venerdì, 23 Ottobre 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Pradasphere café: il risultato del connubio tra Prada e Harrods

amica.it

Aprirà a Londra la prima caffetteria firmata Prada: Pradasphere Café.
Dopo Giorgio Armani, anche il centenario marchio milanese ha deciso di “esplorare” un mondo nuovo, quello del food & beverage. In occasione di questo evento è stata allestita una mostra chiamata Pradasphere dedicata proprio alla stilista Miuccia Prada.

La mostra si terrà dal 2 al 31 Maggio al quarto piano di Harrods, il più lussuoso e storico magazzino di tutti i tempi, nell’area adiacente alla caffetteria Pradasphere café.
Non solo la moda, ma tutte le “ossessioni” di Miuccia come l’arte, l’architettura, il mondo del cinema e dello sport, di cui Prada è sponsor ufficiale della Luna Rossa (barca a vela partecipante all’America’s cup), saranno i protagonisti di questa grandiosa esposizione. Un modo per celebrare l’arte in tutte le sue sfumature e mostrare tutti gli elementi che hanno da sempre ispirato Miuccia Prada nella realizzazione delle sue collezioni.

Inoltre, all’interno del grande magazzino londinese, verranno esposte le creazioni iconiche che hanno fatto la storia della maison italiana, con la possibilità di poter acquistare alcuni di questi capi e accessori in una speciale riedizione.
Ma, tenetevi forte, non è tutto: in previsione di questo grande evento, è stata realizzata in esclusiva per Harrods una capsule collection in limited edition che include scarpe, abiti, accessori e borse ispirati ai pezzi iconici del marchio nostrano.

“Siamo molto orgogliosi di lavorare con un marchio di moda italiano come Prada e di ospitarne l’universo creativo qui da Harrods. Pradasphere offrirà ai nostri clienti un’esperienza unica e l’opportunità di acquistare gli articoli di una collezione Prada creata in esclusiva per l’occasione. I visitatori potranno acquistare una collezione Prada esclusiva che non si può trovare in nessun’altra parte del mondo”. Dichiara Helen David, Fashion Director di Harrods.

Il prossimo passo per il gruppo Prada sarà quello di aprire un ristorante e un museo della Fondazione alla Galleria Vittorio Emanuele a Milano, città natale della maison, in cui si spera che vengano inaugurate in tempo per l’Expo 2015.

Carlo Cracco, il nuovo testimonial della Rustica San Carlo

gazzettagastronomica.it

La famosa marca di patatine in busta San Carlo stavolta ha fatto il colpo grosso: Carlo Cracco come testimonial.

Proprietario dal 2007 del ristorante milanese “Cracco” – due stelle Michelin, 18,5/20 Espresso e 3 forchette per il Gambero Rosso – il famoso cuoco vicentino ha lasciato tutti sbalorditi per aver accettato un incarico non proprio ai livelli della sua alta cucina. Avidità di denaro o voglia di essere innovativi ed originali? Questa è una domanda che resterà probabilmente senza una risposta.

La cosa certa è che Cracco non è un volto nuovo al mondo dello show business: giudice insieme a Bruno Barbieri e Joe Bastianich del programma culinario più famoso al mondo, “Masterchef” Italia e USA, è stato anche ospite di programmi italiani quali “I menù di Benedetta” – condotto da Benedetta Parodi – e “Che tempo che fa”, dove con Fabio Fazio ha affrontato due modi diversi di fare e di vedere la cucina.

Cucina che per Cracco deve avere la finalità di sorprendere la persona che assaggia un suo piatto. E sicuramente le patatine rustiche San Carlo cucinate dallo chef avranno sorpreso – nel bene o nel male – chi le avrà assaggiate.

E in questa nuova campagna l’abilità creativa e culinaria del cuoco vicentino subito partono all’attacco. Perchè Cracco ha saputo unire alla perfezione quasi sovrannaturale di queste patate – che per il cuoco risultano essere non unte e della dimensione ideale per essere usate in cucina – elementi sopraffini quali l’uovo di quaglia al tegamino con pancetta fresca e tre grani di senape, la battuta di pomodoro cruda con arancia e sedano e il caviale di limone.

Insomma, la San Carlo che non ti aspetti (e che forse mai ti saresti voluto aspettare). Ma è doveroso ricordare che in cucina non bisogna avere preconcetti, se non quello della qualità, come recita il motto del pluristellato chef.

Per le dolci voglie notturne arriva il bancomat di cupcake

Dopo Beverly Hills, Atlanta, Chicago e Dallas, la Sprinkles’ Cupcake Bakery sbarca anche a New York: ecco allora, accanto alla pasticceria vera e propria – aperta dalle 9 di mattina alle 9 di sera – un bancomat che dispensa dolci ventiquattr’ore su ventiquattro, il primo Sprinkles’ Cupcake ATM (Automated Tastiness Machine) di Manhattan.

