domenica, 3 Luglio 2022

Italia

Home Turismo Italia
News e destinazioni dal turismo in Italia

Arriva il gate fai da te

Credits photo holistichealthinsider.com

L’innovazione è dietro l’angolo, o meglio, dietro il varco.
All’aeroporto di Roma Fiumicino sono stati installati, collaudati e approvati i nuovi gate “fai da te”, dove i passeggeri che arrivano dai vari paesi dell’Unione Europea e sono provvisti di un passaporto elettronico possono ora utilizzare la nuova tecnologia sperimentale per il controllo efficace ed autonomo dei propri documenti.

Gli 8 varchi totali, 4 agli arrivi e 4 alle partenze, messi a punto da Sita, specialista leader mondiale nella fornitura di soluzioni IT e servizi di comunicazione per l’industria del trasporto aereo si trovano al terminal 3 dell’aeroporto, dove sono situate anche le due stazioni di monitoraggio per le Autorità di Frontiera Italiane e sono una novità per gli aeroporti italiani.
La sede della Capitale è infatti l’unica nella penisola, per il momento, a possedere tale tecnologia che ridurrà certamente le lunghe file agli arrivi e alle partenze e accelererà le operazioni di sdoganamento e immigrazione, identificando oltre 3000 passeggeri al giorno, uno ogni 10 secondi.

Tale sistema era in fase di test all’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci dal luglio 2014 e si prevedeva l’inizio di un’ulteriore fase di implementazione a partire da gennaio 2015 ma l’attivazione di questi e-gate è stata anticipata e si discute ora l’ipotesi di allargare questa tecnologia anche ad altre città italiane.

La differenza rispetto ai gate tradizionali sta nell’utilizzo da parte di questi di un nuovo sistema biometrico, che facilita l’identificazione del passeggero attraverso il riconoscimento facciale e delle impronte digitali. Inoltre questo permetterà di utilizzare in maniera mirata le risorse umane concentrandole su un minor numero di passeggeri che hanno ancora il vecchio passaporto e su quelli in transito ad alto rischi.

Il presidente di Sita Europa, Dave Bakker, afferma: “Stiamo utilizzando le ultime tecnologie biometriche per rendere i processi di controllo alle frontiere veloci, precisi e sicuri. Solo in questo modo gli aeroporti e i governi possono raggiungere il delicatissimo equilibrio tra il fatto di offrire un servizio di accoglienza piacevole per chi viaggia, garantendo al contempo il massimo livello di sicurezza alla frontiera. L’installazione di questi gate a Fiumicino è il primo caso in Italia“.

Questo è un esempio di come il mondo della tecnologia viaggi ormai a velocità difficili da percepire, inventando sempre nuovi sistemi che rispondano al bisogno di correre anche nella vita quotidiana.
Sono ormai molti coloro che passano più tempo tra un aeroporto e una stazione che a casa con famiglia, parenti, amici o fidanzati ed è dunque impossibile per questi lasciare che la lentezza della mente umana crei lunghe code o file d’attesa perché loro devono andare, o meglio decollare, il prima possibile e senza rischi.

Qualità della vita: vince Bolzano, poi Milano

È stata al centro delle polemiche di questi giorni per l’elevato tasso di inquinamento della sua aria, ora Milano si prende la sua rivincita. Nell’edizione 2015 della ricerca del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita nelle province italiane, infatti, trionfa Bolzano, seguita proprio da Milano. A chiudere il podio Trento, al 3° posto. Ultima Reggio Calabria.

Per Milano si tratta davvero di un successo: rispetto all’ottavo posto del 2014, il capoluogo lombardo ha fatto un netto salto in avanti. La città meneghina era riuscita ad arrivare fino alla quarta posizione nel 2005 per poi registrare una lenta e continua discesa. Fino al 21° del 2010. Un vero e proprio trionfo, dopo quello di Expo, ottenuto grazie all’eccellenza raggiunta nel parametro del “Tenore di vita”.

Anche quest’anno l’indagine del giornale ha preso in considerazione sei aree tematiche (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico, Tempo libero) per un totale di 36 indicatori con relative classifiche parziali, di tappa e finali. Tra le novità metodologiche il fatto che le province considerate siano salite da 107 a 110, per l’aggiunta di nuovi dati statistici anche per le province di Bat (Barletta-Andria-Trani), Fermo e Monza Brianza.

