giovedì, 18 Agosto 2022

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#IceBucketChallenge, ma quanti sanno cos’è la SLA?

La protesta dei malati di SLA in Italia risuona forte e chiaro in tutto il mondo: “Le secchiate? Solo ipocrisia”.
Loro sono i primi a riconoscere che l’iniziativa è partita bene, molto bene in America, ma che, strada facendo, si è dimenticato il reale obbiettivo dell’Ice Bucket Challenge.
Ormai le secchiate d’acqua non solo altro che l’ultima moda del momento: è sicuramente più comodo farsi riprendere con i capelli e gli indumenti bagnati piuttosto che tirare fuori il portafoglio e donare per una buona causa.

Personalmente ritengo che molti di quelli che hanno partecipato alla campagna #IceBucketChallange non sanno nemmeno di preciso cos’è la SLA.

Ecco una spiegazione.

La SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica – chiamata anche morbo di Lou Gehrig per via di un giocatore di baseball che attirò l’attenzione pubblica sulla malattia nel 1939 – è una malattia neurodegenerativa progressiva del motoneurone, che colpisce selettivamente i motoneuroni, cioè porta a una paralisi totale. La prima parte del corpo ad essere colpita da questa malattia è la corteccia celebrale, poi, in un secondo livello, il tronco encefalico e il midollo spinale.
La SLA è una patologia rara, colpisce 2 – 3 persone ogni 100 000 individui all’anno, principalmente uomini. È estremamente rara dopo gli 80 anni.

Attualmente non si conosce il numero esatto di malati di SLA in Italia, poiché non sono stati ancora completati i relativi registri, ma si stimano almeno 3.500 malati e 1.000 nuovi casi all’anno con una forte concentrazione il Lombardia, poi Campania, Lazio e Sicilia – anche se questo potrebbe dipendere in buona parte da una maggiore capacità di diagnosi delle strutture ospedaliere locali.

Esordio e decorso della malattia variano molto da individuo a individuo e dipendono dalla forma di SLA da cui si è colpiti. I sintomi iniziali sono: brevi contrazioni muscolari, detti anche fascicolazioni, crampi, rigidità e debolezza muscolare che influiscono sul funzionamento di un arto.
Questo tipo di esordio riguarda circa il 75% dei casi, mentre il restante 25% ha un esordio differente, detto bulbare, che si manifesta con difficoltà nella parola fino alla perdita della capacità di comunicare verbalmente e difficoltà di deglutizione. Le differenze di sintomi iniziali della malattia dipendono da quale dei motoneuroni viene colpito prima: se il primo è che si trova a livello della corteccia cerebrale si avrà un esordio bulbare, invece l’esordio sarà spinale se il motoneurone colpito si trova a livello del tronco encefalico e del midollo spinale.
E non si tratta della perdita progressiva della capacitò di muoversi, parlare, deglutire e spesso anche respirare autonomamente, la SLA colpisce anche il lobo fronte temporale, causando la demenza.

La diagnosi viene fatta per lo più in maniera sintomatica e avviene mediamente dopo un anno dall’insorgenza dei sintomi, anche se ci sono stati casi in cui la malattia viene diagnosticata in tempi molto più lunghi.

Ma quali sono le cause, i fattori che scatenano la malattia?

Attualmente si ritiene che la SLA sia una malattia con cause multifattoriali, cioè che il suo insorgere possa essere determinato da una serie di motivi di tipo sia genetico che ambientale.
Studi recenti hanno individuato tra le cause anche il mutamento di un gruppo di geni, che sarebbe un fattore predisponente.
Attualmente, però, maggior attenzione viene rivolta a cause ambientali e stili di vita che possono, nel soggetti predisposti, facilitare l’insorgenza della malattia. Tra questi fattori ambientali ci sono, ad esempio, il contatto con agenti inquinanti, o i traumi frequenti alla testa.

La maggior parte dei pazienti affetti da SLA alterna periodi di ricovero ospedaliero a periodi di assistenza domiciliare continua, sia di tipo medico che non. Non va sottovalutato l’altissimo impatto sociale della malattia che investe tutta la famiglia – ad esempio, capita spesso che il coniuge della persona malata lascia o riduce la propria attività lavorativa, per seguire costantemente il malato e adattare la casa alle esigenze di quest’ultimo. L’impatto psicologico non è da meno.

Ora come ora, non ci sono cure in grado di arrestare o prevenire la malattia. Per questo motivo era partita la raccolta fondi #IceBucketChallenge, per dare un contributo economico alla ricerca di una cura. Per dare la felicità a chi è, purtroppo, più sfortunato di noi.
La cosa però ci è sfuggita di mano, e le secchiate d’acqua ghiacciata non sono diventate altro che un modo per farsi vedere e mettersi in mostra sui social network. A voi, che fate i buffoni su in problema così grande, chiedo gentilmente di mettervi una mano sulla coscienza.

