L’ex baby star di “Come mangiare i vermi fritti”, Blake Garrett, è morto in Oklahoma. Dolori improvvisi, una corsa al pronto soccorso e una verità che l’autopsia dovrà chiarire.

Da piccolo volto cult a vita lontano dai riflettori

Per molti millennial era “Plug”, uno dei ragazzini terribili della commedia cult anni Duemila Come mangiare i vermi fritti. Blake Garrett, ex attore bambino, si è spento l’8 febbraio 2026 in Oklahoma a soli 33 anni. Una notizia che ha fatto rapidamente il giro dei siti di spettacolo americani, lasciando increduli i fan che lo ricordavano con quel sorriso da peste sul grande schermo.

Garrett aveva iniziato prestissimo: teatro locale, musical, tournée con produzioni per ragazzi. Il cinema arrivò nel 2006 con il film che lo rese riconoscibile al grande pubblico. Poi, come spesso accade alle baby star, la scelta (o forse la necessità) di una vita più defilata, lontana dai riflettori più aggressivi di Hollywood.

I dolori improvvisi e la diagnosi

Secondo quanto riportato dai media statunitensi, nei giorni precedenti alla morte Blake si era recato in ospedale lamentando forti dolori. I medici gli avrebbero diagnosticato un herpes zoster, il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”, infezione virale che può essere particolarmente dolorosa.

Un dettaglio che ha acceso interrogativi e preoccupazioni: cosa è successo davvero dopo quella diagnosi? La famiglia ha dichiarato di essere in attesa dei risultati ufficiali dell’autopsia per chiarire le cause del decesso.

Il sospetto di un’auto-medicazione

A rendere la vicenda ancora più delicata è l’ipotesi, riportata dalla madre ai media, che la morte possa essere stata accidentale. Si parla della possibilità che Blake abbia cercato di alleviare il dolore con farmaci, forse in modo non controllato.

Negli ultimi anni, secondo le ricostruzioni, l’ex attore viveva in Oklahoma e stava cercando un equilibrio personale. Alcune fonti parlano di un percorso di sobrietà e di una fase più stabile della sua vita.

Il ricordo di una generazione

Oggi resta il ricordo di un ragazzo diventato famoso troppo presto, entrato nell’immaginario di un’intera generazione. La sua morte riaccende, ancora una volta, i riflettori sul destino fragile di molte giovani star.

E mentre si attende chiarezza ufficiale, sui social cresce l’ondata di messaggi: tra nostalgia, affetto e quel retrogusto malinconico che accompagna sempre gli addii troppo prematuri.