martedì, 14 Luglio 2026

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Scuola: scientifico in pole position, ma l’alberghiero fa gola

Credit photo: www.werid.it

Paese di matematici e chef (da qui a qualche anno, almeno). Dicono questo i numeri e le statistiche riguardanti gli studenti iscritti alle scuole superiori.
Con 121.686 richieste di iscrizione è il liceo scientifico l’indirizzo in testa alle preferenze degli studenti, e al secondo posto, forse per una sorta di effetto Masterchef, l’istituto alberghiero, con 48.867 domande.

Sembra questa la tendenza dei giovani studenti che stanno per intraprendere, tra poco meno di sei mesi, la loro carriera scolastica specifica. I primi dati arrivano da MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: 530.911 domande d’iscrizioni ricevute, che fotografato le scelte dei ragazzi e delle loro famiglie.
Il 50,1% ha optato per un percorso liceale, il 30,8% per un Istituto tecnico, il 19,1% per un Istituto professionale. In pole position lo scientifico, poi l’alberghiero, e sul gradino più basso del podio il classico, con una media di iscritti pari a quella dell’anno scorso. Salgono poi le iscrizioni al linguistico, con lo 0,6% in più, e oltre 4.000 domande per l’indirizzo sportivo, al debutto ufficiale proprio questo settembre.

In linea generale, insomma, famiglie e studenti manifestano un interesse maggiore per gli indirizzi che offrono prospettive concrete e competenze subito spendibili nel mondo – ormai sempre più difficile – del lavoro. Vengono privilegiati corsi che aprono al contesto internazionale e ai settori chiave della produzione del Made in Italy.
La tendenza vede, dunque, in salita i licei, e in netto calo gli istituti tecnici e professionali.
Dati alla mano, questi sono i numeri: il 50,1% dei ragazzi, che equivale ad oltre 266mila studenti, ha optato per un percorso liceale, il 30,8% per un istituto tecnico, e solo il 19,1% per un istituto professionale.
Riguardo le iscrizioni, per i licei, l’aumento è del 1,2%, mentre quelle ai tecnici e ai professionali sono in diminuzione, rispettivamente dello 0,4% e dello 0,8%.

Geograficamente parlando, le percentuali di iscrizioni ai licei sono più alti al Centro-Sud, con un boom nella regione Lazio – dove il 61,7% dei ragazzi opta per un indirizzo liceale – mentre gli istituti tecnici piacciono di più ai ragazzi del Nord.

Malaysia Airlines: il dolore dei parenti delle vittime (VIDEO)

Tramontate tutte le speranze per i familiari dei passeggeri del volo MH370. Quella speranza che li aveva aiutati a sorreggersi dall’8 marzo, giorno del disastro aereo e che è svanita in un battito di ciglia, quando ai parenti dei dispersi è stato detto che non c’erano sopravvissuti.

Ad annunciare la notizia è stato il primo ministro malese Najib Razak che, in abito nero, ha dato una breve dichiarazione ai giornalisti, rivelando dati ignoti che indicavano l’aereo in volo in una posizione remota e troppo lontana da eventuali piste d’atterraggio.

http://www.youtube.com/watch?v=rajNJAW-hTo

Riunti circa 50 parenti in un albergo vicino all’aeroporto, è stata data la notizia: “è quindi, con profonda tristezza e rammarico, che devo informarvi, secondo quanto emerso nei nuovi dati, che il volo MH370 è precipitato nel sud dell’Oceano Indiano”. Il dolore, straziante, ha invaso tutta la sala.

Una donna è crollata sulle sue ginocchia, piangendo il figlio perso. Un uomo anziano è stato portato fuori dalla sala conferenza su una barella e consegnato ai medici. La moglie di Paul Weeks, la cui storia è diventata famosa in tutto il mondo, si è lasciata andare allo sconforto e alla disperazione. Una donna di mezza età è stata soccorsa. Il suo volto tetro, segnato e gli occhi vuoti.

Sono crollate tutte le speranze per i parenti, che hanno dovuto fronteggiare il dolore, così, su due piedi.
La maggior parte di loro si è rifiutata di parlare con i giornalisti, e qualcuno ha anche inveito contro le telecamere.