Risparmiatevi il ghiaccio e donate.

[Credit: osservatoriomalattierare.it]

Coca Cola: cosa accade nel nostro corpo dopo averne bevuto una lattina?

credits photo: huffpost.com

Non molto tempo fa, vi abbiamo descritto cosa accade all’interno del nostro corpo dopo aver mangiato un Big Mac, il famoso panino del McDonald’s. Adesso proviamo a capire cosa accade nel nostro corpo dopo aver consumato la bevanda più amata di tutti i tempi: la Coca Cola.
Un farmacista britannico, Niraj Naik, ha descritto sul blog The Renegade Pharmacist, di cui si occupa, gli effetti nel corpo umano, nell’ora successiva all’assunzione della bibita.
Solitamente, dopo averla bevuta, ci sentiamo rinfrescati e pieni di energie, ma, ecco come gli zuccheri e la caffeina agiscono realmente nel nostro corpo.

Nei primi 10 minuti

Circa 10 cucchiaini di zucchero entrano nell’organismo (il 100% della dose quotidiana consigliata). Il senso di nausea non è immediato perché l’acido fosforico modifica il sapore e consente di berla senza particolari fastidi.

Dopo 20 minuti

Lo zucchero nel sangue raggiunge il picco causando un aumento di insulina. Il fegato risponde a questa improvvisa condizione trasformando ogni zucchero possibile in grasso.

Dopo 40 minuti dopo

La caffeina è stata completamente assorbita. Le pupille sono dilatate, la pressione sanguigna comincia a salire e, il fegato comincia a scaricare più zuccheri nel sistema circolatorio. I recettori per l’adenosina – molecola utile per il trasferimento di energia- nel cervello sono in funzione per contrastare la sonnolenza.

Dopo 45 minuti

Il corpo aumenta la produzione di dopamina – neurotrasmettitore – stimolando i centri del piacere situati nel cervello. Questa particolare condizione, è la stessa che si verifica in caso di assunzione di eroina.

60 minuti dopo

L’acido fosforico lega insieme calcio, magnesio e zinco nell’intestino, accelerando il metabolismo. Ed è qui che entrano in gioco le proprietà diuretiche della caffeina, facendo aumentare il bisogno di urinare.
Non solo, le alte dosi di zuccheri favoriscono l’espulsione, tramite la minzione, di calcio, magnesio e zinco, altrimenti destinati alle ossa.

Non appena l’eccitazione comincerà a calare, si avrà un brusco calo della glicemia, che porterà irritabilità e apatia.
A questo punto tutta l’acqua contenuta nella lattina, sarà stata urinata, prima che il corpo possa aver assorbito i nutrienti utili per tenere l’organismo idratato.

“Una delle cose che mi ha sempre sorpreso da quando lavoro come farmacista è: perché alcune persone continuino a prendere peso nonostante una dieta povera di grassi. Dopo aver visto molti soffrire di malattie collegate all’obesità, come problemi di cuore, diabete o gli effetti collaterali dei medicinali, ho deciso di scoprire cosa rende questi individui grassi, visto che il grasso non deriva da ciò che mangiano”, ha scritto Naik.
Secondo il farmacista, uno dei maggiori pericoli per la salute si nasconde nello sciroppo di glucosio fruttosio (High Fructose Corn Syrup), utilizzato in molte bevande zuccherate, merendine e cibi da fast food. La maggior parte di questo composto è in grado di arrivare al fegato e di “confonderlo”, tanto da essere trasformato quasi interamente in grasso.

“Le persone che seguono il mio consiglio di limitarne l’assunzione mi dicono di sentirsi molto meglio e di aver perso perso. In molti casi, chiedo di rimpiazzare bevande come la Coca Cola con acqua naturale (magari con un po’ di limone per darle sapore) o con il tè verde. Consiglio anche di utilizzare dolcificanti naturali. I risultati sono notevoli. Ma ci sono 1,6 miliardi di bottiglie di Coca Cola vendute ogni giorno nel mondo. Nonostante non abbia un contenuto così alto di sciroppo di glucosio fruttosio, la Coca Cola contiene caffeina e sali raffinati. Il consumo regolare di questi ingredienti, soprattutto in dosi massicce, può aumentare il rischio di obesità, diabete, malattie cardiache e pressione alta”, conclude Naik.

Se volete bene al vostro cuore e alla vostra mente ricordate queste informazioni la prossima volta che comprerete una lattina di Coca Cola.

