mercoledì, 26 Agosto 2026

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Star Trek, le invenzioni di ieri diventate realtà (FOTO)

Credits: empireonline.com

Quando Star Trek è approdato sugli schermi nei lontani anni sessanta, milioni di telespettatori in tutto il mondo hanno sperato di poter, un giorno, utilizzare tutta quella tecnologia che all’epoca sembrava lontana anni luce. Dal suo debutto sono passati più di cinquant’anni, eppure Star Trek continua ad avere ancora un grande impatto sul pubblico, ma sopratutto sugli scienziati.

I progressi della tecnologia hanno infatti permesso di rendere reali alcune di quelle invenzioni che il capitano Kirk e il suo equipaggio utilizzavano nella celebre serie tv. Scoprite quali sono con Blog di Lifestyle.

Comunicatore

Credits: startrek.com
Credits: startrek.com

L’equipaggio dell’Enterprise parlava tra loro tramite un comunicatore, un dispositivo che permette la trasmissione di dati da un pianeta a una navicella in orbita, è molto simile al nostro moderno smartphone. Gli autori del programma immaginavano questo strumento già nel 1966, e oggi non possiamo farne più a meno.

Porte automatiche

Credits: youtube.com
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Negli anni sessanta le persone immaginavano di poter oltrepassare da una stanza all’altra senza dover aprire la porta, quindi una scorrevole era un’invenzione futuristica e adatta per la navicella vista in Star Trek. Oggi le porte scorrevoli le vediamo ovunque: dai supermercati agli alberghi.

Traduttore universale

Credits: youtube.com
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Oggi abbiamo tanti siti online che ci permettono di tradurre istantaneamente una pagina web, anche grazie a Google Translate. L’Enterprise invece possedeva un traduttore universale in grado di comprendere lingue delle creature aliene come i Sulibani, i Tholiani, i Klingon e gli Andoriani e cavarsela in caso di pericolo.

Schermo al plasma

Credits: youtube.com
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Quando il capitano Kirk ordinava a Sulu di alzare lo schermo, tutti i fan di Star Trek hanno immaginato di possederne uno nelle loro case. Quello non è stato il primo passo che ha cambiato la vita di milioni di persone: dallo schermo a tubo catodico ai televisori al plasma, fino ai televisori LCD retroilluminati a LED.

Personal computer

Credits: filmjunk.com
Credits: filmjunk.com

Quando Star Trek debuttò, i computer erano lenti, grandi e ingombranti, ma questo non ha impedito agli autori della serie di sviluppare la loro fantasia per crearne di più piccoli. E cinque anni dopo, il primo PC, l’Altair 8800, è entrato nel mercato.

Hypospray

Credits: youtube.com
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L’hypospray, la siringa ipodermica, veniva usata per somministrare al paziente medicinali senza penetrare la pelle. Questa siringa è stata utilizzata negli anni ottanta per la somministrazione di vaccini a masse di popolazione. Nel 2012, il team capitanato da Ian Hunter ha realizzato una siringa che è in grado di iniettare senza ago sostanze alla velocità del suono. Lo strumento, che funziona grazie a una bobina avvolta attorno a un pistone, è al momento ancora un prototipo, ma consentirebbe di “bucare” zone fino ad ora difficili, come la cornea o il timpano.

Localizzatore di equipaggio

Credits: tech.fanpage.it
Credits: tech.fanpage.it

Fin dalla notte dei tempi, l’uomo ha sempre desiderato spostarsi velocemente da un posto all’altro senza doversi ‘muovere’. Star Trek ha introdotto il localizzatore di equipaggio, ovvero il futuro GPS, introdotto nel 1994. Con questo sistema, l’Enterprise lo utilizzava sulle navi stellari per indicare la posizione dei membri dell’equipaggio, agganciarli e teletrasportarli a destinazione.

