Cambiare continuamente orario del sonno potrebbe mettere a rischio il cuore. Un nuovo studio collega le notti irregolari a infarto, ictus e scompenso.
Sonno e cuore: cambiare gli orari non è un bene
Non è soltanto una questione di dormire otto ore a notte. Anche l’orario in cui andiamo a letto e quello in cui ci svegliamo potrebbero avere un ruolo importante per la salute del nostro cuore. E a quanto pare, persino una differenza di mezz’ora tra una notte e l’altra merita attenzione.
A suggerirlo è un nuovo studio presentato dall’American Heart Association, che ha analizzato oltre un milione di notti di sonno per capire quanto le nostre abitudini notturne possano influenzare la salute cardiovascolare.
La conclusione? Avere orari troppo irregolari potrebbe essere un fattore da non sottovalutare.
Sonno irregolare: cosa dice il nuovo studio
La ricerca ha coinvolto 10.362 adulti, con un’età media di 53 anni, che hanno monitorato il proprio riposo attraverso dispositivi indossabili. Gli studiosi hanno raccolto informazioni per circa sei mesi, osservando durata del sonno, orari di addormentamento e risveglio e regolarità delle diverse fasi notturne.
I risultati hanno evidenziato un’associazione tra le variazioni del sonno e un maggiore rischio di problemi cardiovascolari.
In particolare, ogni aumento di 29 minuti nella variabilità della durata del sonno da una notte all’altra è stato associato a un rischio cardiovascolare complessivo superiore del 24%.
Anche gli orari contano: le variazioni notturne del momento in cui ci si addormenta e ci si sveglia sono risultate associate a un aumento del 20-23% del rischio di eventi cardiovascolari gravi, tra cui infarto, ictus e insufficienza cardiaca.
Attenzione, però: non significa che andare a dormire mezz’ora più tardi provochi automaticamente un problema al cuore. Il dato riguarda l’irregolarità delle abitudini, non un singolo cambiamento occasionale.
Perché la regolarità del sonno è importante?
Il nostro organismo funziona seguendo un preciso ritmo circadiano, una sorta di orologio biologico interno che regola sonno, veglia, ormoni e numerose funzioni dell’organismo.
Cambiare continuamente orari potrebbe interferire con questo equilibrio, influenzando anche i meccanismi che regolano la pressione sanguigna e la salute metabolica.
Per questo motivo, mantenere una certa regolarità potrebbe essere una buona abitudine. Andare a letto e svegliarsi più o meno alla stessa ora, anche durante il fine settimana, è un piccolo accorgimento che può aiutare a migliorare la qualità del riposo.
Attenzione: lo studio non dimostra un rapporto di causa-effetto
C’è una precisazione importante. La ricerca è osservazionale e i risultati, presentati al congresso scientifico dell’American Heart Association, sono ancora preliminari.
Gli studiosi hanno individuato un’associazione tra sonno irregolare e rischio cardiovascolare, ma non hanno dimostrato che cambiare gli orari provochi direttamente infarti o ictus.
Il messaggio, quindi, non è quello di preoccuparsi per una notte passata a guardare una serie TV fino a tardi. Piuttosto, vale la pena ricordare che dormire bene non significa soltanto accumulare ore di riposo: anche la regolarità potrebbe fare la differenza.



