giovedì, 29 Gennaio 2026

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Sensation White: la notte bianca della musica house

Credits photo sensation.com

Quindicimila persone per una notte di musica elettronica. Bologna che si trasforma nella capitale della musica dance. All’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, folla scatenata per Sensation into the wild, che è tornato sotto le Due Torri il 25 aprile, per la seconda volta, dopo il sold-out registrato nel 2013.

Una serata dall’altissimo tasso spettacolare: luci, coreografie e ovviamente musica house gli ingredienti principali. Ma il vero spettacolo lo danno i partecipanti. E sì, perché a caratterizzare l’evento c’è il dress-code obbligatorio (tutti vestiti rigorosamente di bianco, ammessi solo accessori di altri colori) che contribuisce a rendere inimitabile lo spettacolo.

Cinque i dj che si sono alternati alla consolle: Mr. White dj Resident , Oliver Heldens, Hardwell incoronato nel 2013 miglior dj al mondo – Dyro, e le bellissime gemelle Nervo. L’Italia, con la data dell’Unipol Arena, ha di fatto aperto la stagione delle Sensation Night nel mondo: il 7 giugno si replica a San Pietroburgo, il 5 luglio nella patria madre, Amsterdam. Proprio in Olanda, nel 2000 i fratelli Miles e Duncan Stutterheim, animatori di party house e gabber, fondano la società ID&T. Pochi mesi dopo Miles muore in un incidente d’auto.

Leggenda vuole che in occasione di una festa in memoria del fratello scomparso, Duncan chieda ai suoi ospiti di presentarsi all’evento vestiti di bianco, dando vita al dress-code che tutt’ora caratterizza Sensation e che coinvolge milioni di persone nel mondo dal 2001. Insomma, se partecipando al Sensation White vi sembra di essere in Paradiso non siete molto lontani dal volere di chi ha creato questo format. Vincente.

Aver portato in Italia il Sensation è una scommessa vinta sotto molti punti di vista – , spiega l’organizzatore italiano Massimo Fregnani, un passato da studente Dams a Bologna, – prima di tutto in quello culturale visto che c’è stata una sorta di pregiudizio per molti anni, tramutatasi in vera e propria barriera, verso la musica elettronica e house”.

Un’autentica maratona, durata dalle 22 alle 5 del mattino che ha coinvolto giovani e meno giovani accorsi in massa nonostante il prezzo, non proprio popolare, del biglietto. Da 75 a 150 euro (50 cent a biglietto, sono state devolute all’iniziativa di restauro del portico di San Luca a Bologna, Un Passo per San Luca) ai quali sommare consumazioni, spostamenti, alloggio. La dimostrazione che un evento very cool è ancora un’ottima idea, anche in tempi di crisi.

Guest post di Cristiano Carriero

L’app che aiuta i maschi a capire le donne durante il ciclo

Come aiutare gli uomini ad affrontare al meglio gli sbalzi di umore e l’irritabilità che accompagna molte donne in “quei giorni” senza peggiorare la situazione?

La sindrome premestruale è peggio della cellulite, perchè compare ogni mese con tutte le sue conseguenze. Circa 4 donne su 10 in età fertile manifestano sintomi tipici della “sindrome della luna“, come ad esempio, irritabilità, tensione addominale e al seno, sbalzi d’umore, spossatezza e mal di testa. Per un uomo stare accanto alla sua donna quando viene travolta dalle emozioni della fase premestruale non è facile.

Per aiutare i maschietti in difficoltà, l’integratore di Sanofi Donnamag Premestruale ha presentato una divertente app da titolo “SOS-PMS” (PMS: Pre-Menstrual Syndrome – sindrome premestruale), che offre alcune divertenti indicazioni e suggerimenti per andare incontro alle esigenze della propria compagna, mettendo in atto accorgimenti che possono farle tornare il sorriso, anche nei giorni più “difficili”. Gli uomini, in questo modo, si troveranno più vicini all’universo femminile.

