mercoledì, 8 Luglio 2026

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Le peggiori scuse per non andare a lavoro

credits photo: trattamentoestetico.it

Svegliarsi ogni mattina presto ed andare a lavoro alla lunga può essere stancante, ed è così che qualcuno, ogni tanto, decide di prendersi la giornata libera inventando una scusa da dire al capo. Qualcun’altro poi, per evitare la solita scusa del “sono influenzato” si mette di buona lena con tutta la fantasia che possiede per inventarne qualcuna molto più originale.

Le motivazioni utilizzate più frequentemente risultano essere quelle legate alla salute e ai nostri animali domestici, ma non è tutto qui. Benenden Health, provider di assistenza integrativa britannica, ha deciso di andare oltre e commissionare uno studio, condotto su 1000 lavoratori e altrettanti capi, per trovare le 25 scuse peggiori, decisamente poco credibili, utilizzate per saltare una giornata di lavoro.

Lo stesso studio ci avvisa: attenzione ad inventare scuse, ragionevoli o no, per evitare una giornata di lavoro, 6 capi su 10 non ci credono e controllano sui social network le nostre attività. Ma, se avete proprio deciso di utilizzarne, per avere più chances di essere creduti puntate sui classici virus intestinali, dolori addominali o influenza ed evitate queste:

“Una lattina di fagioli è atterrata sul mio alluce”

Si può rifiutare una giornata di riposo all’inventore di questa perla? Evidentemente sì.

“Nuotavo troppo veloce e ho sbattuto la testa sul bordo della piscina”

Chi ha inventanto questa scusa ha probabilmente pensato che è un incidente che capita spesso. Perchè non utilizzarlo per rimanere a casa?

“Sono stato morso da un insetto”

Se volete copiare questa scusa ricordatevi di sottolineare che l’insetto era estremamente velenoso o radioattivo.

“La mia auto aveva il freno a mano ed è rotolata giù per la collina contro un lampione”

Un incidente che può capitare. Ma se è una scusa sarà meglio andare a lavoro a piedi il giorno dopo, altrimenti il vostro capo vedrà la macchina intatta e senza i segni lasciati dal lampione.

“Sono scivolato su una moneta”

Molto più originale della classica buccia di banana.

“Il mio cane ha avuto un grande spavento e non voglio lasciarlo”

Prima di accampare questa scusa assicuratevi almeno di avere un cane.

“Il mio criceto è morto”, ” Il mio pesce è malato” e “La mia mamma è morta”

Scuse utilizzate spesso, già dai tempi della scuola, anche nelle varianti che vedono protagonisti il cane, il gatto e la nonna (poverina). Il capo ormai non ci crede più, soprattutto se ad utilizzarle è la stessa persona per due volte.

“Ho avuto una notte insonne”, “Mi sono bruciato la mano sul tostapane”, “Ho il naso chiuso”e “Ho un dito dolorante”

Può capitare, ma al capo non sembrerà una buona scusa per non presentarsi a lavoro.

“Mi sono fatto male durante il sesso”

Ebbene sì, anche questa scusa è stata veramente utilizzata.

“Sto avendo delle allucinazioni”

Se utilizzi questa scusa è probabile che la prossima allucinazione verterà sulla tua lettera di richiamo.

“Sono bloccato in casa mia perchè la porta si è rotta”

Sperate che il capo non mandi i vigili del fuoco a liberarvi.

“La mia nuova ragazza mi ha morso in un punto delicato”

Il capo non vi giustificherà per questo, potete starne certi.

“Il cane mi ha mangiato le scarpe”

I nostri amici a quattro zampe sanno essere terribili, ma raramente questa è una buona scusa per non andare a lavoro.

“Il mio alluce è rimasto incastrato nel rubinetto del bagno” e “Sono al pronto soccorso con una molletta da bucato sulla lingua”

Sono scuse decisamente fantasiose ma davvero troppo poco credibili.

“Ho ingoiato l’acquaragia”

Con questa scusa metterete in dubbio non solo il vostro posto di lavoro ma anche la vostra sanità mentale.

