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Facebook rende il like empatico (VIDEO)

Credit: yahoo.com

Diciamo addio all’ormai quotidiano pollice alzato, simbolo di gradimento su Facebook. Stanno arrivando dei nuovi, rivoluzionari, tasti nel mondo creato da Mark Zuckerberg.
Il team del social network più famoso sta lavorando ad una novità che andrà a rivoluzionare il modo di esprimere il nostro livello di gradimento riguardo una foto, uno status o un commento postato su Facebook.
La novità consisterebbe nella creazione di altri tasti con la stessa funzione del Mi piace, che esprimano reazioni ed emozioni differenti tra loro.
Piuttosto che accontentare gli utenti di Facebook con il tanto bramato tasto Non mi piace-che è in cantiere per settembre prossimo- Zuckerberg ha pensato bene di allargare la possibilità di scelta con emoticon che andranno ad esprimere e riportare in forma virtuale le sensazioni che proviamo.

I nuovi tasti sarebbero sei, ognuno in rappresentanza di una diversa reazione o emozione: un cuore per dire che una cosa ci piace particolarmente e cinque emoticon che indicano gioia, tristezza, stupore, rabbia ed ilarità.

photo credits: techcrunch
photo credits: techcrunch

Questi tasti verranno provati in forma di test in Irlanda e Spagna, per verificarne il feedback.
Nell’attesa vi lasciamo un video esplicativo che riguarda proprio queste simpatiche faccine.

Today we're launching a test of Reactions — a more expressive Like button. The Like button has been a part of Facebook for a long time. Billions of Likes are made every day, and Liking things is a simple way to express yourself.For many years though, people have asked us to add a "dislike" button. Not every moment is a good moment, and sometimes you just want a way to express empathy. These are important moments where you need the power to share more than ever, and a Like might not be the best way to express yourself.At a recent Townhall Q&A, I shared with our community that we've spent a lot of time thinking about the best way to give you better options for expressing yourself, while keeping the experience simple and respectful. Today we're starting to test this.Reactions gives you new ways to express love, awe, humor and sadness. It's not a dislike button, but it does give you the power to easily express sorrow and empathy — in addition to delight and warmth. You’ll be able to express these reactions by long pressing or hovering over the Like button. We’re starting to test Reactions in Ireland and Spain and will learn from this before we bring the experience to everyone. We hope you like this – or can better express how you’re feeling!

Posted by Mark Zuckerberg on Giovedì 8 ottobre 2015

Dormire insieme rende felici e fa bene alla salute

Dormire insieme fa bene alla salute e mette di buon umore. E no, non per i motivi che pensiamo.

Sono i risultati di un’innovativa ricerca portata avanti per il Wall Street Journal dal dottor Andrea Petersen, che sostiene (ma lo sapevamo già, e se ci si mette di mezzo anche la scienza allora abbiamo davvero la conferma che ci mancava) che dormire insieme al proprio partner, soprattutto se è un’abitudine quotidiana e non solo un evento sporadico, migliora la saluta e ci fa stare bene, con l’umore e l’entusiasmo alle stelle.

Perché? Semplice. Condividere il sonno, il momento più romantico di tutta la giornata, accanto al proprio partner, nello stesso letto, sotto le coperte e, magari, abbracciati l’uno nell’altra, abbassa i livelli di cortisone, un ormone che porta a depressioni e ansie, e di conseguenza ci sentiamo più felici. E, ancora, diminuisce le citochine, sostanze chimiche che partecipano al processo infiammatorio, e aumenta l’ossitona, l’ormone dell’amore, che rende i soggetti meno ansiosi e stressati.

I risultati sono alquanto sorprendenti: è addirittura una ricerca scientifico-medica a confermare tutto quello che immaginavamo “da semplici innamorati”. Inoltre, sempre secondo i dati dello studio, per ottenere i massimi benefici bisognerebbe dormire nudi.

Insomma, tante conferma ad una semplice verità: quando si ama si sta meglio, sempre.

Da damigella e paggetto alle nozze (FOTO)

photo credits: buzz feed

Era il 1998 quando due graziosi bambini, Adrian e Brooke, vennero scelti da due amici di famiglia dei rispettivi genitori, per essere presenti alle loro nozze in veste di paggetto e damigella. Più precisamente, come vuole la tradizione americana: Brooke è stata la flower girl, ossia la bambina che si occupa di spargere petali di rosa e fiori prima dell’entrata della sposa. Mentre Adrian ha custodito gli anelli nuziali degli sposi durante la cerimonia.
Fin qui nulla di strano, se non fosse che il 19 settembre scorso Adrian e Brooke sono stati i protagonisti di un altro matrimonio, il loro.

Non è stato sempre amore però, spiegano i due raccontando la loro singolare storia. Adrian rivela che Brooke era una vera monella, innamoratasi a prima vista di lui, lo ha rincorso per tutta la durata del ricevimento.
Adrian, all’epoca era un bambino molto timido e confessa che Brooke non gli piaceva affatto.

Passati alcuni anni, i due si sono ritrovati nella stessa comitiva di ragazzi in partenza per un viaggio organizzato dalla chiesa.
Adrian osserva Brooke ridere e se ne innamora, ma solo 4 anni dopo lui le chiederà di uscire insieme, dopo varie storie finite male. Nel novembre del 2012 Adrien ha chiesto alla sua flower girl di sposarlo.

Ovviamente, per le nozze nulla è stato scelto a caso: la chiesa è la stessa del North Carolina, dove i due si sono incontrati per la prima volta.
Adrian, poco prima della cerimonia ha fatto recapitare alla sua sposa un regalo speciale, ovvero le foto di quella galeotta giornata del 1998, corredate da un biglietto in cui aveva scritto: “Ti ricordi di queste?”
Un regalo meraviglioso, per una storia d’amore degna di un libro delle fiabe.

Inoltre, c’è chi giura di aver visto una delle damigelle baciare un paggetto. Che sia il segno dell’inizio di una tradizione?

Cervello VS Cuore, chi vincerà? (FOTO)

www.cantiribelli.com

Se c’è una battaglia che logora ogni giorno l’essere umano è quella tra cuore e cervello. Sembra una cavolata? Può darsi, ma nella vita di ciascuno è in atto un perpetuo dualismo tra le due parti più importanti del nostro corpo. Quella certamente più razionale e giudiziosa e quella più emotivamente instabile di tutte, guidata solo ed esclusivamente dai sentimenti.
Eppure questa guerra senza tregue governa completamente la nostra vita e guai se venisse a mancare una delle due parti. Senza l’influenza del cuore le nostre azioni si baserebbero solo su questioni di mera utilità; viceversa senza il cervello rischieremmo di andare a sbattere di continuo nelle situazioni della vita a causa di un eccesso di impulsività.

Ma qual è la giusta misura? Nessuno studio è stato capace di ancora di individuarla.
Le situazioni quotidiane vengono governate per fortuna da entrambe le componenti così da non trascinarci verso la distruzione.
Riuscireste a immaginare un rapporto di coppia nel quale lasciare prevalere il cuore? Saremmo capaci di crisi di gelosia incontrollabili, gesti così eclatanti da indurre chi ci è accanto ad allontanarsi da noi.
Immaginate l’uso esclusivo del cuore sul lavoro: quante volte litigheremmo con i colleghi? E quante altre ci verrebbe voglia di mandare a quel paese il nostro capo?


Se invece fosse il cuore a scioperare, riuscireste ad immaginare la vita senza un minimo di emotività? Sempre in movimento verso l’utilità e la rettitudine. Esiste qualcosa di più barboso di una esistenza sempre controllata?