La app che aiuta i maschi a capire le donne durante il ciclo

SOS-PMS è un calendario che calcola le fasi ormonali femminili a partire dalla data del ciclo, inviando alert con consigli e suggerimenti su misura per ogni fase. Il meccanismo dell’app è semplicissimo. Basterà indicare la data di inizio del ciclo della propria partner e in automatico si riceveranno messaggi regolari con consigli specifici, a seconda delle fasi ormonali, con un particolare attenzione ai giorni della fatidica sindrome premestruale.

Nei giorni prima del ciclo, l’App potrebbe, ad esempio, consigliare: “Portale sushi take away per cena. Con una porzione aggiuntiva. Avrà più fame del solito“. Durante il ciclo, invece, potrebbe arrivare un alert del tipo: “Questa sera la trascorrerà abbracciando la borsa dell’acqua calda. Fatti da parte e goditi la tv“. E negli altri giorni potrebbe apparire sul display del vostro cellulare: “La vita di coppia non è tutta rose e fiori, ma questo è il momento per far sbocciare la passione“.

Il lancio dell’App SOS-PMS – disponibile per Android e presto anche per iOS – è accompagnato dal lancio di un simpatico video in animazione sul Web, visibile anche su YouTube, che ripercorre ironicamente, interpretandoli in chiave “sindrome premestruale“, alcuni momenti che sono stati caratterizzati da coppie famose: da Adamo che per accontentare Eva raccoglie la “mela del peccato”, a Luigi XVI che a causa del nervosismo di Maria Antonietta fa cadere un vassoio di brioches dalla finestra scatenando la Rivoluzione Francese.

http://www.youtube.com/watch?v=8Ox6Q2PpbSE

Il video si chiude con una domanda provocatoria: “Verrà mai il giorno in cui gli uomini riusciranno a sopravvivere alla sindrome premestruale?” Al di là dell’approccio ironico, la funzione dell’App è quello di sensibilizzare maggiormente gli uomini su questo tema, invitandoli a cogliere il disagio, che alcune donne vivono i giorni immediatamente precedenti l’inizio del ciclo.

Questa applicazione potrebbe evitare un bel pò di litigi, suggerendo al partner distratto un pò di trucchetti per vivere sereni.

5 bookbar da visitare almeno una volta nella vita

Alla conquista dell’America, la moda dei bookbar sembra spopolare sempre più. Si tratta di locali, pub, bar, appunto, in cui poter unire il piacere di una buona lettura a quello di un caldo caffè o un bicchiere di vino, il tutto nell’atmosfera e nel comfort più adatto possibile.
Il sito Bookriot ha fatto una classifica dei più belli in America. Ecco i 5 bookbar da visitare almeno una volta nella vita.

White Horse Trading Co., Seattle, Washington

Si trova in Post Alley, a pochi chilometri dal centro di Seattle e dal caos frenetico della città. L’atmosfera è molto intima, con luci soffuse e arredamento molto particolare. Accanto sorge uno Starbucks, ma qui è molto meglio.

BookBar, Denver, Colorado

Il bookbar di Denver è improntato sulla modernità. Il nome del locale, “Bookbar”, non lascia spazio ai dubbi e si classifica nella Top 5 americana anche grazie al suo stile semplice ma ricercato. All’interno si possono gustare birre artigianali di ottima qualità e scegliere tra una lunga lista di vini. I piatti da servire prendono tutti il nome di qualche opera letteraria e la genialata appare scritta anche sul menù ufficiale del locale. Al centro della sala c’è una scrivania interamente creata di… libri.

5 bookbar da visitare almeno una volta nella vita

The Spotty Dog Books & Ale, Hudson, New York

The Spotty Dog si differenzia dagli altri bookbar sopra citati: è, infatti, un centro di condivisione di arte, musica e letteratura. Questo bar originale sorge in una caserma ristrutturata e questa caratteristica attira moltissimi amanti dei libri e dello stile. All’interno musica dal vivo e mostre d’arte per allietare al massimo serate tutte all’insegna della cultura.

