domenica, 27 Settembre 2026

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Il Curvy Pride sbarca a Milano: la bellezza è senza taglia (INTERVISTA)

credits photo: beautifulcurvy.com

Domani, sabato 6 giugno, si terrà a Milano la terza edizione del Curvy Pride, una importante manifestazione a favore di tutte le donne per dire al mondo che non è la taglia che indossiamo che ci fa belle. Dietro l’organizzazione di questo magnifico evento, che negli anni precedenti si è svolto a Bologna, c’è Marianna Lo Preiato, mamma e imprenditrice napoletana.

Noi di Blog di Lifestyle l’avevamo intervistata già in occasione della scorsa edizione e quest’anno ci siamo fatte raccontare come la società sta rispondendo alle manifestazioni come il Curvy Pride.

Dopo Bologna è la volta di Milano per il Curvy Pride. Questa è la terza edizione, quali sono le differenze con le scorse edizioni?

La prima differenza è data dal forte legame con il tema di EXPO: essere presenti ad Expoincittà è un occasione eccezionale per lanciare a livello internazionale un mesaggio di equilibrio e benessere nel modo in cui ognuno di noi si rapporta con il cibo e impara a nutrire ed amare il proprio corpo. La seconda differenza è che quest’anno abbiamo organizzato anche un workshop dove ci si potrà confrontare sui temi della valorizzazione della bellezza senza taglia e dei disturbi del comportamento alimentare. La terza sarà nello svolgimento stesso del flash mob…

La partecipazione a questi eventi cresce di anno in anno. Credi che sia un riflesso di un cambiamento che sta avvenendo all’interno della società?

Sicuramente. A poco a poco le donne, ma anche gli uomini, stanno prendendo coscienza della necessità di riappropriarsi della propria vita, del diritto di essere felici a prescindere dalla taglia che indossano.

Negli ultimi anni sembra esserci stata una riscossa delle curvy, anche nel mondo della moda. È tutto vero o si sostiene questo modello solo perché ‘è giusto farlo’?

Si sta affermando un modello di donna vera. Che esiste veramente, e non l’esclusivo risultato di diete folli, bisturi e photoshop.

Spesso chi sostiene l’orgoglio curvy viene accusato di diffondere l’idea che “grasso è sano”, tu come risponderesti?

Curvy Pride è un movimento (anzi da qualche giorno si è trasformato in un’ Associazione di Promozione Sociale), che vuole affermare il diritto a un’idea di bellezza che non discrimini e non crei modelli irraggiungibili e dannosi. Curvy Pride non incita a rimpinzarsi di cibo, ma ad accettarsi per quel che si è. Se non ti piacciono le tue gambe metti in evidenza il tuo decolté, se per te il tuo viso è un po’ paffuto punta sui tuoi occhi… ma soprattutto esci, vivi, non nasconderti perché qualcun altro ha deciso che non rispondi a un determinato canone di bellezza. Determinato da chi, poi? Da tutti i poteri economici che ci vogliono spingere a spendere miliardi nella speranza di cambiare il nostro corpo ed essere più felici? Il risultato è stato solo di aver creato una generazione di eterni insoddisfatti.

La vostra è anche una battaglia contro i disturbi alimentari. Quanto può influire l’uso dei social network nell’insorgere di queste malattie nei giovani ragazzi? Cosa può fare la famiglia?

Tanto. Troppo. Oggi i giovani si relazionano soprattutto tramite immagini. Immagini modificate, artefatte, “photoshoppate”. E confrontandosi con questi stereotipi il raffronto con la realtà diventa deludente.

Il rischio di rincorrere questi “miti costruiti” tramite un approccio sbagliato con il cibo è altissimo. Educhiamo i nostri figli ad una corretta nutrizione, a ricercare la verità nelle immagini e a comprendere che il corpo va amato con i suoi pregi e i suoi difetti. La famiglia ha anche il compito importantissimo di sorvegliare la crescita dei propri figli e cercare di captare eventuali campanelli di allarme. Mai abbassare la guardia.

