El Niño preoccupa l’Inghilterra: il governo invita a tenere in casa acqua e viveri. Ecco cosa sta succedendo e quali sono i rischi.

El Niño fa paura in Inghilterra: il governo invita a prepararsi

La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo: in Inghilterra il governo sta invitando i cittadini a tenere in casa scorte di acqua e cibo per alcuni giorni, in vista di possibili emergenze.

A lanciare l’appello è stata la ministra dell’Ambiente britannica Angela Eagle, che ha sottolineato l’importanza di essere preparati davanti a eventi meteorologici estremi e possibili interruzioni dei servizi. Il messaggio, però, non significa che Londra si aspetti una catastrofe imminente o che gli inglesi debbano svuotare i supermercati.

Dietro l’avvertimento c’è una combinazione piuttosto particolare: un’estate segnata dalla siccità e un possibile inverno molto più movimentato dal punto di vista meteorologico.

El Niño 2026 potrebbe essere eccezionalmente forte

Il protagonista della vicenda è El Niño, il fenomeno climatico naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico tropicale.

Secondo la World Meteorological Organization, l’episodio attualmente in corso potrebbe diventare uno dei più intensi mai osservati e, secondo le previsioni, potrebbe proseguire almeno fino a febbraio 2027. Le temperature dell’oceano nel Pacifico interessato dal fenomeno sono già eccezionalmente elevate.

El Niño, però, non produce gli stessi effetti ovunque. In alcune aree del pianeta può favorire siccità devastanti, mentre in altre aumenta il rischio di piogge intense, tempeste e alluvioni.

Ed è proprio qui che entra in gioco il Regno Unito.

Perché l’Inghilterra rischia piogge, tempeste e alluvioni

Le previsioni indicano per il Regno Unito la possibilità di un periodo più umido e tempestoso tra ottobre e dicembre. La distanza dal Pacifico rende comunque difficile attribuire ogni singolo evento atmosferico direttamente a El Niño: il fenomeno può modificare le probabilità, ma non permette di prevedere con certezza il tempo di una determinata giornata.

Il paradosso è che l’Inghilterra arriva a questo possibile autunno piovoso dopo mesi di forte carenza d’acqua.

E la situazione è tutt’altro che risolta.

L’Inghilterra è già alle prese con una grave siccità

I dati ufficiali dell’Environment Agency fotografano una situazione delicata. All’inizio di settembre, 10 aree dell’Inghilterra risultavano in stato di siccità, mentre le riserve dei bacini erano scese al 58% della capacità.

Undici serbatoi erano addirittura sotto il 50%, nonostante la settimana precedente fosse stata la più piovosa dall’inizio di febbraio.

Il problema è che una singola settimana di pioggia non basta a ricostituire le riserve. I terreni, le falde e i bacini hanno bisogno di precipitazioni prolungate per recuperare dopo mesi di condizioni molto secche.

Il governo britannico ha inoltre riferito che oltre 30 milioni di persone sono sottoposte a restrizioni sull’utilizzo dell’acqua.

Perché allora fare scorta di acqua e cibo?

L’invito britannico va letto soprattutto nell’ottica della preparazione alle emergenze.

Se arrivassero forti tempeste, alluvioni o problemi alle infrastrutture, alcune zone potrebbero temporaneamente subire interruzioni dell’acqua, dell’elettricità, dei trasporti o delle comunicazioni.

Avere in casa acqua potabile, alimenti non deperibili e alcuni beni essenziali significa semplicemente poter affrontare qualche giorno di difficoltà senza dipendere immediatamente dai servizi esterni.

E c’è un’altra preoccupazione: il National Audit Office ha recentemente avvertito che il Regno Unito non sarebbe ancora sufficientemente preparato a eventuali shock nella catena alimentare, legati anche a cambiamenti climatici, malattie e altri eventi destabilizzanti.

Dobbiamo aspettarci una catastrofe?

No. Ed è probabilmente la cosa più importante da chiarire.

El Niño non significa automaticamente catastrofe in Inghilterra. Il fenomeno aumenta alcuni rischi meteorologici, ma gli effetti esatti sul Regno Unito sono difficili da prevedere.

Il vero campanello d’allarme riguarda piuttosto la necessità di prepararsi a eventi estremi in un periodo nel quale l’Inghilterra è già alle prese con una seria crisi idrica.

Insomma, niente corsa al supermercato per riempire il carrello fino al soffitto. Il messaggio di Londra è molto più semplice: meglio avere qualche scorta in casa prima che serva davvero.

E considerando che il cambiamento climatico sta rendendo sempre più frequenti condizioni meteorologiche estreme, la questione potrebbe riguardare non soltanto il Regno Unito, ma anche il resto dell’Europa.