credits photo: beautifulcurvy.com

Domani, sabato 6 giugno, si terrà a Milano la terza edizione del Curvy Pride, una importante manifestazione a favore di tutte le donne per dire al mondo che non è la taglia che indossiamo che ci fa belle. Dietro l’organizzazione di questo magnifico evento, che negli anni precedenti si è svolto a Bologna, c’è Marianna Lo Preiato, mamma e imprenditrice napoletana.

Noi di Blog di Lifestyle l’avevamo intervistata già in occasione della scorsa edizione e quest’anno ci siamo fatte raccontare come la società sta rispondendo alle manifestazioni come il Curvy Pride.

Dopo Bologna è la volta di Milano per il Curvy Pride. Questa è la terza edizione, quali sono le differenze con le scorse edizioni?

La prima differenza è data dal forte legame con il tema di EXPO: essere presenti ad Expoincittà è un occasione eccezionale per lanciare a livello internazionale un mesaggio di equilibrio e benessere nel modo in cui ognuno di noi si rapporta con il cibo e impara a nutrire ed amare il proprio corpo. La seconda differenza è che quest’anno abbiamo organizzato anche un workshop dove ci si potrà confrontare sui temi della valorizzazione della bellezza senza taglia e dei disturbi del comportamento alimentare. La terza sarà nello svolgimento stesso del flash mob…

La partecipazione a questi eventi cresce di anno in anno. Credi che sia un riflesso di un cambiamento che sta avvenendo all’interno della società?

Sicuramente. A poco a poco le donne, ma anche gli uomini, stanno prendendo coscienza della necessità di riappropriarsi della propria vita, del diritto di essere felici a prescindere dalla taglia che indossano.

Negli ultimi anni sembra esserci stata una riscossa delle curvy, anche nel mondo della moda. È tutto vero o si sostiene questo modello solo perché ‘è giusto farlo’?

Si sta affermando un modello di donna vera. Che esiste veramente, e non l’esclusivo risultato di diete folli, bisturi e photoshop.

Spesso chi sostiene l’orgoglio curvy viene accusato di diffondere l’idea che “grasso è sano”, tu come risponderesti?

Curvy Pride è un movimento (anzi da qualche giorno si è trasformato in un’ Associazione di Promozione Sociale), che vuole affermare il diritto a un’idea di bellezza che non discrimini e non crei modelli irraggiungibili e dannosi. Curvy Pride non incita a rimpinzarsi di cibo, ma ad accettarsi per quel che si è. Se non ti piacciono le tue gambe metti in evidenza il tuo decolté, se per te il tuo viso è un po’ paffuto punta sui tuoi occhi… ma soprattutto esci, vivi, non nasconderti perché qualcun altro ha deciso che non rispondi a un determinato canone di bellezza. Determinato da chi, poi? Da tutti i poteri economici che ci vogliono spingere a spendere miliardi nella speranza di cambiare il nostro corpo ed essere più felici? Il risultato è stato solo di aver creato una generazione di eterni insoddisfatti.

La vostra è anche una battaglia contro i disturbi alimentari. Quanto può influire l’uso dei social network nell’insorgere di queste malattie nei giovani ragazzi? Cosa può fare la famiglia?

Tanto. Troppo. Oggi i giovani si relazionano soprattutto tramite immagini. Immagini modificate, artefatte, “photoshoppate”. E confrontandosi con questi stereotipi il raffronto con la realtà diventa deludente.

Il rischio di rincorrere questi “miti costruiti” tramite un approccio sbagliato con il cibo è altissimo. Educhiamo i nostri figli ad una corretta nutrizione, a ricercare la verità nelle immagini e a comprendere che il corpo va amato con i suoi pregi e i suoi difetti. La famiglia ha anche il compito importantissimo di sorvegliare la crescita dei propri figli e cercare di captare eventuali campanelli di allarme. Mai abbassare la guardia.

Puoi darci qualche anticipazione su come si svolgerà il Curvy Pride quest’anno? Quanta affluenza ci si aspetta?

Nessuna anticipazione, solo una promessa: ci divertiremo! Vi aspettiamo a Milano!

Dato il successo di queste edizioni, c’è la possibilità di vedere questo evento in altre città d’Italia?

Questo è il nostro sogno. Più si parlerà di Curvy Pride, più avremo donne, uomini e, soprattutto, adolescenti che inizieranno a guardarsi allo specchio con maggiore rispetto spinti da una maggiore consapevolezza di se stessi, consapevolezza che potrà essere d’aiuto nel lavoro, nello studio e anche nella ricerca di un amore.

Approfitto, quindi, della domanda e faccio un appello. Noi siamo disponibili a portare i nostri valori e le nostre capacità di aggregare ed entusiasmare, in tutte le piazze d’Italia. Chiunque abbia voglia di darci una mano ci contatti!