domenica, 3 Luglio 2022

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Missione pancia piatta: i 10 motivi per cui è difficile averla

Credits photo it.paperblog

La zona del corpo più difficile da smaltire durante una dieta è senza dubbio quella addominale, e spesso neanche un allenamento costante o un’ora di corsa giornaliera possono aiutare nell’impresa.
Eliminare il gonfiore del girovita non serve solo per un fattore estetico, ma aiuta a migliorare la condizioni di salute del nostro organismo onde evitare l’insorgenza di malattie cardiache e di diabete di tipo 2 (che sono tipiche del grasso addominale).

Come fare quindi? Se la dieta fallisce, c’è qualcosa che possiamo modificare nelle nostre abitudini. Ecco spiegato, in 10 punti, i motivi per cui ottenere la pancia piatta sembra così difficile (ma non è impossibile).

1. Mangiare di fretta: mangiare frettolosamente e in piedi favorisce l’ingestione di aria e rallenta la digestione. Questo è uno dei motivi che causano il gonfiore addominale. Bisogna mangiare con calma e masticare lentamente ogni boccone per facilitare la digestione;

2. lo stress: lo stress, al contrario di quello che pensano tutti, non contribuisce alla perdita di peso ma rende difficile perdere i chili di troppo. Ritmi di vita frenetici causati dai vari impegni lavorati o familiari spesso ci fanno saltare qualche pasto (cosa assolutamente sbagliata) e di conseguenza quando la fame ci “assale” iniziamo a spizzicare o mangiare alimenti più calorici, come ad esempio degli snack. Ridurre lo stress fa bene sia al corpo che alla mente;

3. il sonno: dormire troppo o troppo poco fa male al nostro metabolismo. Per stare bene, il corpo di un adulto deve dormire dalle 7 alle 8 ore a notte;

4. allenamento sbagliato: se pensate che correre tutti i giorni basti per perdere peso vi sbagliate. Secondo uno studio, per riuscire a perdere peso bisogna integrare diversi tipi di esercizi fisici che interessino ogni singola parte del nostro corpo, come i pesi per le braccia, addominali, esercizi per i glutei eccetera. La cosa importante è variare gli esercizi ogni due o tre settimane onde evitare che il nostro corpo si abitui a quel tipo di sforzo tendendo a non bruciare più;

5. saltare i pasti: non è non mangiando che si riesce a perdere peso. Mangiare 5 volte al giorno aiuta il nostro metabolismo ad accelerarsi e di conseguenza a bruciare più velocemente i grassi;

6. ovaie e ormoni: squilibri ormonali rendono impossibile la formazione di elastina e collagene che sono delle proteine che donano elasticità alla pelle. Di conseguenza, si viene a creare un gonfiore addominale e un ristagno di liquidi sul girovita difficile da eliminare;

7. eliminare i carboidrati: ridurli in quantità minime sì, ma è severamente vietato eliminare i carboidrati dalla vostra alimentazione, a meno che voi non state seguendo una dieta proteica per diventare bodybuilder. I carboidrati danno la giusta combinazione metabolica per attivare i processi di smaltimento;

8. bibite gassate: bere bibite gassate e zuccherate tendono a far gonfiare il vostro girovita, meglio evitare e bere solo acqua liscia;

9. zuccheri, dolci e tanto sale: l’eccesso di sale favorisce la ritenzione idrica nello stomaco, mentre mangiare dolci e alimenti zuccherati (compresi uva, carote e fichi) favorisce il gonfiore del nostro corpo;

10. bere poco: come per il sale, bere poca acqua al giorno favorisce la ritenzione idrica. Consumare 2 litri d’acqua al giorno aiuta a perdere i liquidi in eccesso, che spesso sono la causa del nostro gonfiore addominale, eliminare cellulite e perdere peso.

Ansia e solitudine sono le emozioni più nocive per la salute

Problemi, stress, preoccupazione e chi più di negativo ha più ne metta, possono incidere in maniera negativa sulle nostre giornate o su interi periodi della vita. E l’influenza negativa non ricade esclusivamente sullo stile di vita, sul modus operandi o su alcune scelte, ma anche sulla nostra salute fisica.