Space travel

Credits: youtube.com
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Ciò che manca oggi è un viaggio spaziale, ancora purtroppo impossibile da realizzare. Eppure l’imprenditore Richard Branson ci ha provato nel 2012. Grazie alla sua società di trasporto spaziale, la Virgin Galactic, si era dato da fare per realizzare un’offerta di voli suborbitali per il mercato commerciale. Peccato che un solo biglietto di andata costava 200mila dollari. Un prezzo solo per veri Paperon De’ Paperoni.

Le Principesse Disney in autunno (FOTO)

photo credits: buzzfeed

Ancora una volta Principesse Disney, ancora una volta una nuova domanda che le riguarda: cosa farebbero le nostre principesse, se potessero vivere l’autunno, con i suoi colori e le meravigliose attività che si possono fare in questa stagione?
Di certo non se ne andrebbero in giro a cantare, ballare e baciare principi con vestiti leggeri e gambe scoperte. Eccole, quindi, per voi in veste autunnale.

Biancaneve

photo credits: buzzfeed
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Settembre è il mese in cui i meli ci regalano i loro frutti. Biancaneve, coperta da un cappello ed un mantello le raccoglie tutte. Ne farà una bella torta per i suoi amici nani?

Cenerentola

photo credits: buzzfeed
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La fata madrina di Cenerentola, ad una fredda e inutilizzabile zucca, preferisce una calda bevanda della catena Starbucks. Molto più calda ed adatta alla stagione che rende le temperature più basse.
Ovviamente non si tratta di una bevanda qualunque, ma del Pumpkin Spice Latte, ovvero di una sorta di cappuccino speziato alla zucca.

Tiana

photo credits: buzzfeed
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Tiana, protagonista del film animato La Principessa e il ranocchio, sogna sin da bambina di aprire un ristorante. Una volta realizzato il suo sogno non si farà sfuggire di certo l’occasione di organizzare una festa in stile Oktoberfest nel suo locale. Birra aromatizzata alla zucca e brezel per tutti.

Jasmine

photo credits: buzzfeed
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Anche Jasmine si copre in autunno: la principessa indiana abbandona crop top e spalle scoperte. Anche il tappeto viene sostituito con un comodo plaid. Sai che mal di gola viaggiando di notte al freddo, cantando il mondo è mio?

Pocahontas

photo credits: buzzfeed
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Anche Pocahontas non rinuncia alle sue passioni, continua a cantare i colori del vento, ma ben coperta da un maglione ed un cappello.

5 momenti in cui gli uomini sono inutili

www.moviepilot.com

Mi riesce veramente difficile scrivere un articolo sull’uomo inservibile, perché il mio compagno è tutt’altro. Lui lava, stira, cucina. Lo fa spesso, senza lamentarsi e sicuramente meglio di me. Della serie mi piega i vestiti quando sono in crisi e butto giù tutto l’armadio. Detta così può sembrare che sia il mio schiavo ma lui non lo fa per me: è semplicemente un maniaco dell’ordine.
Per questa ragione ho dovuto concentrarmi su altre figure, tipo quella di mio padre, ovvero quel sant’uomo che ha scoperto l’esistenza delle pentole dopo i 50 anni. Sono decine le situazioni nelle quali gli uomini credono di rendersi utili quando invece riescono a portare solo caos e rivoluzione.

In cucina

Io credo fermamente che alcuni uomini siano molto più bravi e portati di noi donne in cucina, ma non ho mai visto nessun maschio preparare la cena senza fare schizzare il sugo come la lava dello Stromboli. Roba che ci vuole l’impresa di pulizia e un carico intero della lavastoviglie per lavare tutti i mestoli e le pentole usate per preparare un po’ di pomodorino.

Al supermercato

Non sanno dove si trovano le cose, non capiscono la logica del supermercato. Riescono solo a trovare il banco dei salumi (naturalmente ignorando il fatto che bisogna prendere il numero) per provare la nuova mortadella. Se, a sorpresa, gli chiedi di andare a prendere il deodorante al cetriolo vanno nel panico più totale, manco gli avessi chiesto di uscire dalla camera in piena notte per vedere se ci sono i ladri.

