Esenzione fiscale. Dal 2026 le pensioni delle vittime del dovere diventano totalmente esentasse. Ecco cosa cambia davvero, chi ne ha diritto e come ottenere i rimborsi.

Esenzione fiscale per le vittime del dovere

Dal 1° gennaio 2026 cambia tutto per le vittime del dovere. Con una nuova circolare, l’INPS ha ufficializzato una svolta attesa da anni: le pensioni percepite da questa categoria diventano completamente esentasse. Significa, in termini semplici, dire addio a IRPEF e addizionali locali, con un aumento netto dell’importo mensile.

Una misura che arriva dopo anni di interpretazioni restrittive e contenziosi, ma che oggi trova finalmente una linea chiara e uniforme.

Cosa cambia davvero rispetto al passato

Fino a poco tempo fa, l’esenzione fiscale veniva applicata solo alle pensioni direttamente collegate all’evento che aveva dato origine al riconoscimento come vittima del dovere. Un approccio limitato che escludeva, ad esempio, altri trattamenti pensionistici percepiti dalla stessa persona.

Dal 2026, invece, il principio cambia radicalmente: tutte le pensioni diventano esenti da tassazione, indipendentemente dalla loro origine. Una differenza sostanziale che può incidere in modo significativo sul reddito complessivo.

Chi ha diritto all’esenzione

La misura riguarda:

  • le vittime del dovere riconosciute ufficialmente
  • i soggetti equiparati
  • i familiari superstiti che percepiscono una pensione

Il requisito fondamentale resta il riconoscimento formale dello status, senza il quale non è possibile accedere al beneficio fiscale.

Quando arriva l’aumento e come funziona

L’esenzione si applica automaticamente a partire dal 2026. L’INPS provvede direttamente ad adeguare gli importi, senza necessità di domanda da parte degli interessati.

Inoltre, è previsto anche il rimborso delle imposte trattenute nei primi mesi dell’anno, qualora l’applicazione non sia stata immediata.

Diverso il discorso per gli anni precedenti: in quel caso, eventuali recuperi fiscali devono essere richiesti tramite specifica istanza all’Agenzia delle Entrate.

Perché è una svolta importante

Non si tratta solo di un vantaggio economico. Questa decisione rappresenta anche un riconoscimento concreto e simbolico per chi ha subito danni nello svolgimento del proprio servizio.

L’allineamento alle tutele già previste per altre categorie, come le vittime del terrorismo, chiude una lunga fase di incertezze e apre a un sistema più equo e coerente.

In sintesi

Dal 2026, per le vittime del dovere, la pensione diventa di fatto “lorda uguale netta”. Un cambiamento che si traduce in più soldi ogni mese e meno burocrazia, con un impatto immediato sulla qualità della vita.