giovedì, 28 Maggio 2026

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La contraccezione non va in vacanza

Credit Photo: universomamma.it

Estate e vacanze. Sesso e contraccezione.
Con l’avvento dell’estate la richiesta dei metodi anticoncezionali di emergenza, come la pillola del giorno dopo, aumenta notevolmente.
Una ricerca effettuata in 17 paesi su quasi 9 mila donne in età fertile, ha stabilito che il tasso più alto di donne che sottovalutano, in un primo momento, l’utilizzo degli anticoncezionali, riguarda le donne italiane.

Molte di noi non conoscono tutti i metodi contraccettivi a disposizione.
Eppure nel 2014 suona pressoché assurdo sentir dire “sono rimasta incinta per caso”. Di certo non ci si può lamentare – come invece accadeva un tempo – che l’informazione a riguardo è poca.
Oggi la scelta è vasta per evitare malattie sessuali, e gravidanze indesiderate.
Dalla pillola, al cerotto, all’anello, al preservativo che la ginecologa consiglia di usare sempre e comunque a proposito di malattie sessualmente trasmissibili, dovrebbe essere quasi un obbligo avere una vita sessuale serena e sicura. Soprattutto quando è possibile scegliere il metodo contraccettivo più adatto alla propria età e all’attività sessuale della singola persona.

Eppure i dati affermano tutt’altro.
Stando a quanto emerso dallo studio condotto, Contraceptive myths and misconception, solo il 16% delle nostre connazionali è al corrente delle varie possibilità di scelta, la maggior parte, invece, non conosce nemmeno il nome di metodi come l’anello vaginale, il cerotto, la spirale, e il 19% ha dimenticato almeno una volta la pillola negli ultimi sei mesi.

Estate e vacanza, diventano sinonimo di svago e libertà.
Il desiderio di evadere dalla routine quotidiana, unito al bisogno di nuove esperienze, porta spesso a valutare con leggerezza l’atto sessuale. L’unico modo per vivere in piena libertà e sicurezza un rapporto sessuale, soprattutto se occasionale, è quello di preservarsi da qualsiasi forma di rischio. La vera trasgressione sta nel viversi l’attimo, senza che questo ci segni per sempre.

Tipi da mondiale: ritratto dei tifosi all’italiana

I mondiali sono iniziati da un bel po’ e in ognuno di noi, alberga uno stereotipo di tifoso italiano, folkloristico, con tutte le sue caratteristiche, che viene fuori in modo del tutto incontrollato in tempi di mondiale, perché anche chi non si interessa dello sport in sé, non può fare a meno di posizionarsi davanti alla tv quando giocano gli azzurri.

Dalla fidanzata disinformata di calcio al mister che crede di saper tutto, dall’incoerente a quello che mette a disposizione casa, incompatibile con l’esagitato, passando per il veggente, gli scaramantici e l’immancabile esperto di pronunce pronto a correggere anche i telecronisti di madrelingua. Insomma, ci sono un po’ tutti nel video della LINE, interpretato dagli attori de “Il Terzo Segreto di Satira“, ormai celebri youtubers che spopolano sul web, che descrive in modo sarcastico e scherzoso le varie tipologie del tifoso della nazionale Azzurra e fa ridere il web.

Voi in che tipo vi rivedete? E quanti di questi tipi ci sono tra i vostri amici? Identificatevi nei vari “Tipi da Mondiale” e sempre “Forza Azzurri!“.

La Fidanzata

tipi da mondiale: la fidanzata

Croce e delizia di qualsiasi tipo di tifoso. La ragazza vive libera nell’ambiente, nutrendosi principalmente di vegetali e barrette dimagranti, passa il tempo facendo pilates e guardando le repliche di Sex and the City. Il tifoso fidanzata inizia a stare amorevolmente di fianco al suo uomo tifoso, anche durante i sacri lunghissimi 90 minuti di partita. Non ha la benché minima conoscenza del giuoco del calcio e assilla il suo uomo tifoso, con domande che a lui sembrano poste da un bambino caduto più volte dal seggiolone di testa. Dopo un periodo che va dai 4 ai 6 anni, il tifoso fidanzata riesce a capire qualcosa di calcio o si rassegna all’incomprensibilità del gioco a 11 e decide di andare a fare shopping con le amiche. Frase tipo del tifoso fidanzata è: “Cos’è il fuorigioco? Chi siamo noi? Che bello Cristiano Ronaldo”.

