venerdì, 8 Maggio 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Cibo: come parlarne agli adolescenti in maniera giusta

photo credits: bbcgoodfood

I genitori di un adolescente del 2016 devono fronteggiare delle problematiche e delle pressioni rispetto al cibo ed all’alimentazione sempre crescenti e difficili da gestire.
Si parla in continuazione di obesità, eliminare il consumo di cibi grassi, praticare il più possibile esercizio fisico e calcolare la quantità di calorie che assumiamo ogni giorno. Tuttavia non si riesce mai a seguire un percorso generale su una sana alimentazione da compiere insieme ai propri figli, bambini o adolescenti che siano.

Susie Orbach, una psicoterapeuta britannica, specializzata nell’analisi del rapporto di uomini e donne con il cibo ha evidenziato alcuni comportamenti particolari di adolescenti maschi e femmine nei confronti dell’alimentazione.
Secondo i suoi studi, le ragazze in piena età adolescenziale e quindi nel periodo della crescita, tendono a saltare il pranzo settimanale più volte per poter mangiare cibi grassi e ricchi di zuccheri nel fine settimana, quando solitamente si cena fuori casa e con gli amici.
Differente, invece, il rapporto dei ragazzi con il cibo. Essi tendono a preferire cibi proteici e poveri di grassi.

Nei due casi analizzati possiamo notare un consumo limitato, se non nullo, di carboidrati e fibre.
Componenti fondamentali nella dieta degli adolescenti, in quanto fornitori indiscussi di energia.
Secondo la dottoressa Orbach è fondamentale l’esempio dei genitori e il loro modo di vivere le abitudini alimentari per evitare disordini e disturbi negli anni della crescita. Gli adolescenti, infatti, emulano i modi dei genitori anche a tavola.
Non bastano punizioni o litigi sterili per convincere i propri figli a mangiare in modo adeguato, piuttosto bisogna scoprire insieme a loro le proprietà di ogni alimento e tutti i benefici che può apportare al nostro corpo nel momento in cui lo assumiamo.

Cucinare insieme un pasto a settimana aiuta a lenire le tensioni che si vengono a creare a tavola. Dopo aver preparato insieme un pranzo o una cena, i bambini o gli adolescenti saranno più propensi a mangiare e provare gusti nuovi.
Ancora una volta, quindi, nei rapporti inter-familiari è fondamentale instaurare un dialogo sano ed aperto nei confronti dei propri figli: perché anche a tavola bisogna abbondare con le dosi di pazienza ed amore.

Un’estate con le bollicine

Credit: saporinews.com

Se vi state chiedendo quale sia la bevanda più in voga dell’estate 2015, bè, noi abbiamo la risposta: bollicine.

I wine lovers, nel 60% dei casi, preferiscono infatti vini con bollicine, primo fra tutti l’ottimo Franciacorta, seguito dal “fenomeno” Prosecco. Di seguito, il 56% degli esperti ama i vini bianchi, lisci, freschi e leggeri, ottimi per la stagione estiva; i rosati mantengono un buon livello di consumo e costituiscono il 27% delle preferenze dei wine lovers, mentre i rossi, sopratutto i più corposi, sono messi da parte. Questi dati sono frutto di un sondaggio pubblicato sul sito www.winenews.it, uno dei più cliccati dagli amanti del buon bere, e del buon vino.

Allegre e versatili, le bollicine sono quindi le più trendy dell’estate, anche per via – come già detto – del sempre più amato Franciacorta, l’“Official Sparkling Wine” dell’Expo 2015 di Milano, e del nostro Prosecco, con la sua immediata piacevolezza, dell’Oltrepò Pavese e del Trentodoc.

Nonostante i pronostici, in quest’estate i consumi di vino restano stabili: 9 eno-appassionati su 10 acquistano vino, spendendo in media dai 150 ai 250 euro per il “rifornimento” estivo. Questo perché è difficile rinunciare a un buon bicchiere di vino, magari in spiaggia al tramonto o nella tranquillità di una vacanza in montagna; e lo dimostra il fatto che, seppure in estate, i consumi rimangano stabili per il 61,5% degli enonauti

Come preparare una deliziosa birra fatta in casa (RICETTA)

Birra fatta in casa? Da oggi è possibile. Di certo non farà invidia a quelle tedesche né potrà concorrere con quelle belghe. Ma il gusto di una bella birra fatta in casa batte tutti i migliori sapori del mondo, semplicemente per la piccola grane soddisfazione di gustare un prodotto realizzato interamente a casa, nella propria cucina. E, chissà, magari farne diventare una vera e propria passione.

Per preparare una deliziosa birra fatta in casa è sufficiente un kit che comprenda tutto il necessario: fermentatore, malto, dal termometro alla tappatrice. È possibile trovarlo su internet: moltissimi sono, infatti, i siti online in cui trovare e acquistare questi set di attrezzature.

Regola fondamentale: pulizia. La cucina e soprattutto gli strumenti devono essere completamente puliti e disinfettati. È fermamente consigliata una soluzione di metabisolfito di potassio (diluita, ne bastano 4 cucchiaini in un litro d’acqua). Sarà perfetta per ripulire tutto.

