Black Friday: scopri le vere origini, i trucchi psicologici dietro gli sconti, le false offerte e come riconoscere un vero affare ed evitare le truffe.
Black Friday: perché non tutti gli sconti sono veri affari
Ogni anno arriva puntuale: prezzi barrati, percentuali gigantesche, countdown e messaggi che ci avvertono che sono rimasti soltanto pochi pezzi. Il Black Friday promette occasioni irripetibili, ma siamo davvero sicuri di fare sempre un affare?
La risposta è no. Questo non significa che gli sconti siano tutti falsi o che non esistano occasioni convenienti. Il problema è che dietro questa giornata c’è una gigantesca macchina commerciale che sfrutta anche alcuni meccanismi della nostra mente. E conoscerli può aiutarci a spendere meglio.
Le vere origini del venerdì nero: perché si chiama così?
Partiamo da una curiosità. Una delle spiegazioni più diffuse sostiene che il nome derivi dal passaggio dei commercianti dai conti “in rosso” a quelli “in nero”, grazie all’aumento delle vendite. In realtà questa interpretazione si è diffusa successivamente.
Le origini del Black Friday moderno vengono generalmente ricondotte alla Philadelphia degli anni Cinquanta e Sessanta. La polizia utilizzava l’espressione per descrivere il caos del venerdì successivo al Thanksgiving: traffico, negozi affollati e moltissime persone in città, anche in vista della tradizionale partita Army-Navy.
Con il passare degli anni, quello che aveva una connotazione negativa è diventato uno dei più importanti appuntamenti commerciali dell’anno.
Psicologia dietro il meccanismo: perché compriamo così facilmente?
Ed eccoci alla parte più interessante. Il Black Friday funziona molto bene perché riesce a trasformare una semplice promozione in un’occasione che sembra destinata a scomparire.
Il pensiero non è più: “Mi serve davvero questo prodotto?”, ma diventa: “Se non lo compro adesso, perderò l’affare.”
È la famosa FOMO, Fear of Missing Out, cioè la paura di perdere un’opportunità. A questa si aggiunge l’avversione alla perdita: perdere uno sconto può sembrarci più importante del vantaggio di non spendere denaro per qualcosa che non ci serviva.
Countdown, ultimi pezzi e prezzi barrati: i trucchi che ci fanno comprare
Avete presente frasi come “Ultimi 2 disponibili”, “Offerta valida solo oggi” oppure il timer che scorre inesorabilmente sullo schermo?
Creano scarsità e urgenza.
Se crediamo che un prodotto stia per terminare, abbiamo meno tempo – almeno apparentemente – per confrontare prezzi, leggere recensioni e domandarci se ci serva davvero.
Poi c’è l’effetto ancoraggio. Se leggiamo:
399 euro 199 euro
la nostra mente tende a utilizzare i 399 euro come riferimento. Abbiamo così la sensazione di “guadagnare” 200 euro acquistando il prodotto.
Ma la domanda corretta dovrebbe essere un’altra: quanto costava realmente quel prodotto prima?
Nell’Unione europea, quando viene annunciata una riduzione di prezzo, il riferimento deve essere il prezzo più basso applicato dal venditore nei 30 giorni precedenti. Nel 2026, un controllo della Commissione europea su 314 operatori online ha rilevato che circa il 30% indicava in maniera scorretta il prezzo di riferimento.
False offerte: il prezzo più basso potrebbe arrivare un altro giorno
C’è poi un mito particolarmente duro a morire: pensare che Black Friday significhi automaticamente prezzo più basso dell’anno.
Un’analisi di Which? su 175 prodotti proposti durante il Black Friday 2024 ha rilevato che tutti erano stati disponibili allo stesso prezzo o a un prezzo inferiore in un altro momento dell’anno considerando i sei mesi precedenti e successivi.
Insomma, non comprare immediatamente non significa necessariamente perdere l’occasione della vita.
Truffe Black Friday: come riconoscerle e difendersi
Accanto alle strategie di marketing esistono poi le vere truffe del Black Friday: falsi negozi online, phishing, SMS che imitano i corrieri, pubblicità social fasulle e prodotti proposti a prezzi semplicemente troppo belli per essere credibili.
Per proteggersi basta introdurre qualche sana abitudine: controllare lo storico dei prezzi, confrontare più negozi, verificare il dominio del sito, non aprire link sospetti ricevuti tramite email o SMS e utilizzare sistemi di pagamento che offrano protezione all’acquirente.
Soprattutto, bisogna imparare a ignorare per qualche minuto countdown, percentuali e scritte lampeggianti.
Come capire se il Black Friday è davvero conveniente
C’è una domanda semplicissima che può cambiare completamente il nostro modo di affrontare il Black Friday:
“Se questo prodotto non fosse scontato, avrei comunque pensato di comprarlo?”
Se la risposta è no, forse quell’offerta non ci sta facendo risparmiare.
Perché acquistare qualcosa da 200 euro solo perché ne costava apparentemente 300 non significa necessariamente risparmiare 100 euro. Se non ne avevamo bisogno, significa semplicemente averne spesi 200.
Ed è proprio qui che si nasconde uno dei segreti del Black Friday: farci sentire furbi per aver risparmiato, quando la scelta più conveniente potrebbe essere semplicemente non comprare.



