lunedì, 3 Ottobre 2022

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Ansia e solitudine sono le emozioni più nocive per la salute

Problemi, stress, preoccupazione e chi più di negativo ha più ne metta, possono incidere in maniera negativa sulle nostre giornate o su interi periodi della vita. E l’influenza negativa non ricade esclusivamente sullo stile di vita, sul modus operandi o su alcune scelte, ma anche sulla nostra salute fisica.

Il benessere della mente si conferma, ancora una volta, fondamentale per il benessere del corpo, che somatizza tutte le emozioni più negative, trasformandole in vere e proprie disfunzioni psicofisiche.

Ma quali sono in assoluto i moti interiori negativi che più incidono sul nostro benessere? la rivista Marieclaire ha stilato un elenco delle cinque emozioni più pericolose.

1.Ansia

Preoccupazione e paura, a volte inspiegabili, risultano essere il peggior nemico del nostro sistema immunitario. Pressione alta e trascuratezza incorniciano il tutto, dando all’ansioso le sembianze dell’emozione stessa.

2.Solitudine

Sentirsi soli è in assoluto l’emozione più brutta che possa esserci. Ci si sente abbandonati, trasparenti e con tutto il peso dei problemi unicamente sulle nostre spalle. E a risentirne sono la pressione, i livelli di ormoni dello stress e, anche in questo caso, il sistema immunitario. La mortalità precoce aumenta considerevolmente a causa della solitudine.

3.Shock

Un trauma improvviso, può seriamente segnarci per tutta la vita. Oltre agli impatti sulla struttura del cervello, uno shock può provocare disturbi del sonno, problemi sessuali e spossatezza.

4.Tristezza

Come se il mondo finisse domani, come se qualcuno sposti continuamente la soglia del ridicolo verso di te: così ci si sente quando si è tristi. Inermi, passivi, senza via d’uscita. Per questo annoveriamo la tristezza tra le cinque emozioni più pericolose per la salute. Aumentano i problemi cardiaci, il rischio di ictus e di morte precoce.

5.Rancore

È in assoluto uno dei sentimenti più faticosi e difficili da controllare. Il rancore prende tanto e non dà nulla. Logora e consuma dentro. Consuma il cuore. Letteralmente. Incrementa, infatti, il rischio di attacchi di cuore e ictus.

Impariamo, dunque, a conoscere le nostre emozioni, a comprenderle e ad acquisirne consapevolezza. Solo così si diverrà capaci di affrontarle, combatterle, vincerle.

Quel chilo in più che allunga la vita

Credits photo: www.scientific-training.it

Tutti i grassottelli si saranno sentiti dire almeno una volta, dal modello di turno, che un corpo perfettamente allenato e in pesoforma è il passaporto per una vita lunga.
Ebbene, quest’ultimo si sbagliava. Una ricerca recente ci ripaga di tutti gli anni di invidia e frustrazione provati davanti a fisici perfetti e senza pancetta.
L’Imperial College di Londra e l’Università Federico II di Napoli, dopo vari studi a cui sono stati sottoposti uomini e donne con età media di 60 anni e diabete di tipo 2, hanno riscontrato dei risultati sorprendenti a tal punto da soprannominare l’esito:”paradosso dell’obesità“.
Analizzando meglio i risultati della ricerca, infatti, si può notare che gli individui che convivono con un sovrappeso grave (quindi con un IMC maggiore di 25) hanno problemi di insufficienza cardiaca maggiori rispetto ai normopeso. Un risultato previsto, quindi.

Ma, il dato soprendente, è emerso studiando il tasso di mortalità di coloro che hanno un indice di massa corporea compreso tra 25 e 29. Chi, appunto, possiede qualche chilo in più rispetto al dovuto ha una speranza di vita maggiore.
Dallo studio italo-inglese ne escono sconfitti, con una speranza di vita più corta, i tanto invidiati sottopeso:” io provo a mangiare, ma non ingrasso in nessun modo” ha affermato uno dei partecipanti.

Secondo questa recente ricerca, quindi, l’obesità grave viene confermata rischiosa per la salute mentre la pancetta sembra aiuti a vivere più a lungo e meglio.
La spiegazione che provano a dare i medici riguardo questo strano paradosso deve essere ricercata nell’eccessiva libertà che i normopeso e i sottopeso si prendono nel fumare e nel bere, contribuendo così ad aumentare il rischio di morire prima.
Inoltre, i medici che hanno condotto la ricerca, aggiungono che l’arma più potente per combattere il rischio di malattie è uno stile di vita sano.
Insomma, l’obesità è ancora un rischio grave per la salute che va controllato e prevenuto, ma una bella pizza e una taglia 44 sono l’asso nella manica di chi sorride alla vita.

