martedì, 27 Febbraio 2024

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

La cucina napoletana secondo Luciano Pignataro

Credit photo: Harry di Prisco

La pasta alla Nerano, gli spaghetti al pomodoro e alla colatura di alici di Cetara e poi la genovese di tonno, il ragù, la minestra maritata. Tutti i sapori della tradizione antica napoletana si possono trovare in un raccolto che Luciano Pignataro in una lunga ed appassionante ricerca in rete prima, nel libro poi, racconta il gusto di Napoli e della Campania. Un volume che non potrà assolutamente mancare nelle case e, perché no, dei ristoranti e dei cultori della tavola (quella vera!) per cucinare i piatti illustrati con ricette alla portata di tutti di coloro che si voglio cimentare nella replica.

“La cucina di Napoli, ricette e storie” (edizioni dell’Ippogrifo) di Luciano Pigataro è stato presentato dall’autore, il notissimo giornalista enogastronomo de “Il Mattino” nel locale di Giorgio Moffa, nipote del fondatore del Trianon di Napoli, l’Antica Pizzeria Ciro in Via Unità d’Italia n. 9 a Formia. Le ricette di Napoli, 650 piatti cucinati nelle case e nei ristoranti fra tradizione e modernità, questo il filo rosso che lega l’intero volume, un vero viaggio nelle case e nei locali partenopei attraverso gli antichi sapori.
Un percorso di gusto, accompagnato anche dalla realizzazione dei piatti della tradizione. Moffa da una decina di anni ha “esportato” l’esperienza e la tradizione partenopea nell’area di Latina: un altro suo locale è infatti ubicato sullo splendido Golfo di Gaeta, proprio al lungomare Caboto.

Credit photo: Harry di Prisco
Credit photo: Harry di Prisco

“La cucina napoletana – ha detto Pignataro – è in movimento. L’ultimo grande ricettario risale agli anni ’60 ma dalla fine degli anni ’80 all’inizio degli anni ’90 la cucina napoletana si è arricchita di uno stile più leggero che è stata portato da Don Alfonso piuttosto che da Gennarino Esposito, per citare dei nomi, e che hanno reso meno greve la tradizione partenopea. Questo libro è, dunque, una fotografia della realtà attuale poiché contiene ricette di famiglia, ci sono anche le ricette mia madre, oltre che quelle di ristoranti, stellati e non. Un insieme di saperi che viene presentato ma che può essere anche utilizzato anche in cucina. La mia soddisfazione – ha proseguito il giornalista – è quando qualche lettore pubblica su Facebook la ricetta tratta dal mio libro e poi esclama di essersi trovato bene. Perché, alla fine, il libro deve essere utile”.

Alla serata hanno preso parte anche Marco Infante di Leopoldo 1940, che ha proposto una carrellata di dolci tipici napoletani; Feudi di San Gregorio per i vini; Pastificio Gentile di Gragnano.

E sui tavoli di una sala affollatissima di Ciro a Formia non potevano mancare gli spaghetti ai frutti di mare col trucco che lo stesso Pignataro ha spiegato così: “È una ricetta che nasce dal fatto che da noi le vongole non sanno più di niente, perché le normative europee oltre ad avere introdotto la specie asiatica che cresce molto più velocemente ha fatto perdere sapore a questo frutto di mare determinando l’esigenza di accentuare il sapore. E ciò si può ottenere o aggiungendo più aglio o reinserendo il mare che i burocrati europei ci hanno tolto. E come si fa? Con la colatura di alici”.

Credit photo: Harry di Prisco
Credit photo: Harry di Prisco

Soddisfazione ha espresso Giorgio Moffa, grazie al quale un pezzo della Napoli gastronomica e culinaria è presente a Formia: “La grande partecipazione di appassionati delle tipicità napoletane, che poi sono quelle di Formia – ha detto – dimostra quanto siano vicini i due territori. Anche noi ascoltiamo i vari punti di vista, prestiamo attenzione alle rivisitazioni proposte da grandi chef, ma alla fine, anche per storia familiare, ci piace la semplicità di sempre. E riscontriamo che le virtù e le ricchezze della nostra Napoli, dalla pizza alla cucina che riporta quei sapori, incontra il gusto dei clienti di questa area”.

[A cura di Harry di Prisco]

Pasta e fagioli con moscardini #iorestoacasa

#iorestoacasa e mi vizio, come? Con un buon piatto.

Sì lo so, siamo in quarantena e dovremmo essere a dieta perché altrimenti ne usciremo come mongolfiere. A dire la verità io credo che visto il periodo non ci sia anche bisogno di stressarsi con diete e alimentazioni rigide.

Sto a dir la verità sperimentando e studiando un sacco di ricette.

Oggi vi voglio proporre la mia pasta, fagioli e moscardini.

#iorestoacasa: Pasta e fagioli con moscardini

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 g di piccoli polpi, moscardini, seppie oppure calamari, purché di piccole dimensioni
  • 800 g di fagioli borlotti in scatola
  • 160 g di pasta da minestra
  • 200 g di passata di pomodoro
  • ½ bicchiere di vino bianco secco
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • ½ cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva

Pasta e fagioli con moscardini #iorestoacasa

Iniziamo sciacquando bene i polpi sotto l’acqua, facendo attenzione a pulire bene i tentacoli e togliendo gli occhi e il dente centrale.

Tagliamo i tentacoli e la testa. Prepariamo il trito di carota, sedano e cipolla che andiamo a soffriggere in padella con poco olio evo, e l’aglio, a fiamma bassa.

