venerdì, 10 Luglio 2026

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Come indossare i tacchi evitando forti dolori ai piedi

Credits photo: www.egonews.it

Pressione sul tallone d’Achille e sul polpaccio, errata postura, rigonfiamenti dolorosi sui piedi: sono solo alcuni dei problemi provocati dai tacchi secondo quanto rivela uno studio sull’abitudine di portare scarpe alte anche 3 volte a settimana. Ma come evitare di avere serie ripercussioni sul nostro fisico? A voi alcuni consigli.

La ricerca, condotta da Sammy Margo, su un campione di donne innamorate dell’effetto slancio dato dal tacco, sottolinea l’importanza di scegliere le giuste scarpe per prendersi cura adeguatamente dei propri piedi. Questa parte del corpo, infatti, è quella sulla quale dovremmo investire maggiori energie per il suo benessere. Diciamo subito anche che questo non significa rinunciare completamente ai tacchi.

Spesso uniformata a primario oggetto di dominio femminile, questa scarpa ha conosciuto diverse evoluzioni nel corso della sua storia: passando per vie intermedie, ha raggiunto il top con il tacco a spillo e si è ritrasformata aggiungendo il famoso plateau per aiutare le avvenenti donne alla sopportazione.

Perciò, come vi avevamo anticipato, la cattiva notizia è che non solo i tacchi, ma anche le ballerine non sono un toccasana per i nostri piedi, la buona che ci sono ancora una varietà di questi che possono essere indossati senza gravi ripercussioni.

Il modello migliore per salvarci da scivoloni e cadute, distorsioni e lesioni alla caviglia, deformità dei piedi e problemi alla schiena è sicuramente quello con 4 cm di tacco e uno di plateau, cosicché la reale misura diventi di 3 cm. È in questo modo che possiamo sfuggire alle bolle che si formano generalmente sulle dita dei piedi.

Oppure potete optare per alcune semplici trainers: non scordate però di non abusarne, preferendo piuttosto un ampio range di scarpe che vi permetta di variare e quindi far muovere meglio il piede. Infine abbinate una corretta dose di esercizi e massaggi per i piedi.

Quali? Se non sapete da che parte iniziare, ecco a voi il programma di Gwineth Paltrow.

Primo esercizio

Per prevenire il piede a martello, nervi pizzicati , fratture da stress e l’alluce valgo, dovreste iniziare unendo le dita delle mani al vostro piede, come se fosse una stretta di mano, lasciando fuori il pollice e mantenere per 30 secondi, più altri 5 alla fine. Da ripetere per 10 volte.

Secondo esercizio

Per evitare parastinchi e stress da frattura, state inginocchiati e mettete un’asciugamano arrotolata sotto i piedi, dove le dita e la parte più alta dei piedi si incontrano. Dopo di ché rimanete inginocchiati fino a quando non si sente lo stretch tra le ginocchia e le caviglia.

Terzo esercizio

Per contrastare i dolori ai piedi e abbassare l’allignamento del piede, mentre state sdraiati, mettete la cinghia aggomitolandola attorno al rigonfiamento del piede e sollevate quella gamba mentre l’altra rimane a terra. Le dita dovrebbero essere tirate nella vostra direzione, prima di girare il piede all’interno.
La cinghia dovrebbe essere tenuta con la mano opposta rispetto al piede che state tirando. Ripetere 2 volte per ogni gamba, mantenendo per 30 secondi.

Quarto esercizio

Il prossimo esercizio è un semplice stretch del polpaccio mirato a rafforzare il tallone d’Achille e proteggere il polpaccio stesso.

In questo caso stando con la gamba di fronte curvata e la gamba indietro distesa, spingete le mani contro il muro e tenete le ginocchia dietro dritte con i tacchi incollati al pavimento. Muovete il piede disteso più vicino al muro mentre curvate il ginocchio dolcemente. Mantenete la posizione per 30 secondi e ripetete l’esercizio anche nell’altro senso.

Terminata la sessione, i piedi potranno essere infilati più dolcemente anche nei décolleté. Se davvero tenete alla loro salute, dunque, come ultimi suggerimenti vi proponiamo di curarli costantemente anche immergendoli in un po’ d’acqua per due-tre volte alla settimana e non dimenticando mai di tagliare le unghie senza andare troppo a fondo e mettere la crema quando andate al mare.

