Gasolio a 3 euro al litro? L’allarme di FederPetroli preoccupa gli automobilisti: ecco cosa sta succedendo con petrolio, Stretto di Hormuz e prezzi dei carburanti.
Gasolio a 3 euro al litro?
Il conto al distributore rischia di diventare ancora più salato. L’allarme arriva in queste ore da FederPetroli Italia e riguarda uno scenario che, detto così, fa subito drizzare le antenne: il gasolio potrebbe arrivare a 3 euro al litro nei prossimi mesi. Non è il prezzo attuale e non si tratta di una previsione certa, ma di un’ipotesi legata soprattutto all’evoluzione della crisi internazionale e alle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Gasolio a 3 euro: perché si parla di questa cifra
A lanciare l’allarme è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, secondo cui, se la situazione a Hormuz dovesse peggiorare ulteriormente, il mercato energetico potrebbe andare incontro a uno «stravolgimento». Il punto è strategico: lo Stretto rappresenta una delle principali vie di transito mondiale per petrolio e gas.
Se il traffico energetico dovesse subire nuove limitazioni, le quotazioni internazionali potrebbero continuare a salire e il contraccolpo arriverebbe inevitabilmente anche alla pompa. Il petrolio è già sotto pressione e il timore è che una crisi prolungata possa trasformare l’attuale caro carburanti in una vera emergenza.
Quanto costa oggi il diesel in Italia
La parte che fa meno piacere è che il gasolio ha già superato i 2 euro al litro. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, il 18 agosto il diesel self service viaggiava in media a 2,099 euro al litro sulla rete ordinaria, mentre in autostrada raggiungeva 2,173 euro.
E c’è un dettaglio tutt’altro che secondario. Il Governo ha prorogato fino al 25 agosto il taglio delle accise sul gasolio, pari a 17 centesimi al litro, ma gli aumenti delle quotazioni hanno praticamente mangiato buona parte del beneficio fiscale. In autostrada il prezzo è infatti tornato allo stesso livello del 4 agosto, quando era stato varato il provvedimento.
Un pieno costa già oltre 22 euro in più
Per gli automobilisti non è soltanto una questione di qualche centesimo. Secondo Assoutenti, a Ferragosto il prezzo del gasolio risultava superiore del 27,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tradotto in modo molto più concreto: per un pieno di diesel si arrivava a spendere 22,55 euro in più rispetto all’anno precedente.
Ecco perché l’ipotesi dei 3 euro spaventa. Se la crisi internazionale dovesse intensificarsi, il problema non riguarderebbe soltanto chi utilizza l’auto per andare in vacanza o al lavoro. Il rincaro del diesel avrebbe conseguenze anche su trasporti, merci, agricoltura e costi di produzione, con possibili effetti a cascata sui prezzi finali.
La vera incognita resta Hormuz
Per ora, quindi, niente panico: il gasolio non costa 3 euro al litro. Quella dei 3 euro è una soglia indicata come possibile scenario nel caso di un ulteriore peggioramento della situazione.
Ma il segnale è tutt’altro che rassicurante. Con il diesel già sopra i 2 euro, lo sconto sulle accise quasi completamente assorbito e il mercato energetico ancora sotto pressione, gli automobilisti italiani guardano con crescente apprensione al distributore. E questa volta il prezzo da pagare potrebbe dipendere non soltanto dal petrolio, ma da ciò che accadrà a migliaia di chilometri dalle nostre strade, nel delicatissimo Stretto di Hormuz.