Puoi darci qualche anticipazione su come si svolgerà il Curvy Pride quest’anno? Quanta affluenza ci si aspetta?

Nessuna anticipazione, solo una promessa: ci divertiremo! Vi aspettiamo a Milano!

Dato il successo di queste edizioni, c’è la possibilità di vedere questo evento in altre città d’Italia?

Questo è il nostro sogno. Più si parlerà di Curvy Pride, più avremo donne, uomini e, soprattutto, adolescenti che inizieranno a guardarsi allo specchio con maggiore rispetto spinti da una maggiore consapevolezza di se stessi, consapevolezza che potrà essere d’aiuto nel lavoro, nello studio e anche nella ricerca di un amore.

Approfitto, quindi, della domanda e faccio un appello. Noi siamo disponibili a portare i nostri valori e le nostre capacità di aggregare ed entusiasmare, in tutte le piazze d’Italia. Chiunque abbia voglia di darci una mano ci contatti!

National Geographic fa furore su Instagram (FOTO)

Non solo dive del cinema o star della musica: a spopolare sulla piattaforma di Instagram, e a giusta ragione, è il National Geographic. Con un account creato all’incirca tre anni fa, la celebre rivista fotografica è riuscita a raggiungere numeri stratosferici: il profilo, su cui sono state pubblicate più di 7.000 immagini, ha registrato 20 milioni e mezzo di followers e, giusto di recente, è arrivato in fatto di like a quota un miliardo.

A gestire l’account Instagram di National Geographic sono i reporter in persona: è a loro che si deve, dunque, questo strabiliante successo. In totale sono 110 e, giorno dopo giorno, ciascuno con la propria password, postano le foto più belle, siano essere opera di propria mano o di quella degli altri fotografi.

Tra questi figurano grandi nomi del calibro di Steve McCurry (autore di molti tra i più celebri scatti del magazine) e David Guttenfelder (che il Time ha nominato Insta-fotografo dell’anno), ma anche Joel Sartore, John Stanmeyer, Steve Winter e numerosi altri.

“Ci siamo avvicinati a un universo totalmente diverso – ha dichiarato Sarah Lee, la direttrice della fotografia della rivista National Geographic – tutto è partito con l’idea di dare ai reporter un mezzo nuovo per mostrare non soltanto quello che stavano facendo per nostro conto, ma anche quanto di collaterale accada“.

E tra orsi, insetti, caprette, bambini, farfalle, ma anche paesaggi mozzafiato – siano essi in cielo, in terra o in mare – c’è davvero da restare incantati: per una volta la fama sui social rispecchia la grandezza di chi c’è dietro allo schermo.

I nomi più popolari per un appuntamento secondo Happn

Non esiste una prova che ci assicuri che le persone con un determinato nome siano più affidabili per iniziare una relazione, ma grazie ad Happn, la nuova app francese per la localizzazione di sconosciuti, siamo in grado di sapere che nomi come James e Sarah a Londra o Amandas e Michaels sono semplicemente più gettonati di altri.

Partiamo dal principio. Nel 2014 Rappaport ha deciso di creare una nuova app che non utilizzasse degli algoritmi per rintracciare le persone più compatibili col vostro profilo e nemmeno tentasse di proporvi chiunque si trovava non troppo distante da voi, Happn voleva fare di più, richiamandosi a quel concetto di Serendipity che abbiamo espresso precedentemente.

Vi sarà capitato spesso di trovarvi nella direzione di qualcun’altro, incrociarlo, avere la sensazione che dobbiate conoscerlo ma lasciare quel pensiero a quei pochi secondi. Happn interviene proprio in questo momento, identificando quella persona, qualora la vostra app sia attiva e dicendovi, grazie ad un vostro “mi piace” quante volte vi incontrerete nel corso della stessa giornata.

