giovedì, 16 Luglio 2026

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I migliori hotel del mondo del 2015 (FOTO)

credits photo: hukalodge.co.nz

I viaggiatori si dividono in due gruppi: quelli che non importa dove si dorme e quelli che la scelta dell’hotel, rigorosamente dalle 3 stelle in su, è importante. Per quest’ultimi potrà essere utile questa selezione degli hotel più belli. Sono state sapientemente scelte, per i Mr & Mrs Smith Hotel Awards, dodici categorie e, per ognuna, l’hotel migliore. Ecco il risultato:

Miglior arredamento: Ett Hem, Stoccolma, Svezia

credits photo: ndependent.co.uk
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Ad aggiudicarsi il primo posto per il miglior arredamento è l’Ett Hem, di Stoccolma. È un misto tra arredamento tipico degli hotel, professionale ma un po’ impersonale, e quello tipico di un ambiente casalingo. Risulta così accogliente ma non sciatto. Il lusso infatti la fa da padrone sia negli ambienti comuni che nelle camere.

Camera più sexy: la Roccia Suite al Bellevue Syrene, Sorrento, Italia

credits photo: bellevue.it/
credits photo: bellevue.it/

La camera più sexy è degli italiani. Si trova a Sorrento al Bellevue Syrene ed è la Roccia Suite. Situata in un’antica grotta romana, con vista sul Vesuvio e con un’invitante piscina idromassaggio con riscaldata. Insomma, ha tutto quello che serve per far esplodere la passione.

Miglior ristorante: Oreade al Monteverdi, Toscana, Italia

credits photo: monteverdituscany.com
credits photo: monteverdituscany.com

Per il miglior ristorante restiamo in Italia, andando precisamente in Toscana. Non per niente siamo un paese conosciuto per il buon cibo. L’Oreade si trova precisamente a Castiglioncello del Trinoro, in una tipica cantina del posto. Il ristorante permette di cenare su un’elegantissima terrazza con vista sulle campagne circostanti.

Il bar più cool: Cocktail Lounge al Zetter Townhouse, Londra, UK

credits photo: independent.co.uk
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Questo bar è arredato con molta creatività, richiamando lo stile teatrale. Le bevande si alternano ai deliziosi cibi dello chef Bruno Loubet.

Migliore Spa: Nam Hai, Hoi An, Vietnam

Hotel

I trattamenti del Nam Hai sono principalmente quelli tipici asiatici ma incorporano anche le tecniche vietnamite e tailandesi. È particolarmente famoso per l’uso di prodotti di alta qualità.

Premio ecologia: Song Saa Private Island, Koh Rong Islands, Cambodia

credits photo: songsaa.com
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Il motto del Son Saa è: ‘lusso con leggerezza’. Perché di lusso, in questo hotel, non ne manca. Ma il tutto è stato creato per rispettare l’ambiente. Si trova nel cuore di una vasta riserva marina. Inoltre, gli ospiti, supportati da un’associazione solidale, possono fare un’esperienza edificante insegnando l’arte ai bambini locali.

Migliore per famiglie: Jean-Michel Cousteau Resort, Fiji

credits photo: fijiresort.com
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Si tratta di un resort di lusso, famoso per la possibilità che offre di spettacolari immersioni subacquee e per la sensibilità alle tematiche ambientali. Inoltre al suo interno c’è il Bula Club, un mini resort con piscine e scivoli, in cui i bambini si divertono seguiti dall’occhio attento delle tate.

Il Boutique Hotel più economico: Masseria Cervarolo, Puglia, Italia

credits photo: masseriacervarolo.it
credits photo: masseriacervarolo.it

L’Italia la spunta in un’altra categoria. La Masseria Cervarolo, a conduzione familiare, attira i suoi ospiti con vini pregiati e liquori. Qui si può imparare a cucinare, a fare il sapone o a danzare. Negli ambienti sono riproposti reperti d’epoca.

Miglior piscina: Amangiri, Utah, Stati Uniti

credits photo: aman.com
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L’Amangiri offre una piscina spettacolare con vista mozzafiato. È presente anche una vasca idromassaggio.

Il più spirituale: Huka Lodge, Lake Taupo, Nuova Zelanda

credits photo: hukalodge.co.nz
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Si tratta di un rifiugio per pescatori del 1920. L’intimità che lo caratterizza non ha pari e tutto è sapientemente gestito per far sentire gli ospiti come a casa. Da non perdere, poi, la suggestiva cena sotto le stelle.

Migliore novità: Battery San Francisco, California, Stati Uniti

Il Battery San Francisco è un’ex frabbrica in cui è stata ricreata l’idea di tana, con pareti di mattoni a vista. Un posto veramente molto creativo.

Miglior Smith Hotel 2015: The Pig On the Beach, Dorset, Regno Unito

credits photo: thepighotel.com
credits photo: thepighotel.com

Staff preparatissimo, massima attenzione per i dettagli e assenza di pretese. Questi gli ingredienti che hanno reso il Pig On the Beach il miglior hotel del 2015. Come può far immaginare il nome, il protagonista di questo hotel è il cibo.