Rischi e benefici dell’allattamento al seno

Credits photo: mammaebambino.pianetadonna.it

Latte materno o latte artificiale? Questa diatriba è nata nella notte dei tempi e non mostra cenni di spegnimento. A riaccendere la questione, sono arrivate le nuove linee guida del Ministero della Salute, per le quali hanno collaborato diversi pediatri di tutta Italia. Con queste non solo si dimostrano gli effetti benefici dell’allattamento al seno (almeno per i primi sei mesi di vita del neonato), ma si prevedono anche eventuali controindicazioni sia per la mamma che per il bambino. Vediamole nel dettaglio.

Prevenzione delle patologie

I primi dati presentati nelle linee guida del Ministero della Salute sono positivi non solo per il bambino ma anche per la mamma. Nel primo caso questi dimostrano che l’allattamento al seno garantisce il 257% di probabilità in meno che il bambino sia ricoverato nel primo anno di vita per infezioni delle basse vie respiratorie, che soffra di diarrea e vomito (-178%), otite (-100%), diabete di tipo 2 (-64%), asma (-35%) e obesità (-32%). Se si parla della mamma, invece, si riduce del 4% il rischio di sviluppare un cancro al seno e del 24% il pericolo di contrarre un tumore all’ovaio.

Controindicazioni per la mamma

Esistono però anche delle situazioni, seppur rare, in cui la mamma ha pieno arbitrio di decidere se interrompere o continuare l’allattamento al seno per preservare la propria salute, come nei casi di influenza, diarrea, coliche e infezioni urinarie. L’unica clausola è di non interrompere mai bruscamente il trattamento di latte materno e abituare il bambino progressivamente. Se invece la mamma decide di ricorrere allo svezzamento vegano può farlo, a patto che compensi la mancanza del latte con alimenti ricchi di vitamina B12.

Durata dell’allattamento

Il latte materno, a differenza di quello artificiale, contiene ormoni che regolano il metabolismo e l’equilibrio fame-sazietà, per tale ragione si sostiene che l’allattamento al seno per almeno i primi sei mesi di vita sia in grado di prevenire il rischio di obesità.

Possibili allergie

L’allattamento al seno è nemico delle allergie: questo ripara infatti il bambino dall’asma fra i 5 e i 18 anni, l’eczema prima dei 2 e dalla rinite allergica prima dei 5. Inoltre – sostiene Mauro Stronati – il latte materno, fornendo al neonato piccole dosi di glutine che derivano dalla dieta materna, e alcune sostanze immuno-attive come oligosaccaridi e nucleotidi naturalmente presenti nel latte, favorisce una tolleranza immunologica nel bambino. Secondo questa tesi, dunque, il latte materno riduce anche il rischio di intolleranza al glutine.

Allattamento dei neonati in terapia intensiva

Nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale si allatta pochissimo: a rivelarlo è uno studio condotto su 12 centri che dimostrano che solo il 31% dei bambini che pesavano meno di 1.5kg veniva allattato al seno. Secondo le linee guida del Ministero della Salute questo è un grave errore, poiché i bambini prematuri, più di altri, hanno bisogno dell’allattamento al seno per ridurre il rischio di patologie come la setticemie e la meningite.

Banche del latte

Per fortuna che esistono le banche del latte. Ci sono mamme che, purtroppo, per diversi motivi non hanno latte sufficiente per nutrire il proprio bambino, ecco perché esistono le sopracitate banche del latte. Queste sono dei vasti rifornimenti in cui si conserva il latte donato: in Italia ci sono 32 banche per un totale di 7600 litri di latte secondo quanto indicato nel rapporto del 2011. Il nostro paese è il primo in classifica, insieme alla Svezia.

Inquinamento

L’esposizione a diossine e furani specialmente nelle zone industriali sottopone il latte materno a rischio di contaminazione: ciò non significa che sia preferibile assumere latte artificiale. Il latte materno permette infatti al bambino di compensare parzialmente gli effetti negativi dell’esposizione ai bifenili policlorurati e diossine – secondo quanto affermato dal dr. Stronati, presidente della Società Italiana di Neonatologia.

Cattive abitudini

È notizia di questi giorni l’introduzione di una normativa che vieta di fumare in macchina se sono presenti donne incinte o bambini. Sembra quasi scontato dirlo ma la donna sia durante la gravidanza che nella fase dell’allattamento dovrebbe evitare di assumere droghe o alcol non solo per preservare la propria salute ma anche affinché il bambino possa ricevere tutti i benefici del latte materno.

Controindicazioni per il bambino

Il latte materno fa bene alla salute e al benessere del bambino, ma non sempre. Esistono rari casi in cui il neonato non deve assolutamente ingerire questo tipo di latte: se la madre ha la galattosemia o la fenilchetonuria o ancora l’HTLV I e II, la brucellosi non trattata e l’HIV. Infine è vietato l’allattamento al seno se la mamma sta seguendo la chemioterapia.