“Ho bevuto troppo e mi sono addormentato sul pavimento di qualcuno, non so dove mi trovo”

Ottima scusa se volete essere licenziati e spediti dagli alcolisti anonimi.

“Ho fatto un disastro con la tintura per capelli” e “Sto utilizzando una nuova soluzione per lenti a contatto e mi lacrimano gli occhi”

Il vostro capo capirà immediatamente che è una scusa, non utilizzatela.

“I miei pantaloni si sono rotti mentre stavo venendo a lavoro”

A meno che non abitiate ad ore di distanza dal posto di lavoro è una pessima scusa (oltre che poco credibile). Il capo probabilmente preferirà concedervi il tempo per tornare a casa cambiarvi piuttosto che una giornata di riposo.

Uomini, alla fine scelgono sempre quella ‘comoda’

Noi donne adoriamo ossessionarci oltremodo e trascorrere le giornate a (s)parlare di uomini con le amiche, in perfetto stile ‘Sex and the city‘.
Proprio non capiamo perché non ci chiamano mai quando lo desideriamo, perché preferiscono una partita di calcetto ad una cena romantica e perché non ci regalano cuori a San Valentino.
La vita è piena di uomini che ‘non devono chiedere mai‘, che ci danno attenzione come fossimo un bonsai e che sono più inafferrabili della zanzara che oltrepassa la tua zanzariera manco fosse Patrick Swayze in ‘Ghost’.
Eppure, nonostante certe volte ci appaiano misteriosi ed enigmatici, gli uomini sono originali quanto la sottiletta in un toast.

Ho trascorso i migliori anni della mia vita a contatto con soli maschi, e quello che ho capito dopo secoli di analisi è stato molto deludente.
Si, perché quando sei adolescente vivi i rapporti come Dawson Leery, assilli te stesso per qualsiasi cosa e credi che l’amore sia più complicato dei rebus, ovvero quella parte che lasci sempre in bianco quando compri la Settimana Enigmistica.
Sarebbe bello potere lasciare in bianco anche le situazioni della vita, andare avanti facendo finta che storie, persone e complicazioni non esistano. Ma non è mai così.
Se da piccolo ti ossessioni e ti interroghi manco fossi Mel Gibson su ciò che vogliono gli uomini, da grande smetti di essere così curiosa, anzi, prendi coscienza che tutto quell’universo tenebroso e affascinante altro non era che un buco nero pieno di banalità.

Cosa vuole veramente il maschio?
Beh, l’uomo medio trascorre quasi tutta la vita cercando di portarlo a spasso più volte possibile. In palestra, al supermercato, in discoteca, alla Snai.
Si, perché anche se ci vai per puntare sulla vittoria del Sassuolo, hai comunque una speranza di potere incontrare una cassiera figa e, tra una scommessa e l’altra, proporre una puntata ‘soiocome‘ anche a lei.
Gli anni passano ma l’uomo rimane pressoché lo stesso: anche da marito fedele riesce a crearsi uno spazio mentale per giocare al dottore con la commessa del negozio di sigarette elettroniche.
Ma veniamo al punto.
Checché se ne dica gli uomini prima o poi si impegnano, ti fanno giocare a ping pong per una vita intera, ma poi si impegnano. Il problema è che non lo fanno con te.
Quello che ho capito è che il maschio ama la caccia, le sfide, le stronze. Impazzisce per i giochetti e le pazzie, passa da un letto all’altro manco fosse il gioco delle sedie e ti vuole sempre sexy, brillante, porca.
Tutto filerebbe dritto se non fosse che poi sposa un’altra tipologia di donna, estremamente lontana dal tipo ‘tigre del ribaltabile‘ e vicina ad un concetto molto più soft: quello della poltrona.
L’uomo che si sposa cerca di ricreare la zona di comfort della propria casa d’origine; a meno che non sia uno sprovveduto sceglie sempre la donnina comprensiva e accomodante, che riesca a dargli le stesse sensazioni di un divano.
La donna poltrona, però, non esiste in natura.
Si tratta semplicemente di una femmina molto più intelligente di tutte le altre, estremamente scaltra e mossa dalla voglia di raggiungere un unico obiettivo: farsi sposare.