La top 10 del Sole 24 Ore vede trionfare il Nord e il Centro, con città di piccole o medie dimensioni (ad eccezione di Milano e Firenze), quasi tutte situate lungo l’arco alpino (Bolzano, Trento, Sondrio, Cuneo, Aosta).

Bolzano, però, è riuscita ad ottenere il titolo grazie ad una serie di indicatori a favore: nei primi due capitoli (tenore di vita e affari e lavoro), eccelle nel tasso di occupazione (71%), nella quota di crediti in sofferenza (solo 5,7%), nei consumi (2.660 euro per famiglia, 700 in più della media), in Popolazione, come per esempio per l’indice di vecchiaia e la speranza di vita, e nel Tempo libero (spettacoli, sport e spesa dei turisti stranieri).

Le 10 cose che fa un vero bolognese (FOTO)

Credits photo: lettera43.it

I tuoi bolognesi, se esistono, ci sono od ormai si son persi confusi e legati a migliaia di mondi diversi: Guccini raccontava la sua storia e quella di tanti bolognesi nascosti tra i colli o ai bordi del Reno ed in case isolate sulla Pianura Padana, dove la loro voce si confonde ora con quella di tanti stranieri e fuori sede. Ma se c’è qualcosa che distingue un bolognese da tutti gli altri, è quella sua vita fatta di abitudini e vizi, o meglio virtù, che vi raccontiamo col suo sguardo, i suoi sentimenti e la sua pacata nostalgia.

Va a piedi a San Luca

Credits photo: leganerd.com
Credits photo: leganerd.com

Non è nemmeno mattina, il sole deve ancora sorgere e c’è già un bolognese, pronto a lasciare casa e percorrere la strada che lo porterà al santuario della madonna di San Luca. Gradino dopo gradino, vestiti comodi e in compagnia di un amico o da solo per fare una corsa, arriva in cima, dove può ammirare parte di quella Bologna che ama e pregare di fronte alla Santa Vergine di San Luca.

Va dall’edicolante e chiede il Carlino

Credits photo: multimedia.quotidiano.net
Credits photo: multimedia.quotidiano.net

Coi polmoni carichi di aria pulita, dai colli ripete la strada sotto i portici per andare dall’edicolante che l’aspetta con la sua copia giornaliera del Carlino. 133 anni di storia che passano di generazione in generazione e assorbono l’interesse del bolognese più di quello di tanti altri.

Fa fuga da scuola per andare alla Montagnola

montagnola

Con la mente ricca di informazioni, è il momento della scuola: ma il bolognese non ha tanta voglia di stare sui libri, cambia la via e fa fuga per andare alla Montagnola, una delle più antiche aree verdi della città, che la sera diventa palcoscenico di serate all’insegna della musica e di un po’ di birra e, per chi si appassiona, anche di tanta politica.

Va in confusione tra salami e mortadelle

Credits photo: blog.giallozafferano.it
Credits photo: blog.giallozafferano.it

Ma lasciamo stare il bere, almeno per ora, e pensiamo a riempire lo stomaco. Non è leggenda che il bolognese si infervora quando si parla di cibo. E se un ospite sceglierebbe con prudenza la tanto elogiata mortadella, il nostro bolognese va in confusione quando di fronte ci sono anche i salamini. Lasciata all’istinto la sua decisione, ecco pronta il suo pane rosetta o crescentine, tigelle e piadine che assapora disteso sull’erba, o mentre passeggia sul “crescentone” di Piazza Maggiore.

Osteria del sole e Altero

Credit photo: flickr.com
Credit photo: flickr.com

Per il ristoro la sera, invece, niente panico. Come diceva anche Guccini, la giornata del vero bolognese è una giocata fra casa e osterie. C’è sempre l’Osteria del Sole, pronta a servire un bicchiere di buon vino e se la fame si fa sentire la pizza da altero non può proprio mancare.

Sale sulle torri e attraversa Piazza Maggiore

Credits photo: viachesiva.it
Credits photo: viachesiva.it

Mentre passeggia arriva così in 5 minuti in Piazza Maggiore, e lì si ferma un attimo per guardare da lontano il Nettuno, il maschio per eccellenza della città, e percorre via Rizzoli per arrivare alle Torri degli Asinelli, dove almeno una volta è salito per curiosità o scaramanzia.

