giovedì, 23 Settembre 2021

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Virus Ebola, decretata l’emergenza sanitaria mondiale

Credits photo italnews

L’epidemia di virus Ebola ora fa davvero paura e l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha definita”un’emergenza sanitaria di portata mondiale“.
Si sono verificate condizioni di urgenza di sanità pubblica di portata mondiale“, recita il comunicato stampa ufficiale dell’OMS.

L’epidemia derivante dal virus Ebola è la più grave nei quarant’anni di storia della malattia: finora sono 930 le persone uccise dal virus dall’inizio dell’anno.

Certificato l’allarme, ora serve dunque un’azione coordinata a livello internazionale, ha ribadito il comitato dell’OMS. Il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, aveva avvertito che “l’epidemia di Ebola sta avanzando in Africa Occidentale più velocemente rispetto alle risorse mobilitate per riuscire ad arginarne la diffusione“.

Fonte Tmnews

Coronavirus: cos’è e come individuarlo

Il coronavirus è un nuovo ceppo virale che si è diffuso dalla Cina.

Sono state rilevate oltre 300 casi di infezioni che per ora hanno causato, per fortuna, solo sei morti.

Si tratta di una forma di polmonite molto aggressiva.

Cos’è il coronavirus?

Appartiene alla famiglia Coronaviridae, si chiama “corona” perché la parte infettiva al microscopio appare come un globulo contornato di punte.

Queste punte si attaccano alle cellule dell’organismo che desiderano infettare. Si legano alle cellule e rilasciano il loro codice genetico modificando il comportamento della cellula, e innescando di solito una risposta immunitaria da pare dell’organismo infettato.

Quindi per farla breve arriva la febbre.

Questo virus è molto diffuso tra i volatili, infettano il loro apparato respiratorio e gastrointestinale, causando sintomi di vario tipo.

Quali sono i sintomi da contagio del coronavirus?

La maggior parte dei ceppi non porta a sintomi particolarmente gravi, un raffreddore al massimo.

In altri casi il virus può scatenare sintomi gravi e parliamo di persone che hanno problemi di sistema immunitario. Il virus si evolve in bronchiti o a polmoniti difficili da trattare.

La SARS è una conseguenza: un’infezione diffusa sia nel tratto superiore sia in quello inferiore del sistema respiratorio.

La MERS è sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus molto simile all’attuale ceppo proveniente dalla Cina.

Da dove arriva il nuovo coronavirus?

Da Wuhan la più grande città della Cina centrale.

Si sono registrati un certo numero di casi di polmonite con cause ignote, sembra però esserci un legame con un mercato all’ingrosso di frutti di mare e altri animali marini vivi.

In tempi brevi si potrebbe già formulare un vaccino. Al momento l’obiettivo è cercare di contenerlo il più possibile, evitando che si diffonda globalmente.

Come si contrae il coronavirus?

Viene trasmesso da persona a persona, solitamente in seguito a contatti stretti, come si possono avere con parenti e amici, oppure negli ambienti di lavoro o in luoghi molto affollati.

Si può prevenire?

Sì. Occorre lavarsi spesso le mani, starnutire i tossire in un fazzoletto, evitare alimenti come frutta o verdura non lavate, bevande non imbottigliate.

Quando la tecnologia fa male alla salute (FOTO)

Credits: grazia.it

Il nostro è un mondo ricco di tecnologia, dove smartphone e schermi di ogni tipo governano la nostra quotidianità. Non riusciamo a muoverci senza afferrare il nostro cellulare, oppure accendere il nostro computer portatile per controllare cosa stanno facendo i nostri amici sui social network. Ci piace essere aggiornati su ogni oggetto relativo alla tecnologia, ma spesso dimentichiamo che tutta questa dipendenza, specialmente se si passano molto ore al giorno davanti a pc o cellulari, può portare delle conseguenze alla nostra salute, non solo dal punto di vista psicologico, ma anche da quello fisico. Infatti, l’uso continuo di questi strumenti elettronici rischia di farci perdere il controllo, innescando circoli viziosi che possono produrre conseguenze poco gradevoli. Scopriamo quali sono.

