sabato, 31 Gennaio 2026

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Avocado: mai più senza

Credit: www.therafitshoe.com

La parola ahuacatl, da cui deriva avocado, proviene dalla lingua atzeca Nahuatl parlata dagli Aztechi. Le popolazioni native dell’America centro-meridionale, infatti, coltivavano questo frutto ancora prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo.
Chiamato anche pera alligatore per la sua forma, l’avocado fu descritto dai conquistadores come “un frutto abbondante, con una polpa simile al burro e caratterizzato da un ottimo sapore”.

Quando Messico e Guatemala furono esplorate dagli spagnoli, anche l’aguacate (che caratterizzava l’alimentazione della popolazione atzeca), ora conosciuto come avocado, attirò la loro attenzione. Prodotto oggi in molti altri paesi del mondo dal clima caldo (tra cui Spagna, Stati Uniti, Israele e Sudafrica), l’avocado oltre che per il suo sapore, viene particolarmente apprezzato per le sue proprietà benefiche.

Ecco quali sono i benefici che questo frutto tropicale può apportare alla nostra salute e al nostro corpo se mangiato ogni giorno :

1. Abbassa il colesterolo e previene le patologie cardiache

Grazie alla presenza dell’Omega 3, l’avocado serve a ridurre il colesterolo cattivo (LDL) e la pressione arteriosa, migliorando di conseguenza la salute del nostro cuore e prevenendo l’ostruzione dell’arterie e di altre patologie cardiache.

2. È ricco di fibre utili al nostro organismo

L’avocado è una delle migliori fonti di fibre alimentari. Basti pensare che una tazza di avocado presenta 10 grammi di fibre e fornisce, quindi, il 40% del fabbisogno giornaliero di fibre al nostro corpo.
Gli alimenti che sono ricchi di fibre alimentari garantiscono un senso maggiore di sazietà e ci impediscono di sentire la fame per lunghi periodi di tempo.
Inoltre, le fibre contenute in questo frutto sono insolubili, attirano continuamente l’acqua nel nostro intestino, facilitando il suo trasporto.

3. Contiene acido folico

L’acido folico è una sostanza nutriente importante per le donne in gravidanza e per i bambini, in cui la quantità di grassi sani favorisce lo sviluppo del cervello.

4. Può essere utilizzato al posto del burro

In diverse ricette come ad esempio i biscotti al cioccolato, l’avocado può essere utilizzato al posto del burro. I biscotti saranno molto più genuini ma avranno lo stesso identico sapore di quando li cucinate col burro che è molto più grasso ed aumenta il livello di colesterolo nel sangue.

5. Previene il diabete

Previene il diabete migliorando la sensibilità dell’insulina grazie alla capacità di rallentare l’assorbimento del glucosio a livello intestinale.

6. Ritarda la progressione dell’Alzheimer

Proprio così. Per i malati di Alzheimer l’avocado è un toccasana, in quanto riduce la perdita di memoria.

7. Aumenta il desiderio sessuale

È risaputo che i cibi afrodisiaci aumentano la libido. Da tener presente quando la stanchezza si fa sentire ma il/la vostro/a partner ha bisogno delle giuste attenzioni.

8. Cura la pelle e allevia i disturbi gengivali

Se applichiamo sulla nostra pelle l’olio di avocado, questo lenirà e curerà le ferite. Allevia inoltre le fastidiosissime infezioni gengivali.

9. Favorisce la crescita dei capelli

Nei periodi di forte stress, molti di noi perdono i capelli, soprattutto se dopo una certa età: basterà mangiare un po’ di avocado ogni giorno per vederli crescere sani e forti come prima.

10. Favorisce la digestione

Il pranzo della domenica vi è rimasto sullo stomaco? Mangiate un avocado e vi sentirete subito meglio.

Come si può notare sono innumerevoli i benefici che derivano dall’assunzione di questo frutto; perciò da oggi mai più una dieta alimentare senza avocado.

5 errori che un vero amante del vino non deve fare (FOTO)

Credit: villapoliflora.it

Spesso molti pretendono di essere degli esperti di vino, quando (forse) non sanno neanche come si apre una bottiglia. Il vino è interessante, complesso, seducente, e non si riduce a una semplice chiacchierata tra amici per fare una buona impressione, o per fare colpo su una donzella.
Parafrasando Joe Black, il vino è “passione, ossessione, qualcosa senza cui non vivi”. Per questo abbiamo deciso di elencarvi i 5 errori più comuni che si dovrebbero evitare quando si parla o si beve di vino, così, per aiutarvi a diventare dei veri intenditori un po’ più realisti.