Ascolta Dalla, Morandi, Mingardi, Guccini

Credits photo: mymovies.it
Credits photo: mymovies.it

Nulla di strano se poi incontrate un bolognese che ascolta Dalla, Mingardi, Guccini, Cremonini o Morandi o che è stato almeno una volta ad un loro concerto in Piazza Maggiore. Tra tutti, un vero bolognese tiene ad omaggiare il caro Dalla, che viveva in via d’Azeglio, a pochi passi dalla pizzeria altero che lui stesso consigliava, nella parte storica della città, dove si trovano sparsi piccoli ristoranti e mercati e le biciclette si spostano tra i passanti. Niente macchine qui.

Dai Giardini margherita ai colli bolognesi

Credits photo: kravmaga-bologna.blogspot.com
Credits photo: kravmaga-bologna.blogspot.com

Niente macchine ai Giardini Margherita, dove il bolognese trascorre i momenti gioviali con gli amici per fare sport o attività fisica oppure organizza le prime serate con la sua ragazza. Il secondo passo sono i colli bolognesi per approfondire la relazione.

Tifa Bologna oltre ogni aspettativa

Credits photo: calcioefinanza.it
Credits photo: calcioefinanza.it

Ma si sa, un bolognese non ha un solo amore. Ai piedi di San Luca, a pochi passi dalla Certosa, ogni venerdì o sabato, allo Stadio dell’ara, si radunano i tifosi con sciarpa rosso e blu. Sono lì per guardare orgogliosi il loro Bologna che a passo lento tenta di ritornare in serie A.

Tagliatelle al ragù e tortellini

Credits photo: agrodolce.it
Credits photo: agrodolce.it

Il cerchio si chiude la domenica con tortellini e tagliatelle al ragù fatte in casa. Si solleva la discussione su quale sia la ricetta migliore, se con la pancetta o con le salsicce e se i piselli sono consentiti, ma poi tutto tace, la notte cala e il bolognese ripensa alla sua Bologna, tra il rimorso per quel che le ha dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato.

TripAdvisor: i peggiori commenti ai monumenti italiani (FOTO)

È apparsa su BuzzFeed la raccolta dei peggiori commenti lasciati dai visitatori stranieri ai più grandi monumenti italiani su TripAdvisor, tra le principali piattaforme online dove utenti di tutti il mondo lasciano le proprie recensioni e scambiano opinioni a proposito dei luoghi che visitano. Il risultato? Quantomai paradossale: errori sul ortografico e grammaticale, ignoranza in fatto di geografia, ma soprattutto sensibilità rispetto all’arte pari allo zero.

Dal Colosseo, considerato ‘sopravvalutato’, a Venezia, dove il Canal Grande puzza, passando per il Ponte Vecchio di Firenze (bollato come ‘niente di che’) e quello di Rialto, che alla fin fine “è soltanto un ponte“, fino ad arrivare al ‘deludente’ Duomo di Milano, alla ‘triste e cupa’ Basilica di San Marco, alla Basilica di San Francesco d’Assisi (una chiesa qualunque), nessuna delle più imponenti e note vestigia italiane è stata risparmiata.

Né quelle di Roma, col Colle Palatino recensito come “un brutto posto, simile a un cimitero“, il Pantheon, ritenuto un “buco in un soffitto convesso“, la scalinata di Piazza di Spagna, considerata semplicemente una “rampa di vecchi gradini“, e la Fontana di Trevi, “così poco attraente“, né quelle di Firenze, con la noiosissima Galleria degli Uffizi ‘piena di ritratti di Gesù‘, né quelle di Venezia, con Piazza San Marco localizzata da un distratto turista nei pressi dell’oceano e lo ‘sciocco’ Palazzo del Doge (per il quale c’è troppo da camminare), né quelle di Pisa, col la mitica Torre recensita come ‘sciatta e ridicola’, né quelle di Napoli, coi Faraglioni descritti come “due semplici rocce che spuntano dall’acqua“: a nessuna delle bellezze nostrane è stato lasciato scampo.

Dare un’occhiata per credere.