Anche se il bruciore è meno evidente che in altre zone, a lungo termine si potrebbero creare inconvenienti spiacevoli. Come sempre, meglio prevenire che curare.

La moda che piace fa male alla salute

Credit: scentofobsession.com

Tutte fashion-addicted, ma le vostre nonne ve l’hanno mai detto che “chi bella vuole apparire un poco deve soffrire”?
Cosa c’entra con il mondo della moda? Be, centra: una ricerca scientifica, condotta dall’Associazione nazionale osteopati in Gran Bretagna, ha messo sotto accusa i capi d’abbigliamento più amati e acquistati perché ritenuti dannosi per la salute.

Lo studio è stato recentemente confermato anche da Tim Hutchful, presidente dell’Associazione britannica chiropratici. I vestiti più amati da tutte le donne, di ogni età e provenienza fanno male. Ci fanno male.
Gonne troppo strette, i tacchi troppo alti e i jeans eccessivamente attillati possono diventare veri e propri nemici della nostra salute. Secondo gli esperti circa il 50% degli adulti soffre di problemi fisici a causa di un abbigliamento non adatto.

Ma quali sono i capi più allarmanti?

Reggiseno. Che sia di microfibra o di pizzo, push-up o no, questo poco importa. Ciò che conta è che in sei casi su dieci, genera gravi problemi alla schiena, dolori alla spalla e disturbi al collo.

Gonne a tubino. Se sono troppo strette, allora sono anche troppo insidiose. Le gonne a tubino infatti, se troppo strette, bloccano entrambe le ginocchia, impedendo di camminare e piegarsi correttamente; a lungo andare possono creare stiramenti o problemi alle vertebre.

Gioielli pesanti. Chi non ama le collane appariscenti? Attenzione però, fanno male a spalle e collo, perché se l’accessorio è troppo pesante affatica ulteriormente i muscoli del collo, già impegnati a sostenere la testa.

Collant. Comode si, ma anche dannose e fastidiose. Comprimono eccessivamente le gambe, impedendo la corretta circolazione del sangue e possono anche limitare i movimenti della parte centrale del corpo, costringendolo a una postura scorretta.

Borse troppo pesanti. Le donne, sopratutto quelle che stanno molto fuori casa, amano le borse over size, ma la verità è che, dopo averle indossate per troppe ore consecutive, quattro donne su dieci lamentano problemi alla schiena. A riguardo, gli esperti consigliano di limitare il contenuto della borsa, facendone diminuire il peso, e alternandole con pochette e modelli più piccoli.

Cappelli. Il problema sono i cappelli troppo stretti: causa di fastidiosi mal di testa, sopratutto se il capo è indossato per tante ore.

Tacchi vertiginosi. Amanti tutte del tacco 12, attenzione. Come già abbiamo provato sulla nostra pelle, gli esperti dichiarano che indossare tacchi vertiginosi per troppe ore fa male alla schiena e anche alle dita dei piedi. La raccomandazione degli esperti è quella di usare scarpe più comode per il proprio tempo libero, ma non passate da un estremo all’altro, quindi no alle ballerine. Queste calzature fanno malissimo, perché non hanno un arco plantare e mancano dei cosiddetti ammortizzatori strutturali.

Jeans skinny. Adoratissimi, possono fare molto male alla salute di chi li indossa. Delle volte i jeans sono talmente fascianti da non permettere movimenti naturali mentre si cammina, rischiando di provocare dolori alle gambe e di impedire la circolazione del sangue.

Questi sono i capi che più rovinano la salute di chi li indossa.
Un consiglio dunque: essere alla moda va bene, ma essere in salute e stare bene è meglio.

[Credit: Repubblica.it]

I maggiori consumatori di alcol nel mondo

Credits photo: meteoweb.eu

Ci sono paesi in cui il consumo d’alcol supera quote di 10 litri pro capite per anno, altri in cui è decisamente inferiore. A fare una stima percentuale precisa per ogni stato del mondo è l’Organisation for Economic co-operation and development, che mette la Lituania al primo posto. Vediamo le statistiche nei dettagli.