1. Servirlo alla temperatura sbagliata

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Ogni vino, rosso, bianco, rosato, liscio, o frizzante che sia, ha la sua temperatura di servizio ideale. E bisogna assolutamente tenerne conto. Ora, non è necessario usare un termometro a infrarossi prima di servire il nettare degli dei ai vostri ospiti, però potreste prendere in considerazione questi piccoli suggerimenti.
Vino bianco e spumanti vanno sempre serviti freddi, ma non ghiacciati. Se per esempio avete organizzato una cena tra amici in terrazza, si consiglia di servire vini con la temperatura al dì sotto di quella normale, in quanto tendono a scaldarsi non appena sono stati versati nei bicchieri. I vini rossi, invece, vanno serviti tra i 16° e i 18° C, e non a temperatura ambiente se sono conservati in un posto della casa con il riscaldamento a 25°. Se un vino rosso è servito troppo caldo, allora il sapore alcool sarebbe più pronunciato e il vino potrebbe risultare sbilanciato.

2. Scegliere il vino sulla base dell’etichetta e del prezzo

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Purtroppo questo è un errore davvero comune. Spesso si crede che un vino costoso sia sinonimo di migliore qualità, che un’etichetta d’oro sia un simbolo per il prestigio del vinificatore, che usando caratteri specifici sia garantita l’autenticità della cantina e la relativa rilevanza storica. No, non è così. Quindi, quando state per prendere una nuova bottiglia di vino, vi consiglio di individuare, sull’etichetta, l’area di produzione, il nome del produttore di vino, il tipo di vino e le uve utilizzate.

3. Non scegliere il bicchiere in base al vino da servire

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E qui, c’è da mettersi le mani nei capelli. In molti considerano alla moda avere tanti bicchieri in cui poter servire il vino, ma quando si tratta di scegliere quello giusto non ci azzeccano mai. Nel caso di vini bianchi frizzanti e spumanti, i bicchieri ideali sono quelli “a tulipano”, o a “flauto sottile”, cioè stretti alla base e leggermente più ampi in cima. Questo perché la base più ristretta potenzia le bolle e sarete in grado di apprezzare il profumo senza intrappolare il naso in un bicchiere troppo stretto. Per i vini rossi la scelta è più difficile: i calici ballon sono raccomandati per i vini corposi, ma i bicchieri semi-alti e mediamente ampi andranno bene per la maggior parte dei rossi.
Infine, anche se nel farlo vi sentite dei veri esperti, non tutti i vini possono essere roteati nel bicchiere. Nel caso degli spumanti, per esempio, il movimento vorticoso dissolverà le bollicine, e il vino tenderà a diventare liscio.

4. Lasciar invecchiare troppo (o troppo poco) un vino

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La maggior parte dei vini necessita del tempo per l’invecchiamento, ma non tutti migliorano col passare degli anni. È un peccato non essere in grado di comprendere il processo di invecchiamento di una bottiglia, e rischiare così di aprirla troppo presto, o troppo tardi; perché poi, una volta aperta, non c’è più rimedio. Sulle etichette si possono trovare delle informazioni, ma la completezza di queste è relativa. Per esempio, lo sapevate che il vino di Bordeaux, il Barolo o il Brunello di Montalcino possono essere eccellenti anche 10 anni dopo la vendemmia?
In ogni caso, la cosa più importante resta la cura della bottiglia prima di aprirla: non tenetela in mostra su una mensola della cucina, perché il calore aumenta sempre verticalmente e andrebbe a rovinare il vino. Inoltre, se non si dispone di una cantina refrigerata, tenere le bottiglie al buio, in un luogo umido, senza sbalzi di temperatura e preferibilmente a circa 18 ° C.

5. Vino bianco con il pesce, vino rosso con la carne

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Nulla da ribattere, questa è una combinazione più che sicura. Tuttavia, se si desidera mostrare agli amici il vero sapere di un amante del vino non si dovrebbe attenersi a questa dogma pur corretta ma banale. A causa della loro componente tannica, alcuni vini rossi sono molto corposi, e questa loro caratteristica può scontrarsi con il cibo. Molti di loro sono infatti adatti per piatti elaborati o comunque molto pesanti, come gli stufati di carne, tipicamente invernali. Ciò non vuol dire che bisogna abbandonare i rossi durante l’estate, basta scegliere quelli più freschi, con una percentuale di alcool leggermente inferiore (circa 13°), in modo da poterli utilizzare per accompagnare piatti di pesce come le zuppe di crostacei (ovviamente serviti a una temperatura più bassa). E cosa scegliere per le grigliate domenicali con gli amici? Un buon rosè sarà perfetto.

[Credit photos: swide.com]

Millennials e Baby boomers, cambia il mercato americano dei vini

credits:diddlyybop.ru

Una nuova generazione riscrive le regole del consumo di vino negli USA a discapito dei Baby boomers. Gli appartenenti a questa generazione si chiamano Millennials, sono i nati fra il 1981 e il 1997; hanno una maggiore familiarità con la comunicazione istantanea resa possibile attraverso l’uso di internet e dei nuovi media utilizzati attraverso siti web come Youtube e siti di social networking come Facebook, Twitter e Instagram. Tutto questo può spiegare come la fama dei Millennials sia orientata allo scambio e al commercio grazie ad una più facile comunicazione attraverso la tecnologia.
I Baby boomers, invece, sono i nati dopo la seconda Guerra Mondiale; sono i ragazzi che hanno fatto la rivoluzione culturale degli anni sessanta.

