giovedì, 18 Agosto 2022

Salute

Home Salute Pagina 2
Notizie sulla salute, sugli stili di vita, scoperte mediche, farmaci, diete, fitness

Allergia pollini maggio: cosa fare, consigli e rimedi

Allergia pollini maggio

Allergia pollini maggio critico: come affrontare la situazione?

La pollinosi è una reazione allergica a cui sono sensibili tantissime persone, chi in minor percentuale e chi invece in maggiore.

Sfortunatamente il polline è un nemico molto infido: s’infila ovunque, è facilissimo respirarlo, ci si attacca addosso e provoca non pochi fastidi.

Chi è allergico al polline sa bene di cosa stiamo parlando

Allergia pollini maggio fra i mesi più critici

Molti credono ancora che l’allergia al polline sia connessa esclusivamente alla primavera, ma purtroppo no, gli alberi fioriscono tutto l’anno e a seconda del pollina a cui si è allergici se ne può soffrire in autunno come anche in estate. Certo la primavera, aprile e maggio in particolare, è il periodo più critico.

Se diamo un’occhiata al calendario del polline notiamo che si hanno problemi con betulacea, frassino, pioppi, salice e platano. Inoltre ci si aggiungono le urticaceae e le graminaceae, il grano e la spigolina e l’acero.

Quindi chi è allergico anche solo ad una di queste piante, a maggio, dovrebbe prendere le giuste precauzioni.

Allergia pollini maggio: cosa fare

In primis consultare un allergologo. Se in corrispondenza di questo periodo vi bruciano gli occhi, starnutite, vi cola il naso, tossite e la pelle vi prude correte a fare un test (il famoso prick test quello dei taglietti sul braccio su cui si applicano gli allergeni, che prudono da morire ma non ci si può grattare).

10 regole per la prevenzione:

  1. non uscire nelle giornate ventose oppure indossare una mascherina
  2. evitare tende, tappeti, moquette e tutto ciò che può imprigionare il polline
  3. installare delle zanzariere
  4. fare la doccia e lavare i capelli ogni volta che si rientra in casa
  5. non passeggiare nei campi aperti o sotto gli alberi
  6. evitare di uscire subito dopo un temporale perché l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggiore profondità
  7. tenere sempre sott’occhio il meteo polline ed il calendario dei pollini
  8. lavare spesso i pavimenti
  9. non stendere i vestiti all’aperto specie se c’è vento
  10. evitare le zone in cui si concentrano le piane o l’erba verso cui si è allergici

Europa, in quale nazione si vive più a lungo? (FOTO)

Credits: wakeupnews

Dove si vive meglio e più a lungo in Europa? In quale paese, quindi, la popolazione è più longeva? Il Nordest dell’Italia, il nord della Spagna, e la Francia occidentale e meridionale, Andorra: sono questi i luoghi del vecchio continente in cui si vive di più, grazie anche alla dieta mediterranea, al clima favorevole e a uno stile di vita più sano.

La “mappa della longevità in Europa” è stata realizzata grazie ad uno studio dell’Università di Porto, pubblicato sul britannico Journal of epidemiology and community health. La ricerca dell’università ha analizzato la percentuale di uomini e donne che nel 2001 avevano tra i 75 e gli 84 anni e che, nel 2011, erano ancora vivi, arrivando quindi all’età di 85 e 94 anni. Le aree più scure nella mappa indicano proprio le zone in cui quella percentuale di “anzianità” è maggiore: i Paesi della Loira, Ile de France e Provenza sono quelli con i tassi più alti.

Europa, in quale nazione si vive più a lungo? (FOTO)
Allo stesso modo questa ricerca ha analizzato anche quelle zone in cui la percentuale si abbassa: tra queste regioni abbiamo le aree industriali del Nord Europa, in particolare in Gran Bretagna, Olanda, Danimarca e Svezia ma anche nel Sud della Spagna.

Europa, in quale nazione si vive più a lungo? (FOTO)E l’Italia? In Italia il Veneto e la Romagna sono le aree in cui si vive di più, la zona attorno a Napoli in Campania e tra Bari e Foggia in Puglia invece quelle in cui la percentuale analizzata precedentemente è più bassa.

[Fonte e Credits: Repubblica]

Le variazioni di temperatura fanno bene alla salute

Siamo tutti abituati a pensare che la normale temperatura corporea sia quella che si aggira attorno ai 37º. Sempre attenti alle sue variazioni, reagiamo sintomaticamente agli sbalzi con le sensazioni di caldo o freddo, davvero insopportabili in alcuni momenti.