Il benessere della mente si conferma, ancora una volta, fondamentale per il benessere del corpo, che somatizza tutte le emozioni più negative, trasformandole in vere e proprie disfunzioni psicofisiche.

Ma quali sono in assoluto i moti interiori negativi che più incidono sul nostro benessere? la rivista Marieclaire ha stilato un elenco delle cinque emozioni più pericolose.

1.Ansia

Preoccupazione e paura, a volte inspiegabili, risultano essere il peggior nemico del nostro sistema immunitario. Pressione alta e trascuratezza incorniciano il tutto, dando all’ansioso le sembianze dell’emozione stessa.

2.Solitudine

Sentirsi soli è in assoluto l’emozione più brutta che possa esserci. Ci si sente abbandonati, trasparenti e con tutto il peso dei problemi unicamente sulle nostre spalle. E a risentirne sono la pressione, i livelli di ormoni dello stress e, anche in questo caso, il sistema immunitario. La mortalità precoce aumenta considerevolmente a causa della solitudine.

3.Shock

Un trauma improvviso, può seriamente segnarci per tutta la vita. Oltre agli impatti sulla struttura del cervello, uno shock può provocare disturbi del sonno, problemi sessuali e spossatezza.

4.Tristezza

Come se il mondo finisse domani, come se qualcuno sposti continuamente la soglia del ridicolo verso di te: così ci si sente quando si è tristi. Inermi, passivi, senza via d’uscita. Per questo annoveriamo la tristezza tra le cinque emozioni più pericolose per la salute. Aumentano i problemi cardiaci, il rischio di ictus e di morte precoce.

5.Rancore

È in assoluto uno dei sentimenti più faticosi e difficili da controllare. Il rancore prende tanto e non dà nulla. Logora e consuma dentro. Consuma il cuore. Letteralmente. Incrementa, infatti, il rischio di attacchi di cuore e ictus.

Impariamo, dunque, a conoscere le nostre emozioni, a comprenderle e ad acquisirne consapevolezza. Solo così si diverrà capaci di affrontarle, combatterle, vincerle.

Wellness di tendenza 2018: le nuove mode salutiste

Wellness di tendenza 2018

Wellness di tendenza 2018, ecco la seconda parte delle nuove mode salutiste.

Ne abbiamo iniziato a parlare qui e proseguiamo.

Chi non è mai stato attratto da una moda salutista? L’acqua di cocco, il kamut, la quinoa, uno yoga con un nome strambo, una dieta?

L’aspetto positivo di queste novità è che c’incuriosiscono e ci spingono a saperne di più ma occorre fare attenzione, ognuno sa ciò che è bene per sé.

Da evitare soprattutto le diete che possono non essere adatte al nostro stato di salute, meglio rivolgersi ad uno specialista.

Wellness di tendenza 2018: le 5 nuove tendenze salutiste

Riprendiamo il discorso con altre cinque mode salutiste del 2018:

  • diete e digiuno

pare che questo sarà l’anno in cui prevarrà la tendenza chetogenica, ovvero la dieta da cui si tolgono i carboidrati e si sostituiscono con i grassi. Poi ci sarà l’alternanza di digiuni che sarà molto di moda quest’anno. Rischi concreti per la salute, consultate il medico prima

  • Cardio e balletto

ormai non si deve più scegliere fra una disciplina o un’altra, si possono fare tutte insieme. Un nuovo corso fusion ad esempio unisce i circuiti cardio con esercizi di danza classica alla sbarra. Ma se ne trovano tanti altri in giro che fondono yogae pilates ad esempio. Ottimo per gli indecisi

  • Yoga e acquagym

la chiamate ancora acquagym? Siete rimasti indietro. Ora si chiama Float flit ed in pratica bisogna stare in equilibrio su tappetti galleggianti. E lo yoga? Ora c’è l’animal flow ovvero riprodurre con il corpo i movimenti degli animali.