La persona in questione, che sia James, Sarah, Amandas e Michaels non saprà che lo apprezzate a meno che lui non faccia lo stesso con voi. Se invece siete temerari e volete rivelarvi subito, basta un charm sul suo profilo e saprete se per voi c’è una possibilità di incontrarlo per davvero. Se ci fate caso, il concetto è lo stesso delle letterine che lasciavate sul banco della persona che vi piaceva quando eravate bambini, ma in versione 2.0 e senza l’uso di parole.

L’app, di origini francesi, si è diffusa immediatamente a Londra, New York e in tutte le grandi città. Sebbene sia nata con lo scopo di far incontrare delle persone che sembrano interessate l’una all’altra, chiunque potrebbe usare Happn semplicemente per rendere più facile il suo impatto con la città e costruire legami che lo aiutino a integrarsi meglio nel posto.

Infine, Happn aiuta le persone a ricordare che anche se la tecnologia è davvero un comodo alleato per contattare qualcuno, la vera sfida si gioca nella vita reale fuori da pc, smartphone e applicazioni, dove un like è un sorriso e un charm uno sguardo imbarazzato, ma allo stesso tempo fiducioso.

Mantenendo l’idea che ogni persona ha il suo fascino agli occhi di chi la guarda, a voi la classifica dei nomi più popolari secondo Happn, tra Barcellona, New York e Parigi.

Donne

A Barcellona

1. Laura
2. Marta
3. Cristina
4. Anna
5. Andrea

A New York City

1. Amanda
2. Nicole
3. Jessica
4. Alexandra
5. Katie

A Parigi

1. Marie
2. Camille
3. Sarah
4. Charlotte
5. Pauline

Uomini

A Barcellona

1. Marc
2. David
3. Jordi
4. Albert
5. Alex

A New York City

1. Michael
2. Matt
3. Ben
4. Jason
5. Simon

A Parigi

1. Louis
2. Adrien
3. Julien
4. Vincent
5. Alexandre

Cancro, scoperta l’immunoterapia

Young patients of the Children Hospital of Emergency and Reconstructive Surgery in industrial Ukrainian city of Donetsk wait for medical procedures on March 11, 2013. 41 children with different forms of leukemia are in the hospital for treatment. Some 5500 thousand children with various types of cancer are registered in Ukraine. AFP PHOTO/ ALEXANDER KHUDOTEPLY (Photo credit should read Alexander KHUDOTEPLY/AFP/Getty Images)

Certe volte riportare notizie che riguardano le malattie è un po’ deprimente, specie se hai avuto qualche persona cara coinvolta in una patologia incurabile. E se è vero che parlare di tumore provoca uno stato di ansia evitabile, è anche doveroso informarsi sui passi avanti che la scienza fa ogni giorno.
Oggi si parla di cancro, ma in senso positivo perché è stata scoperta una nuova cura per combattere uno dei mali peggiori dell’ultimo secolo: l’immunoterapia.
Quest’ultima sfrutterebbe le difese immunitarie del malato nell’attaccare le cellule cancerose.

L’immunoterapia si baserebbe su un farmaco presentato nel corso dell’ American Society of Clinical Oncology’s a Chicago. Roy Herbst, capo di oncologia medica all’Università di Yale, ha definito ‘straordinaria’ l’efficacia del trattamento, che potrebbe rappresentare il futuro per la cura dei melanomi. In questo modo si farebbe leva sulle difese del soggetto senza incappare in cure aggressive, ma attualmente necessarie, come la chemio.
Secondo quanto dichiarato dal professore è in atto un cambiamento radicale degli schemi della oncologia moderna, che nel giro dei prossimi 5 anni potrebbe rendere l’immunoterapia un trattamento standard per la cura dei tumori.

Questa notizia rappresenta un faro di speranza per tutti coloro che soffrono di malattie gravi come il cancro e per chiunque si trovi a combattere al fianco di un parente o un amico per sconfiggere una malattia.
Se realmente efficace l’immunoterapia rivoluzionerà il mondo della medicina, rendendo meno tortuoso il percorso verso la guarigione.