mercoledì, 27 Maggio 2026

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Il tempo ritrovato: #iorestoacasa

#iorestoacasa è il motto di questi tempi. Volenti o nolenti dobbiamo per non ammalarci e non consentire al virus di circolare ancora e prolungare questa quarantena.

Anche chi vi scrive è ovviamente in quarantena e pensa sempre a nuove strategie per allietare la vostra e cercare di rendere il tempo e le restrizioni meno pesanti.

Il tempo è il protagonista di oggi.

Ieri pensavo a Marcel Proust ed al suo capolavoro, al modo in cui ritrova i ricordi perduti e mi sono lasciata ispirare.

L’albero genealogico in quarantena

Ecco l’idea: prendete dei foglio o un foglio grande e costruite l’albero genealogico. Chiamate i parenti, sarà anche un’ottima scusa per sentirli finalmente, usate le foto e usate internet.

Ricostruite le vostre radici, informatevi su chi erano i vostri antenati e cosa facevano.

Tenere le fila in quarantena

Ovvero prendere le foto dei tempi passati e quelle della famiglia e ricostruire storie, dare nomi ai volti, ricordare momenti passati. Potete mostrarle ad amici e parenti in videochat e farvi delle belle chiacchierate. Potete finalmente riordinare e riempire i vecchi album, magari scannerizzare e fare decluttering che non è una cattiva idea.

#iorestoacasa ma alleno la memoria

Questo è un ottimo argomento, specie se si ha una certa età, ma in quanti ogni tanto si lamentano che non ricordano un bel niente? Quanti di noi usano post it, agende e telefoni per ricordare ogni minima cosa? Ecco che la quarantena ci è d’aiuto. Fate test mnemonici, giochi su internet o con chi è con voi, settimana enigmistica e imparate a memoria le poesie che amate di più (o i testi delle canzoni che vi piacciono).

Leggere e scrivere in quarantena

Cosa avrebbero fatto i nostri antenati senza tv, internet e cellulari? Se avevano una radio la ascoltavano ma per lo più leggevano e scrivevano.

Leggere abbatte i confini: si può viaggiare, essere in luoghi in cui non si è mai stati, imparare cose nuove anche chiusi dentro casa. I libri ci insegnano, ci tengono compagnia e diventano i nostri più cari amici.

E poi scrivere: quanti di voi hanno il famoso libro/racconto chiuso nel cassetto? E’ ora di completarlo. Quanti di voi, come me, non hanno più avuto il tempo di partecipare ad un concorso letterario? E’ tempo di provarci. E se non siete scrittori non importa, tenete un diario: scrivete delle vostre giornate, dei vostri progetti e delle piccole cose belle e felici che vi capitano ogni giorno, piccole ed ordinarie come un sole molto caldo, una lieve pioggerellina, la neve, il profumo del pane caldo, la telefonata di un amico, una buona torta, qualcosa di nuovo che avete imparato etc etc

Riprendetevi il tempo per essere voi stessi, per fare ciò che vi piace e per scoprire il mondo da fermi, in casa.

Lavoretti per Pasqua con i bimbi #iorestoacasa

Lavoretti per Pasqua con i bimbi: #iorestoacasa e non mi annoio.

La quarantena è lunga da passare in casa, specie con i bimbi, è ideale trovare dei lavoretti da fare per passare il tempo e non annoiarsi.

La Pasqua che si avvicina è un ottimo spunto e si possono trovare tante idee con materiale di riciclo che abbiamo in casa.

#iorestoacasa: idee per lavoretti di Pasqua con i bambini

Guardatevi attorno in casa, ci sono tanti materiali che si possono usare: scatole di cartone, carta, bottiglie di plastica e questa è solo una piccola parte.

Poi serve la solita attrezzatura: pennarelli, pastelli, scotch, forbici e colla.

Cestini pasquali

Si possono organizzare tagliando dei fondi di bottiglie di plastica, vanno poi forati e con un cordoncino si fa il manico, poi si decorano con nastrini e fiocchetti.

Bigliettini di auguri pasquali

Molto semplici da fare: servono matite colorate e cartoncini, pastelli. Date libero sfogo alla creatività dei bimbi che possono così disegnare ciò che vogliono

#iorestoacasa: dipingere le uova

Si possono usare scarti di frutta e verdura come coloranti naturali.