L’allettante distributore rosa shocking può contenere fino a 760 cupcakes, ma ben presto saranno disponibili anche cookie e altre leccornie. Per il momento, ci si dovrà “accontentare” di scegliere tra 7 diverse varietà della specialità della Sprinkles’ al prezzo di 4,25 dollari al pezzo: cioccolato bianco e nero, cocco e cioccolato, caffè cubano, meringa e limone, red velvet, fragola e vaniglia o cioccolato e vaniglia – con la possibilità di saziare anche l’appetito del proprio amico a quattro zampe con due tipi di mini-cupcake senza zucchero pensati appositamente per i cani.

Ma non è tutto: all’inaugurazione, i più fortunati hanno trovato, all’interno del proprio cupcake, un bigliettino dorato che gli ha guadagnato un notevole extra: alcuni golosi hanno, infatti, vinto una card regalo dell’American Express da 500 dollari, altri una card cumulativa da utilizzare in qualsiasi punto vendita della Sprinkles’ e altri ancora la possibilità di accedere a un “cupcake party” privato nella sala feste della pasticceria.

Quando nel 2002 Candace Nelson, titolare dell’azienda, lasciò la Borsa per la pasticceria, non avrebbe mai potuto immaginare un simile successo: soltanto la prima settimana d’apertura furono ben 2.000 i cupcake venduti. Da allora, lei e il marito Charles sono riusciti a dislocare in tutti gli Stati Uniti ben 12 sedi della loro Sprinkles’ Cupcake, e prevedono di aprirne almeno un’altra quindicina all’estero.

Proprio questo successo ha fatto sì che i due intraprendessero strategie innovative come quella dei Cupcake ATM: il lampo di genio si deve proprio a Candace, che, incinta del secondo figlio pensò fosse ridicolo, da proprietaria di una catena di pasticcerie, non poter procurarsi un cupcake appena sfornato all’ora più assurda che desiderava. La Sprinkles’ Cupcake Bakery, così, ha finito col diventare una catena dal valore di circa 9 milioni di dollari: a dimostrazione che le voglie di una donna possono essere davvero interessanti.

Per dimagrire basta solo la ‘dieta della razione di cibo’

Combattere il proprio peso, i chili di troppo, la cellulite e le maniglie dell’amore – che più che maniglie, sono dei portoni? Provare la dieta della razione dei cibo sembra essere l’unica soluzione.

Carolyn Ekins ricorda il giorno in cui sua suocera ha rivelato il momento clou della sua infanzia in tempo di guerra. “Il ‘trattamento’ settimanale per lei e sua sorella, per mangiare e sopravvivere, era la condivisione di un semplice uovo fritto”, dice. “Ho pensato: ‘Wow, come hai fatto a resistere?'”
Un appassionato di storia aveva notato che, cucinando ricette di questo tipo, solo per divertimento per molti anni, aveva permesso al “periodo di guerra frugale” di essere il più sano e positivo per la popolazione – nonostante le carenze alimentari – di quanto non lo fosse mai stato prima.
“C’era una grande squadra presso il Ministero della Salute, durante la guerra, che lavorava su ricette sane che contenevano un sacco di verdure”, ha poi continuato.

“Questo è ciò che realmente ha catturato la mia attenzione: si può vivere su un terreno meno favorevole per condizioni economiche, di salute e sociali, ma sentirsi comunque bene su di esso. Mi ha colpito questo modo di vivere e mangiare in tempo di guerra: in questo modo si può comunque portare cibo allo stomaco senza spendere un patrimonio”.

Moltissimi di quelli che hanno provato le più famose diete Slimfast, WeightWatchers e Slimming World hanno confermato come la “dieta della razione del cibo” sia davvero efficace. “Ho avuto un certo successo, preferisco mangiare di meno piuttosto che fare affidamento su alimenti trasformati pieni di conservanti”.

“Quello che ho fatto è stato per lo più mettere le verdure nelle torte, senza dir nulla ai miei bambini o ai miei familiari, perché se avessi detto che stavo facendo il piatto utilizzando, ad esempio, le carote, non l’avrebbero mai mangiato”, commentano in merito alle nuove tecniche di cucina.
Per la cena di Natale, Caroly ha servito la torta con marzapane finto (farina, margarina, lo zucchero e l’essenza di mandorle), senza uova, e un budino di Natale e Anatra Mock a base di carne di salsiccia (vegan nel suo caso).

Quindi, al posto delle barrette energetiche o sostitutive dei pasti, e frullati e beveroni che avevano in precedenza invocato la soluzione migliore per la dieta, meglio cominciare a nutrire se stessi e la propria famiglia in maniera più salutare: basta solo una crostata di albicocche fatta con carote e Lord Woolton Pie.