mercoledì, 27 Gennaio 2021

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Morta per colpa del talco cancerogeno: la Johnson & Johnson risarcirà la famiglia

Credits: www.forexinfo.it

Il tribunale di Missouri ha deciso: la Johnson & Johnson dovrà pagare 72 milioni di dollari (corrispondenti a oltre 65 milioni di euro) alla famiglia di una donna morta di cancro alle ovaie a causa dell’uso prolungato del borotalco Baby Bowder prodotto dalla multinazionale americana. Stando a quanto riporta la BBC Online, la vittima, Jackie Fox, 62enne originaria dell’Alabama, era una cliente fedelissima del marchio e utilizzava questo prodotto da oltre 35 anni. Il decesso è avvenuto lo scorso anno, ma solo ora il tribunale del Missouri ha dato la sua sentenza definitiva, imponendo un maxi risarcimento alla compagnia americana.

Dopo la sentenza, è scoppiata la polemica tra la Comunità Scientifica. Si può parlare di talco cancerogeno? Quanto dobbiamo preoccuparci? Durante il processo, gli avvocati della vittima hanno sostenuto che la Johnson & Johnson sapesse dei rischi di cancro del prodotto e che avrebbe omesso di informare i consumatori sui possibili pericoli. Tuttavia, sebbene non esistano prove scientifiche sul collegamento tra i prodotti a base di talco e i tumori, bisogna ricordare che già dieci anni fa il talco era stato inserito nella lista delle possibili polveri cancerogene per il corpo. Il motivo? Semplice. Il talco, diffondendosi negli organi genitali, potrebbe causare infiammazioni croniche che a loro volta potrebbero favorire una formazione tumorale.

Si tratta ovviamente solo di un’ipotesi, ma intanto la multinazionale ha respinto le accuse e ora sta valutando un possibile appello proprio per via della mancanza di prove certe. Il problema è che ormai il caso è scoppiato e negli USA si parla già di allarme “talco cancerogeno”. Questa polvere, infatti, è presente in moltissimi prodotti per il corpo, quali quelli per l’infanzia (oltre la già citata Baby Powder, c’è anche lo Shower to Shower), ciprie, ombretti e saponi. Pur dimostrandosi “solidale” con la famiglia della donna deceduta, la Johnson & Johnson si è detta decisa a portare avanti la sua lotta per difendere il suo marchio di fabbrica. E mentre si è scatenata la guerra legale, noi consumatori, che facciamo spesa ogni giorno, dovremmo iniziare davvero a preoccuparci per la nostra salute? Il talco può davvero causare il cancro?

50 Sfumature di Grigio e il pericolo della ‘Sindrome di Mr. Grey’

50 Sfumature di Grigio fa male al sesso, questo è quanto è stato riportato dallo psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano: si chiama “Sindrome di Mr. Grey”, ed è psicologimanete pericolosa. Si tratta, infatti, di paragonare ogni istante della propria vita, amore, relazioni e amicizia, lavoro e quotidianità, al film più sexy di tutti i tempi, uscito il 12 febbraio nelle sale di tutta Italia e incassando più di 2 milioni di euro solo il primo giorno.

Mr. Grey, il personaggio attorno a cui gira la trama del film, coglie nel segno numerosi aspetti che le donne ricercano costantemente nella loro quotidianità come la capacità di rendere speciale ogni piccolo gesto nella costante attenzione al corpo della donna. Le spettatrici si sentono così costantemente al centro della mente dell’uomo, scoprono sensazioni, parti del proprio essere femminile che non conoscevano e vivono costantemente la tensione della suspance”, afferma lo psichiatra. “Ed è qui – prosegue – che entra in gioco la ‘sindrome di Mr. Grey’, che si traduce in un forte impatto emotivo che nasce paragonando l’intensità della storia che viene riportata nel racconto, con la ‘normale’ quotidianità degli spettatori, troppo spesso caratterizzata da inerzia e lunghe fasi di stanca monotonia. Questo può far insorgere nei soggetti più sensibili un accumulo eccessivo di tensione e un forte senso d’inadeguatezza”.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere, 50 Sfumature di Grigio e la sua “sindrome” possono anche portare benefici: “Molte donne vivono in un limbo, fatto di scarsa conoscenza del proprio corpo e di sentieri inesplorati. Nel film, invece, trovano una strana piacevolezza nell’ambivalenza con cui si nutrono del rapporto di dominanza e sottomissione, in cui la protagonista sottomessa è tutto per Mr. Grey, che rappresenta il suo padrone. Questa modalità relazionale, che definirei una ‘prigione relazionale’, le fa sentire perennemente in una condizione di sottile eccitazione, che stimola la naturale propensione a prendersi cura dell’uomo, a servirlo, a pensare a lui, a cosa gli dà piacere, ai gesti del quotidiano che lo gratificheranno”, ha dichiarato ancora lo psichiatra.

Ma davanti ad un Bronzo di Riace come Mr. Christian Grey, cosa possiamo farci?
Viva 50 Sfumature, comprese le sue malattie, compreso tutto.

Le 10 cause che scatenano la cellulite

Chi di noi non si è mai lamentata per la cellulite alzi la mano.

Questo antipatico inestetismo della pelle, che regala quell’effetto antiestetico a buccia d’arancia nella zona cosce e glutei, affligge la maggior parte delle donne. Spesso si associa la cellulite al sovrappeso pensando che siano due cose strettamente collegate, ma in realtà non è così. Perfino le donne molto magre possono essere vittime di questo problema, che non è dovuto al grasso in eccesso, ma alla circolazione sanguigna, che favorendo il ristagno di liquidi, crea quelle antipatiche fossette che si formano principalmente sul lato B, sui fianchi e sulle gambe.