E se scoprissimo che queste variazioni indicano uno stato di buona salute e, in certi casi, tendano anche a migliorarla?

Il DailyMail, ha stilato un elenco di effetti positivi, del caldo o del freddo, sul nostro organismo sfatando alcuni miti che accompagnano da sempre le storie della temperatura corporea.

Innanzitutto è necessario precisare che la temperatura corporea standard nota a tutti, è quella fissata nel XIX secolo dal dottor Carl Wunderlich a 37º. Una rivisitazione del suo studio, effettuato su migliaia di pazienti, ha precisato che la temperatura corporea ideale è fissa a 36,8º.

Di lì, anche delle leggere variazioni, possono incidere influentemente su svariate situazioni. Così un lieve innalzamento della temperatura, la cosiddetta febbre, aumenterà le nostre difese immunitarie, debellando i virus presenti all’interno dell’organismo. O una temperatura più elevata, nella donna, indicherà il periodo di maggiore fertilità, a causa della presenza del progesterone. O, ancora, che una temperatura corporea più bassa, nell’uomo, ne incrementi la capacità di concepimento: i testicoli dovranno misurare almeno due gradi in meno rispetto al resto del corpo, per garantire la perfetta mobilità degli spermatozoi.

Anche con il variare dell’età, la temperatura varia in maniera inversamente proporzionale. Più frequenti saranno i casi di ipotermia negli anziani, così come quelli di sudorazione con temperature esterne elevate.

E il periodo delle vampate di calore per eccellenza, la menopausa, non può non essere citato. La temperatura della donna si innalza anche di nove gradi durante una vampata, indicativamente nel tardo pomeriggio (18.25, secondo gli studi). Ma questa pesante variazione, indica anche una buona salute a livello cardiovascolare, con una riduzione delle malattie cardiache davvero notevole.

Interessante è ancora vedere, come informa uno studio pubblicato dalla rivista Cell, quanto la sensazione di freddo possa contribuire al dimagrimento. Il corpo per riscaldarsi dovrà consumare calore, tendendo a trasformare il grasso bianco, in eccesso, in una forma, definita grasso beige, molto vicina al grasso bruno e quindi indispensabile e a disposizione della termogenesi.

Insomma pro e contro, caldo e freddo, uomo e donna, giovane o anziano: l’antitesi della vita, si specchia nel nostro organismo.

Adriana Lima racconta la sconvolgente dieta degli Angeli di Victoria’s Secret

Il fatto che la materia prima su cui lavorare sia indispensabile non è opinabile. Dare, invece, tutto il merito al metabolismo veloce lo è, decisamente. “È questione di costituzione”, frignano le top models, esibendo fiere il proprio fisico asciutto e scultoreo e provocando istinti omicidi nelle donne e stupore e apprezzamenti negli uomini.

Adriana Lima, come altre sue colleghe hanno fatto in passato, disintegra questi luoghi comuni, dichiarando al Telegraph l’effettivo sacrificio a cui le modelle sono sottoposte. Un sacrificio insano, malato ed estenuante, giustificabile, forse, solo dal risultato.

Il duro percorso che porta, infatti, gli Angeli di Victoria’s Secret ad ottenere fisici perfetti, in occasione della sfilata di Novembre, inizia almeno quattro mesi prima. Un calcolo sulla massa grassa, già esigua, delle top models quantifica l’obiettivo da raggiungere e la dose di nutrienti necessari per realizzarlo. Un regime alimentare rigido, che le modelle devono associare ad un altrettanto rigida attività fisica.

Allenamenti di cinque ore, che diventano sempre più pesanti via via che ci si avvicina allo show, momento in cui anche l’alimentazione misurata, lascia spazio ai soli frullati proteici, sostituiti infine dal digiuno nelle quarantott’ore che precedono la sfilata e alla proibita assunzione di liquidi nelle ultime dodici ore.

Criticabile o condannabile, le top model lo accettano come parte integrante del proprio lavoro, descrivendola come una dieta ordinaria. Una regime alimentare che dieta non può definirsi, dal momento che questa, per etimologia, prevede un equilibrio nell’apporto di tutti i principi nutritivi.

Si gioca con il corpo, come si gioca con gli oggetti

ed è permesso quando a giustificarlo è il canone di bellezza imposto dalla società. Un canone che neanche il metabolismo più veloce della terra, potrebbe singolarmente soddisfare.