Farmaci

Per le mamme che assumono farmaci in fase di allattamento arriva Lactmed, non solo un sito, ma anche un’app, grazie alla quale le donne potranno identificare il livello di controindicazioni per il bambino del farmaco assunto. La pagina è in inglese ma i risultati appaiono anche se si digita il nome del farmaco in italiano: la scheda nella schermata proporrà anche una soluzione alternativa in caso di pericolosità. Rimane comunque dovere delle mamme non affidarsi ciecamente a Lactmed e consultare sempre il parere di un medico.

Queste linee guida chiaramente non esauriscono le diverse casistiche che si potrebbero verificare: chi più di ogni altro può comprendere di quale tipo di allattamento ha bisogno il neonato e per quanto tempo è solo la mamma, insieme al pediatra. L’allattamento al seno rimane, in ogni caso, uno dei primi atti d’amore che una madre possa rivolgere a suo figlio.

5 trucchi per essere più in salute, felici e intelligenti

Essere felici nella vita moderna spesso può essere molto difficile, tra blocchi del traffico, colleghi di lavoro, scadenze e tanto altro ancora. Quello che bisogna sapere è che l’essere felici, oltre a farci sentire bene mentalmente, comporta molti vantaggi nella nostra quotidianità. Essere felici infatti ci fa essere molto più produttivi nel lavoro, ci fa essere cordiali e pazienti con gli altri, evitando litigi eccessivi, e migliora la nostra salute, facendoci vivere meglio e più a lungo. Questi sono solo alcuni dei vantaggi che compongono la lunga lista di motivi per cui essere felici. Esistono dei piccoli trucchi che non richiedono nemmeno troppo tempo per raggiungere la felicità ogni giorno, scopriamoli insieme.

 

 

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​1. Mangiare sano

Per quanto possa sembrare banale, il mangiar bene è essenziale e ci aiuta ad essere felici. Consumare un’alimentazione salutare e piena dei basilari nutrienti per il corpo, permette a voi e ai vostri figli di mantenere un organismo sano e rimanere quindi in buona salute. Il giusto equilibrio tra frutta, verdura, pesce e carne fa sì che il nostro corpo assimili tutte le sostanze di cui ha bisogno e si difenda da virus esterni con maggiore efficienza. Mangiare bene ci farà inoltre rimanere in perfetta forma, accrescendo di conseguenza anche l’autostima. Per un’alimentazione salutare non serve più tempo rispetto a quello che utilizzate normalmente: sostituite lo yogurt alla tazza di cioccolata e delle fette integrali con golosa marmellata alle brioches che comprate al supermercato, il risultato sarà ancora più delizioso.

 

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2. Giocare

Per quanto possa sembrare infantile, anche noi adulti con molte responsabilità e doveri, abbiamo bisogno di momenti di svago e di gioco. Chi ha detto che giocare sia solo una cosa da bambini? Passare qualche minuto o anche un’oretta giocando da soli o in compagnia, per esempio sui social network a Candy Crush o a Blackjack, ci permette di staccare la spina da tutto quello che ci pesa sulle spalle per ripartire ancora più carichi di prima. Se siete sempre impegnati e pieni di lavoro, utilizzate i pochi minuti liberi che la giornata vi concede, come ad esempio la pausa pranzo o il percorso sulla metro.

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3. Provare nuovi esercizi

Non limitatevi alla classica sequenza di attrezzi in palestra: vi annoierete facilmente e smetterete in pochissimo tempo. Provate ogni giorno qualcosa di nuovo, preferendo una passeggiata attraverso un parco che avete sempre guardato da lontano per arrivare sul posto di lavoro, oppure fate una lezione di prova per quel corso che avete sempre ritenuto impossibile per voi. Provare cose nuove terrà sveglia la vostra mente e aiuterà il corpo a rimanere in forma.

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4. Essere altruisti

Il donare è un’azione che comporta benefici anche a noi stessi. Il fare del bene a un bisognoso oppure a un nostro caro è uno dei gesti che più ci fa essere felici. Cosa c’è di meglio del sorriso del nostro amato o degli altri nostri familiari? Potrete comprare e regalare quell’oggetto tanto desiderato da quella persona, oppure, in maniera del tutto gratuita, lavare voi i piatti quando non è il vostro turno.

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5. Risolvere rompicapi

Nemmeno questa è un’azione banale, se ci pensiamo bene. Il risolvere rompicapi o enigmi aiuta la nostra mente a rimanere sempre attiva, comportando benefici nella vita quotidiana e nel nostro lavoro, sostituendo quelle pessime giornate in cui non riuscite nemmeno a mandare una mail, a quelle in cui sarete voi ad aiutare persino i vostri colleghi a risolvere i problemi. Acquistate un libretto di enigmistica da riempire nei minuti prima di andare a dormire, oppure scaricate delle app di esercizi mentali da svolgere anche quando aspettate il bus o il vostro turno alla posta.

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