• blu: cavolo viola, succo di mirtillo

• giallo: the, zafferano, curcuma, camomilla, cumino, bucce di arancia o limone (per un giallo più chiaro)

• verde: spinaci, prezzemolo

• rosso/rosa: barbabietola rossa cotta, cavolo rosso, tè rosso, karkadè, buccia di cipolla rossa

• arancione: bucce di cipolla bionda, paprika

• viola: bacche di mirtillo frullate, succo d’uva, vino rosso

• marrone: caffè, cacao, tè nero, lenticchie

Colorare le uova è semplice: dopo aver fatto bollire le uova, si fanno freddare e poi va estratto il colorante dagli scarti facendoli bollire. Vanno immerse le uova in circa 250 ml di acqua colorata insieme ad 1 cucchiaino di aceto bianco. Lasciarle in ammollo per un tempo variabile a seconda dell’intensità di colore che si vuole ottenere.

Reddit ebook deal: Gisella di Carlo Cassola

Reddit ebook deal: Gisella di Carlo Cassola per tenervi compagnia in quarantena.

Ho scoperto che la quarantena è perfetta per riscoprire i classici, soprattutto gli italiani come Calvino, Cassola ma anche Svevo.

Vi voglio dedicare una canzone prima di parlare del libro: S’Arriu De Su Coru di Simona Salis.

Questa canzone che parla di fiumi immaginari del cuore (tutti i fiumi portano al mare), di trovare la pace e se stessi non so perché mi ha fatto venire in mente la protagonista del libro di oggi.

Reddit ebook deal: Gisella di Carlo Cassola

Se state pensando ad un’eroina forte, sognatrice e romantica siete fuori strada, beh forte lo è in effetti; Gisella infatti pur sembrando una delicata fanciulla è molto fredda, astuta, calcolatrice e ipocrita.

Ciò è dovuto oltre che al suo carattere anche alla condizione in cui si trova: è povera ed orfana, vive in casa di alcuni parenti dove in pratica è considerata una domestica, per via anche della zia che ne è gelosa e che vorrebbe una figlia graziosa come lei mentre la sua è un tipo decisamente mascolino.

Lo scenario come sempre è Firenze.

Dunque la Gisella vive con questi zii ed è una ragazza molto corteggiata che decide di sfruttare la sua bellezza , decide di fidanzarsi con un ragazzo innamorato di lei ma dopo poco lo lascia per sposare un vicedirettore di banca che le interessa solo per la posizione che ricopre.

Da lui ha un figlio a cui è attaccata solo diciamo per un “senso del dovere”. Nonostante Gisella si consideri una signora rispettabile alla prima occasione buona intrattiene una relazione con il vecchio zio che la ospitava in casa. Nel mentre arriva la guerra, il secondo conflitto mondiale, e Gisella fa pressioni sul marito perché questi si allei con i fascisti ottenendo solo che questi venga costretto a fuggire al nord per non esser linciato dai partigiani.

Quindi Gisella facendo conto che il marito sia morto inizia una relazione con un soldato americano tale Bill per tornare nuovamente dallo zio ma ecco che il marito Antonio ricompare, Gisella furiosa per ferirlo gli racconta i suoi tradimenti ma poi se ne pente e l’assalgono i sensi di colpa, in questi sprazzi prende consapevolezza di non avere un buon animo, ma c’è da dire che se lo fa passare presto perché comincia a giustificare i suoi comportamenti e a far prevale l’orgoglio .

Mentre la guerra continua Gisella e la sua famiglia si trasferiscono a Bologna dove lei si trasforma…

Anna Frank: il diario della ragazza segregata #iorestoacasa

Anna Frank: il diario della ragazza segregata per ben due anni per sfuggire ai nazisti.

In un momento difficile come questo, dato dal Coronavirus, in cui dobbiamo restare a casa per forza vi invito a riscoprire questa lettura.

Leggo in rete molto spesso persone che si lamentano per queste settimane chiusi in casa e il mio pensiero torna sempre ad Anna.

La piccola Frank ha vissuto chiusa in un piccolo appartamento per due anni. Niente aria aperta, niente musica, niente tv, niente telefono, solo ginnastica, studio, libri e chiacchiere.

Purtroppo lei non si rifugiava da un virus ma da un male peggiore: i nazisti.

Vi invito a leggere, o rileggere, questo libro, di questi tempi, per riflettere.