Elements: Books Coffee Beer, Biddeford, Maine

L’Elements è il classico bookbar americano. La lista delle birre offre una vastissima scelta: molte sono, infatti, le qualità di birra locali e regionali, caratteristica del posto che attira tutti gli intenditori. Tappa obbligatoria, l’Elements offre ai suoi lettori anche vino, caffè e qualche stuzzichino.

Books & Brews, Indianapolis, Indiana

Questo bookbar nasce su ispirazione dello Spotty Dog. Il proprietario si chiama Jason Wuerfel ed è un grande amante della letteratura. Ha da sempre avuto un grande sogno: costruire e gestire una libreria indipendente, per portare ai suoi clienti il grande amore per i libri e la cultura. All’improvviso il colpo di genio: unire alla passione per la carta rilegata e le grandi storie dei libri uno dei must irrinunciabili, la birra. Diventato uno dei birrifici più famosi della zona, ad Indianapolis non puoi fare tappa qui.

[Fonte: libreriamo.it, bookriot.com]

Titanic, l’ultima lettera scritta a bordo venduta all’asta per 119.000£

Venduta all’asta per 119.000£ l’ultima lettera che è stata scritta sul Titanic, la famosa nave da crociera affondata nel 1912 dopo l’impatto con un iceberg.
La lettera fu scritta a bordo della nave da due sopravvissuti, Esther Hart e Eva, la figlia di 9 anni, più o meno otto ore prima dell’enorme tragedia.

È stata venduta questo sabato, 26 Aprile, nel corso di un’asta alla Henry Aldridge & Son nel Wilshire, nel sud-est dell’Inghilterra.

La missiva era diretta alla madre di Esther Hart, che risiedeva nella cittadina inglese di Chadwell Heath – a est di Londra. La lettera non è mai stata recapitata alla signora.
In questa lettera, che ha il logo della bandiera della White Star Line, proprietaria del Titanic, la donna informava la madre che soffriva di mal di mare e non aveva potuto né mangiare né bere, mentre sua foglia si divertiva, ballando e cantando durante le feste a bordo.
La signora Hart scriveva poi: “I marinai ci dicono che è una traversata meravigliosa, ma c’è freddo e molto vento”

Per uno strano scherzo del destino, la lettera è giunta a noi perché Esther Hart l’aveva consegnata al marito, affinché lui la tenesse al caldo nella tasca della sua giacca.
Il marito, che aveva convinto la famiglia a partire per cercare fortuna in America, non riuscì a salire sulle poche scialuppe riempite prima dell’affondamento del transatlantico, ma aiutò la moglie e la figlia, alla quale consegnò il suo giaccone con dentro lo scritto, a salire su una di quelle scialuppe.
Lui è uno delle 1.518 vittime della tragedia, mentre Esther e la figlia Eva furono tra i 700 superstiti. Esther morì nel 1928, mentre Eva, scomparsa nel recente 1996, divenne una testimonianza critica vivente su come vennero condotte le operazioni di salvataggio.

“C’è sempre stato molto interesse sul Titanic – ha affermato la casa d’aste – e abbiamo già venduto altre lettere di passeggeri, ma nessuna aveva raggiunto questo prezzo”.
Ad aggiudicarsi il cimelio, precedentemente di proprietà di un collezionista, è stato un acquirente anonimo che ha presentato la sua offerta per telefono, rilanciando più e più volte.

“Era un microcosmo dell’intera società – afferma Andrew Aldridge sul transatlantico – ogni uomo, donna o bambino a bordo di quella nave aveva una storia da raccontare e dunque c’erano oltre 2200 racconti individuali di corollario alla storia principale. Il Titanic conteneva quasi tutte le emozioni dell’esperienza umana”.

[Credit: BBCNews]