Nuovi richiami alimentari del Ministero della Salute: riso Carnaroli richiamato e riso integrale ritirati per pesticidi oltre i limiti, tra cui il clorpirifos, e un lotto di Ciauscolo IGP per Listeria. Ecco cosa fare se li avete in dispensa.
Riso Carnaroli richiamato: tre richiami alimentari in pochi giorni
Non c’è pace per chi fa la spesa in questi giorni. Il Ministero della Salute ha diffuso tre nuovi avvisi di richiamo che riguardano prodotti molto comuni sulle nostre tavole: il riso e un salume tipico marchigiano, il Ciauscolo IGP.
Il primo caso riguarda un lotto di riso Carnaroli a marchio Tenca Colombo & C., prodotto dalla Riseria di Morano (Alessandria) in confezioni da 1 kg. Il lotto incriminato è il 13022036, con scadenza (TMC) al 31 marzo 2027: contiene un livello di tetrametrina, un insetticida, superiore ai limiti di legge.
Il secondo richiamo, diffuso dalla catena Il Gigante, è ancora più delicato: coinvolge un lotto di riso Roma integrale a marchio Riso Vignola (lotto 24102025, TMC 24 ottobre 2027), in cui sono state rilevate tracce di clorpirifos, un pesticida vietato in Europa dal 2020.
Infine, sempre dal Ministero della Salute è arrivato l’allarme per un lotto di Ciauscolo IGP a marchio Norcineria Alto Nera (data di produzione 11/06/2026, TMC 10 dicembre 2026), ritirato per presenza di Listeria monocytogenes.
Cos’è la Listeria e perché fa paura
La Listeria monocytogenes è un batterio che si trova comunemente nell’ambiente e che può contaminare alimenti come salumi, formaggi molli, insalate confezionate e prodotti pronti al consumo. La cosa che la rende particolarmente insidiosa è che, a differenza di molti altri batteri, riesce a moltiplicarsi anche nel frigorifero, a temperature basse.
L’infezione che provoca, la listeriosi, nella maggior parte delle persone sane si manifesta con sintomi simili a un’influenza intestinale: febbre, dolori muscolari, nausea.
Ma per alcune categorie il rischio è molto più serio: donne in gravidanza, neonati, anziani e persone immunodepresse possono sviluppare complicazioni gravi, tra cui meningite, sepsi e, nelle donne incinte, aborto o parto prematuro. Per questo, davanti a un richiamo per Listeria, la raccomandazione è sempre la stessa: non rischiare.
Il problema dei pesticidi: cos’è il clorpirifos
Diverso ma altrettanto serio il discorso legato ai pesticidi trovati nel riso. Il clorpirifos è un insetticida organofosfato che per decenni è stato usato in agricoltura, ma che l’Unione Europea ha vietato dal 2020 dopo le valutazioni dell’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare). Il motivo? Possibili effetti sulla neurotossicità dello sviluppo, cioè sul sistema nervoso, con un rischio particolare per i bambini e per lo sviluppo del cervello nelle prime fasi della vita.
Gli esperti sottolineano un dettaglio non da poco: per il clorpirifos non è stata individuata una soglia di esposizione considerata sicura. Ecco perché, anche se la quantità rilevata nel riso può sembrare piccola, la sostanza resta motivo di forte attenzione.
Cosa fare se avete questi prodotti in casa
Se in dispensa avete uno dei lotti indicati, non consumatelo. La procedura è semplice: basta riportare il prodotto al punto vendita dove è stato acquistato per ottenere rimborso o sostituzione, anche senza scontrino, secondo le modalità previste dal rivenditore.
In generale, è sempre buona abitudine controllare periodicamente gli avvisi di sicurezza alimentare pubblicati sul sito del Ministero della Salute, soprattutto per i prodotti a lunga conservazione come il riso, che restano spesso in dispensa per mesi.