Il diario di Anna Frank: un esempio per tutti noi

Anna è una ragazza di tredici anni di origine ebraica, è nata in una benestante famiglia poiché il padre è banchiere di professione.

La seconda guerra mondiale sconvolge la serenità della loro vita: sono costretti a trasferirsi ad Amsterdam per sfuggire alle persecuzioni (1942), dopo l’occupazione tedesca dell’Olanda, Anna e la sua famiglia si sistemarono in un alloggio segreto che si trovava sopra una vecchia fabbrica di spezie.

A loro si unirono la famiglia Van Daan e il Dottor Dussel. La loro non fu una convivenza felice, poiché erano costretti a vivere nascosti e segregati in locali piccolissimi, scomodi e molto freddi.

Fu un’esperienza molto dura soprattutto per i tre ragazzi: Anna, Margot sua sorella e Peter figlio dei signori Van Daan.

Erano troppo spesso tristi e desiderosi di libertà. Anna, nei due anni di segregazione, decide di scrivere un diario, in cui racconta le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze.

Racconta fatti spesso banali: le discussioni sul cibo, sull’uso del bagno, le piccole insofferenze tra persone costrette a vivere troppo vicine.

Scrive ogni pagina del diario come una lettera ad un’amica immaginaria: Kitty.

Emerge un prepotente spirito libero, senza età: sembra di poter vedere un’anima matura in un corpo di bambina, fiduciosa nell’avvenire, nella bontà dell’uomo. Spesso parla di Peter, il ragazzo di cui pian piano si accorge di essersi innamorata e con cui trascorre le serate in soffitta.

Non riesce quasi più a trovare un minimo di equilibrio in quell’ambiente: il padre sembra allontanarsi da lei, la madre solo un’amica che non dimostra nulla riguardo all’affetto materno, la sorella disperata quanto lei, il sig. Van Daan noioso, la sig. Van Daan sempre pronta a criticare ad ogni pretesto è inoltre costretta a dividere la stanza col dottor Dussel, pignolo e pesante.

Anna studiava molto, le sue passioni si basavano sulla storia, sul francese e sulle materie letterarie, ma odiava la matematica.

A seguito di una segnalazione spionistica, il 4 agosto 1944 un tedesco e quattro olandesi, fecero irruzione all’alloggio segreto: tutti i rifugiati clandestini furono arrestati e l’alloggio fu saccheggiato e perquisito dalla GESTAPO.

Qualche giorno dopo, il gruppo di rifugiati fu avviato a Westerbork, il più grande campo di concentramento in Olanda. Il 2 settembre 1944 i Frank furono condotti ad Auschwitz, dove il padre venne separato dalle figlie e dalla moglie, che da lì a poco, morì di consunzione. Nel febbraio 1945 Anna e Margot si ammalarono di tifo, e in marzo Anna morì, pochi giorni dopo sua sorella. Furono entrambe sepolte in una fossa comune. Tre settimane dopo le truppe inglesi liberarono Bergen Belesn.


Il diario di Anna Frank per riflettere

Che dire di questo libro?E’ commovente, drammatico, ancor più se pensiamo a chi apparteneva ed in che contesto è stato scritto.

I desideri, le paure, i dolori e le speranze che Anna affida a queste pagine ci travolgono e ci lasciano scossi. Imperdibile decisamente.

Leggete e non lamentatevi se per poche settimane dovrete stare a casa per il bene di tutti, lei non si è salvata, noi potremmo.

Chi è Anna Frank?

Una ragazza tedesca di origine ebrea, nata a Francoforte nel 1929, che, prima di morire a soli 16 anni nel campo di concentramento di Bergen Belsen, ci insegna il valore della bontà nonostante il mondo disumano in cui si trova a vivere. Perseguitati dai tedeschi, per la loro origine ebraica, lei, la sua famiglia e in seguito la famiglia Van Daan e il Dottor Dussel, furono costretti a stare nascosti in un alloggio segreto, fino a quando furono scoperti dalle SS. Arrestati e portati nei campi di concentramento.

Il diario di Anna Frank, fu trovato nell’alloggio segreto e consegnato dopo la guerra al padre di Anna, unico superstite della famiglia. Fu pubblicato ad Amsterdam nel 1947, col titolo originale Het acherhuiscil (il retrocasa).