Lei sa molto bene che l’uomo difficilmente sceglie chi gli rompe le scatole, chi lo critica di continuo e lo rimprovera anche se esce dalla doccia senza ciabatte.
La donna poltrona è un essere abile e astuto: spesso non brilla per bellezza o contenuti, ma sa bene che carte giocare per ottenere ciò che vuole. E il più delle volte ci riesce.
Fateci caso: quante volte playboy da strapazzo si accasano con signorine anonime e ‘saporite’ quanto un alga giapponese?
Vengono spesso criticate da noi altre perché senza sapore e senza sesso: ma poi ci fanno marameo mentre noi rimaniamo zitelle.
Al maschio non serve qualcuno che lo bacchetti, né una pantera che lo divori tra le lenzuola: per quello c’è l’amante. E le amanti non vengono mai portate all’altare.
La sua vita altro non è che una parabola semplice: portare a spasso il gioiello più a lungo possibile e prendere in moglie una poltrona comoda ed eccitante quanto una canzone di Enya.

Da McDonald’s si pagherà con selfie e abbracci (VIDEO)

McDonald’s è una delle maggiori catene di fast food, e a partire dal mese di febbraio, lancia una novità assoluta: una nuova modalità di pagamento nei suoi ristoranti statunitensi. All’alba del giorno dopo il Super Bowl, a partire da questo lunedì, la compagnia deciderà un momento specifico della giornata nel quale i clienti potranno pagare esprimendo il loro amore speciale per McDonald’s. In che modo?

Attraverso selfie o abbracci con gli addetti ai tavoli o alla cassa, i consumatori inaugureranno così febbraio come il mese dell’amore per eccellenza. Non a caso, lo slogan di McDonald’s è “I’m Lovin’ it.” I clienti verranno selezionati casualmente e potranno usufruire di questo speciale metodo di pagamento per pagare i loro pasti.

“Possiamo manifestare il nostro amore in tantissime e divertenti modalità. Mcdonald’s vuole ‘ringraziare i clienti che rallegrano la nostra giornata e vogliamo che la rallegrino anche a qualcun altro”, queste le parole di un portavoce della multinazionale americana al canale televisivo ABC News.

Tuttavia, non si può parlare propriamente di amore nel sentimento che Mcdonald’s ha manifestato a Don Thompson, suo amministratore delegato da tre anni, accusato del calo delle vendite negli Stati Uniti che hanno indebolito la società negli ultimi mesi. Thompson uscirà definitivamente di scena il 1 marzo e sarà sostituito dal vicepresidente esecutivo Steve Easterbrook. E l’annuncio ha avuto il suo effetto positivo in Borsa, facendo balzare la multinazionale ai vertici e facendo guadagnare al titolo McDonald’s il 3%.

L’iniziativa lanciata da McDonald’s è stata promossa durante gli spot pubblicitari del Super Bowl, dove milioni di americani hanno potuto vedere in diretta un video in cui si introduceva il nuovo metodo di pagamento. Si chiama ‘Pay With Lovin’, e durerà dal 2 al 14 febbraio, concludendosi quindi per la festa di San Valentino. Un modo come un altro per fare qualcosa di originale e divertente in tempo di crisi. Via libera dunque a selfie, abbracci e altre forme di amore completamente gratuite.

http://www.youtube.com/watch?v=iq2Sm2XGv_s

San Valentino: i regali più strani (FOTO)

Credits photo: yourtrainersgroup.com

Si fa presto a dire che San Valentino non è una festa e che l’amore si dimostra giorno per giorno con un gesto inaspettato, quando si è single, ma da innamorati la musica cambia, non si ragiona più e inevitabilmente parte la corsa ai regali, anche a quelli più strani e impensabili.

Nulla a che vedere dunque con i regali low cost, di cui avevamo parlato nei giorni scorsi. Qui si parla di oggetti che non avremmo mai pensato esistessero ma che in fondo preservano il significato di San Valentino più di dolcetti e cuoricini.