Secondo il Wine Market Council, i Millennials più giovani che hanno ormai compiuto 21 anni ricoprono, con i loro acquisti di bottiglie di vino, il 42 % dei consumi complessivi. Il cambiamento più importante degli ultimi 5 anni tra i Millennials è la stabilità della fascia più matura, quella dai 30 ai 38 anni, sia in termini economici che di gusti; i wine lovers che, come spiega il presidente del Wine Market Council: ”stanno prendendo sempre più consapevolezza di sé, in quanto amanti del buon vino, e dei propri gusti”.

La generazione dei Millennials ha ridisegnato il modo in cui il vino in America viene commercializzato, confezionato e distribuito al consumatore.
I Millennials optano per la raffinatezza spesso associata al vino e non hanno bisogno di un’occasione speciale per bere, anzi è considerata un’attività sociale e rilassante. La conseguenza è che se i Millennials pagano meno per il vino rispetto ai Boomers, per una disponibilità economica chiaramente meno elevata, lo consumano molto più spesso.
Per un Millennial l’acquisto di vino inizia con la decisione di un range di prezzo che è largamente influenzata dall’occasione dell’acquisto, seguita dall’uvaggio, l’annata, la regione di provenienza e, infine, dalla bottiglia più attraente. In media spendono 20-30 dollari per una bottiglia da consumare a casa, 50 e più durante i pasti fuori.

I Millennials frequentemente acquistano marche di vino sconosciute, perché hanno competenza ad accedere ed ottenere informazioni sui vini; si fidano del parere dei loro amici di Facebook o di un sito di recensioni fatte dai consumatori molto di più rispetto a quelle di esperti e professionisti. Per questo motivo l’industria del vino sta prendendo misure importanti per garantire che il loro marchio sia rappresentato in questa luce.

bellinicantine.blogspot.com
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Dopo la California, è italiano il vino più amato dai figli dei Baby boomers, riconosciuto per eleganza, versatilità ma soprattutto per la qualità. Le regioni italiane più scelte sono Toscana, Veneto, Sicilia e Piemonte, mentre una nota a parte merita il Prosecco, considerato un vero must per i Millennials. Senza dubbio è su questo target che le aziende devono puntare, intercettando il loro bisogno di prodotti unici e differenziati, il loro forte senso di individualità e di identità personale.

Cenone di Ferragosto? Ecco il menù

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Il mese di agosto è il preferito dagli italiani, perché finalmente si chiude la stagione lavorativa per lasciare spazio alle vacanze. Uno dei giorni in cui ci si riunisce con gli amici estivi o con la famiglia, è senza dubbio Ferragosto. Il 15 del mese di solito si festeggia con un pranzo o una cena speciale; in cielo si possono ammirare i fuochi d’artificio e, se si è fortunati, anche una bella stella cadente.
Ma quali sono gli ingredienti per realizzare una cena particolare nonostante la calura delle notti estive? Sicuramente bisogna scegliere alimenti che siano gustosi ma freschi, che possano essere preparati senza troppi sforzi e, soprattutto, senza dovere restare troppo tempo in prossimità dei fornelli.

La sera di ferragosto trovo indicato un menu con poche ma scenografiche portate, che non appesantiscano gli ospiti e dopo le quali ci si possa anche buttare in piscina.
Per cominciare bisogna preparare un bel cocktail di benvenuto, magari scegliendo uno dei classici come Margarita, Spritz o Negroni sbagliato. Se volete proporre qualcosa di più ricercato potreste puntare sul Passion Fruit Mojito, che si prepara aggiungendo il frutto della passione alla ricetta originale. Il tutto accompagnato da spiedini di gamberetti al lime: freschi e straordinariamente gustosi.
Come antipasto è perfetta una tartarre di pesce, magari a base di tonno o salmone a cui aggiungere olio, sale, pepe e uno spruzzo di limone.
Come primo piatto io sceglierei tra queste due ricette: linguine all’astice (mi raccomando, al dente) oppure un piatto a base di freschissime trofie con rucola, gamberetti e limone.

A seguire proporrei una bella fetta di tonno in crosta di sesamo accompagnata da un piatto di verdure estive.
Per la prima parte della cena sarebbe preferibile un vino frizzante mentre sul tonno sarebbe preferibile qualcosa di più corposo come un Fiano.
Per finire un bel dessert a base di tiramisu’ alle fragole o delizia a limone: dolci delicati e soffici che non appesantiscono e che sono straordinariamente buoni (se vi annoiate li potete acquistare in pasticceria, così risparmiate tempo). Naturalmente il tutto deve essere accompagnato da un bel limoncello (ghiacciato) o un digestivo rigorosamente italiano.