Le tipologie di amiche che tutte abbiamo (VIDEO)

Credits photo: youtube.com

Cosa c’è di più bello dell’avere delle amiche con cui condividere tutto? Le avventure di una vacanza, il banco di scuola e le litigate con i genitori o con il fidanzato: nel bene o nel male le amiche con la A maiuscola non ci abbandoneranno mai, nemmeno quando siamo totalmente dalla parte del torto. Proveranno a farci ragionare, a farci capire che magari questa volta siamo state noi a sbagliare, ma staranno sempre al nostro fianco.

Ogni amica, però, ha la sua caratteristica, quella per cui non riusciamo a fare a meno di trascorrere del tempo in sua compagnia: c’è quella che inizia ad urlare per ogni nostro successo, quella che con un solo sguardo capisce che c’è qualcosa che non va e quella che ci impedisce di fare stupidate, come mandare un messaggio a quel ragazzo che tanto ci ha fatto star male.

Di tipologie di amiche, quindi, ce ne sono tantissime: le sisters, le affidabili – quelle a cui si chiede se abbiamo qualcosa tra i denti – le festaiole, le spontanee, le amiche d’infanzia, le (testarde) democratiche, le materne – che ci tengono testa e capelli quando siamo sul water in preda ad un attacco di vomito – e persino le scambiste – quelle con cui scambiamo i vestiti, ma anche gli uomini, senza mai rompere l’amicizia. Perché un’amica, nonostante tutto e tutti, è per sempre.

Tutto questo, in modo molto semplice e divertente, ce lo racconta Tess Masazza, insieme a Lodovica Comello, nel video “Tipologie di amiche“. Vi riconoscete in una di queste?

Matrimonio, basta alle foto amatoriali

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E alla fine anche i fotografi hanno le scatole piene. Di cosa? Ma di tutti noi comuni homo sapiens, perpetuamente armati di tablet e smartphone. La denuncia arriva da Thomas Stewart, un fotografo che si occupa di cerimonie e di matrimoni, il quale ha dichiarato di non poterne più di ospiti stalker tra i piedi mentre è intento a svolgere il proprio lavoro.
Pare che per chi scatta foto per professione sia diventato davvero difficile riuscire ad immortalare la sposa nel suo ingresso in chiesa, oppure catturare l’immagine dei due novelli sposini durante il lancio del riso.

Sfogandosi il fotografo ha affermato di aver partecipato a un matrimonio nel quale lo sposo ha dovuto addirittura sporgersi per vedere la sua bella arrivare all’altare, poiché la navata centrale era piena di amici e parenti armati di fotocamere e cellulari.
Ma perché tutto questo? Perché cimentarsi in un’attività approssimativa, fastidiosa e non retribuita? Se gli sposi hanno deciso di pagare fotografi di professione per immortalare il grande giorno, perché insistere con l’uso smodato della tecnologia?
Purtroppo capisco perfettamente cosa possa spingere le persone a volere fotografare a tutti i costi, essendo io in prima persona a farlo continuamente non curandomi delle occasioni.

La verità è che il problema non riguarda la fotografia in prima istanza, ma il fatto che la nostra routine ci porta a vivere la quotidianità con lo smartphone in mano. Fotografare è la diretta conseguenza di questa pessima abitudine e la situazione peggiora oltremodo perché le foto finiscono per essere postate in rete, dal momento che tutta la nostra vita passa ormai per il filtro dei social. L’unica soluzione per vivere serenamente il proprio giorno è il Wedding Unplugged, ovvero il matrimonio nel quale sono gli sposi a vietare espressamente l’uso della tecnologia.

Bellezza alternativa: donne che non si depilano (FOTO)

Si dice che il mondo è bello perché è vario, così come la bellezza non ha una sola variante. Viviamo in un mondo in cui ci vengono imposte delle regole per apparire e piacere agli altri, e ci è stato detto che bisogna depilarsi per non sembrare brutti o sporchi. Ci sono però delle donne che hanno detto basta a queste regole e hanno deciso di mostrarsi come la natura le ha fatte.

La regista pornografica Nikki Silver ha raccolto in un book fotografico dal titolo “Unshaven” gli scatti di queste donne che, in nome della libertà, non rimuovono i peli dal proprio corpo. Al giorno d’oggi, sono sopratutto le giovani ragazze ad essere ossessionate dalla depilazione perché condizionate dai canoni di bellezza che vedono in televisione e sono spinte a seguirli senza una propria coscienza.
L’artista ha dichiarato: “Radersi è diventata un’ossessione. I canoni di bellezza di oggi sono basati su persone che sono insicure e ben lontane dall’avere familiarità con il proprio corpo. Non credo che prendersi cura di se stessi sia negativo, ma quando non si tratta di un desiderio quanto piuttosto di un tentativo di raggiungere un ideale di bellezza stereotipato, non credo sia positivo”.

L’intento del book di Nikki Silver non è dire se sia giusto o sbagliato depilarsi, perché entrambe sono libere scelte che vengono prese dalle donne consapevolmente. Alla regista interessa mostrare piuttosto: “la libertà personale e l’autonomia del corpo, specialmente per le donne che la società cerca spesso di controllare”. La raccolta fotografica è stata pubblicata lo scorso settembre e contiene i migliori scatti tra le 40mila foto fatte per il sito porno di Nikki Silver.

E voi che ne pensate? Siete d’accordo con le sue parole?

Credits photos: Nikki Silver