giovedì, 21 Maggio 2026

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Il mondo del beauty tra tendenze, novità e consigli su come prendersi cura di se stessi

Ogni quanto va lavato il reggiseno?

Ci risiamo, questa è un’altra delle milioni di cose a cui una donna deve pensare: l’igiene del reggiseno.
Certo, il nostro indumento intimo preferito non va lavato con la stessa frequenza di un paio di slip, ma bisogna averne comunque cura e un grado di attenzione particolare.
Ogni quanto va lavato? È bene lavarlo spesso? Come bisogna riporlo nel cassetto? Sembrano domande banali ma ci sono persone, come la signora che mi da una mano a tenere in ordine la casa, che ancora non hanno capito come va trattato il nostro wonderbra.

Anzitutto partiamo con il dire che l’igiene del nostro balconcino non è ‘universale’, nel senso che non c’è una disciplina generale uguale per tutte.
Bisogna fare una distinzione: di che tipo di reggiseno parliamo? Che utilizzo ne facciamo? Naturalmente quello che indossiamo in palestra va lavato con la stressa frequenza delle nostre mutande, a causa del sudore.
Gli esperti dicono che lavare troppo spesso il reggiseno può avere effetti indesiderati, come la perdita della sua forma originale e la conseguente incapacità di svolgere la sua funzione: sostenere il seno.
Se la sudorazione è ‘standard’ si consiglia di lavarlo ogni 4 utilizzi, di lasciarlo asciugare bene senza indossarlo ancora umido e di riporlo evitando di schiacciare una delle due coppe.

L’ideale sarebbe far ‘ruotare’ i nostri reggiseni in modo da non stressare il supporto con l’uso ripetuto e consentire il recupero della forma originale. Per far ciò è necessario lasciare il reggiseno al suo posto per 8-12 ore.
Per quanto riguarda il lavaggio ce ne sono alcuni adatti alla lavatrice e altri che richiedono il lavaggio a mano.
Io consiglio di detergerli in acqua fredda e di evitare la lavatrice, a meno che non utilizziate un programma per delicati e una di quelle sfere (acquistabili nei negozi per la casa) che lo proteggono dalla centrifuga. Se, come me, avete una donna di servizio che lo inserisce nel bucato delle lenzuola (60 gradi e centrifuga a mille) vi consiglio di raggruppare tutti vostri reggiseni e di lavarli da sole.

Estate: più naturali con il tantouring (FOTO)

credits: http://d.repubblica.it

Il tantouring è una nuova tecnica di make up, il cui nome è un gioco di parole che mette insieme “tan” (abbronzatura) e “contouring”. Il tantouring infatti non è altro che un’evoluzione del contouring, un must di questi ultimi anni, reso noto dalla celebre Kim Kardashian.

Ricordiamo che il contouring è una tecnica di make up utilissima sia per nascondere le imperfezioni del volto (come il doppio mento o il naso largo), sia per garantirne una certa tridimensionalità ed esaltarne le sfumature che perdiamo quando, con il fondotinta, andiamo ad uniformare la pelle.
Grazie a questa tecnica è possibile avere quella pelle perfetta che abbiamo sempre invidiato alle modelle in passerella. Le star infatti amano questo tipo di make up che, grazie a Kim Kardashian, è uscito dai backstage di moda ed ha raggiunto le donne comuni.

Ma che differenza c’è quindi con il contouring?
Si tratta di una tecnica molto più naturale e più adatta alla stagione estiva. Il tantouring si declina in due modi: nontouring e tantouring. Il primo, più vicino allo strobing, è amato da star come Gigi Hadid e Kendall Jenner, famose proprio per la loro semplicità e il loro look nude, e dona più luminosità al volto, permettendo un effetto più leggero, fresco e naturale. Il risultato del tantouring invece è molto simile a quello del contouring, ma la differenza sta nel modo di applicarlo. Infatti, al posto del fondotinta e del correttore, si utilizza un autoabbronzante, che garantisce al viso una luce maggiore e un incarnato abbronzato.
Un altro suo vantaggio, rispetto al contouring, è quello di essere semi- permanente e il suo effetto rimane sulla pelle per qualche giorno.