Dopo pochi minuti unire il polpo e farlo rosolare a fuoco alto per due minuti. Sfumiamo con il vino bianco.

Quando il vino sarà evaporato aggiungere 300 ml di acqua e la passata di pomodoro. Cuocere con il coperchio per 20 minuti.

Aggiungere i borlotti ed infine la pasta, cuocere aggiungendo acqua calda se necessario. Aggiustare di sale e pepe, unire un filo d’olio e servire.

Meditazione: è utile per dimagrire?

È possibile dimagrire meditando? È questa la domanda che si sono poste Patrizia Collard e Helen Stephenson, esperte nel campo della meditazione e della gestione dello stress, quando hanno dato vita al libro dal titolo “The mindfulness diet” (La dieta consapevole), che illustra i rischi di diete estreme e i benefici della meditazione.

70 ricette da gustare e un piano di consapevolezza alimentare da seguire per perdere peso: sono questi i consigli pratici delle due autrici, la prima, insegnante di meditazione e consulente di gestione dello stress, la seconda, terapeuta cognitiva della base del pensiero.

Ma questo non basta per chi vuole ottenere risultati.
Per chi si è già immerso nel mondo della meditazione è noto che questa pratica buddista aiuti a riconoscere e accettare i propri sentimenti in maniera calma ed equilibrata e ad affrontare lo stress dato da impegni e problemi quotidiani, ma l’effettiva relazione tra meditazione e perdita di peso
starebbe in una vera e propria interazione con se stessi.

In “The minfulness diet” le due esperte spiegano meglio il concetto: “Non esiste dieta, conta calorie o digiuno, semplicemente cambiando l’approccio verso il modo di alimentare se stessi, è possibile entrare in sintonia con saggezza con il proprio corpo e cominciare a mangiare di meno ciò che non è necessario, riempendosi così con alimenti nutrienti che aiutano a raggiungere il peso ideale che ci renda felici per sempre”.

Da dove sarebbe allora utile iniziare? Il libro contiene una serie di ricette che danno attenzione ai colori e al profumo del cibo che si mangia e una teoria sui tempi che si dedicano per terminare il pasto e quanta attenzione diamo alla scelta del cibo. La conclusione è che mangiare in meno di 20 minuti non è salutare e nemmeno aiuta a rendersi conto di quello che si è introdotto nel proprio organismo, così come sostiene anche Shoana Wikinson, capo nutrizionista a Nutri Centre.com, che accoglie con piacere questo tipo di approccio ma pensa che chiamarlo dieta non sia corretto.

E se questo non bastasse? Patrizia e Stephen sanno quanto sia importante avere una guida e per tale ragione si sono impegnate concretamente organizzando dei corsi sullo sviluppo del pensiero dell’alimentazione, che partiranno da gennaio 2015 nel Regno Unito.
Il mondo della moda si è invece proposto come testimonial con Miranda Kerr, postegirl di questa pratica, che ha scritto due libri “Treasure Yourself” e “Empower yourself”, e Daisy Love, che afferma che la pratica aiuti ad affrontare meglio la giornata.
Ma tenersi in forma è ormai uno scopo comune, che impegna anche altri personaggi come Arianna Huffington, celebre per il suo sito Huffington Post, la quale ha ricorso alla meditazione per cambiare la sua vita.
E per concludere, persino i ministri stanno considerando l’introduzione di lezioni in meditazione. Secondo il ministro David Laws le sessioni potrebbero davvero aiutare gli studenti ad incrementare le proprie attitudini e motivazioni. Voi che ne pensate?

Proprietà e benefici della farina di tapioca

farina di tapioca
farina di tapioca

La farina di tapioca è la farina che si ottiene dai tuberi della manioca. Proprio per questo motivo, è conosciuta anche con i nomi “amido di tapioca” o “farina di manioca”. Si tratta di una farina molto leggera per l’intestino ed è ovviamente spoglia di glutine, peculiarità che la rende molto adatta per le preparazioni alimentari indirizzate ai bambini nel periodo dello svezzamento. In questo articolo vogliamo menzionare tutte le proprietà e i benefici che caratterizzano la tapioca.

La farina di tapioca ha un alto contenuto di carboidrati e solo una piccola parte è riservata alle proteine e ai lipidi. Oltre a ciò, la tapioca è anche un’eccezionale sorgente di potassio, ferro, calcio, fosforo e vitamina B2. Per via del suo elevato potere nutritivo, la farina di tapioca è particolarmente adatta nei casi di convalescenza e per le primissime pappe dei piccoli. Un’altra pregiata caratteristica della tapioca è la sua notevole digeribilità che la rende dunque facilmente assimilabile dall’intestino. Ma non è tutto. Un ulteriore maestoso beneficio della farina di tapioca è quello di fare in modo che alcune sostanze contenute nel latte vengano smaltite facilmente. Difatti, quando la tapioca viene cotta nel latte, i granuli di amido di cui è dotata, aumentano di volume, creando una rete che dissesta e respinge la caseina presente nel latte. Questo permette ai succhi gastrici di attaccarla agevolmente e dunque di assorbirla senza fatica.

In cucina, la farina di tapioca è impiegata in primo luogo come collante o come legante. Difatti, è possibile utilizzarla anche per condensare una vellutata, un passato di verdure o una crema per dolci. E’ molto usata ad esempio nella preparazione di prodotti di pasticceria al posto dell’amido di mais o della farina di riso. Per di più, nei dolci, la farina di tapioca, può essere indicata come sostanza surrogatoria delle uova. Nelle zone più calde e torride, invece, la farina di tapioca è uno degli ingredienti basilari e serve principalmente per realizzare l’impasto del pane.