Pillola anticoncezionale e cortisone: interazioni ed effetti indesiderati

credits photo: salute.pourfemme.it

Il cortisone e la pillola anticoncezionale sono due farmaci con un diverso meccanismo d’azione che, se assunti contemporaneamente, possono creare degli effetti indesiderati, talvolta anche gravi. Questo perché, una volta assunti, interagiscono tra loro nel corpo umano e, da questo, ne può conseguire un’attenuazione o un’esaltazione dell’effetto.
Vediamo quindi le interazioni e gli effetti indesiderati che possono essere provocati dall’assunzione in contemporanea di cortisone e pillola anticoncezionale.

La pillola anticoncezionale è una compressa contenente ormoni, utilizzata per modificare il funzionamento del ciclo mestruale e per prevenire eventuali gravidanze. Il cortisone, invece, è il più potente antinfiammatorio in commercio, che ha le stesse funzioni del cortisolo, un ormone naturalmente prodotto dalle nostre ghiandole surrenali.
Ciascuno di questi farmaci, quindi, ha un proprio effetto terapeutico, e, se assunti contemporaneamente, possono interagire tra loro, all’interno dell’organismo, generando effetti indesiderati, come l’aumento o la diminuzione dell’effetto di uno o entrambi i preparati. Non solo, può anche modificarne la tossicità, dando luogo a reazioni inaspettate.
Generalmente, quando si utilizzano i due farmaci insieme, potrebbe aumentare l’efficacia e quindi la tossicità del cortisone.

Gli effetti indesiderati non sempre sono immediati, possono comparire anche a distanza di ore, giorni, settimane o mesi dall’assunzione dei medicinali e, nel caso specifico di questi due farmaci, il periodo di ‘rischio‘ può protrarsi fino ai tre mesi successivi, a causa dei cambi metabolici ed enzimatici prodotti dalla pillola.
Inoltre, gli effetti dell’interazione variano anche a seconda del tipo di farmaco cortisonico che si assume: nel caso del Betametasone, vi sarà un moderato aumento dell’effetto corticosteroideo, con il Desametasone e con l’Idrocortisone un modesto prolungamento dell’effetto farmacologico. Nel caso dell’interazione con il Prednisolone e il Prednisone si avrà una aumento della tossicità.

È importante specificare però che, l’assunzione contemporanea di cortisone e pillola comporta un aumento dei livelli di cortisonici nel sangue, ma non interferisce in alcun modo con l’effetto contraccettivo di quest’ultima.

Melatonina: l’integratore per regolarizzare il sonno

Credit: my-personaltrainer.it

Dormire poco e male, svegliarsi nella notte o non riuscire ad addormentarsi. A tutti è successo almeno una volta nella vita. Quando questa condizione si protrae però si tratta di una vero e proprio disturbo, l’insonnia.

Sembra che in Italia 12 milioni di persone ogni notte debbano convivere con questo problema che spesso si tende a prendere sotto gamba. Ansia, stress, disturbi alla vista, demenza precoce, sovrappeso; questo è solo l’inizio di una lunga lista.
I problemi legati all’insonnia possono arrivare a condizionare la vita di un individuo.

Responsabile della regolarizzazione ritmo sonno-veglia è la melatonina, una sostanza prodotta dalla ghiandola pineale in assenza di luce. Spesso i disturbi sono dovuti da un’irregolare secrezione di questo ormone, ma la soluzione pare molto più semplice di quanto si possa immaginare.

Si è soliti pensare che l’insonnia sia curabile solo grazie a tranquillanti, sonniferi e cure farmacologiche;
in realtà basta ricorrere melatonina. La sostanza, che può essere assunta sotto forma di integratore, non è considerata un farmaco, in quanto è già prodotta dall’epifisi nel nostro organismo. Diversi studi non hanno rilevato effetti collaterali o da overdose dovuti all’assunzione di melatonina, presenti invece in gran parte degli altri ansiolitici. Quest’integratore non provoca lo stordimento e il calo di attenzione al risveglio tipici dei farmaci. E, infine, il sonno indotto dalla melatonina è molto simile come caratteristiche fisiologiche a quello che si registra in condizioni di normalità

L’insonnia è una patologia che non va presa sotto gamba. La melatonina sì, va bene, ma è meglio avere uno stile di vita regolare. Possiamo migliorare la situazione con piccoli accorgimenti: come svegliarsi presto al mattino, evitare di dormire durante il giorno ed andare a letto in un orario regolare. Ma anche fare attività fisica per mezz’ora durante il giorno e consumare una cena leggera, preferibilmente tre ore prima di addormentarsi.
Non usare il letto per altre attività oltre al sonno. Ma sopratutto evitare l’utilizzo di dispositivi elettronici nelle ore precedenti al sonno poiché la luce blu da questi emessi inibisce la produzione di melatonina.
Un’ottima soluzione è anche il vecchio “rimedio della nonna” del bagno caldo prima di andare a dormire che rilassa e distende i nervi.

Non risolvete un problema affidandovi subito ad un farmaco, per quanto questa possa sembrare la soluzione più facile. Trovare il proprio equilibrio e aiutarsi, se necessario, con un integratore è la chiave per una vita stabile e un sonno migliore.