirca. Dallo studio è emerso che i livelli medi di pressione di quanti avevano l’abitudine di addormentarsi erano inferiori del 5% rispetto a quelli di chi non l’aveva mai fatto. “Nonostante sembri un’inezia – dice l’autore della ricerca – anche un abbassamento di soltanto 2 mmHg di pressione sistolica può arrivare a ridurre del 10% il rischio di soffrire di disturbi cardiovascolari, di andare incontro ad infarto o ictus“.

Nonostante il poeta William Blake fosse convinto che bisognasse pensare al mattino, agire a mezzogiorno, mangiare la sera e dormire la notte, i pisolini a metà giornata sembrano avere davvero dei benefici. Due importanti politici inglesi erano grandi fan del pisolino. Winston Churchill diceva sempre che bisogna dormire un po’ tra il pranzo e la cena. Mentre Margaret Thatcher non voleva essere disturbata intorno alle 3 del pomeriggio. Secondo la nostra ricerca, entrambi avevano ragione: il pisolino a metà giornata riesce ad abbassare la pressione, agendo come un antipertensivo naturale“, ha proseguito il Dottor Kallistratos.

Salutare, certo, ma solo se dura almeno un’ora, sostengono gli studiosi: un lasso di tempo che non tutti, però, riescono a ritagliarsi, come anche il professore ha notato. “Il sonnellino ai giorni nostri è un privilegio di pochi, a causa della giornata lavorativa che in genere va dalle 9 di mattina alle 5 del pomeriggio“.

Perdere peso camminando: ecco come ottenere i migliori risultati

credits photo: huffingtonpost.com

Non tutti amiamo correre, infatti, molti preferiscono fare delle lunghe passeggiate. Il walking, nome tecnico della camminata, può aiutare ad ottenere risultati notevoli, in termini di perdita di peso e di benessere fisico. Basterà seguire poche e semplici regole ed essere costanti e determinanti per ottenere dei grandi benefici e perdere qualche chilo di troppo, rassodando e tonificando tutto il corpo.
Ecco cosa fare per perdere peso camminando.

Un contapassi

Prima di tutto acquistate un contapassi. Questo vi tornerà utile, perché vi mostrerà i passi fatti in un giorno, e quindi, quanti km avrete percorso e quante calorie avrete bruciato. Per perdere peso, si devono fare non meno di 5.000 passi al giorno, che corrispondono circa a 3 chilometri. Ovviamente, più passi farete e prima raggiungerete la forma fisica desiderata.

Camminate almeno tre volte a settimana

Ricavate del tempo da dedicare alla camminata, come se fosse un appuntamento fisso, e cercate di farlo almeno tre volte a settimana. Per dimagrire e rassodare, il ritmo dovrà essere sostenuto e costante, la camminata dovrà essere veloce come se steste in ritardo per qualcosa di importante. Per percorrere 3 chilometri, a passo svelto, si impiegano circa 20 minuti. Davvero pochi, insomma.

Rilassatevi

Quando camminate cercate di rilassarvi. Mettete le cuffie ed ascoltate le vostre canzoni preferite, ovviamente movimentate. In questo modo vi caricherete e il tempo volerà senza che ve ne accorgiate.

Aumentate gradualmente le distanze

Cercate, gradualmente, di aumentare i passi, e quindi, le distanze. Dopo due o tre settimane di allenamento, dovreste arrivare a 10.000 passi al giorno, ovvero circa 6 chilometri. Il vostro corpo si abituerà agli allenamenti e noterete dei progressivi miglioramenti: il fiato aumenterà, il respiro sarà meno affannoso, la pelle sarà più tonica e la circonferenza diminuirà.

Fissate un obiettivo

Fissate un obiettivo da raggiungere. Un esempio? Meno tot kg in un mese. Dovrà essere un obiettivo concreto e fattibile, che vi aiuterà ad essere più costanti e vi motiverà quando non avrete voglia di camminare, ma di buttarvi sul divano con una mega vaschetta di gelato alla mano.

Pronti? Buona camminata.

Pasti abbondanti per tenere sotto controllo peso e glicemia

Al bando le privazioni: stando alle ultime scoperte in campo scientifico, una colazione nutriente ed un pranzo abbondante aiutano ben più di sei piccoli pasti al giorno a tenere sotto controllo il peso e i valori glicemici – un grosso beneficio senz’altro per i diabetici, ma anche per tutti quanti provino a dimagrire.