Anche i fattori ormonali possono influire sulla cellulite, difatti è una caratteristica esclusiva del sesso femminile. Gli uomini non hanno la cellulite, a parte in alcuni rari casi dove vi sono squilibri ormonali.

Vediamo quali sono i fattori che possono contribuire alla formazione della cellulite e che sarebbe dunque meglio evitare.

1) I pantaloni troppo stretti

pantaloni stretti

Come abbiamo detto è la cattiva circolazione a far ristagnare i liquidi, per cui indossare pantaloni troppo stretti, che impediscono il normale flusso sanguigno nelle gambe e nei fianchi è deleterio per la circolazione e favorisce la formazione di cellulite.

2) Accavallare le gambe

Basic instinct

Rimanere molto tempo con le gambe accavallate intralcia i vasi sanguigni e quindi la circolazione. Nel caso in cui si sia costrette a rimanere nella stessa posizione per molto tempo, per motivi di lavoro o altro, è bene muovere le gambe frequentemente, facendo esercizi in modo da riattivare la circolazione, quindi occorre cambiare spesso posizione delle gambe e alzarsi per riattivare la normale circolazione sanguigna.

3) Esercizi aerobici

Aerobica esercizi

Gli esercizi aerobici non causano la cellulite, ma non comportano neanche il minimo giovamento per combatterla. Non serve a nulla fare jogging o esercizi aerobici, che spesso fanno perdere tonicità ed elasticità alla pelle favorendo gli insestetismi, senza abbinarci dei movimenti di tonificazione muscolare, che sono quelli che combattono la cellulite..

4) Il fumo

fumo

È scientificamente provato che il fumo fa male a qualunque cosa. Il fumo è deleterio per la pelle, la rende secca e fa ristagnare i liquidi, tutte cose che favoriscono l’insorgere della cellulite.

5) La liposuzione

liposuzione

La liposuzione rimuove il grasso in eccesso, che poi però si ridistribuisce in maniera irregolare e questo può evidenziare ancora di più la cellulite. Meglio optare per soluzioni meno invasive come le terapie a radio frequenze.

6) L’esposizione al sole

abbronzatura

Quando il sole entra a contatto con la pelle si sviluppano i radicali liberi, che indeboliscono le cellule connettive dell’epidermide e danneggiano la cute, rendendo l’inestetismo ancora più visibile. È bene utilizzare sempre ottime creme protettive per scongiurare qualsiasi danno alla pelle, tra cui anche la cellulite.

7) Lo stress testo

stress

Qualcuno pensa che lo stress faccia dimagrire, in realtà non è vero, perché gli stati di tensione e di ansia sviluppano il cortisolo, che è l’ormone che fissa il grasso nelle cosce e nei glutei, oltre a procurare anche altri danni nell’organismo. Quindi relax.

8) Le allergie

allergie

Perfino le allergie possono causare la cellulite, perché quando nell’organismo si scatena una reazione di intolleranza vengono rilasciate le istamine, che aumentano la ritenzione dei liquidi nel corpo.

9) Gli antidolorifici

antidolorifici

I farmaci antidolorifici e antiinfiammatori come l’aspirina o l’ibrupofene, hanno come effetto collaterale di trattenere i liquidi corporei. In caso di necessità conviene orientarsi verso medicine a base di paracetamolo, che non causa ritenzione idrica.

10) Le diete

dieta

Contrariamente a quanto si pensa, non sempre le diete sono efficaci per combattere la cellulite e il peso in eccesso. Le diete povere di liquidi e di proteine diminuiscono l’elasticità della pelle e fanno ristagnare il sangue. Bisogna sempre bere molta acqua e inserire nell’alimentazione tante proteine e una moderata quantità di carboidrati. Bisogna inoltre mangiare cibi cosiddetti del buonumore, come anacardi e noci, in modo da combattere anche lo stress.

credits: http://www.voglia-di.it/

Dal Canada uno spray nasale contro la depressione

Un gruppo di ricercatori del Campbell Family Mental Health Research Institute ha sviluppato uno spray nasale in grado di somministrare un peptide che tratta la depressione e che potrebbe costituire un futuro valido approccio terapeutico alternativo. La ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista Neuropsychopharmacology.

Il sistema, che prevede l’inalazione del farmaco, e’ stato sviluppato in collaborazione con la societa’ americana Impel NeuroPharma e ha dimostrato di riuscire a far giungere il peptide nella zona corretta del cervello, alleviando così i sintomi simili ala depressione in modelli animali.

E’ la prima volta che un trattamento che si basa su un peptide viene effettuato attraverso uno spray nasale, nello specifico caso della cura della depressione. Questa ricerca ci porta un passo più vicini alla sperimentazione clinica” ha spiegato Fang Liu, coordinatore dello studio presso il Centre for Addiction and Mental Health (CAMH). Il peptide interferisce con il legame che si crea fra due recettori dopaminci, il D1 e il D2. Il team di Liu ha scoperto in precedenza che questo legame era piu’ alto nelle persone affette da forme gravi di depressione e alterarlo aveva un effetto anti-depressivo.

Oltre cinque milioni di persone soffrono in Italia di questo disturbo e questo studio con i conseguenti risultati, offre una valida alternativa alle cure tradizionali, come psicofarmaci o, in alcuni casi, elettroshock, riducendo gli effetti collaterali al minimo.