L’ennesima bufera social dell’ex tycoon riguarda gli Obama. Sì, Donald ne ha fatta un’altra delle sue.
Questa volta non con un comizio, né con un’intervista incendiaria, ma con un video pubblicato (e poi cancellato) su Truth Social che ha fatto sobbalzare media e politica americana.
Gli Obama vittime del razzismo di Trump
Nel clip, diventato virale in poche ore, Barack e Michelle Obama vengono raffigurati come scimmie, all’interno di un montaggio grottesco condito da musica allegra e accuse complottiste sulle elezioni del 2020.
Risultato? Internet in fiamme.
La rappresentazione degli Obama ha scatenato accuse immediate di razzismo, vista la lunga e tristissima tradizione di stereotipi simili negli Stati Uniti.
Dallo staff di Trump, inizialmente, è arrivata la classica toppa: “È solo un meme trovato online”. Poi la versione aggiornata: “Non l’ha visto bene prima di pubblicarlo”. Spoiler: non ha funzionato.
Trump: “Non mi scuso non avevo visto tutto il filmato” (e intanto gli cresce il naso)
Il video è sparito dopo circa dodici ore, ma le scuse ufficiali non sono mai arrivate. Trump, fedele al suo stile, ha minimizzato e tirato dritto, mentre la polemica cresceva.
E attenzione: le critiche non sono arrivate solo dai Democratici. Anche diversi Repubblicani hanno preso le distanze, definendo il contenuto “indifendibile”.
Come se non bastasse, tutto questo è successo durante il Black History Month. Un dettaglio che ha reso la vicenda ancora più esplosiva e che ha spinto commentatori e opinionisti a parlare di autogol comunicativo clamoroso.
Non è la prima volta: la saga dei video fake
Chi segue Trump sa che non è un episodio isolato. Negli ultimi anni ha condiviso più volte video manipolati o generati con l’intelligenza artificiale, incluso un celebre deepfake in cui Obama veniva “arrestato” alla Casa Bianca.
Satira? Provocazione? O strategia studiata per far parlare di sé?
Il video è sparito, la polemica no. E mentre l’America discute, Trump ha già ottenuto ciò che voleva: attenzione, caos e titoloni. Ancora una volta.