Bisogna, inoltre, avere a disposizione un preparato che contiene il mix di malto e luppolo (anche per questo composto tanti sono i siti internet a vostra disposizione, come pinta.it o birramia.it). Scaldatela per alcuni minuti in una pentola di acqua calda. Successivamente preparate una pentola con circa acqua a 60 gradi, versate il preparato e completate il tutto con lo zucchero. Mescolare.

Dopo aver ottenuto un liquido omogeneo, bisogna versare tutto nel fermentatore. È quindi necessario completare il tutto versando acqua tiepida, arrivando ad una temperatura compresa tra i 20 e i 30 gradi circa. Bisogna, a questo punto, sciogliere i lieviti in una scodella ben pulita con qualche cucchiaio di acqua anche questa volta tra i 20 e i 30 gradi (accortezze importantissime per la ben riuscita del lavoro). Una volta pronti, versateli nel composto.

Chiudere il fermentatore con il suo coperchio. Riempite il gorgogliatore con qualche millilitro d’acqua: i suoi gorgoglii (esattamente come suggerisce il nome) saranno utili per capire se la birra sta realmente fermentando e come, a che velocità. Se dopo un giorno, o al massimo un giorno e mezzo, ancora non si sente niente, controllate di avere chiuso correttamente il recipiente e rimescolate con l’apposito arieggiatore (una palettina forata). Per il resto, è sufficiente attendere una settimana, lasciando il tutto a una temperatura stabile di circa 20 gradi.

Una volta controllata con il densimetro la densità della vostra birra è arrivato il momento di imbottigliare. Aggiungete la giusta dose di zucchero, prima di procedere al travaso della birra, mai fino all’orlo. Questa nuova aggiunta di zucchero permetterà ai lieviti rimanenti di dare via alla rifermentazione in bottiglia: come risultato troverete della schiuma in superficie. Tappate tutto quanto con un tappo a corona utilizzando la vostra tappatrice e attendete ancora un paio di settimane.

Quando la rifermentazione sarà completata, la vostra birra fatta in casa sarà finalmente pronta per essere gustata, soprattutto in compagnia.

[Credits: WIRED]

Cosa si mangia a Praga: i piatti tipici

Cosa si mangia a Praga? La capitale della Repubblica Ceca, offre una vasta gamma di delizie culinarie che riflettono la sua ricca storia e cultura.

Vediamo insieme alcuni piatti tipici.

Cosa si mangia a Praga?

Cosa si mangia a Praga? È ovvio porsi questa domanda se ci troviamo a visitare questa splendida città.

Vediamo dunque qualche piatto tipico:

  • Goulash: questo piatto a base di carne è una specialità molto diffusa in tutta l’Europa centrale. Si tratta di un gustoso stufato di carne di manzo o maiale, preparato con cipolle, paprika e spezie. Viene generalmente servito con del pane o con i tradizionali knedlíky (gnocchi cotti al vapore).
  • Svíčková: consiste in una carne di manzo arrosto, marinata in una salsa cremosa a base di panna acida, verdure e spezie. Viene solitamente accompagnato da knedlíky e viene guarnito con una fetta di limone, panna acida e prezzemolo.
  • Trdelník: è un dolce molto popolare a Praga. Il trdelník è un rotolo dolce di pasta lievitata, arrotolato attorno a un bastoncino di legno e cotto alla griglia. Viene spesso spolverato con zucchero, cannella o noci tritate e può essere servito da solo o con una crema al cioccolato o alla vaniglia.
  • Chlebíčky: sono piccoli panini aperti ricoperti di vari ingredienti come salumi, formaggi, uova sode, cetrioli, pomodori e insalata. Sono molto comuni nei bar e nei caffè di Praga.
  • Palačinky: sono simili alle crepes o alle frittelle sottili. Sono realizzati con una pastella leggera a base di uova, farina e latte, che viene poi cotta in una padella. Possono essere serviti con una vasta gamma di ripieni, come marmellata, cioccolato, frutta o panna montata.

Quali sono le bevande tipiche di Praga?

Ne vediamo alcune:

  • Birra ceca: Praga offre una vasta selezione di birre locali. Alcune delle marche di birra più popolari sono Pilsner Urquell, Budweiser Budvar, Staropramen e Kozel. Le birre ceche sono famose per la loro alta qualità e il loro sapore ricco. Puoi gustarle nei numerosi pub e birrerie della città.
  • Becherovka: è un liquore tradizionale ceco, prodotto a Karlovy Vary, una città termale nella Repubblica Ceca. È fatto con una miscela segreta di erbe, spezie e radici che gli conferiscono un sapore unico e leggermente amaro. Viene spesso servito come digestivo o mescolato con acqua tonica come aperitivo.
  • Slivovice: è un’acquavite di prugne molto popolare nella Repubblica Ceca. È un’alcolica molto forte, con un sapore fruttato e un caratteristico aroma di prugne. Può essere bevuto puro o usato come base per cocktail.
  • Medovina: è un vino di miele tradizionale ceco. È fatto con miele puro fermentato e può variare dal dolce al secco. La medovina è conosciuta per il suo sapore ricco e aromatico e viene spesso servita come bevanda calda durante i mesi invernali.