Ci sono poi altre storie altrettanto tragiche, di altri parenti delle vittime. Wang Zhen, il cui padre e la madre Wang Linshi e Xiong Yunming, erano a bordo del volo della Malaysia Airlines come parte di un gruppo di artisti cinesi in viaggio verso la Malesia, ha sentito l’annuncio in televisione dall’albergo dove alloggiava.
Nan Jinyan, il cui fratellastro Yan Ling, ingegnere, era a bordo del volo in viaggio d’affari, ha detto che si è preparato al peggio quando ha sentito che il primo ministro malese avrebbe tenuto una conferenza stampa.
Selamat Omar, padre di un giovane di 29 anni scomparso con l’aereo, ha dichiarato di accettare la notizia della tragedia. “È il destino.” Qualcuno ha ricevuto soltanto un messaggio in lingua inglese dalla consulenza della compagnia aerea con i risultati di nuove scoperte.

http://www.youtube.com/watch?v=i93j3q_7Vcs

Il ministro malaysiano dei trasporti Hishammuddin Hussein, volto pubblico di una Malaysia pesantemente criticata per la gestione dell’emergenza, non ha quindi potuto far altro che annunciare: “rimaniamo concentrati nel restringere l’area della ricerca. La sfida è ora innanzitutto tecnica e logistica”.

L’impresa britannica Inmarsat, impiegata nelle ricerche, ha rivelato l’impiego di un tipo di analisi mai utilizzato prima d’allora, confermando nuove ipotesi, cioè che l’aereo abbia preso il largo verso sud. L’impegno, quindi, è quello di concentrare le ricerche in quella zona. Alla domanda perché ci sia voluto così tanto tempo prima di trovare una pista il vicepresidente della società, Chris McLaughlin, ha detto: abbiamo avuto a che fare con un’area totalmente nuova, abbiamo cercato di aiutare in un’indagine basata solo su un unico segnale, che non includeva dati GPS o qualsiasi tipo di altra informazione di tempo e distanza. Questo è stato un po’ un salto nel vuoto, ma è grazie al merito del nostro team di ricercatori scientifici che siamo riusciti ad arrivare a questi risultati.

Qualche giorno fa è stata presentata alla stampa la notizia del ritrovamento di alcuni “oggetti sospetti” 2.500 km a ovest di Perth. Oggetti descritti come cerchi blu e rettangoli arancioni, oggetti che al momento non si sa se possono essere ricollegati alla vicenda della Malaysia Airlines.
I parenti delle vittime chiedono di più, più ricerche, più informazioni, più spiegazioni.

E non sono solo loro a chiedere, volere e pretendere più spiegazioni, ma tutti noi.
Anche il ministro malese dei trasporti Hishammuddin Hussein che sul suo profilo Twitter ha chiesto a tutto il mondo di rivolgere una preghiera ai passeggeri dell’aereo e anche 300 appassionati di motociclismo che hanno guidato le loro moto per l’aeroporto di Kuala Lumpu con una scritta “Pray for MH370” in memoria delle vittime.

[Credits: Dailymail]

Se l’amore finisce, avanti il prossimo

Quando si tratta della fine di una relazione, lo scenario è sempre lo stesso: cucchiaio e mega confezione di gelato a portata di mano e il pigiamone della nonna, perché ormai l’unico tratto percorribile è il triangolo letto-cucina-bagno. Si affonda nelle coperte, annegando nelle proprie lacrime, attaccate alla spalla della propria migliore amica in preda alla disperazione.

Sì perché quando c’è di mezzo l’amore, la condivisione di spazi, sentimenti ed emozioni, lo sconforto e i sintomi da cuore spezzato fanno parte del pacchetto completo. Ci si dovrebbe lanciare in una relazione preparati a varie ed eventuali. E invece no, l’amore è furbo. Coglie di sorpresa le sue vittime per poi lasciarle così, senza difese.

Ma anche il dolore passa e invece di affondare nelle coperte, sorseggiando un té annacquato dalle proprie lacrime, c’è un unico modo per reagire e superare l’angoscia lasciata dal proprio ex. Un nuovo studio eseguito dai ricercatori della Queens College e la University of Illinois ha dimostrato che è necessario rimettersi in carreggiata, guardare verso l’orizzonte, alla ricerca di una nuova preda. Un nuovo possibile amore. E se non è amore, una piccola distrazione, perché il senso di abbandono e la perdita di alcune attenzioni rappresentano una buona parte del malessere di fine relazione.

La ricerca è stata effettuata su 313 adulti e i ricercatori hanno scoperto che coloro che hanno trovato un nuovo partner subito dopo la fine della propria relazione, hanno rivelato una migliore salute psicologica generale, più sicurezza e un minore senso di chiusura in se stessi rispetto a coloro che hanno preferito prendersi una pausa per digerire la fine del proprio rapporto.

Sembra quindi che il motto ‘chiodo scaccia chiodo’ funzioni. Eppure il pensiero generale sembra essere del tutto contrario a questo tipo di atteggiamento. I neo single sono infatti così accecati dal dolore da cadere subito nelle braccia di qualunque persona che mostri il benché minimo interesse. Si rischia allora un’ulteriore delusione e sofferenza. Eppure se non si rischia si rimane con il dubbio. Vale quindi la pena lanciarsi, cauti. Ma lanciarsi sempre.