Il Mister

Tipi  da mondiali

Si siede virtualmente in panchina e comincia a parlare di schemi e cambi per migliorare la prestazione della squadra. Solitamente non ha mai preso a calci un pallone e quando si va a giocare a calcetto, emerge la sua totale inettitudine con la scusa sempre pronta: “il pallone è sgonfio”, “sono in convalescenza dal vaiolo”.

L’Incoerente

Il tipico tifoso pronto a sparare sentenze su quel giocatore o su quell’allenatore, ma al momento del successo, quello diventa il nuovo pallone d’oro dell’anno. In una parola: il gufo del gruppo.

Quello che mette la casa

tipi-da-mondiale

Il generoso del gruppo, quello che sistematicamente immola casa propria alla gioia o al delirio pre, durante e post partita. Tutto inizia dalla frase: “Mi raccomando ragazzi, state attenti, non rompete nulla, altrimenti mia mamma mi ammazza“. Le ultime parole famose…

L’Esagitato

tipi da mondiale

Ecco il tipico tifoso che non puoi contenere. Un vero e proprio ultras in casa tua. Un maestro del verso libero, un poeta dei tempi moderni, che smadonna in caso di errore di un proprio giocatore o di gol subito e non. Inarrestabile come una furia, distrugge casa altrui per sfogo. In una parola: “Senza limiti“.

Il Veggente

Quello che sa già tutto, calmo e tranquillo delle sue convinzioni, perché direttamente in contatto con Nostradamus, che gli fa un baffo.

Lo Scaramantico

Qualsiasi cosa succeda in una partita di calcio è riconducibile a qualcosa. Questo è il pensiero base del tifoso scaramantico, che si rende insopportabile obbligando i suoi compagni di partita a sedersi sempre nella stessa posizione, indossare gli stessi abiti e dire le stesse cose. L’unica motivazione per cui non viene pestato a sangue dai suoi amici è che li tiene a distanza col puzzo delle mutande che non cambia mai, per forza, sono quelle fortunate. Frase tipica: “Vai via che porti sfiga“.

Quello delle pronunce

Questo tipo di tifoso è uno dei più esasperanti. Quando si inizia un discorso calcistico (e non solo in quel caso) è prontissimo ad intervenire in caso di ogni microscopico errore di pronuncia dello sventurato parlante, neanche fosse il prof madrelingua dell’università.

L’Anticonformista

Quello che crede che l’atletica, la boxe o il tennis siano veri sport, solo per andare contro la massa che ama il calcio più della loro mamma. Ma quando l’Italia va in gol, non c’è contro tendenza che regga, esulta come tutti gli altri comuni mortali. Frase tipica: “Io non tifo per nessuno e non seguo i mondiali“.

Mondiali: i minatori del Cile incoraggiano la loro Nazionale (VIDEO)

Credit: scommessemondiali2014.com

I 33 minatori intrappolati a circa 700 metri di profondità per circa 70 giorni sono diventi protagonisti di una nuova vicenda, fortunatamente non c’è nulla di tragico. Anzi.

Le vittime di questa tremenda avventura, conclusa tra il 13 e il 14 ottobre 2010, hanno deciso di girare un bellissimo video a sostegno della loro nazionale di calcio, rivelata una grande sorpresa di questi mondiali brasiliani.
Realizzato in collaborazione con Banco de Chile, la seconda banca più grande dello stato, che è anche lo sponsor della squadra nazionale cilena, il filmato ha appunto come protagonisti i minatori, che incoraggiano così i loro giocatori: “La Spagna è difficile? L’Olanda è difficile? – urla davanti alla telecamera uno dei minatori, Mario Sepulveda Espinaze, con sullo sfondo i colleghi stretti in un caloroso abbraccio – Noi non abbiamo paura del ‘gruppo della morte’. Noi non temiamo la morte! Perché noi la morte l’abbiamo già sconfitta”.

Un video che ha fatto il giro del web e che ha caricato a pieno la squadra sudamericana, allenata dall’argentino Jorge Sampaoli, che ha ottenuto il passaggio agli ottavi di finale dopo aver brillato nel cosiddetto “girone della morte” con Olanda, Spagna e Australia.
La nazionale cilena ha infatti battuto prima l’Australia, per 3-1, e poi la Spagna, 2-0, ed ora si giocherà il primo posto nel girone nel big-match con l’Olanda.

