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Lascerò il bosco soltanto quando i miei cani avranno un rifugio“: ecco l’appello lanciato dal senzatetto che ha trascorso sedici anni in una foresta, insieme ai suoi 31 cani. Ora, malato e bisognoso di cura, abbandonerà il bosco solo ad una condizione, che venga prima trovata una sistemazione ai suoi amici a quattro zampe.

L’ identità dell’uomo è sconosciuta e di lui sappiamo solo che, dal 2000, ha vissuto nella foresta del Natchez Trace State Park, 120 chilometri a nord di Memphis. I volontari dell’Animal Rescue Corps, un’organizzazione che si occupa di trarre in salvo animali bisognosi, sono riusciti a convincerlo a farsi curare e gli hanno assicurato che avrebbero provveduto ai suoi cani, anch’essi in condizioni di salute precaria. Grazie all’aiuto dell’ARC e della comunità locale, sono riusciti tutti a salvarsi.

Proprio oggi, sulla rivista della Royal Society britannica, è stato pubblicato uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, il quale dimostra, per la prima volta, la capacità dei cani nel provare empatia. Essi, dunque, riescono a recepire le emozioni di un loro simile, proprio come noi.

Gli etologi del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, hanno analizzato il comportamento dei cani durante il gioco, prendendo in considerazione sia la loro mimica facciale, sia quella corporea. L’obiettivo era proprio quello di scoprire quanto fosse presente il contagio emotivo nei cani.

Elisabetta Palagi, una delle studiose, ha affermato che “la risposta involontaria del cane alla gestualità facciale e corporea di un proprio simile esiste ed è rapida quanto quella umana” e ha continuato dicendo che le sessioni di gioco in cui la mimica facciale e corporea si dimostravano più frequenti erano quelle di maggior durata e che la mimica facciale si rivelava ancora più marcata se i cani con cui giocavano erano loro “amici“.

I dati per lo studio sono stati raccolti nell’agosto del 2012, nel giardino pubblico «Vincenzo Florio Junior» del Parco della Favorita a Palermo. I ricercatori, dopo aver ottenuto il permesso dei proprietari, hanno condotto un esperimento con cinquanta cani, di razza e non, per capire come gli animali interagiscono e socializzano tra loro.
Il video dura ben 50 ore e, dopo averlo lungamente analizzato, hanno verificato che in un contesto giocoso i cani imitano molto rapidamente il comportamento dei propri simili.

La Palagi conclude dicendo che “ancora una volta potremmo trovarci di fronte alla scoperta che siamo più simili ad altri animali sociali di quanto non vorremmo credere“.
In futuro vorrebbero studiare se questo fenomeno si verifichi anche nei lupi, per capire se sia dovuto ad un processo di domesticazione o se sia qualcosa di innato.
Gli studi stanno confermando sempre di più che gli animali, allo stesso modo degli esseri umani, hanno bisogno di continue interazioni e scambi sociali con i propri simili.