Nel bel mezzo di un guasto

La maggior parte degli uomini non capisce una mazza di tubi, elettrodomestici e impianti elettrici. Ma la cosa divertente è che, durante un guasto, si convincono di riuscire a sistemare tutto da soli. Tipo come quando mio padre per montare il soffione della doccia forò (al centro, con una precisione spaventosa) il tubo dell’acqua, rendendo il mio bagno una piscinetta per le papere.

Al centro commerciale

Mio Dio vorrei dare fuoco ai maschi che accompagnano le donne a fare shopping: mettete l’ansia. Meglio rimanere a casa che girare con una faccia da funerale: siete antiestetici. Capisco la buona fede e le ore interminabili che una donna può trascorrere in camerino, ma se vi offrite non dovete poi lamentarvi e fare le corse per tornare a casa.

In una situazione difficile

Ma dico io siete uomini o elefanti? Di tutte le cose che mancano a un uomo la più importante è il tatto. Sparare una cavolata durante un funerale? Roba da principianti. E uscirsene con battute stupide nel mezzo di un problema di famiglia? Tipico. Senza contare il fatto che quando siamo giù di morale difficilmente sapranno tirarlo su con argomentazioni che non siano fuori luogo e contesto. Ma dico io un po’ di sensibilità?

Peeple, l’app per recensire le persone. E la privacy?

Credit: theverge.com

Nel nostro mondo moderno, dov’è reperibile qualsiasi tipo di recensione online, mancava solo un sito in cui fosse possibile recensire e valutare gli esseri umani. E allora l’hanno inventato.

Sì, proprio così: tipo un Tripadvisor, ma per le persone – dal vostro vicino di casa, alla vostra parrucchiera, alla maestra dei vostri figli.

Sottotitolata “character is destiny”, Peeple è un’app nascente che promette di “rivoluzionare il modo in cui siamo visti nel mondo attraverso le nostre relazioni”, e consente di assegnare le recensioni – da una a cinque stelle – a tutti quelli che conoscete.
La pubblicità recita testuali parole: “The Peeple app allows us to better choose who we hire, do business with, date, become our neighbours, roommates, landlords/tenants, and teach our children”. E gli inventori
– la canadese Julia Cordray, e la californiana co-fondatorice, Nicole McCullough – la descrivono come un “app positività per persone positive”, e insistono dicendo che ci dovrebbero essere infinite ragioni per spiegare perché dovremmo volere questo controllo per le persone intorno a noi.

Si, ma in tutto questo, la privacy che fine fa?

In giro per la rete questa nuova idea sta facendo molto discutere e i pareri negativi arrivano da ogni dove. È effettivamente difficile non giustificarli, o almeno comprenderli: tutti potremo essere recensiti e nessuno potrà togliersi dal database.
A riguardo, Peeple assicura che si procederà in modo etico e, per quanto possibile, rispettoso della privacy. Infatti, per postare una qualsiasi recensione su qualcuno, sarà necessario essere in possesso del suo numero di cellulare, e definire quale relazione abbiamo avuto con il soggetto (romantica, lavorativa, amicizia). Le recensioni non saranno poi anonime, anzi, è richiesto e obbligatorio l’inserimento del proprio nome e cognome.

Credit: digitaltrends.com
Credit: digitaltrends.com

Lo scetticismo, da parte di molti, è tanto, fin troppo. Ma Julia Cordray e Nicole McCullough hanno già racimolato circa 7.5 milioni di dollari di investimenti, e ora si passerà a realizzare la prima beta dell’app, che verrà testata per un po’ prima di arrivare ufficialmente sul mercato.
A novembre (periodo di svolgimento dei primi test) ne sapremo di più. Ma voi cosa ne pensate?