Ogni anno il rapporto di giovani e adulti con l’alcol cambia radicalmente. I ragazzi iniziano ad assumerlo in età sempre più precoci e pochi ne conoscono i rischi. I dati raccolti dall’Oecd analizzano il consumo di chi ha dai 15 anni in sù in un arco di tempo di 12 mesi e arriva a contare sino ai 14.3 litri annuali nella sola Lituania.

Seguono nella graduatoria dei maggiori consumatori l’Estonia con 11.8 litri, la Repubblica Ceca con 11.5 e la Francia con 11.1. D’altra parte c’è anche chi vanta un range annuale positivo: questi sono paesi quali la Turchia, l’India e l’Israele dove i litri vanno da 1 a 3, l’Indonesia, la cui stima è 0 e ancora altre nazioni in cui il consumo è ridotto per ragioni morali e religiose.

Gli stati in cui si beve di più sono, invece, anche quelli in cui il fenomeno è legato ad abitudini culturali fossilizzatisi nel tempo. Secondo il sistema di informazioni lituano relativo all’assicurazione sanitaria obbligatoria, la Lituania ha mostrato un aumento dei casi di sindrome alcolica fetale a partire dal 2011. A questa è seguita la richiesta di un progetto di legge da parte della commissione Ue per mettere delle etichette di avviso sugli alcolici, illustrandone i principali danni.

La lotta per la diminuzione del consumo di alcol è attiva anche negli altri paesi, in cui sono in corso delle politiche di prevenzione, che aiutino le persone a comprendere la necessità della moderazione. Aspettative di vita elevate e buona salute sono determinate anche e sopratutto da uno stile di vita regolare e non eccessivo.

Menu fast food: sale di alluminio nelle patatine, ecco i danni che può fare

Cosa troviamo in un menu fast food di solito? Le patatine. Ebbene sapevi che possono avere anche 12 ingredienti?

È apparso in rete un video breve sui fast food molto interessante. In questo video vengono svelati gli ingredienti delle patatine di una nota catena americana di fast food, 12 avete letto bene. In realtà non è questa la cosa più preoccupante, bensì il fatto che solo il sale contiene 3 ingredienti, fra cui il sale di alluminio.

E perché dovrebbe interessarci? Perchè è molto dannoso.

Menu fast food: perché usano il sale di alluminio?

Il sale di alluminio, conosciuto anche come E173, è un additivo alimentare utilizzato per la sua capacità di colorare e schiarire gli alimenti.

Viene aggiunto a diversi alimenti, tra cui caramelle e patatine fritte, proprio per migliorare l’aspetto estetico.

Ma quali danni può causare?

Alcuni studi suggeriscono che l’alluminio possa avere effetti neurotossici, contribuendo a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Sebbene il legame non sia completamente chiaro, ci sono preoccupazioni sui suoi effetti sulla funzione cerebrale.

L’alluminio inoltre può danneggiare i reni, causando complicazioni soprattutto in individui con preesistenti malattie renali.

Esistono indicazioni che l’alluminio possa influenzare negativamente la fertilità e lo sviluppo fetale, un aspetto particolarmente allarmante per le donne in gravidanza.

Dove si trova il sale di alluminio?

Oltre agli alimenti, il sale di alluminio è presente in vari prodotti:

  • Cosmetici e prodotti per la cura del corpo (rossetti, ombretti, creme e deodoranti)
  • Alcuni medicinali e cerotti.
  • Pitture e smalti.
  • Ceramiche, tessuti e detergenti.
  • Materiali da costruzione e componenti elettronici.

Regolamentazioni sull’uso del sale di alluminio

Regolamentazione Europea

L’Unione Europea regola l’uso dei sali di alluminio attraverso il regolamento (CE) n. 1333/2008, che stabilisce limiti di quantità massima per il loro utilizzo negli alimenti.

Regolamentazione Italiana

In Italia, l’utilizzo dei sali di alluminio è disciplinato dal Decreto Ministeriale 27 febbraio 1996, n. 209, che recepisce la normativa europea e stabilisce limiti specifici per l’uso di additivi alimentari contenenti alluminio.

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