Sicuramente il video, e il patriottismo che unisce tutto il popolo cileno, darà alla nazionale di Vidal e compagni ancora più coraggio e passione per affrontare l’avventura in Brasile.

[Credit: imperiapost.it]

La vita secondo Instagram (FOTO)

seigradi.corriere.it

Ormai si sa: questa è l’era dei social network. Tutti, perfino bambini ed anziani, hanno un profilo Facebook o Twitter, e passano la maggior parte del loro tempo curiosando i profili altrui, condividendo foto e scambiandosi idee.

Ma, da tre anni a questa parte, un altro social network si è imposto sulla scena: Instagram, applicazione che dà la possibilità di scattare foto, modificarle con i vari filtri e condividerle sui diversi social. Nell’ultimo periodo, questa nuova piattaforma sociale, ha attirato un numero sempre maggiore di utenti.

Sono milioni le persone che sembrano diventati veri e propri dipendenti da questa app. Ma quali sono i sintomi della dipendenza? La voglia travolgente di condividere foto di qualunque cosa si faccia durante la giornata, anche la più insignificante, e il desiderio irrefrenabile di controllare, ogni santo minuto, le notifiche ed i commenti ai propri scatti.

Ogni volta che un utente Instagram vede qualcosa di bello, lo deve assolutamente fotografare e “instagrammarlo”. Ovviamente, anche se non trova niente di così interessante, l’instagram-dipendente cerca di creare l’atmosfera adatta per scattare una foto da postare immediatamente sul suo profilo, così che tutti possano vedere ciò che sta facendo. Tutto deve essere fotografato e postato: una macchina, il nuovo paio di scarpe, il paesaggio di montagna e perfino la merenda a metà mattinata o il piattino dell’aperitivo.

Ma non bisogna dimenticare che attraverso Instagram, grazie ai vari “filter”, qualsiasi cosa – oggetto, animale, paesaggio che sia – diventa più bello, più interessante. Perfino la nostra vita, agli occhi dei followers, appare diversa, anche se è sempre la stessa.

Fare una bella foto, modificarla con i vari filtri e racchiuderla in una splendida cornice, condividerla su Instagram e il gioco è fatto: la foto, sul social, apparirà più bella di come è salvata nella galleria dello smartphone. Instagram è diventato il “make up”, il correttore della nostra vita: riesce a rendere affascinante tutto ciò che in realtà è insignificante, o quasi.

Ecco degli esempi, tratti dal sito americano buzzfeed.com, delle differenze tra Instagram e la realtà.

Come sarà la nostra vita “no filter”?

Prendere il sole

Grazie ai 20 filtri di Instagram, quando ci facciamo delle foto al sole appariamo belli, abbronzatissimi e molto riposati. Ma la verità è un’altra: la prova costume non è stata superata, la nostra pelle assomiglia ad una mozzarellina e le scottature sono all’ordine del giorno.

Animali

Gli animali sono uno dei soggetti preferiti dagli utenti del social. Il nostro gatto, che si fa gli affari suoi per tutto il giorno, non considerandoci minimamente e a volte, trattandoci come il suo peggior nemico, su Instagram diventata l’essere vivente più dolce ed innocuo del mondo.

Selfie

Certamente il selfie postato su Instagram è totalmente diverso dai mille selfie della nostra galleria. Se prima nella foto siamo pallidi, con le occhiaie e con i capelli simili a paglia, dopo aver applicato un filtro e aver messo una cornice carina, diventiamo dei modelli. Con questa foto potremmo fare richiesta per lavorare da Abercrombie.

Feste

Postando sul social le foto delle feste a cui partecipiamo la nostra vita appare sicuramente più interessante e movimentata di quella che è. Nessuno sa che le serate finiscono sempre male, sopratutto per aver esagerato con l’alcol. Ma non temete, Instagram riesce a rendere tutti belli anche dopo aver passato l’intera nottata in bagno.

Cibo

Su Instagram diventiamo tutti grandi cuochi: Carlo Cracco ci fa un baffo. Riceviamo mille mi piace alle foto delle nostre migliori torte, ma non immaginate la faccia delle nostre madri quando entrano in cucina. Il forno ed i fornelli sembrano un campo da guerra.