  • Cereali e spezie

Le novità, tutt’altro che nuove, sono sorgo e za’atar. Il primo è un cereale che torna in auge dopo che ci si è stancati dei vari teff e quinoa, il secondo è una comunissima miscela di spezie con un nome esotico e sicuramente un bel prezzo

  • Slacklining e maniglie

la nuova tendenza in fatto di movimento e sport quest’anno prevede camminare in equilibrio su un nastro sospeso, ovvero slacklining, e fare yoga attaccatti alle maniglie ginniche appese al soffitto.

Vi sentite pronti?

Malattie reumatiche: prevenirle è meglio che curarle

Credit: esseresani.pianetadonna.it

Prevenire è meglio che curare: prima avviene la diagnosi, maggiori sono le possibilità di controllare e curare l’evoluzione delle malattie. Questo, vale anche per le malattie reumatiche, che in Italia colpiscono circa nove milioni di persone. Artrite reumatoide, artrosi, fibromialgia, gotta e lupus eritematoso sistemico le più diffuse, e ad esserne colpiti non soltanto gli anziani, ma anche adulti nel pieno della vita. Ed è soprattutto per loro che bisogna favorire la diagnosi precoce, in modo da evitare che malattie a decorso progressivo evolvano da una condizione dolorosa a una invalidante.

Con questo scopo, a Torino, si riuniranno per il Congresso Nazionale del Collegio dei Reumatologi Italiani, i più illustri specialisti del campo, tra i quali Enrico Fusaro, direttore della struttura complessa di reumatologia dell’Ospedale Molinette di Torino, all’interno del quale ha aperto un reparto dedicato alla diagnosi precoce dell’artrite reumatoide.  
Le malattie autoimmuni sistemiche richiedono continui accertamenti, esami e cure molto costose. “Non vanno lasciate a sé, ma bisogna curarle adeguatamente, prendendole per tempo”, afferma lo specialista.  
Un ruolo fondamentale per la diagnosi precoce è svolto dal medico curante. Dovrà essere lui, di fronte alla descrizione del paziente dei sintomi, ad individuare la possibile causa e non limitarsi a curarla. In questo modo la prognosi potrà essere migliore.
 
Il primo approccio per curare le malattie reumatiche, sta nell’utilizzo di “farmaci di fondo” (DMARD) in grado di ridurre il dolore e il gonfiore articolare, rallentando e talvolta bloccando i danni provocati alle articolazioni dall’artrite. Quando questi non funzionano, si ricorre ai “farmaci biotecnologici”, in grado di bloccare il progresso delle malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica e la spondilite anchilosante. “Il destino prognostico è decisamente migliorato rispetto al passato e, oggi, siamo in grado di offrire una migliore qualità della vita ai pazienti affetti da una malattia reumatica”, afferma Stefano Stisi, responsabile del reparto di reumatologia dell’Ospedale Rummo di Benevento e Presidente del Collegio dei Reumatologi ospedalieri e territoriali.
 
L’importante evento scientifico ricade nel mese mondiale dell’osteoporosi (malattia che provoca la progressiva perdita di massa ossea, con conseguente rischio elevato di frattura). “Si tratta di una condizione ancora sottovalutata in entrambi i sessi e poco trattata. Eppure rappresenta una emergenza di salute pubblica, nel momento in cui si ha a che fare con una popolazione sempre più anziana che dopo la prima frattura si avvia verso la non autosufficienza”, ha dichiarato Andrea Giustina, ordinario di endocrinologia all’Università di Brescia e Presidente del Gioseg (gruppo di studio italiano che si dedica allo studio delle cause endocrinologiche dell’osteoporosi).
 
Scoprire la malattia quando essa si è già manifestata attraverso la rottura di un osso, vuol dire aver fallito nella prevenzione, anche perché, il rischio di una seconda frattura, nel periodo immediatamente successivo alla prima, è molto elevato. Per eseguire una diagnosi precoce di osteoporosi, è fondamentale un esame noto come MOC (mineralometria ossea computerizzata): attraverso i raggi X si determina la quantità e la densità minerale nei distretti a maggior rischio di frattura, quali le vertebre lombari e la parte prossimale del femore.

Le malattie reumatiche sono subdole, ma prima le si scopre, meglio si convive con esse.