Tuttavia, bisogna avere una certa pazienza ed essere consapevoli che questa tecnica richiede una quantità di tempo maggiore rispetto alla solita routine quotidiana. La difficoltà è quella di stare molto attente alle zone che vogliamo esaltare e sulle quali applicare questo abbronzante. La dose inoltre deve essere piuttosto ridotta e bisogna stenderla perfettamente in modo da non creare macchie. Anche gli strumenti sono importanti e l’ideale è utilizzare pennelli larghi ma piatti, adatti agli zigomi.

Volete anche voi un incarnato come quello delle star? Con un po’ di pazienza e di buona volontà il vostro desiderio potrà diventare realtà.

Nail art, il must è il grigio

www.junglam.com

L’estate è finita e oltre al cambio stagionale bisogna fare piazza pulita nel beauty case. Le prime cose da riporre in un cassetto, in attesa della bella stagione, sono gli smalti colorati. Perché in effetti il fucsia e l’arancio sono davvero orrendi su mani screpolate e bianche come il latte. L’inverno porta con se pioggia e buio, indumenti scuri e una grande voglia di mistero. I rossetti si scuriscono, così come i colori da usare per decorare le unghie.
E se negli anni passati il must era lo smalto nero quest’anno le cose sono un po’ cambiate: la tinta più in voga per la stagione del freddo è il grigio.

Questo colore è diventato protagonista delle tendenze autunno-inverno 2016 e ha contagiato tutto, dall’abbigliamento alla nail art. Maglioni, pantaloni, vestiti e manicure si sono tinti del colore del fumo e si abbinano meravigliosamente ai colori neutri e chiari.
Le varianti sono tantissime, dal lucido all’opaco fino ad arrivare al più prezioso glitter. Si può essere cool sfoggiando anche le nuance metallizzate, in particolare quelle proposte da Morgan Taylor, come il ‘Little Black Dress‘ o il ‘Time To Shine‘, per splendere e riscaldare anche le serate più fredde e piovose.
Naturalmente il grigio si sposa alla perfezione con unghie corte o di media lunghezza e ovviamente squadrate o a mandorla.
Meglio evitare di portarle lunghe, perché l’effetto strega non si presta a occasioni che non siano la festa di Halloween.

Sulla cresta dell’onda lo ‘Stone Jungle‘ di Marc Jacobs e i nuovi smalti Burberry Nail Polish protettivi, che conferiscono un effetto ‘lunare’ davvero glamour. La loro formula contiene elementi rinforzanti e idratanti, i tempi di asciugatura sono minimi e l’indurimento delle unghie è assicurato.

Proteggere i tatuaggi dal sole, ecco come fare

Credit: www.mbamutua.org

Curare i propri tatuaggi dovrebbe essere una procedura da seguire tutto l’anno, anche se il momento di massima attenzione si dovrebbe avere durante l’estate.

Perché i raggi del sole sbiadiscono i colori e fanno “appassire” le nostre meravigliose tele su pelle, oltre ad avere un impatto piuttosto importante sul derma che è venuto a contatto con l’inchiostro. Spesso si è sentito, anche in tv, quanto sia rischioso esporre i tattoo al sole senza protezione, e non possiamo negarlo, anche senza sapere gli effetti reali sul lungo termine.

In ogni caso è consigliabile, se non obbligatorio, usare sempre la crema solare, almeno durante i tre mesi più caldi dell’anno e specialmente se si va al mare. In spiaggia e in montagna la protezione è obbligatoria e non vogliamo sentire scuse.
Il discorso, poi, si fa più importante se parliamo di tatuaggi freschi di studio. È risaputo che i tatuaggi appena fatti non possano entrare in contatto con sole, cloro, sabbia, sudore e sale per almeno due o tre settimane – in base alla grandezza e al tipo di lavoro fatto – e quindi non è per niente auspicabile farsi marchiare con l’inchiostro prima della partenza verso l’attesissimo mare.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, c’è solo una parola da tenere in conto: cotone. Questo, infatti, protegge dal sole e lascia respirare la pelle, dando la possibilità al tattoo di guarire in sicurezza.
Il consiglio finale rimane comunque quello di evitare di esporre il tatuaggio al sole per troppo tempo, seppur con la crema solare, in caso contrario abbondate con la lozione in modo di averlo sempre riparato.