sabato, 29 Agosto 2026

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L’agonia di un malato di Alzheimer

www.dailymail.co.uk

Quando viene diagnosticata una malattia ad uno dei propri cari si scatena l’inferno: sgomento, dolore, angoscia per i risultati degli esami e momenti disperati ricerca ‘fai da te’ per trovare una cura in grado di non strapparci via chi amiamo.
Si, è vero, viviamo in un periodo in cui le malattie sono all’ordine del giorno, ma ciò non ci porrà mai al riparo dal timore che possa prima o poi toccare a noi. Sembra tutto così ‘standard’ quando la tempesta si abbatte nelle case altrui mentre quando viene il nostro momento non conosciamo altro che la speranza che qualcosa o quacuno ci trascini via dal tunnel della paura.
Ci sono anime, però, molto più forti e intraprendenti di altre, come Mark Seymour, un fotografo di professione che ha deciso di guardare letteralmente in faccia la malattia di suo padre attraverso la sua reflex.
Ronnie Seymour aveva 78 anni quando gli è stata diagnosticata la malattia di Alzheimer, che suo figlio ha fotografato fino alla fine.

La galleria che è nata da questa esperienza è affascinante e molto toccante: la malattia di Ronnie lo ha logorato fino alla fine dei suoi giorni, iniziando con semplici amnesie fino ad arrivare a un irreversibile stato di demenza nel quale aveva dimenticato completamente nomi e volti dei propri figli.
Le immagini in bianco e nero mostrano come la sua famiglia sia stata parte integrante della sua vita anche durante la malattia. La scelta di suo figlio è stata fatta per mostrare al mondo cosa significhi vivere in uno stato di profonda demenza, causata da un male che colpisce migliaia di persone ogni anno.


Ronnie viveva a Burnham, nel Buckinghamshire, e aveva già un’idea di come fosse la vita con il morbo di Alzheimer dopo aver visto assistito sua madre, anch’essa colpita dallo stesso morbo.
La cosa straordinaria di quest’uomo fu la sua volontà di reagire all’avanzare della patologia attraverso le attività più disparate, così da ritardarne il sopravvento. Ronnie era ancora in grado di vestirsi e nutrirsi quando scoprì di avete la malattia, fino al momento in cui fu ricoverato a causa di pesanti peggioramenti in una casa di cura.
Suo figlio Mark ha vissuto e documentato la trasformazione di suo padre da uomo in forma, attivo e creativo, fino al momento in cui si è spento per sempre.
Le sue fotografie sono per sua stessa dichiarazione ‘terapeutiche’ e mostrano il coraggio di un uomo che si è opposto con tutta le sue forze all’avanzare della morte.

Ansia da social network: hai anche tu la FOMO?

[Foto: gqitalia]

Apri Facebook, scorri la tu home ed ecco, ansia: la tua compagna di banco delle elementari laureata, il tuo ragazzo che dispensa like tra le sue amiche, il tuo ex che sta con una alta e magra, la ex del tuo lui che controlla tutto in cagnesco. Insomma, tutto è visibile, tutto è palesato. O almeno il lato bello, quello dell'”ehi quanto sono felice”. Il profilo migliore, insomma. Così tutta la felicità altrui ci arriva addosso come una valanga, moltiplicata per le centinaia di utenti e di post che vediamo ogni giorno. L’effetto? Sviluppiamo una forte ansia, definita FOMO, acronimo di “Fear of Missing Out“, che ci fa sentire insicuri, infelici, invidiosi e insoddisfatti, davanti alla piattaforma.

E la conseguenza immediata, la reazione del nostro cervello a quest’ansia, è proprio quella di voler simulare gioia e solarità sui social network, per non essere da meno alla felicità del resto del mondo, per mostrare a destinatari specifici o a tutti in generale, che te la spassi anche tu, alla grande. Così invadi la tua bacheca di foto con gli altri, di piatti sani e salutari, di canzoni alla moda. Perché solo così ci sei dentro, solo così sei come tutti gli altri. Felice.

Ma quale felicità è più autentica? Quella virtuale o quella reale? Viviamola prima e postiamola poi, se abbiamo fortuna ad averne. Cerchiamola nella vita quotidiana se invece fatica ad arrivare.

Le case delle serie tv (FOTO)

Una casa può indicare pace e tranquillità perché “nessun posto è come casa”, ma quando si parla di serie tv, allora l’affermazione varia. Le location delle serie televisive sono da sempre circondate da quel fascino di bellezza e mistero che ci spinge a volerle visitare e passeggiare tra le varie stanze dove abbiamo visto i nostri personaggi preferiti animare le nostre lunghe giornate.

Ebbene alcune di queste case esistono, anche dopo la fine della serie tv, e sono posti che possono essere visitati, inclusi nel pacchetto del tour che intendete fare. E non solo: se proprio non potete farne a meno (e avete un bel po’ di soldi da spendere), potete addirittura comprarle. O affittarle. Da New York a Washington, passando per l’Inghilterra, ecco alcune delle case delle serie tv più famose. Le riconoscete tutte?