Parliamo di regali particolari, ma anche originali, entrati a far parte dell’inventario di una ragazza o un ragazzo, chissà in quale parte del mondo, e che magari qualcun altro potrebbe apprezzare.

Cuscino

Credits photo: yourtrainersgroup.com
Credits photo: yourtrainersgroup.com

Chiaramente le fantasie sessuali fanno parte di questa logica folle chiamata amore, non possiamo quindi dimenticare gli elementi che riconducano al senso di unione tra donna e uomo. Tra questi, un cuscino con il numero della posizione preferita aiuterà a ricordare che cene e candele non sostituiscono una notte sotto le coperte.

Attenzione però a tener ben presente cosa piace davvero a uomini e donne quando scoppia la passione.

Da non escludere come possibile regalo neanche la variante del cuscino con lo schema preciso del cervello maschile e femminile.

Telecomando

Credits photo: www.abc.net.au
Credits photo: www.abc.net.au

E dalla stanza da letto alla cucina il passo è breve: qui è dove l’uomo domina e vuole avere il controllo incontrastato su ciò che succede in tv, ma anche attorno a sé. Per questo se lo volete davvero rendere felice, basta un telecomando che gli dia piena autorità sui vostri gesti. Magari potreste concedere a lui questa soddisfazione solo per San Valentino.

Salsa “Jump up and kiss me”

Credits photo: www.thebakerskitchen.net
Credits photo: www.thebakerskitchen.net

Fare l’amore è bello, ma meglio ancora è arrivare a quel momento a stomaco pieno. Vietate dunque le cene raffinate, in cui non ci si sazia. A San Valentino vogliamo assaggiare quella salsa extra piccante, proprio quella che dice “Jump up and kiss me” (Salta e baciami). Già il nome promette bene.

Mascherina da notte “Ask me first”

Credits photo: www.ebay.com
Credits photo: www.ebay.com

Cari uomini, regalare questa mascherina alle vostre donne è il passo da compiere per dimostrarle che avete capito la regola d’oro: “Ask me first” (Chiedi a me prima). Nessuna donna infatti vuole che il suo uomo agisca senza il suo consenso, qualunque sia il contesto. Troverete questo regalo facilmente su ebay.

Eggling

Credits photo: www.notedco.com
Credits photo: www.notedco.com

E se la vostra dolce metà ama cucinare, potreste puntare su questo dolce eggling. Ha l’aspetto di un semplice uovo, ma all’interno si cela la sorpresa: una piantina diversa a seconda delle esigenze, utile per insaporire alcuni piatti con deliziose spezie come prezzemolo o basilico.

Asta per i selfie

Credits photo: www.macitynet.it
Credits photo: www.macitynet.it

Non si chiama San Valentino, se manca la foto che immortali la coppia. E forse chi ha inventato l’asta per i selfie, ha pensato anche a tutte quelle persone che desideravano autofotografarsi mentre si scambiavano un tenero bacio. Che sia uomo o donna, di sicuro l’apprezzerà e non mancherà di sfruttarla a dovere.

Orologio “Whatever I’m late anyway”

San Valentino: i regali più strani (FOTO)

Nemmeno il telecomando potrà mai cambiare una pessima abitudine: il ritardo. Se anche il giorno di San Valentino riuscite a presentarvi fuori dall’orario massimo di attesa, non c’è dubbio che avete un problema. Rendete dunque consapevole il vostro partner con questo orologio: “Whatever, I’m late anyway” (Qualunque ora, sono comunque in ritardo). Forse vi capirà e quando guarderà il suo nuovo orologio si ricorderà di voi e metterà da parte la sua rabbia. D’altronde ci sono difetti peggiori.

Maglietta

San Valentino: i regali più strani (FOTO)

Chiudiamo la top 8 dei regali più strani con una deliziosa maglietta. Questo è solo un esempio, ma va bene qualsiasi frase purché dimostri al partner quel che avete nel cuore a San Valentino, a Capodanno, a Natale, ogni giorno. E naturalmente parliamo della pizza, o ancora meglio della Nutella. A voi la scelta.

Buon (quasi) San Valentino.