Cyberstanchezza

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Troppa tecnologia fa male, sopratutto se si controlla, in modo compulsivo, il proprio smartphone. Secondo Steven Rauch, direttore medico del Massachusetts Eye and Ear Balance and Vestibular Center, la cyberstanchezza provoca nausea e disorientamento, ed è il frutto di una confusione fra input sensoriali.

Pericolo per spina dorsale e occhi

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Quando scrivete un sms o passate troppo tempo a scambiare messaggi con gli amici su Whatsapp siete costretti ad abbassare lo sguardo verso il display del cellulare. Sapete questo cosa comporta? Un aggravio sulla spina dorsale. E poi la conseguenza più comune. Dopo ore ed ore davanti allo schermo del computer, ad usare troppa tecnologia, gli occhi si seccano e si irritano, producendo mal di testa e la vostra produttività crolla. Come risolvere? Pause frequenti, almeno una ogni venti minuti, da alternare con attività diverse dal navigare su Internet.

Mani ad artiglio

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Chi chatta troppo con il proprio smartphone risente di crampi e fitte a dita, polso e avambraccio, ed ecco che vi ritrovate con le mani ad artiglio. Datevi delle pause e fate stretching.

Incidenti stradali

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Vi siete mai accorti che molte persone camminano in strada senza guardare davanti perché troppo impegnate e guardare il proprio smartphone? Basta poco per provocare un serio danno fisico. Gli scontri e cadute sono in continua crescita a causa di queste distrazioni.

Vibrazioni fantasma

Credits: medicinaesteticaonline.net
Credits: medicinaesteticaonline.net

Fenomeno comune è quello di percepire vibrazioni fantasma quando non siamo a contatto col nostro cellulare. Tutta questa agitazione può condurre ad ansia e stress. Per allontanarcene bisogna programmare attività lontano dalla tecnologia.

Cibo

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Trascorrere molto tempo online provoca ancora più fame. Questo perché sul web siamo bombardati ogni giorno da immagini di foodporn, ovvero foto di tutte le pietanze che troviamo specialmente sui social network.

Sperma

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Studi hanno dimostrato che il calore dei computer portatili può influenzare la qualità degli spermatozoi, specie in termini di motilità. E così incidere sulle possibilità riproduttive.

Credits photos: vanityfair.it

I dicembre: tutti uniti contro l’AIDS

È vero, attualmente i 9,6 milioni di persone affette dall’AIDS hanno la possibilità di sottoporsi a delle cure efficaci, di acquistare medicine anti-retrovirali economicamente più accessibili rispetto al passato, di rivolgersi a più centri diagnostici e di sottoporsi a trattamenti per il resto della vita: dei dati assolutamente positivi, che segnano anche la diminuzione del numero annuo dei nuovi soggetti che contraggono l’infezione. Laddove questi servizi sono disponibili, questo terribile male si è trasformato in una patologia cronica controllabile.

Eppure non bisogna dimenticare che la diffusione dell’AIDS non si è fermata: sono ancora più di 1,6 milioni le vittime registrate ogni anno e, stando alle nuove linee guida dell’OMS, a dover essere inserite nei programmi di cura sono oltre 18 milioni di persone. E l’AIDS resta la principale causa di morte in molti paesi dell’Africa Sub-Sahariana, dove continua a essere sinonimo di distruzione assoluta.

L’impegno delle personalità politiche nella lotta contro l’AIDS è immobile: agenzie di una certa levatura, come il Fondo Globale, fronteggiano forti cali nei finanziamenti economici, che non rendono pensabili il progetto di inserire molte più persone nei programmi di cura. Sebbene si dica sempre più spesso che la fine dell’epidemia di AIDS è prossima, per poter raggiungere l’obiettivo, si deve riuscire a incoraggiare nuovi progressi progressi, evitando di rallentarli se non bloccarli con un’attivazione troppo poco seguita delle strategie di lotta all’HIV.

In certi Paesi, infatti, la situazione è ancora critica: non riconoscendo la gravità situazione, non solo si minacciano i piani di larga accessibilità del trattamento, ma si osteggia anche l’adozione di di misure che contrastano con efficacia la diffusione della epidemia.