Dei ricercatori olandesi, nel corso dei loro studi, hanno infatti dimostrato che il consumo frequente di cibi ad alto contenuto di grassi e zuccheri aumenta i livelli di colesterolo e favorisce la concentrazione di adipe attorno alla vita – inconvenienti in cui invece non si incorre se si consumano pasti abbondanti. Le più recenti ricerche, condotte in Repubblica Ceca, hanno previsto il monitoraggio di 54 pazienti affetti da diabete, di età compresa tra i 30 e i 70 anni: ai soggetti esaminati è stato richiesto di seguire l’una tra due diete, ciascuna contenente 500 calorie in meno rispetto al quantitativo giornaliero raccomandato. Un gruppo di 27 persone, così, ha scelto di consumare sei piccoli pasti per tre mesi, mentre quelle appartenenti al secondo hanno preferito portate abbondanti a colazione e a pranzo. Frattanto, il team dei ricercatori ha analizzato i valori relativi ai grassi ingeriti, all’insulina e alle cellule beta presenti nel pancreas (che, appunto, producono insulina): lo studio – pubblicato nella rivista “Diabetologia” – ha così dimostrato che la perdita di peso registrata in entrambi i gruppi di pazienti era decisamente più evidente tra coloro che avevano scelto di consumare due pasti abbondanti al giorno. Questi, infatti, hanno perso 3,7 kg – contro i 2,3 di quelli che hanno consumato piccoli pasti lungo l’arco di tutta la giornata.

Lo studio ha riportato di significativi benefici anche per quanto riguarda i livelli di glucagone e di peptide C (proteina coinvolta nell’assimilazione dell’insulina) nel caso di coloro che hanno scelto i due abbondanti pasti quotidiani: risultati promettenti che andranno presto a essere supportati da ulteriori studi a lungo termine che potranno finalmente fornire indicazioni precise sulla frequenza da seguire nel consumo dei pasti.

Cancro: cosa possiamo fare per evitarlo

Sarebbe bene giocare d’anticipo rispetto a gravi patologie come il cancro, sostiene il Dottor William Nelson, uno dei più grandi oncologi statunitensi a capo del Sidney Kimmel Comprehensive Cancer Center alla Johns Hopkins University di Baltimora nel Maryland. Nelson, di recente, ha pubblicato un sondaggio su Quora, in cui ha incluso tematiche come ‘perché il cancro è difficile da curare’ e ‘che ruolo gli studi sul genoma dovrebbero ricoprire nel suo trattamento’.

Una domanda, più in particolare, è però riuscita a fornire dei suggerimenti più concreti: ecco cosa il Dottor Nelson raccomanda ai giovani che gli hanno chiesto cosa fare per i prossimi 20 anni per evitare il cancro. “La cosa più importante da fare, naturalmente, è evitare il consumo di tabacco in ogni forma. Il cancro ai polmoni è una delle principali cause di decesso negli Stati Uniti, tanto per le donne quanto per gli uomini, e le persone che fumano hanno il 25% in più di probabilità di svilupparlo rispetto ai non fumatori“. L’uso di tabacco, peraltro, è anche associato allo sviluppo di altri 18 diversi tipi di cancro, tra cui quelli alla laringe, alla vescica, alla cervice, allo stomaco e al colon.

Condurre uno stile di vita sano è anche utile: tenere sotto controllo il proprio peso (cercare di mantenersi magri, dunque, non andando sotto peso), fare esercizio fisico (almeno 30 minuti al giorno), ridurre il consumo di alcol e di cibi ad alto contenuto di grassi o di zuccheri aggiuntivi (perché, chiaramente, causano aumento di peso) sono tutte cose utili“. Condurre uno stile di vita sano riduce l’incidenza del cancro dal 10 al 15% e la mortalità dovuta alla stessa patologia dal 20 al 25%.

​“Altre importanti precauzioni comprendono evitare di esporsi eccessivamente al sole, che può causare il cancro alla pelle, ma anche i melanomi, che possono essere fatali. State alla larga dalle lampade abbronzanti! Secondo l’American Academy of Dermatology, la gente che ne fa uso ha il 59% di probabilità in più di sviluppare un melanoma“.

Bisognerebbe, poi, sottoporsi ogni anno a un check-up completo e seguire, a seconda dell’età raggiunta, le indicazioni del proprio medico, a cui andrebbe comunicata anche la storia medica della propria famiglia. Per dire, una donna con casi in famiglia di cancro al seno corre un rischio più alto di svilupparne uno a sua volta. I controlli regolari, in casi del genere, sono essenziali“.

Ancora, sia uomini che donne, dovrebbero assicurarsi di aver fatto il vaccino per il papilloma virus (HPV), che causa il cancro alla cervice, e per l’epatite B, responsabile della maggior parte dei cancri al fegato“.