Casa di Laura Palmer (Twin Peaks)

Credits: vanityfair.it
Credits: vanityfair.it

Twin Peaks sta tornando sul piccolo schermo, ma intanto la casa di Laura Palmer è stata messa in vendita al prezzo di 549.490 dollari. Un cult delle serie tv si fa pagare bene.

Casa di Dawson Leery (Dawson’s Creek)

Credits: vanityfair.it
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Ancora un salto nel passato, stavolta nella casa di Dawson Leery. L’abitazione si trova a New Hanover, nel North Carolina ma non sappiamo se anche i suoi vicini si arrampicano alla finestra con la scala come faceva Joey Potter. Se vi interessa il prezzo, la casa di Dawson sarebbe potuta costare tra i 350 e i 400mila dollari.

Casa dei Winslow (Otto sotto un tetto)

winslow otto sotto un tetto

I simpatici Winslow vivevano in un quartiere popolare della città e precisamente al 1516 W. di Wrightwood Avenue. Oggi la loro casa costerebbe circa 400 mila dollari.

Casa di Carrie (Sex and the City)

Credits: vanityfair.it
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Sex and the City ci porta a New York e allo storico appartamento di Carrie Bradshow. Oggi la mitica scalinata che ci introduce nella sua abitazione è di proprietà privata.

Casa di Sabrina (Sabrina vita da strega)

Credits: vanityfair.it
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Sabrina Spellman e le sue zie vivevano in una bellissima casa in stile vittoriano di Sabrina Spellman nel New Jersey. Mentre fuori è reale, gli interni erano invece costruiti negli studios.

Loft di Brian (Queer as Folk)

Credits: vanityfair.it
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La tana del sesso dell’affascinante pubblicitario Brian Kinney non è realmente a Pittsburgh, bensì a Toronto, dove è stata girata quasi tutta la serie.

Casa di Meredith (Grey’s Anatomy)

Credits: vanityfair.it
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La casa ceduta dalla madre a Meredith, Izzie e O’Malley nelle prime stagioni di Grey’s Anatomy esiste davvero e si trova al 303 di Comstock Street a Seattle.

Residenza Downton Abbey

Credits: vanityfair.it
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Ci spostiamo in Inghilterra con la splendida Downton Abbey. Sarà una delusione sapere che in realtà la residenza della ricca famiglia Crawley è il suggestivo Highcare Castle nell’Hampshire, che ospita anche le riprese interne della serie tv.

Casa degli Harmor (American Horror Story)

Credits: vanityfair.it
Credits: vanityfair.it

L’inquietante villa in cui abitava la famiglia Harmon nella prima stagione di American Horror Story ha sede a Los Angeles. Nel 2002, l’abitazione è stata messa in vendita alla cifra astronomica di 17 milioni di dollari.

Bates Motel

Credits: vanityfair.it
Credits: vanityfair.it

Altra location da brividi quella della serie tv Bates Motel e, ancora prima, set di Psycho. L’imponente residenza è in realtà il Scafairer Hotel in Oregon. Avreste il coraggio di pernottare qui?

Prigione di Litchfield (Orange is the new black)

Credits: vanityfair.it
Credits: vanityfair.it

Ultimo set da brivido con la tetra prigione di Orange is the new Black. Il Litchfield, dove sono ambientate le vicende delle detenute della serie tv è, in realtà, l’Istituto di Correzione Federale di Danbury.

I dolci che rendono originale una festa (FOTO)

credits photo: vistanozze.com

Spesso le feste che organizziamo possono sembrare tutte uguali e monotone. Prendiamo i matrimoni: tutti con la tipica cerimonia, il tipico menù e la tipica torta nuziale. Essere originali in queste occasioni può diventare difficile, ma in realtà basta veramente poco per aggiungere un tocco che stupisca gli invitati.

La soluzione adatta l’ha trovata una famiglia di Londra che ama cucinare per amici e parenti, creando torte e cupcake dall’aspetto originale. Le foto dei loro dolci sono piaciute parecchio e le richieste sono cominciate ad arrivare dal mondo intero. Ad attirare l’attenzione sono stati i dolci particolari, quelli che tutti vorremmo alle nostre feste e che ci dispiacerebbe mangiare per quanto sono belli.

Per un matrimonio, per esempio, potremmo sostituire la tipica torta, ricoperta di panna e con i due sposini abbracciati in cima, con una a forma di Lego. I nostri ospiti rimarranno a bocca aperta mentre divorano con gli occhi e con la bocca ogni mattoncino.

credits photo: www.facebook.com/CupcakesBySJ?fref=nf
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Per un compleanno, invece, si potrebbe optare per i cupcake. Basta riuscire a scegliere tra quelli ispirati a Frozen, il cartone che sta facendo impazzire milioni di bambine in tutto il mondo e quelli a forma di cubo di Rubik.

credits photo: www.facebook.com/CupcakesBySJ?fref=nf
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Con i cupcake, in particolare, è possibile sbizzarrirsi e non è detto che non possano essere utilizzati anche nelle occasioni più formali. Basta lasciar volare la fantasia e dare libero sfogo alla creatività. Purtroppo, per logici motivi, l’impresa familiare non può spedire ovunque. Noi possiamo solo lasciarci ispirare da queste foto.